Bruno Vespa

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Bruno Vespa nel 2009.

Bruno Paolo Vespa (L'Aquila, 27 maggio 1944) è un giornalista, conduttore televisivo e scrittore italiano.

Già direttore del TG1, è ideatore e conduttore del programma televisivo Porta a Porta, trasmesso da Rai 1 a partire dal 1996.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È sposato con il magistrato Augusta Iannini, capo dell'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e nominata membro dell'Autorità Garante della Privacy.

Dagli esordi al TG1[modifica | modifica sorgente]

Vespa esordì giovanissimo come collaboratore per la stampa locale abruzzese: a sedici anni era autore di articoli sportivi per la sede aquilana del quotidiano Il Tempo. Nel 1962, a diciott'anni, divenne cronista radiofonico alla Rai e nel 1968 conseguì la laurea in giurisprudenza (con una tesi sul diritto di cronaca) e si classificò al primo posto in un concorso nazionale per radiotelecronisti. Fu quindi assegnato alla redazione del Telegiornale unificato e poi, dal 1976, del Tg1 di cui diventò inviato speciale. Nel 1969, in diretta, diede la notizia[1] che Pietro Valpreda sarebbe stato il colpevole, anziché l'accusato, della strage di Piazza Fontana.

Di ciò si è pentito pubblicamente, nonostante quella sera, intervistato da Vespa, fosse stato il questore di Roma a comunicare di aver arrestato il colpevole della strage. Intervistò i principali personaggi della politica degli anni settanta e ottanta. Si ricorda in particolare un'intervista del 1977 al cardinale di Cracovia, Karol Wojtyła, futuro papa Giovanni Paolo II. Lo stesso cardinale, divenuto Papa, gli telefonò in diretta nel 1998 durante la trasmissione Porta a porta dedicata al ventennale del suo pontificato. Il caso è rimasto unico nella storia del giornalismo internazionale.

Nel 1977 fu conduttore, insieme ad Arrigo Petacco, della rubrica televisiva di attualità Tam Tam; nel 1978 diede la notizia in diretta, nel corso di una edizione straordinaria del TG1 del pomeriggio del 9 maggio, del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro; nello stesso anno divenne conduttore di Ping Pong, programma giornalistico con ospiti in studio, una sorta di precursore di Porta a Porta. La sera del 2 agosto 1980 fu il primo a dare in diretta la notizia che la strage alla stazione di Bologna non era frutto di un incidente, come si era creduto fino a quel momento (e riportato dalle prime edizioni di tutti i giornali), ma di un attentato compiuto con una bomba di cui Vespa mostrò per primo il cratere.

Nel mese di giugno del 1984 fu il commentatore ufficiale per il Tg1 dei funerali del segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer, in diretta da Piazza San Giovanni a Roma. Nel periodo della crisi Iraq-ONU (agosto 1990-gennaio 1991) fu l'unico giornalista italiano a intervistare Saddam Hussein, nonostante il parere ufficiale contrario del governo italiano. Dal 1990 al 1993 fu direttore del TG1.

L'editore di riferimento[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo in cui dirigeva il principale telegiornale della televisione di stato, fecero scalpore alcune sue dichiarazioni pubbliche in cui affermava di considerare il partito della Democrazia Cristiana il suo "editore di riferimento"; venne di conseguenza accusato di non considerare l'informazione un servizio pubblico, e di produrre un'informazione subordinata agli interessi della partitocrazia.

Vespa disse in realtà che essendo il Parlamento l'editore della Rai un accordo tra i partiti aveva assegnato alla DC l'influenza sul primo canale, al PSI quella sul secondo e al PCI quella sul terzo, come fu riconosciuto poi da tutti.

Conduttore televisivo[modifica | modifica sorgente]

Dal 1996 conduce il programma di approfondimento culturale, politico e di attualità Porta a Porta, considerato una delle principali sedi del dibattito politico italiano tanto da essere stato ironicamente definito "la terza camera del parlamento italiano". È qui che cinque giorni prima delle elezioni politiche italiane del 2001, l'8 maggio 2001, Silvio Berlusconi, allora capo dell'opposizione, firmò il cosiddetto "Contratto con gli italiani".

Il 3 aprile 2006 è stato il moderatore del secondo confronto televisivo elettorale tra il leader del centrosinistra Romano Prodi e il Presidente del Consiglio uscente Silvio Berlusconi. Il 6 aprile 2009 conduce uno speciale di Porta a Porta sul terremoto del 2009 che ha colpito l'Abruzzo: lo speciale viene aperto con un servizio dello stesso Vespa che racconta, dal suo personalissimo punto di vista, i danni creati dal terremoto a L'Aquila, sua città natale.

In occasione del 15 settembre 2009 conduce uno speciale di Porta a Porta sulla consegna delle case ai terremotati dell'Abruzzo, suscitando le ire dell'opposizione di centro-sinistra, che accusano il giornalista di aver fatto "propaganda" nei confronti del governo Berlusconi. In realtà, le case furono costruite a tempo di record: Vespa ha sempre sostenuto con molti altri che la gestione dell'emergenza fu eccellente, mentre la ricostruzione del centro storico presenta ancora all'inizio del 2012 fortissimi ritardi.

Nel 2009, nel 2010 e nel 2011 conduce le serate del Premio Campiello. Nel 2011 ha condotto insieme a Pippo Baudo il varietà Centocinquanta, dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Nello stesso anno ha vinto il premio Saint Vincent alla carriera dopo averlo vinto due volte (1978 e 2000) per la televisione. Vince anche il Premio Estense alla carriera.

Conduttore radiofonico[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010, insieme al figlio Federico, inizia una collaborazione saltuaria con RTL 102.5 dove i due conducono un programma di approfondimento della fascia mattutina intitolato Non Stop News: Raccontami.

Critiche e aspetti controversi[modifica | modifica sorgente]

È stato contestato a Vespa un atteggiamento ritenuto troppo compiacente nei confronti dei potenti di area politica di destra.[2][3] La polemica è stata corroborata dalla pubblicazione di una sua conversazione telefonica col portavoce dell'allora Ministro degli Esteri Gianfranco Fini, intercettata dalla procura il 4 maggio 2005. In essa Vespa discusse al telefono con Salvatore Sottile - portavoce - circa la scelta del contraddittore che Fini avrebbe preferito nella puntata di Porta a porta, poi ricaduta su Piero Fassino. Destò scalpore in particolare la frase di Vespa: "La puntata gliela confezioniamo addosso"[4].

Tale episodio provocò critiche da parte dei vertici Rai: Claudio Petruccioli chiese una inchiesta interna commentando che «se questo era l'andazzo, Porta a Porta si fondava su un metodo giornalisticamente miserevole». Vespa si difese affermando che «Con il portavoce di Fini, Sottile, abbiamo avuto un rapporto di proficua collaborazione. Quando le intercettazioni saranno pubblicate nella loro interezza, verranno fuori anche i profondi dissensi con lui, però, e con gli altri portavoce. Tipici di chi difende interessi diversi».[5]

Vespa è stato sempre al centro di polemiche, riguardanti una tendenza del giornalista a rendersi eccessivamente amichevole verso Silvio Berlusconi. In occasione di uno speciale del 15 settembre 2009 con ospite il Presidente del Consiglio dei ministri, le puntate dei programmi potenzialmente concorrenti (Ballarò su Rai 3 e Matrix su Canale 5) furono sospese e rinviate ad altra data[6][7][8]. In un'intervista a Le invasioni barbariche Giorgio Bocca affermò: «Vespa io non lo considero un giornalista, lo considero un servo di regime»[9].

Il contratto con la RAI[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 fece scalpore la richiesta di aumento di stipendio del 33%: da 1.200.000 euro il nuovo contratto avrebbe dovuto prevedere un importo di 1.600.000 euro[10].

Vespa ha dichiarato in una intervista al Il Corriere della Sera che «Il consiglio Rai ha chiesto giustamen­te un approfondimento. Se si rifanno conti e confronti, qualche piccola limatu­ra tecnica è possibile. Ma vorrei andare oltre. In tempi difficili bisogna essere so­lidali. Alle opere umanitarie, come è no­to, giro ormai quasi per intero i proventi di convegni e dibattiti. Adesso vorrei ri­nunciare a 150 mila euro all’anno del mio nuovo contratto (600 mila euro in quattro anni) se la Rai utilizzasse questa somma per dieci borse di studio annuali da 15 mila euro l’una per dieci giovani da ammettere, dopo una accurata sele­zione, a un corso-concorso serissimo co­me quello che quarant’anni fa portò me e altri trenta colleghi in Rai. Mi piacereb­be che una somma analoga (collettiva, non voglio impoverire nessuno...) la sot­toscrivessero insieme Santoro, Fazio, Dandini, Bignardi, Annunziata, Floris in modo da raggiungere le venti borse di studio. Da sempre a 'Porta a porta' il mo­desto turn over si fa guardando i prodot­ti dei candidati prima di incontrarli. E molti, ovviamente, non li incontriamo nemmeno. Ho detto ai miei: non voglio sapere per chi votate, ma fate sì che io non me ne accorga mai. Vorrei che quei dieci o venti ragazzi fossero scelti così. È un sogno? E continuo a chiedermi: ma perché tutto questo capita soltanto a me?».[11]

La credenza della presunta discendenza da Benito Mussolini[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005[12] nei giornali venne resa pubblica una tesi secondo cui Bruno Vespa sarebbe stato figlio naturale di Benito Mussolini[12]; la tesi sostenuta in modo scherzoso[12] anche da Alessandra Mussolini è stata comunque oggetto di smentita da parte dello stesso giornalista[13][14].

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Vespa nel corso della sua carriera giornalistica è stato più volte querelato o citato in giudizio per quanto da lui scritto o dichiarato. Di seguito sono descritti alcuni dei procedimenti che lo hanno coinvolto:

  • nel gennaio 2007 è stato condannato in primo grado dal tribunale di Roma per diffamazione al pagamento di 82.000 euro a Roberto Zaccaria, a titolo di risarcimento danni in seguito alle affermazioni contenute nel libro Rai, la grande guerra pubblicato nel 2002.[15] Vespa aveva scritto che nell'autunno del 2000, Zaccaria, allora presidente del consiglio di amministrazione della RAI, avrebbe incontrato in casa propria, a cena, Pierluigi Celli, Stefano Balassone, Vittorio Emiliani in qualità di consiglieri RAI e Walter Veltroni, Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti in qualità di responsabili DS per l'informazione, con l'intento di mettere in atto una strategia sotterranea del servizio pubblico televisivo contro Silvio Berlusconi, strategia culminata poi con la puntata di Satyricon del 14 marzo del 2001, contenente un'intervista a Marco Travaglio sulle origini della ricchezza di Berlusconi. Nel libro Vespa menziona anche un testimone, un vicino di casa di Zaccaria, che avrebbe sentito il tutto. Gli avvocati di Zaccaria chiesero di sentire il vicino, avvocato Giovanni Ferreri, il quale smentì. Altrettanto fecero i presunti commensali.[16]
  • nel giugno 2010 è stato condannato in appello per diffamazione nel processo intentato dalla professoressa Isabella De Martini dell'Università di Genova, in relazione ai fatti del G8 di Genova. Isabella De Martini, in qualità di vice-capo struttura con delega agli eventi culturali, aveva notato qualcosa di strano nella gestione degli appalti, in particolare rispetto all'attribuzione degli stessi a personaggi della cerchia di Gianni Letta (Maria Criscuolo e il consuocero di Letta, Amedeo Ottaviani) ed aveva per questo presentato un esposto alla procura di Genova (esposto poi trasferito a Roma ed archiviato). Vespa, come riconosciuto dalla Corte d'Appello, nel libro La Scossa[20] la diffamò. Scrive Isabella De Martini: "[...] si dedicò alla mia distruzione, presentandomi come una signora genovese che doveva organizzare "sfilate di moda" (sic) a Portofino, e invece ficcò il naso in problematiche che non la riguardavano, quali la logistica e l'ospitalità delle delegazioni, creando malumori e imbarazzo a Gianni Letta...". La notizia della condanna è stata riportata anche dal Corriere Mercantile (articolo del 18 giugno 2010).[21]
  • nel luglio 2010 la Corte di Cassazione conferma la sua condanna per diffamazione dei due pm napoletani che avevano ordinato l'arresto di Vito Gamberale, poi assolto.[22]

Presunto abuso edilizio[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno 2013 è indagato per abuso edilizio e violazione dei vincoli paesaggistici, in relazione alla modifiche apportate a una grotta ipogea nella propria villa di Ponza. A seguito dell'indagine la villa è stata sottoposta a sequestro.[23]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Bruno Vespa ha raccolto e sintetizzato le sue esperienze di giornalista scrivendo anche saggi, in genere accolti con successo, raccolti in una collana e pubblicati da Rai Eri e Arnoldo Mondadori Editore con cadenza annuale dal 1993:

Cinema[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 2006 recita un piccolo cameo nel film Commediasexi di Alessandro D'Alatri, dove interpreta se stesso.
  • Nel 2013 compare in un fumetto chiamato La troisième chambre ("La terza Camera", in riferimento al suo programma Porta a Porta) sul giornale francese Le Monde.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Video: Bruno Vespa annuncia sul TG nazionale che Pietro Valpreda è il colpevole della strage di Piazza Fontana
  2. ^ Repubblica, 2004
  3. ^ L'Espresso - claudio rinaldi
  4. ^ Intercettazione telefonica Vespa - Sottile - YouTube
  5. ^ Petruccioli: "Inchiesta interna" E scoppia il caso "Porta a porta" - cronaca - Repubblica.it
  6. ^ Da Vespa la consegna delle case in Abruzzo la Rai cancella la puntata di Ballarò, Repubblica.it, 13 settembre 2009. URL consultato il 15 settembre 2009.
  7. ^ Vespa senza avversari, rinviato Matrix, Corsera.it, 14 settembre 2009. URL consultato il 15 settembre 2009.
  8. ^ Ballarò, Franceschini: "Neanche Ceausescu si sarebbe prestato a questo show", Repubblica.it, 14 settembre 2009. URL consultato il 15 settembre 2009.
  9. ^ Giorgio Bocca: "Vespa non è un giornalista, è un servo di regime" (10Dic2010) - YouTube
  10. ^ Il contratto di Vespa è "troppo costoso" Mercoledì l'esame del Cda della Rai - Politica - Repubblica.it
  11. ^ «Darò 150 mila euro per i giovani Lo facciano anche Santoro e gli altri» - Corriere della Sera
  12. ^ a b c Articolo sull'Huffington post
  13. ^ Tgcom - Articolo Tgcom
  14. ^ Mussolini scatenata: «Vespa mio parente» Ma il giornalista replica: «Ora smettila» - Corriere del Mezzogiorno
  15. ^ Articolo del Corriere della Sera, 12 gennaio 2007].
  16. ^ Marco Travaglio, Nuova introduzione a L'odore dei soldi (nuova edizione), Editori Riuniti, 2009, ISBN 978-88-359-8008-7, pag. XLIV-XLVI. Travaglio, peraltro, riporta un totale del risarcimento di €82500, cui si aggiungono 5800 di spese legali.
  17. ^ giornalettismo.com, L'estratto pubblicato
  18. ^ Corriere della Sera, 6 novembre 2008
  19. ^ Vespa condannato per diffamazione. La Cassazione ha confermato la condanna a 1000 euro di multa per il conduttore: diffamò Pietro Mattei, Corsera.it, 20/07/2009. URL consultato il 20/07/2009.
  20. ^ Bruno Vespa, La scossa, 2001, ISBN 88-04-48952-9, pag. 395.
  21. ^ Articolo in sanmarcoinlamisweb.it.
  22. ^ [1] Sole 24 Ore
  23. ^ Michele Marangon, Villa di Vespa a Ponza, scatta il sequestro in Corriere della Sera, 7 giugno 2013. URL consultato il 7 giugno 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Direttore del TG1 Successore
Nuccio Fava 1990 - 1993 Albino Longhi

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