Piero Fassino

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Piero Fassino
Piero Fassino - Trento 2013.JPG

Sindaco di Torino
In carica
Inizio mandato 16 maggio 2011
Predecessore Sergio Chiamparino

Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani
In carica
Inizio mandato 5 luglio 2013
Predecessore Alessandro Cattaneo

Segretario dei Democratici di Sinistra
Durata mandato 18 novembre 2001 –
14 ottobre 2007
Predecessore Walter Veltroni
Successore nessuno; i DS confluiscono nel PD

Ministro della Giustizia
Durata mandato 25 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Oliviero Diliberto
Successore Roberto Castelli

Ministro del Commercio Estero
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
25 aprile 2000
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Augusto Fantozzi
Successore Enrico Letta (ad interim)

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano (1968-1991)
Partito Democratico della Sinistra (1991-1998)
Democratici di Sinistra (1998-2007)
Partito Democratico (2007- )
Alma mater Università degli Studi di Torino
on. Piero Fassino
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Piero Fassino 2007.jpg
Luogo nascita Avigliana, provincia di Torino
Data nascita 7 ottobre 1949 (64 anni)
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione Dirigente di partito
Partito Partito Comunista Italiano (fino al 1991)
PDS (1991-1998)
Democratici di Sinistra (1998-2007)
Partito Democratico (dal 2007)
Legislatura XII, XIII, XIV, XV e XVI
Gruppo Progressisti - Federativo (XII)
Democratici di Sinistra - L'Ulivo (XIII, XIV)
Partito Democratico - L'Ulivo (XV)
Partito Democratico (XVI)
Coalizione Progressisti (XII)
L'Ulivo (XIII, XIV)
L'Unione (lista L'Ulivo) (XV)
PD - IdV (XVI)
Circoscrizione Liguria (XII), Piemonte I (XV, XVI)
Collegio Venaria Reale (XIII, XIV)

Piero Franco Rodolfo Fassino (Avigliana, 7 ottobre 1949) è un politico italiano.

Due volte Ministro della Repubblica Italiana, dal 16 novembre 2001 al 14 ottobre 2007 è stato segretario nazionale dei Democratici di Sinistra. Il 6 novembre 2007 è stato nominato Inviato dell'Unione Europea in Birmania da Javier Solana, Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell'Unione Europea.[1] Dal 16 maggio 2011 è sindaco di Torino. Il 5 luglio 2013 è stato nominato presidente dell'ANCI.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Appartiene ad una famiglia di tradizione socialista: il nonno materno, Cesare Grisa, fu uno dei fondatori del Partito Socialista Italiano, quello paterno venne ucciso dai fascisti nel 1944, mentre il padre, Eugenio Fassino, è stato comandante della 41-ma brigata Garibaldi nel corso della resistenza.[2]

Fassino ha studiato all'Istituto Sociale di Torino. Ha giocato nelle giovanili della Juventus, fino alla categoria Juniores. Si è laureato in Scienze politiche presso l'Università degli Studi di Torino nel 1998.[3]

Nel luglio del 2003 è uscito il suo libro Per passione edito da Rizzoli. Quest'opera è principalmente un diario dove si ritrovano la sua vita e gli intrecci storico-politici degli ultimi trent'anni. Nel 2010 gli è stato attribuito il Premio America della Fondazione Italia USA.

Piero Fassino è alto 1,92 m e pesa 66 kg. In ragione della sua magrezza ha confidato: «Quando sono sotto stress perdo interesse per i sapori, sedermi a tavola diventa soltanto un atto che cerco di impormi, mi dimentico di mangiare».[4] Dopo un primo matrimonio con la giornalista della Stampa Marina Cassi,[senza fonte] è sposato in seconde nozze dal 1993 con Anna Maria Serafini, deputata del suo stesso partito dal 1987 al 2001, e senatrice dal 2006.

La carriera politica dalla FGCI al PDS[modifica | modifica sorgente]

Piero Fassino con Enrico Berlinguer ai tempi del PCI

Si iscrisse alla Federazione giovanile comunista torinese nel 1968, diventandone segretario tre anni dopo. Nel 1975 fu eletto consigliere comunale del capoluogo piemontese (seggio che manterrà per dieci anni), mentre dal 1985 al 1990 fu consigliere provinciale. All'interno del partito Fassino ricoprì la carica di segretario della federazione torinese dal 1983 al 1987; sempre dall'83, fu eletto nella Direzione nazionale del PCI.

Dal 1987 al 1991 è membro della Segreteria nazionale del PCI, prima come coordinatore della Segreteria e poi come responsabile dell'organizzazione, dove ha vissuto la delicata fase di trasformazione del PCI in Partito Democratico della Sinistra (PDS, cui aderì fin dal momento della sua fondazione). Dal 1991 al 1996 è segretario internazionale del neonato partito e ne guida l'ingresso nell'Internazionale Socialista.[5]

L'impegno da membro del Governo, deputato e segretario dei DS[modifica | modifica sorgente]

Fassino il 10 novembre 2006 assieme al presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva

Dal 1994 è eletto parlamentare alla Camera dei deputati. Rieletto nel 1996, diviene sottosegretario agli esteri durante il governo Prodi I ed assume nell'ottobre del 1998 la carica di ministro del commercio estero nel primo e secondo governo d'Alema. Lascerà questo incarico nell'aprile del 2000 per assumere quello di ministro di grazia e giustizia nel secondo esecutivo presieduto da Giuliano Amato, in carica dal 25 aprile 2000 al 13 maggio 2001.

Indicato dal suo partito quale vice del candidato premier per L'Ulivo Francesco Rutelli, è rieletto deputato alle elezioni politiche del 2001. Nel novembre del 2001, al secondo congresso dei Democratici di Sinistra, viene eletto segretario con la maggioranza del 61,8%. Verrà riconfermato nel terzo congresso del febbraio 2005 con il 79% dei voti; in questa occasione, con la sua mozione viene anche votata l'adesione dei DS alla Federazione dell'Ulivo.

Al termine delle elezioni politiche del 2006, riceve un nuovo mandato parlamentare alla Camera: non entra a far parte del governo Prodi II perché, di comune accordo con il partito, decide di occuparsi in prima persona dei DS e della costruzione del futuro Partito Democratico. Nel 2007 si ricandida alla segreteria del partito con la mozione «Per il partito democratico» in vista del congresso che si tiene tra il 19 e il 21 aprile. Alla sua mozione si contrappongono quelle presentate dal ministro Fabio Mussi e da Gavino Angius. Il congresso si conclude con la vittoria della sua mozione con il 75,64% dei consensi. La vittoria della sua mozione indica il sì del partito alla proposta di confluire nel nuovo soggetto politico del Partito Democratico. Il 14 ottobre successivo, con le prime elezioni primarie del PD, il partito dei DS si scioglie ufficialmente e confluisce nel nuovo soggetto politico. Nello stesso anno è nominata responsabile nazionale esteri nella segreteria nazionale del segretario Walter Veltroni.

Nel 2008 è rieletto alla Camera dei deputati, e si iscrive al gruppo del PD; in questo contesto, viene nominato responsabile degli esteri nel relativo governo ombra, ruolo che ricopre dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009. Dal mese di novembre è Inviato speciale dell'Unione Europea per la Birmania. Al congresso del 2009 del Partito Democratico sostiene la mozione di Dario Franceschini, diventando il punto di riferimento dei socialdemocratici che sostenevano la candidatura dell'allora segretario in carica. Dopo le primarie del 25 ottobre, che sanciscono la vittoria di Pier Luigi Bersani, confluisce nella corrente interna al PD Area Democratica, formata dai sostenitori della mozione Franceschini.[6]

Dal 24 febbraio 2009 il segretario del PD Dario Franceschini lo nomina presidente nazionale del forum esteri del partito, venendo poi confermato dal successore Bersani.[senza fonte]

Sindaco di Torino[modifica | modifica sorgente]

Il 28 dicembre 2010 annuncia la sua candidatura a sindaco di Torino per le elezioni comunali dell'anno successivo.[7] Il 28 febbraio 2011 arrivano i risultati delle elezioni primarie della coalizione di centro-sinistra, che lo vedono prescelto col 56% delle preferenze. Il 16 maggio seguente, alla guida di una coalizione composta da otto liste di centro-sinistra, vince la tornata elettorale al primo turno con il 56,66% dei voti[8] e diviene primo cittadino del capoluogo piemontese.[9][10][11]

In seguito annuncia l'intenzione di dimettersi da deputato entro la fine di giugno per dedicarsi interamente al ruolo di sindaco della città;[12] dimissioni presentate al presidente della Camera Gianfranco Fini il 6 luglio 2011[13] e formalizzate il 19 del mese[14] con un discorso alla Camera.[15] Nell'ottobre successivo un sondaggio lo elegge "sindaco più amato d'Italia".[16][17]

Il 5 luglio 2013 viene eletto presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani.[18] L'8 novembre dello stesso anno, su proposta dell'ambasciatore francese Alain Le Roy, il presidente François Hollande lo insignisce dell'onorificenza della Legion d'onore, per le relazioni promosse in qualità di sindaco tra Italia e Francia.[19]

Posizioni politiche[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003 si è schierato contro la Legge 40 sulla procreazione assistita,[20] votata dalla maggioranza di centro-destra e da parte dell'opposizione di centro-sinistra. In seguito ha sostenuto il referendum abrogativo di parte di quella legge, che si è tenuto nel giugno 2005.[21] Nel dicembre 2006, mentre l'Italia si interrogava sul caso di Piergiorgio Welby, Fassino si è schierato apertamente contro la possibilità dell'eutanasia, differenziando tuttavia la sua posizione nei confronti dell'accanimento terapeutico. Nella stessa occasione si è dichiarato contrario alla possibilità di adozione di minori da parte di coppie omosessuali.[22]

Nel marzo 2007 ha suscitato reazioni contrastanti la sua posizione secondo cui, a un'eventuale conferenza di pace sull'Afghanistan, sarebbe opportuno invitare anche i talebani, in quanto «la pace si fa con il nemico».[23] Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del "Comitato nazionale per il Partito Democratico", che riunisce i leader delle componenti del futuro partito. Nel 2010 si è schierato a favore del sì per il "referendum di Mirafiori", allineandosi alle posizioni dei sindacati CISL e UIL.[24]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Le Gru[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine del 1993, Piero Fassino venne coinvolto nell'inchiesta giudiziaria che riguardò il centro commerciale "Le Gru" a Grugliasco. La Procura della Repubblica di Torino iniziò quell'anno un'inchiesta in cui vennero coinvolti il sindaco allora in carica a Grugliasco, Domenico Bernardi del PDS, più varie altre personalità politiche locali. Il nome di Fassino viene fatto una prima volta da Carlo Orlandini, all'epoca presidente di Euromercato, e poi da Antonio Crivelli, all'epoca capogruppo del PCI al consiglio comunale di Grugliasco: il manager disse di aver incontrato Fassino e di avergli parlato di questo centro commerciale, e che Fassino avrebbe approvato la costruzione ma senza pretendere denaro né per sé né per il partito; il politico locale racconta invece di aver saputo, per vie traverse mai chiarite, che Fassino si sarebbe recato a Parigi a ritirare una tangente per la costruzione di "Le Gru". Tale pista si è conclusa con l'archiviazione delle indagini. A tutt'oggi risultano accertate solo le tangenti date dal gruppo Trema ai politici locali.

Affare Telekom Serbia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Affare Telekom Serbia.

Nel 2003 viene accusato da Igor Marini di aver ricevuto tangenti, nell'ambito dell'Affare Telekom Serbia, insieme a Romano Prodi, Lamberto Dini, Walter Veltroni, Francesco Rutelli e Clemente Mastella. Secondo Marini, Fassino era soprannominato Cicogna. L'inchiesta della Procura della Repubblica di Torino, rilevate false le prove ai danni di Fassino, ha portato in carcere Marini e ha escluso la presenza di tangenti a favore dei politici accusati. A seguito di questa vicenda, Fassino affermò: «il burattinaio di Igor Marini è a Palazzo Chigi e dovrà rispondere anche lui». A causa di questa frase fu querelato da Silvio Berlusconi per calunnia con la richiesta di risarcimento per 15 milioni di euro. Fassino rinunciò all'immunità parlamentare per affrontare il procedimento per calunnia, da cui fu prosciolto il 30 gennaio 2004, e sfidò l'allora presidente del consiglio Berlusconi a fare lo stesso e ad affrontare i suoi processi.[25] Il 10 novembre 2011 il tribunale di Roma ha condannato Igor Marini al pagamento di un risarcimento danni di 100.000 euro nei confronti dei politici accusati, tra cui lo stesso Fassino.[26]

Bancopoli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bancopoli.

Il 31 dicembre 2005 il Giornale ha pubblicato stralci di un'intercettazione telefonica tra Fassino e Giovanni Consorte, manager della Unipol e all'epoca coinvolto nello scandalo di Bancopoli; nell'intercettazione Fassino chiedeva a Consorte: «E allora siamo padroni di una banca?» (più spesso ricordata come «Abbiamo una banca?»).[27][28] Tale pubblicazione ha dato luogo ad un largo seguito di speculazioni politiche. Si sono in seguito aperti due procedimenti giudiziari a Milano, rispettivamente nei confronti di Fabrizio Favata, l'imprenditore che aveva fornito al Giornale le intercettazioni coperte da segreto investigativo, e verso Paolo Berlusconi, editore del quotidiano; in entrambi i processi Fassino si è costituito parte civile. Il 10 giugno 2011 il Giudice dell'udienza preliminare incaricato del procedimento verso Favata ha condannato quest'ultimo a due anni e quattro mesi e al risarcimento dei danni morali (quantificati in 40.000 euro) nei confronti di Fassino.[29]

Per il procedimento verso Paolo Berlusconi i magistrati hanno chiesto l'archiviazione,[30] richiesta che però è stata respinta dal Giudice per le indagini preliminari, che ha invece sollecitato il rinvio a giudizio anche per Silvio Berlusconi (il quale si sarebbe avvantaggiato politicamente dalla pubblicazione dell'intercettazione[31]), e l'iscrizione nel registro degli indagati di Maurizio Belpietro, all'epoca dei fatti direttore de il Giornale.[32][33] Il 7 febbraio 2012 il GUP ha accolto la richiesta dei magistrati, rinviando a processo anche l'ex premier,[34][35] che il 7 marzo 2013 è stato condannato ad un anno per rivelazione di segreto d'ufficio, in concorso con il fratello Paolo (condannato a sua volta a due anni e tre mesi); entrambi sono stati inoltre obbligati al pagamento di un risarcimento provvisionale, quantificato in 80.000 euro, nei confronti di Fassino.[36]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vincenzo Nigro, Fassino inviato della Ue per la crisi in Birmania in repubblica.it, 6 novembre 2007. URL consultato il 26 maggio 2011.
  2. ^ Eugenio Fassino, anpi.it. URL consultato il 26 maggio 2011.
  3. ^ Claudio Tito, Castelli-Fassino, lite per una laurea ma in politica tanti dottori mancati in la Repubblica, 21 luglio 2003, p. 21. URL consultato il 26 maggio 2011.
  4. ^ Piero Fassino: ecco perché sono così magro in salute.leiweb.it. URL consultato il 26 maggio 2011.
  5. ^ I nostri candidati, pdpiemonte.it. URL consultato il 26 maggio 2011.
  6. ^ Piero Fassino, Il Congresso del PD - Perché con Franceschini in pierofassino.it, 3 agosto 2009. URL consultato il 26 maggio 2011.
  7. ^ Piero Fassino, Perché mi candido - La campagna per le primarie di Torino in pierofassino.it, 9 gennaio 2011. URL consultato il 26 maggio 2011.
  8. ^ Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011 - Comune: Torino, comunali.interno.it, 17 maggio 2011. URL consultato il 6 giugno 2011.
  9. ^ Enrico Romanetto, «Torniamo a essere forti nel Nord» in corriere.it, 16 maggio 2011. URL consultato il 17 maggio 2011.
  10. ^ Ottavia Giustetti, Fassino stravince al primo turno - La delusione di Coppola e Musy in torino.repubblica.it, 16 maggio 2011. URL consultato il 17 maggio 2011.
  11. ^ Andrea Rossi, Maurizio Tropeano, Sindaco subito: Fassino doppia il rivale Coppola in lastampa.it, 17 maggio 2011. URL consultato il 17 maggio 2011.
  12. ^ Piero Fassino, Dimissioni dalla Camera a fine mese in pierofassinosindaco.it, 10 giugno 2011. URL consultato il 27 giugno 2011.
  13. ^ Fassino lascia la Camera - "Ogni mia energia per Torino" in lastampa.it, 6 luglio 2011. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  14. ^ Camera: accolte dimissioni Fassino da deputato in archivio-radiocor.ilsole24ore.com, 19 luglio 2011. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  15. ^ Piero Fassino, Attenti all’antipolitica in europaquotidiano.it, 20 luglio 2011. URL consultato il 7 agosto 2011.
  16. ^ Diego Longhin, Fassino, il sindaco più amato d'Italia in torino.repubblica.it, 13 ottobre 2011. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  17. ^ Fassino è il sindaco più amato d'Italia in lastampa.it, 13 ottobre 2011. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  18. ^ Anci, Fassino eletto presidente in torino.repubblica.it, 5 luglio 2013.
  19. ^ Legion d'Onore a Fassino, "Torino legata alla Francia" in torino.repubblica.it, 8 novembre 2013.
  20. ^ Goffredo De Marchis, Fassino: "La Margherita sbaglia, questa è una legge oscurantista" in repubblica.it, 5 dicembre 2003. URL consultato il 26 maggio 2011.
  21. ^ Fecondazione assistita: Fassino firma a Genova i quesiti referendari in dsonline.it, 9 settembre 2004. URL consultato il 26 maggio 2011.
  22. ^ Fassino: "Sono contro l'eutanasia e le adozioni per le coppie gay" in repubblica.it, 14 dicembre 2006. URL consultato il 26 maggio 2011.
  23. ^ Ninni Andriolo, Fassino: «Anche i talebani al tavolo della pace» in l'Unità, 17 marzo 2007, p. 4. URL consultato il 26 maggio 2011.
  24. ^ Fassino: «Se fossi un operaio voterei sì al referendum su accordo Mirafiori» in corriere.it, 29 dicembre 2010. URL consultato il 26 maggio 2011.
  25. ^ Telekom, per il pm Fassino "non diffamò Berlusconi" in repubblica.it, 30 gennaio 2004. URL consultato il 26 maggio 2011.
  26. ^ Telekom Serbia, dieci anni a Igor Marini, "Calunniò Prodi, Fassino e Dini" in repubblica.it, 10 novembre 2011. URL consultato il 10 novembre 2011.
  27. ^ Ferruccio Sansa, Il caso Unipol, le telefonate di Consorte a Fassino in la Repubblica, 3 gennaio 2006, p. 10. URL consultato il 3 luglio 2012.
  28. ^ Monica Guerzoni, Il dialogo Fassino-Consorte turba la Quercia in corriere.it, 4 gennaio 2006. URL consultato il 3 luglio 2012.
  29. ^ La sentenza del gup: «Fassino sia risarcito per danni morali» in corriere.it, 10 giugno 2011. URL consultato il 10 giugno 2011.
  30. ^ Nastri della telefonata con Consorte - "Fassino sia risarcito dei danni" in repubblica.it, 10 giugno 2011. URL consultato il 10 giugno 2011.
  31. ^ Il gip: il nastro è un regalo al premier in vista delle elezioni in corriere.it, 15 settembre 2011. URL consultato il 15 settembre 2011.
  32. ^ Luigi Ferrarella, Intercettazione rubata, ordinato il rinvio a giudizio anche per Silvio Berlusconi in corriere.it, 15 settembre 2011. URL consultato il 15 settembre 2011.
  33. ^ "Nastro su Unipol-Bnl un regalo elettorale, anche Berlusconi va processato" in repubblica.it, 15 settembre 2011. URL consultato il 15 settembre 2011.
  34. ^ Unipol, Berlusconi va a processo in corriere.it, 7 febbraio 2012. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  35. ^ Emilio Randacio, Unipol, Berlusconi sarà processato, "Ma io non ho mai sentito quei nastri" in repubblica.it, 7 febbraio 2012. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  36. ^ Caso Unipol, un anno a Berlusconi. Due anni e tre mesi al fratello Paolo in milano.corriere.it, 7 marzo 2013. URL consultato il 7 marzo 2013.

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Predecessore Ministro del Commercio con l'Estero della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Augusto Fantozzi 21 ottobre 1998 - 25 aprile 2000 Enrico Letta
Predecessore Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Oliviero Diliberto dal 25 aprile 2000 al 10 giugno 2001 Roberto Castelli

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