Stefano Ricucci

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Stefano Ricucci (Roma11 ottobre 1962) è un imprenditore italiano.

Indice

[modifica] Cenni biografici

Figlio di un autista di autobus, cresce a Santa Maria Maggiore ed inizia a lavorare come cameriere, seguendo contemporaneamente un corso di odontotecnica. Diplomatosi, svolge l'attività di odontotecnico a Roma.

Nel frattempo comincia la sua attività imprenditoriale acquistando e cedendo terreni agricoli e immobili nella capitale. A detta di Ricucci, questa attività è potuta iniziare grazie a un terreno agricolo di famiglia divenuto edificabile che lui avrebbe venduto ottenendo così il capitale iniziale da cui è partito per costruire il suo impero immobiliare, sempre basato sul meccanismo dell'acquisto e rivendita di terreni e immobili.

Entra nel mondo della finanza italiana reinvestendo 100 milioni di euro di plusvalenze in alcune grandi casseforti, come Hopa (1,4%), Banca Popolare di Lodi (0,9%), Reti Bancarie (1%), Investimenti Immobiliari Lombardi (0,4%) e Banca Valori (1%). Continuando con le speculazioni, giunge a detenere il 5% circa di Capitalia, venduta nel 2003 con un guadagno di 120 milioni di euro.

Sposato una prima volta con una compagna di scuola ha divorziato e ha sposato nel 2005 l'attrice Anna Falchi.

[modifica] L'ascesa nel mondo finanziario

Secondo alcuni osservatori critici, le straordinarie fortune accumulate da Ricucci nasconderebbero una qualche forma di finanziamento misteriosa, ipotesi che l'immobiliarista romano ha sempre smentito. La Magiste International, società madre di tutte le attività di Ricucci, ha sede in Lussemburgo e risulta posseduta da un trust con sede in un paradiso fiscale, l'Isola di Guernsey.

Nell'estate del 2005 appare su tutti i giornali quando annuncia - violando un elementare principio di correttezza e di saggezza - di essere in possesso di quote sempre maggiori di RCS, la società editrice del Corriere della Sera. Il fatto è stato considerato straordinario in quanto il personaggio era precedentemente conosciuto esclusivamente agli addetti ai lavori. Il Corriere è infatti considerato la roccaforte del salotto buono, il gruppo delle più grandi aziende italiane (Fiat, Mediobanca, Generali) che ne detengono il controllo e quello di Ricucci è stato visto come un tentativo goffo di rompere un equilibrio del sistema capitalistico italiano. Un'OPA sulla società non è stata tuttavia mai lanciata, a differenza di quanto annunciato dal consulente Livolsi e lasciato intendere dallo stesso Ricucci. È stato inserito nel gruppo dei furbetti del quartierino, espressione coniata da Ricucci e intercettata, che indica il gruppo di imprenditori e banchieri italiani coinvolti negli scandali finanziari del 2005 (Fiorani, Consorte, Coppola, Statuto e Ricucci).

Durante le indagini della magistratura, una serie di intercettazioni telefoniche sullo stesso Ricucci sono apparse sui maggiori quotidiani, dando popolarità al linguaggio estremamente vernacolare e popolare - e talvolta triviale - con cui Ricucci trattava giganteschi affari finanziari.

[modifica] L'arresto

A seguito d'indagini sulla "scalata" all'RCS, Ricucci è stato arrestato nel pomeriggio del 18 aprile 2006 con le accuse di aggiotaggio e rivelazione del segreto d'ufficio. Gli vengono inoltre contestate anche le ipotesi di bancarotta fraudolenta, false fatturazioni ed occultamento di scritture contabili. Il 13 luglio successivo, il Tribunale di Roma ne ha disposto la scarcerazione. Il 13 luglio dello stesso anno La Consob, l'organismo di controllo sulla Borsa, ha multato la Magiste intenational di 290.000 euro per ripetute violazioni alla normativa che tutela i mercati nel caso Antonveneta.

[modifica] Il fallimento

[modifica] Curiosità

  • In molte biografie viene riportata la sua nascita a Zagarolo e conseguente viene soprannominato "l'imprenditore di Zagarolo": Ricucci odia questo nomignolo ed afferma che i giornalisti lo utilizzano al fine di denigrarlo [2]

[modifica] Note

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