Banca Nazionale del Lavoro

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BNL
Nazione bandiera Italia
Tipologia società per azioni
Fondazione 1913 (Istituto Nazionale di credito per la Cooperazione) a Roma
Sede principale Roma: Via Vittorio Veneto, 119
Gruppo BNP Paribas
Persone chiave

Settore

Banche

Sito web www.bnl.it
Stub aziende.png Portale Aziende

BNL è uno dei maggiori gruppi bancari italiani con circa 3 milioni di clienti privati e 40mila imprese. Ad esso fanno capo le attività di banca commerciale (BNL bc), Artigiancassa (credito agevolato) e Ifitalia (factoring). Nel 2006 la banca è entrata a far parte del Gruppo BNP Paribas uno dei leader europei dei servizi bancari e finanziari e tra le 6 banche più solide del mondo secondo la valutazione di Standard & Poor’s (AA al 28 gennaio 2009[1]). Nel corso del 2007, a seguito dell’integrazione delle attività del gruppo BNL nell’ambito del Gruppo BNP Paribas, BNL è divenuta uno dei cinque poli con i quali BNP Paribas presidia la propria attività: RBF (Retail Banking Francia), BNL bc (BNL banca commerciale), IRS (International Retail Services), AMS (Asset Management & Services) e CIB (Corporate and Investment Banking).

BNL ha sede legale a Roma, Fabio Gallia è l’amministratore delegato e Luigi Abete il presidente.

Indice

[modifica] Storia

Nel 1913 nacque l'Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione con regio decreto su interessamento di Luigi Luzzati con l'obbiettivo di concedere alle organizzazioni dei lavoratori, agevolazioni creditizie analoghe a quelle offerte dalle banche ordinarie agli altri tipi di imprese. La banca fu la prima banca a formulare forme di credito speciale per l'agricoltura, [2] per il cinema e per la pesca in un contesto in cui l'Italia si avviava, pur se timidamente, a trasformare la sua realtà rurale in industriale. In particolare l'Istituto Nazionale di Credito per la Cooperazione finanziava le organizzazioni a carattere cooperativo, in primis le cooperative agricole, di produzione e di consumo. Sostenuto lo sforzo bellico della Prima Guerra Mondiale, attraverso il finanziamento delle cooperative impegnate nella produzione industriale e l'acquisto di derrate alimentari, la banca vive anch'essa il momento di turbolenza politica che porta, con la marcia su Roma, all'avvento del regime fascista. Nel 1925, grazie all'appoggio del ras di Cremona Roberto Farinacci, sale alla carica di direttore dell'istituto Arturo Osio, che attraverso un'amministrazione quasi ventennale (1925-1942) riesce ad affermare l'istituto come una delle maggiori realtà nel panorama bancario italiano.

L'istituto assume nel 1927 la denominazione di Banca Nazionale del Lavoro e della Cooperazione e nel 1929 quella attuale di Banca Nazionale del Lavoro: all'atto costitutivo della "nuova" banca del 1929 parteciparono il Tesoro dello Stato, la Banca d'Italia e le Casse nazionali per le assicurazioni sociali. L'istituto si configura quindi come una sorta di Banca di Stato, caratteristica che manterrà anche nel dopoguerra. Sotto la guida di Arturo Osio la BNL dà un contributo determinate all'affermazione ed alla crescita del cinema italiano, specialmente dopo il blocco all'importazione di pellicole americane, arrivando a finanziare quasi 150 film all'anno, con finanziamenti che coprivano il 60% del costo della pellicola. La BNL fu inoltre il maggiore finanziatore del complesso E42, l'attuale zona di Palazzo dell'EUR, che avrebbe dovuto ospitare l'esposizione universale del 1942, poi mai tenutasi.

Arturo Osio, mai considerato troppo intimo al regime, è sostituito nel 1942 per volontà di Mussolini da Alberto D'Agostino che, dopo una breve gestione, sarà sostituito a sua volta nel novembre del 1945 da Imbriano Longo, ingegnere formatosi prima dentro l'Italstrade e poi l'IRI, che reggerà il timone dell'istituto fino al 1967. Imbriani Longo rafforza il ruolo della BNL nella raccolta del risparmio e intraprende una serie iniziative di grande importanza per l'economia nazionale quali ad esempio: il finanziamento concesso alla FIAT guidata da Vittorio Valletta per l'ammodernamento degli impianti produttivi, aiuti a sostegno del Meridione tramite la Cassa del Mezzogiorno e, in particolar modo, sostegno finanziario al progetto di Enrico Mattei, coronato poi dal successo nonostante l'ostilità e incredulità iniziale di molti, di fondare l'ENI sfidando le cosiddette Sette Sorelle.

Durante la sua gestione di Imbriani Longo, rimanendo sempre istituto dal carattere pubblico, la Bnl realizzò alleanze con imprese private, e con l'apertura di sedi in vari Paesi del mondo si posizionò al nono posto tra le banche più importanti [3] . Nel 1966 la carica di direttore generale passò ad Alberto Ferrari che si trovò a fronteggiare una situazione difficile a causa della crisi economica in atto e della spirale inflazionistica: gran parte della imprese private aveva cessato di produrre utili come anche gli enti pubblici e le famiglie erano rimaste gli unici risparmiatori netti. Oltre a questo complesso panorama, che comportava un importante impegno finanziario per la banca, si aggiunsero a complicare la situazione anche il fallimento del finanziere milanese Felice Riva, poi fuggito in Libano, e lo scandalo Lockheed.

Nel 1978 sale alla carica di presidente Nerio Nesi, già dirigente dell'Olivetti e vicepresidente della Cassa di risparmio di Torino, appartenente all'area socialista. Nel 1981 poi. il ministro del Tesoro, principale azionista della banca, Beniamino Andreatta, nomina direttore generale dell'istituto Francesco Bignardi, proveniente dal Banco di Sicilia. Sotto la guida di Nesi e Bignardi, la banca intraprende una profonda riorganizzazione che porterà ad una serie di aumenti di capitale e all'istituzione nel 1984 della BNL Holding Italia incaricata di gestire circa una settantina di partecipazioni dell'istituto nel settore parabancario.

Inoltre nel 1981 l'istituto patrocina la creazione di una società denominata Nomisma con il compito di produrre studi e ricerche sull'economia reale. La direzione della società è affidata a Romano Prodi che copriva allora la carica di consulente economico presso la banca. Chiamato alla presidenza dell'IRI nel 1982, Romano Prodi continuerà a ricoprire la carica di presidente del comitato scientifico della società. Nel 1983 tuttavia sia la BNL sia Romano Prodi rimarrano coinvolti nel caso Nomisma su cui si focalizzerà l'attenzione della stampa. Emergerà infatti come il Ministero degli Esteri avesse siglato con la società Nomisma una corposa analisi sui paesi sottosviluppati verso cui erano diretti gli aiuti economici italiani, con ingenti costi per la Farnesina ed una dubbia utilità. La Procura di Roma aprì un'inchiesta per mettere luce sulla vicenda, ma Bignardi sarà poi pienamente assolto.

Alla fine degli anni '80 ci fu il famoso scandalo della BNL di Atlanta. [4] La filiale di Atlanta della BNL prestò all'Iraq più di 2 miliardi di dollari senza autorizzazioni della sede centrale e violando le leggi statunitensi; il responsabile fu Christopher Drogoul, il direttore della filiale.

Nel 1991 un altro grosso incaglio finanziario scosse la B.N.L. che era entrata, anche tramite la propria sezione specializzata per l'agricoltura, nel finanziamento a Federconsorzi e ai consorzi agrari. Era stata costituita, insieme a Banco di Roma ed altri istituti di credito una società specializzata nel factoring al mondo agricolo, chiamata Agrifactoring. Quando Federconsorzi divenne insolvente, Agrifactoring era esposta per 910 miliardi di lire. La direzione di B.N.L. asserì allora che la responsabilità di B.N.L. nella vicenda non eccedeva le il valore sottoscritto nel capitale sociale: In Italia le società per azioni godono, infatti della limitazione di responsabilità al capitale sottoscritto. La comunità bancaria internazionale, pesantemente esposta nei fidi ad Agrifactoring sostenne, invece, che nel mondo bancario una banca non può mancare di onorare le obbligazioni delle proprie consociate finanziarie e invocò la clausola di cross default nei confronti di tutte le operazioni finanziarie in essere con l'intero gruppo B.N.L.. La banca del Lavoro pertanto da un giorno all'altro si vide richiedere la restituzione di 5.000 miliardi di lire. Toccò al Ministero del Tesoro, con una paziente opera di ricucitura, evitare lo strappo con il mondo bancario estero: La soluzione trovata passava attraverso la postergazione di B.N.L e di Banca di Roma nella procedura concorsuale Agrifactoring, prospettando così la possibilità per le banche estere di un recupero integrale delle proprie ragioni creditorie.

Nel 1992 B.N.L. fu trasformata in società per azioni e avviata a un processo di privatizzazione, fino a arrivare alla Borsa di Milano nel 1998, chiudendo di fatto l'epoca dello "Stato banchiere".

Nel 2005 la banca spagnola Banco de Bilbao, già azionista della banca, lancia un'OPA per averne il pieno controllo; l'OPA fallisce e si scatena una polemica sul governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio accusato di aver ostacolato l'acquisizione, e su vari esponenti del mondo assicurativo e politico. Nel 2006 fallisce anche l'OPA lanciata su BNL da Unipol. La Banca d’Italia nega il via libera all’Opa di Unipol per “mancato rispetto dei requisiti di adeguatezza patrimoniale tali da assicurare una sana e prudente gestione”.

Il 3 febbraio 2006, Unipol decide di vendere il suo pacchetto d’azioni in BNL al gruppo francese Bnp Baribas. BNP Paribas acquista il 48% di BNL da Unipol e i suoi associati e successivamente lancia un'OPA sul totale del capitale azionario. Anche il Banco de Bilbao conferisce le azioni in suo possesso.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Bancopoli.

[modifica] Note

  1. ^ Ratings BNP Paribas http://invest.bnpparibas.com/pid582/ratings.html
  2. ^ La sezione speciale per l'agricoltura rimarrà fino al 1991, quando sarà chiusa in seguito alla vicenda Agrifactoring
  3. ^ La Banca Nazionale del lavoro era la prima in Italia in tutte le classifiche e ricopriva a livello mondiale un ruolo molto ragguardevole
  4. ^ sul punto confronta:
    • Lanfranco Palazzolo Dossier BNL Roma-Atlanta-Baghdad Kaos Ed., 2004
    • Giuseppe F. Menella, Massimo Riva Atlanta Connection. Un grande intrigo politico-finanziario Laterza, 1993
    Dossier BNL Roma-Atlanta-Baghdad
    • Fabrizio Tonello Progetto Babilonia. I segreti della Bnl Atlanta e il Supercannone di Saddam Hussin Garzanti Libri, 1993

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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