Banca Monte dei Paschi di Siena

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Banca Monte dei Paschi di Siena
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Nazione bandiera Italia
Tipologia Società per azioni

Borse valori

Borsa Italiana: BMPS

Fondazione 1472
Sede principale Siena

Filiali

1138 (Gruppo MPS: 1862), al 31/12/2005

Persone chiave *Giuseppe Mussari (presidente)

Settore

Gruppi bancari

Fatturato 15,8 miliardi di , (2006)
Dipendenti 31.000 (2006)
Sito web www.mps.it
Portale Aziende

La Banca Monte dei Paschi di Siena, nata nel 1472 come monte di pietà per dare aiuto alle classi disagiate della popolazione senese, è la più antica banca al mondo tuttora in attività. La società di Rocca Salimbeni è attualmente il terzo gruppo bancario italiano: il Gruppo Monte dei Paschi di Siena (o Gruppo MPS).[1]

Il Gruppo MPS è attivo sull'intero territorio italiano e sulle principali piazze internazionali con un'operatività che copre l'attività bancaria tradizionale, l'asset management, il private banking (fondi comuni d'investimento mobiliari, gestioni patrimoniali, fondi pensione e polizze vita), l'investment banking alla finanza innovativa d'impresa (project finance, merchant banking e consulenza finanziaria), con una particolare vocazione verso la clientela famiglie e piccole e medie imprese.

Indice

[modifica] Storia

La Banca Monte dei Paschi di Siena nasce per volere delle Magistrature della Repubblica di Siena come Monte di pietà nel 1472, anno in cui viene approvato il suo statuto e dal quale l'istituto di credito opera senza interruzione. Per tale ragione è considerata la banca più antica del mondo.

Alla base della sua nascita, sembra esserci lo "Statuto dei Paschi", redatto dai Senesi nel 1419 per la regolamentazione di tutte le attività inerenti l'agricoltura e la pastorizia in Maremma. La nascita dell'istituto di credito, pur assumendo inizialmente un'altra denominazione, era uno degli elementi fondamentali per l'applicazione del suddetto statuto.

Prende l'attuale denominazione nel 1624, anno in cui Siena viene inglobata nel Granducato di Toscana ed il Granduca Ferdinando II concede ai depositanti del Monte, a loro garanzia, le rendite dei pascoli demaniali della Maremma (i cosiddetti "Paschi").

Con l'unità d'Italia la Banca estende la propria attività in tutta la penisola, dando inizio a nuove attività, tra cui il credito fondiario, prima esperienza in Italia.

Nel 1929 la Banca partecipa alla fusione tra Credito Toscano e Banca di Firenze dando vita alla Banca Toscana.

Nel 1936 il Monte dei Paschi di Siena viene dichiarato Istituto di credito di diritto pubblico. La Banca si dota quindi di un nuovo statuto che, pur con varie modifiche, resta in vigore fino al 1995.

Nel periodo che va dal 1990 al 1995 il Monte dei Paschi di Siena è la prima banca in Italia a diversificare la propria attività nella bancassicurazione, con Monte dei Paschi Vita. Tramite Ducato Gestioni opera nei fondi comuni d'investimento. Nel 1990 acquisita il controllo del Mediocredito Toscano e dell'INCA (Istituto Nazionale per il Credito Agrario), le cui attività confluiranno in MPS Banca per l'Impresa e successivamente in MPS Capital Services. Acquisisce inoltre partecipazioni di controllo in banche estere, in Belgio, in Svizzera ed in Francia.

Il decreto del Ministero del Tesoro dell'8 agosto 1995 dà origine a due enti: la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che ha per scopo statutario finalità di assistenza e beneficenza, nonché di utilità sociale nei settori dell'istruzione, della ricerca scientifica, della sanità e dell'arte, soprattutto con riferimento alla città ed alla provincia di Siena.

Il 25 giugno 1999 la Banca Monte dei Paschi di Siena è quotata in Borsa con un'offerta pubblica che fa registrare richieste di acquisto pari a dieci volte l'offerta.

Con la quotazione in Borsa inizia un'intensa fase di espansione territoriale ed operativa. Vengono acquisite partecipazioni in significative banche regionali con forte radicamento territoriale, tra cui Banca Agricola Mantovana (BAM) e Banca del Salento (poi Banca 121). L'acquisizione della BAM ha permesso alla Banca di incrementare la sua presenza nell'Italia settentrionale, quella della Banca del Salento principalmente nel meridione. Si dà vita al potenziamento delle strutture produttive, nel settore del credito specializzato e dei prodotti finanziari per le imprese, così come nel comparto del credito al consumo, con la società Consum.it, e nel settore dell'investment banking, nel risparmio gestito e nel parabancario, in particolare con la banca MPS Leasing & Factoring. Parallelamente si procede con il riassetto organizzativo interno del Gruppo, finalizzato all'applicazione di un modello specialistico multimercato.

L'8 novembre del 2007, il Monte dei Paschi di Siena annuncia con una nota di aver raggiunto un accordo con Banco Santander per l'acquisto di Banca Antonveneta per 9 miliardi di euro, esclusa la controllata Interbanca che rimane di proprietà della banca spagnola. Antonveneta è la banca padovana che dopo il caso Bancopoli fu acquistata da ABN AMRO e sarebbe dovuta passare al Banco Santander dopo l'acquisto della banca olandese da parte del consorzio composto da RBS, Santander, Fortis.

Il decreto del Ministero del Tesoro dell'8 agosto 1995 dà origine a due enti: la Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, ente no-profit che oggi detiene il 49% delle azioni della Banca. La Fondazione MPS ha sede nel Palazzo Sansedoni (il quarto da sinistra nella foto di piazza del campo a Siena).

[modifica] Azionisti

Fonte: relazione trimestrale BMPS consolidata al 31/03/2008

[modifica] La Collezione artistica

La collezione artistica del Monte dei Paschi di Siena nasce con le prime opere commissionate per dare lustro all'Istituto appena nato, come l'affresco della Madonna della Misericordia ordinata nel 1481 a Benvenuto di Giovanni del Guasta per celebrare la fondazione della Banca. La collezione si è arricchita nel corso dei secoli ed oggi accoglie opere di artisti del ‘300 (come Pietro Lorenzetti), del ‘400 (come Stefano di Giovanni detto il Sassetta e Benedetto da Maiano), del ‘500 (come Domenico Beccafumi e Arcangelo Salimbeni), del ‘600 (come Francesco Vanni e Giovan Francesco Rustici), dell'800 (come Amos Cassioli), fino ad arrivare ai nostri giorni.

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte

«Per attività di mecenatismo culturale.»
— Roma, 30 ottobre 1980.[2]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Dopo Unicredit-Capitalia e Intesa Sanpaolo
  2. ^ MONTE DEI PASCHI DI SIENA

[modifica] Collegamenti esterni

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