Gianni Letta

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Gianni Letta
Gianni letta.JPG

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Durata mandato 10 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Antonio Maccanico
Successore Lamberto Cardia

Durata mandato 11 giugno 2001 –
23 aprile 2005
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Enrico Micheli
Successore Gianni Letta

Durata mandato 23 aprile 2005 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Gianni Letta
Successore Enrico Letta

Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Enrico Letta
Successore Antonio Catricalà

Dati generali
Partito politico FI (1994-2009)
PdL (2009-2013)
FI (dal 2013)

Giovanni Letta[1][2][3] detto Gianni (Avezzano, 15 aprile 1935) è un politico e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza, durante gli anni dell'università ha lavorato come operaio in uno zuccherificio di Avezzano e ne diventò direttore del reparto chimico. Dopo aver esercitato per alcuni anni la professione forense nello studio legale del padre, si è dedicato al giornalismo, come corrispondente dall'Aquila della RAI locale e dell'ANSA e del quotidiano romano Il Tempo.

Nel 1958 Renato Angiolillo, il fondatore de Il Tempo, lo chiamò a Roma. Letta cominciò una lunga carriera che lo portò, nel 1971 a essere nominato direttore amministrativo dello stesso quotidiano, e successivamente amministratore delegato della "Società Editoriale Romana" e della "Tipografica Colonna", editrice e stampatrice del quotidiano romano. Il 16 agosto 1973, alla morte di Renato Angiolillo, Letta assunse anche la direzione de Il Tempo, che ha tenuto per quasi 15 anni fino alla fine del 1987.

Dal 1973 al 1987 è stato così Amministratore e Direttore del giornale romano, che ha poi lasciato per assumere responsabilità manageriali e giornalistiche nel Gruppo Fininvest guidato da Silvio Berlusconi. Nel 1982 è apparso nel film di Alberto Sordi Io so che tu sai che io so nella parte di se stesso.

Ha curato e condotto rubriche televisive, in particolare su Canale 5, Italia Domanda, un programma settimanale di dibattito politico-culturale. È stato per molti anni capo dell'ufficio stampa della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e successivamente capo dell'ufficio studi e documentazione dell'Ente Palazzo della Civiltà del Lavoro.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la vittoria elettorale del Polo nel 1994, Silvio Berlusconi lo volle come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel suo primo governo. Durante la XIII Legislatura, Letta resta al fianco di Berlusconi come suo consigliere. Si occuperà di organizzare presso casa sua una cena con Massimo D'Alema nel giugno del 1997, conclusasi con il cosiddetto patto della crostata, sulla riforma della Costituzione, mai entrata in vigore, da raggiungersi presso la Commissione bicamerale. Ricoprì nuovamente l'incarico di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel quinquennio dei governi Berlusconi II e III (2001-2006).

Come sottosegretario è stato presente al colloquio del 2 maggio 2005 tra le autorità italiane e l'ambasciatore statunitense Mel Sembler sul caso dell'omicidio di Nicola Calipari in Iraq durante le fasi finali della liberazione di Giuliana Sgrena. In base alle comunicazioni di Mel Sembler a Washington, rivelate a fine 2010 da Wikileaks e dal Guardian[4], appare come il rapporto italiano, almeno nella parte in cui definiva l'omicidio Calipari come "non intenzionale", fosse stato appositamente costruito per impedire ulteriori inchieste della magistratura, ed evitare che la vicenda danneggiasse i rapporti bilaterali Italia-USA e l'impegno militare italiano in Iraq. Il governo Berlusconi III si sarebbe impegnato a bloccare i tentativi di ulteriori indagini da parte delle commissioni parlamentari, già richieste dall'opposizione di centrosinistra, sostenendo la tesi del "tragico incidente"[5][6].

Nel 2006 Berlusconi propose la candidatura di Gianni Letta alla Presidenza della Repubblica Italiana. L'8 maggio 2006, nella votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica, Letta ottenne al primo scrutinio 369 voti, non riuscendo dunque a raggiungere il quorum di due terzi dell'assemblea (673 voti). Raccolse poi 11 voti al secondo scrutinio, 10 voti al terzo scrutinio e 6 voti al quarto e ultimo scrutinio, che portò all'elezione di Giorgio Napolitano al Quirinale.

Nel 2008, a seguito delle elezioni anticipate, Letta è tornato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel Governo Berlusconi IV, dopo essere stato in un primo momento indicato come possibile vicepremier. Nonostante i suoi prestigiosi incarichi governativi presso i quattro governi di centrodestra guidati da Berlusconi, Gianni Letta mai è stato iscritto a Forza Italia o al Popolo della Libertà o ad altri partiti. Il 12 novembre 2011 ha espresso l'intenzione di lasciare la politica. Egli ha infatti dichiarato: "Ho fatto il mio percorso, in tutti questi anni ho servito il Paese, ora tocca ai giovani, con questa esperienza ho concluso."[7]. Il 16 novembre al termine del giuramento del Governo Monti, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha dichiarato “Desidero rivolgere uno speciale ringraziamento a Gianni Letta per la continua e sempre scrupolosa collaborazione istituzionale, per la sensibilità, la competenza e lo spirito di servizio con cui ha contribuito a tenere vivo e limpido il rapporto tra il presidente della Repubblica e il governo nell'interesse generale del Paese e della coesione nazionale e sociale".

Nel 2014 gli è stato conferito presso la Camera dei Deputati il Premio America della Fondazione Italia USA.

Attività finanziarie[modifica | modifica wikitesto]

Dal 18 giugno 2007 Letta è membro dell'advisory board di Goldman Sachs International con compiti di consulenza strategica per le opportunità di sviluppo degli affari, con focus particolare sull'Italia.[8]

Procedimenti e indagini giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

L'8 aprile del 1993, come vicepresidente della Fininvest Comunicazioni, venne interrogato dal magistrato Antonio Di Pietro e ammise che nel 1988 l'allora segretario del PSDI, Antonio Cariglia, lo contattò alla vigilia delle elezioni europee per avere più spazio sulle reti della Fininvest e per avere dei contributi per il partito; Letta confermò di avere versato al PSDI una somma, forse di una settantina di milioni (ma il reato di violazione della legge sul finanziamento ai partiti era stato amnistiato fino al 1989)[9]

Dal novembre 2008 Gianni Letta risulta indagato per i reati di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa aggravata in riferimento a presunti favori per l'affidamento a una holding di cooperative, legata al movimento Comunione e Liberazione, dell'appalto per la ristorazione di un centro di assistenza per richiedenti asilo nel comune di Policoro.[10] Dopo un conflitto di competenza tra le Procure di Potenza e Roma, la Procura Generale presso la Corte di Cassazione ha affidato il prosieguo dell'indagine alla Procura della Repubblica di Lagonegro.[11] Nel marzo 2011 i pubblici ministeri chiedono a Lagonegro di archiviare l'inchiesta "perché non sussistono reati"[12].

Note familiari[modifica | modifica wikitesto]

Gianni Letta è sposato con Maddalena Marignetti. Due figli: Giampaolo, amministratore delegato di Medusa Film, e Marina.

Enrico Letta, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 28 aprile 2013 al 14 febbraio 2014 ed esponente del Partito Democratico, del quale per alcuni anni è stato responsabile economico, è nipote di Gianni Letta e lo ha sostituito nel ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, fino ad allora da lui occupato, nel passaggio dal Governo Berlusconi III al Governo Prodi II. L'8 maggio 2008 Gianni ha poi ripreso l'incarico dalle mani del nipote.

Gianni è, inoltre, fratello di:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gianni Letta (a sinistra) viene insignito dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi del titolo di Cavaliere di gran croce OMRI
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 5 febbraio 2002[14]
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— Parigi, 2009
Cavaliere di gran croce dell'Ordine Piano (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine Piano (Santa Sede)
  • La John Cabot University gli ha conferito la laurea honoris causa in "public service" nel 2008.
  • Il 13 gennaio 2014 riceve la cittadinanza onoraria del comune di Carmiano (Le) dal sindaco Giancarlo Mazzotta.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'esibizione dell'orchestra giovanile venezuelana 'Raphael Urdaneta' davanti al sottosegretario alla presidenza Letta
  2. ^ Letta, l'uomo della pace
  3. ^ Premio Vico a Giovanni Letta
  4. ^ (EN) Cable reported by the Guardian
  5. ^ Corriere della Sera, 21 dicembre 2010
  6. ^ La Repubblica, 21 dicembre 2010
  7. ^ [1], 12 novembre 2011
  8. ^ Corriere della Sera, 19 giugno 2007
  9. ^ Il Fatto Quotidiano, 23 settembre 2009, pag. 3.
  10. ^ Accoglienza ai clandestini? Ci pensa Gianni, su Il Fatto Quotidiano del 23 settembre 2009, p. 3.
  11. ^ Palazzo Chigi smentisce ma le carte confermano, su Il Fatto Quotidiano del 24 settembre 2009, p. 4 (qui il pdf pubblicato dal giornale).
  12. ^ I pm: «Archiviate l'inchiesta per Morcone e Letta, non hanno commesso reati»
  13. ^ Croce Rossa Italiana - Elezioni 2012 - Vertici Nazionali - Risultati
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  15. ^ Dal Papa riconoscimento: Gianni Letta sarà gentiluomo, La Repubblica, 12 febbraio 2008.
  16. ^ Cittadinanza onoraria al Dott. Gianni Letta.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giusy Arena; Filippo Barone. Gianni Letta. Biografia non autorizzata. Editori Riuniti, 2009. ISBN 978-88-359-8021-6

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore de Il Tempo Successore
Leonida Rèpaci 17 agosto 1973 - 17 aprile 1987 Gaspare Barbiellini Amidei
Predecessore Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Segretario del Consiglio dei ministri
Successore Emblem of Italy.svg
Antonio Maccanico 10 maggio 1994 - 17 gennaio 1995 Lamberto Cardia I
Enrico Micheli 11 giugno 2001 - 23 aprile 2005 Gianni Letta II
Gianni Letta 23 aprile 2005-17 maggio 2006 Enrico Letta III
Enrico Letta 8 maggio 2008 - 16 novembre 2011 Antonio Catricalà IV

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