Federconsorzi

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La Federconsorzi è il nome con cui è normalmente nota la Federazione Italiana dei Consorzi Agrari), istituzione che nel suo secolo di vita passò da istituzione privata ad organo fondamentale della politica agricola statale, per tornare poi ad una struttura privatistica fino ad essere travolta, nel 1991 da una crisi irreversibile.

Indice

[modifica] Fondazione e periodo iniziale

La Federconsorzi fu fondata nel 1892 a Piacenza. Frutto dell'incontro della borghesia illuminata, di educazione mazziniana, e degli ambienti più aperti dell'esperienza cattolica,[1] fu la prima grande svolta dell'agricoltura italiana che affrontava la crisi della devastazione della viticoltura ad opera della fillossera e della peronospora, nonché della crisi del mercato dei cereali per via del commercio internazionale dei grani, reso possibile dall'estendersi delle fattorie nelle pianure americane e dalla messa a cultura di vaste estensioni dell'Ucraina ed agevolato dalla diffusione della navigazione a vapore.

Fin dall'inizio fu costituita come cooperativa di secondo grado, avendo come soci i Consorzi Agrari, che in alcuni casi conservavano la vecchia denominazione di Comizi Agrari. La Federconsorzi fu pensata, soprattutto, come strumento di acquisti collettivi per ottenere una calmierazione del mercato e la garanzia di qualità, soprattutto per il settore dei fertilizzanti e delle macchine agricole.

La Commissione parlamentare di inchiesta nel presentare la Relazione finale (febbraio 2001) mette come premessa i suoi lavori con una ricostruzione storica dei quasi 100 anni di attività e sottolinea, che la necessità di coprire il fabbisogno del credito agrario fu la causa prima del sorgere dei Consorzi Agrari e della loro federazione. L'origine storica della Federconsorzi viene, infatti, individuata ai Monti frumentari che nel 1863 erano ben 2051, ma che furono "spazzati via" dalle riforme dirigistiche dello Stato unitario.

Altro vanto della Federconsorzi dell'epoca fu l'istituzione delle cattedre ambulanti di agricoltura, una benemerita istituzione per diffondere la conoscenza della scienza agronomica negli ambienti rurali.

Il primo direttore generale, poi nominato Presidente fu Giovanni Raineri, destinato poi a diventare Ministro dell'Agricoltura.

La prima guerrra mondiale, con l'importazione massiccia di derrate alimentari dal mercato americano, lanciò la Federconsorzi come importantissimo strumento annonario.

[modifica] Il periodo fascista

La Federconsorzi ebbe un ruolo importante nel ventennio fascista, in quanto fu considerata il "braccio" del regime, nell'Italia rurale, in linea con le scelte di fondo: la bonifica integrale patrocinata da Arrigo Serpieri, la battaglia del grano. [2] L'economia basata sull'autarchia favorì inoltre, per essere pronti ad una economia di guerra, la gestione ammassi: il grano e gli altri prodotti essenziali per l'alimentazione della popolazione, dovevano essere "ammassati" appunto obbligatoriamente presso i Consorzi Agrari. La struttura Federconsortile fu dapprima chiamata a sostenere il peso dalla gestione degli ammassi durante il periodo del tesseramento alimentare, poi fu di nuovo lo strumento principale attraverso cui gli Stati Uniti rifornirono dapprima la parte d'Italia via via liberata e poi dell'intera Italia e degli aiuti del piano Marshall concretizzatisi nei fondi E.R.P. La struttura Federconsortile era rimasta prevalentemente intatta, senza grossi traumi rispetto alla precedente esperienza fascista.

[modifica] Il dopoguerra

Ritornata la democrazia tutti i Consorzi Agrari, tranne quello di Livorno, furono conquistati dalle correnti democristiane e la Federconsorzi, grazie soprattutto a Paolo Bonomi diventò il principale baluardo delle forze conservatrici rispetto alle sinistre. [3]

Epiche furono le battaglie di cultori di scienze agrarie come Manlio Rossi Doria, giornalisti e polemisti coraggiosi, come Mario Pannunzio, Ernesto Rossi e il settimanale Il Mondo di grandi tribuni parlamentari come Giancarlo Pajetta sulla situazione di privilegi di cui godeva la Federconsorzi, che, fu affermato, determinava l'elezione di un centinaio di parlamentari democristiani. Tutti questi aspetti negativi non devono, però far dimenticare i meriti, pochi o tanti che siano, Federconsorzi è stata per tanti anni pressoché l'unica istituzione che ha operato a favore dell'agricoltura italiana.

La struttura commerciale della Federconsorzi contribuì all'affermarsi dell'Anic e poi dell'Enichem Agricoltura nella produzione dei fertilizzanti, soprattutto urea e nitrato d'ammonio.



[modifica] La crisi

La successiva crisi di tanti Consorzi Agrari portò nel 1991 ad una situazione insostenibile. Il ministro dell'agricoltura Giovanni Goria provvide al Commissariamento della Federconsorzi (17 giugno 1991), ma fu il principio della fine: il mondo bancario pesantemente esposto, revocò tutti i fidi. Il 4 luglio fu avanzata domanda di concordato preventivo, poi oggetto di una lunga vicenda giudiziaria. La parte penale seguì due percorsi:

  • uno presso il Tribunale di Roma per i reati fallimentari per le attività svolte dagli organi societari fino al Concordato preventivo [4]
  • uno presso il Tribunale di Perugia per l'attività svolta dagli organi della procedura, che in un primo tempo coinvolse anche Cesare Geronzi e Sergio Cragnotti [5] conclusa solo nel 2006 con la definitiva assoluzione da parte della Corte di Cassazione di Pellegrino Capaldo e di Ivo Greco, che erano stati condannati in primo grado.

Tra i professionisti che si sono succeduti nelle cariche della procedura si segnalano Nicola Picardi, Enrico Gabrielli, Sergio Scicchitano.

A distanza di 16 anni dall'apertura della procedura non è ancora possibile prevedere quando la stessa troverà termine.

Nel frattempo sul mercato secondario di Londra vi è stato un largo passaggio delle posizioni creditorie con importi veramente cospicui. [6]

[modifica] La Commissione Parlamentare di inchiesta

Il parlamento italiano ha costituito una Commissione parlamentare di inchiesta. La Relazione di maggioranza s:Commissione_parlamentare_di_inchiesta_sulla_Federconsorzi estremamente accurata nella ricostruzione degli avvenimenti, affrontò anche il tema degli avvenimenti connessi alla liquidazione dell'immenso patrimonio, propendendo per una sostanziale correttezza dell'operazione.

[modifica] Note

  1. ^ Antonio Saltini, Federconsorzi, borghesia illuminata o élite massonica? Terra e vita, n. 6, 6 febb.1993
  2. ^ idem, Federconsorzi: frumento e gagliardetti, ibidem, n. 10, 6 mar. 1993
  3. ^ idem, Federconsorzi: conquista democristiana e riforma mancata ibidem, n. 12, 20 mar. 1993
  4. ^ Antonio Saltini imputazione: Bancarotta fraudolenta
  5. ^ Antonio Saltini Polenghi Lombardo: una vendita da annullare Terra e Vita 1997
  6. ^ articolo di stampa

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