Niccolò Ghedini

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on. Niccolò Ghedini
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Padova
Data nascita 22 dicembre 1959
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato penalista
Partito Forza Italia (fino al 2008)
Il Popolo della Libertà (dal 2008)
Legislatura XIV, XVI
Gruppo Forza Italia (XIV), Il Popolo della Libertà (XVI)
Coalizione La Casa delle Libertà (fino al 2008)
PdL-Lega Nord (dal 2008)
Circoscrizione VII Veneto 1 (XVI)
Collegio Este (XIV)
Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Legislatura XV
Gruppo Forza Italia
Regione Veneto

Niccolò Ghedini (Padova, 22 dicembre 1959) è un avvocato e politico italiano.

Indice

[modifica] Carriera

Laureato in giurisprudenza a Ferrara, ha lavorato nello studio legale del padre Giuseppe, noto civilista padovano, che dopo la morte di questi era condotto dalle sorelle maggiori. Con l'ingresso nello studio dell'avvocato Piero Longo, si avviò alla professione in ambito penale, partecipando negli anni Ottanta alla difesa di Marco Furlan, membro della coppia di omicidi seriali che si firmava come Ludwig.

Ha cominciato a fare politica negli anni settanta nel Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, passando poi al Partito Liberale Italiano.

Segretario dell'Unione delle Camere Penali a metà degli anni novanta, quando Gaetano Pecorella ne era presidente, si avvicinò a Forza Italia e a Silvio Berlusconi, di cui divenne avvocato personale. Nel 2001 è stato eletto alla Camera dei deputati nelle file di Forza Italia nel collegio uninominale di Este, nel 2006 è stato eletto al Senato e nel 2008 riconfermato alla Camera. Dal 2005 ricopre l'incarico di coordinatore regionale di Forza Italia in Veneto.

Con la sua attività parlamentare si è attirato le dure critiche dell'opposizione, del mondo intellettuale e di parte della magistratura. Gli si imputa di aver concepito alcune leggi su misura del presidente del Consiglio suo assistito, come il cosiddetto Lodo Alfano del luglio 2008, poi dichiarato costituzionalmente illegittimo (e quindi annullato negli effetti) dalla Corte costituzionale.

[modifica] Controversie

Hanno suscitato polemiche alcune dichiarazioni di Ghedini in difesa di Silvio Berlusconi, come quella in cui l'avvocato padovano sostiene che la legge non si applica necessariamente allo stesso modo per tutti i cittadini[1] (in occasione del dibattito sulla costituzionalità del Lodo Alfano, che avrebbe garantito la sospensione dei processi penali - ferme restando le fasi precedenti il rinvio a giudizio e le indagini improcrastinabili - alle quattro più alte cariche dello Stato) e quella in cui definisce Berlusconi come «utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile» nelle inchieste sulle escort a Palazzo Grazioli e Villa Certosa.[2]

[modifica] Attività parlamentare

Secondo il sito OpenParlamento, che supervisiona le attività di deputati e senatori, al 27 maggio 2011 l'onorevole Ghedini è, dopo il collega del gruppo Misto Antonio Gaglione, il deputato con il tasso di assenteismo più alto, pari cioè al 77%. Ciò significa che, su un totale di 9105 sedute parlamentari Niccolò Ghedini ha preso parte a solo a 2094 di esse, rimanendo assente a ben 7011 sedute. Oltre ad essere il secondo deputato più assenteista, l'onorevole Ghedini è anche il deputato meno produttivo tra tutti coloro che sono in carica dall'inizio della legislatura. Occupa infatti su 630 deputati il 622º posto, preceduto soltanto da colleghi in carica dal 2009 o dal 2010, quindi molto tempo dopo l'inizio della legislatura avvenuto nel maggio 2008. Niccolò Ghedini ha inoltre un indice di produttività inferiore a quello del collega Gaglione, nonostante il 93% di assenze di quest'ultimo.[3].

[modifica] Note

  1. ^ «La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente la sua applicazione, come del resto già ribadito dalla Corte Costituzionale» In Lodo Alfano, Ghedini: «L'applicazione della legge non è uguale per tutti». Il Sole 24 Ore, 6 ottobre 2009.
  2. ^ Emilia Patta, L' «utilizzatore finale», l'offesa alle donne e le scuse di Ghedini, Il Sole 24 Ore, 18 giugno 2009.
  3. ^ [1]

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