Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale

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Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale
Palazzo della Farnesina.JPG
Stato Italia Italia
Tipo Ministero
Sigla MAECI
Istituito 1848
da Carlo Alberto di Savoia
Ministro Paolo Gentiloni
Viceministro Sottosegretari Lapo Pistelli

Benedetto Della Vedova, Mario Giro

Sede Palazzo della Farnesina
Indirizzo Piazzale della Farnesina, 1 - 00135 Roma
Sito web www.esteri.it

Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale[1], conosciuto anche con l'acronimo MAECI, oppure come "Farnesina", dal nome della sua sede, il Palazzo della Farnesina a Roma, appunto, è il dicastero del governo italiano che ha il compito di attuare la politica estera del governo italiano. Rappresenta l'Italia nel consesso internazionale.

Dal 31 ottobre 2014 il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale è Paolo Gentiloni.

Lui ha sostituito Federica Mogherini, che si è dimessa per assumere dal 1°novembre 2014 l'incarico di Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo organo a ricoprire questo ruolo è la Segreteria di Stato degli Affari Esteri dell'originario Regno di Sardegna. Il nome, mantenuto fino ad oggi, deriva dallo Statuto Albertino del 1848 con cui si dà vita al dicastero: una delle sue sedi fino al 1922 fu il Palazzo della Consulta a Roma.

La prima grande riforma avviene con il ministro Carlo Sforza, che riorganizza il Ministero su base territoriale, sostituita in seguito durante il ventennio. Nello stesso periodo la sede viene spostata a Palazzo Chigi. Con il trasferimento del Governo e dei suoi uffici dall'11 febbraio 1944 al 16 agosto 1944 a Salerno a causa della guerra, il ministero degli Esteri viene trasferito e ospitato presso il signorile palazzo Barone di Salerno per poi tornare definitivamente a Roma, dopo la liberazione della città. In questo periodo il generale Pietro Badoglio, in qualità di capo dell'esecutivo, riorganizza i servizi con un decreto ministeriale del 15 luglio 1944.

Dal 1959 il Palazzo della Farnesina ospita il Ministero degli Esteri: dotato di ben 1.320 stanze, originariamente costruito per ospitare la sede del Partito Nazionale Fascista, negli anni cinquanta venne riconvertito per ospitare gli uffici del Ministero, allora dispersi in tredici sedi distaccate. L'edificio, con una facciata lunga 169 metri e alta 51 metri, vanta un volume di 720.000 m3 che lo pone, insieme alla Reggia di Caserta, tra gli edifici più grandi d'Italia.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

I compiti del MAECI sono disciplinati dalla legge 23 aprile 2003 n. 109, ovvero le funzioni di rappresentanza e di tutela degli interessi dell'Italia in sede internazionale, che spettano allo Stato sulla base dell'articolo 117 della Costituzione della Repubblica Italiana, relativi ai rapporti politici, economici, sociali e culturali con l'estero, di rapporti con gli altri Stati e con le Organizzazioni internazionali. Il Ministero rappresenta l'Italia (attraverso i cosiddetti "ministri plenipotenziari") per la stipulazione e la revisione dei trattati e convenzioni internazionali, per le questioni di diritto internazionale e il contenzioso. In relazione alle istituzioni dell'Unione europea rappresenta la posizione italiana nella politica estera e di sicurezza comune, la PESC, prevista dal trattato dell'Unione europea e nei rapporti attinenti alle relazioni politiche ed economiche esterne dell'Unione europea, della Comunità europea e dell'EURATOM. Coopera con le Organizzazioni internazionali per lo sviluppo, l'emigrazione e la tutela degli italiani e lavoratori all'estero. Spettano, invece, alla Presidenza del Consiglio dei ministri le funzioni di partecipazione dello Stato italiano all'Unione europea, nonché all'attuazione delle relative politiche.

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale è componente del Consiglio supremo di difesa.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'Amministrazione degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale è costituita dagli uffici centrali e dagli uffici territoriali del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, riformata dal decreto del 18 febbraio 2001 e più recentemente dal dpr del 19 maggio 2010 n. 95 (in Gazz. Uff., 24 giugno, n. 145). Il vertice amministrativo del Ministero è il segretario generale.

Uffici centrali[modifica | modifica wikitesto]

Il dicastero è suddiviso in 8 direzioni generali:

  1. Direzione generale affari politici e di sicurezza;
  2. Direzione generale per la promozione del sistema paese;
  3. Direzione generale per la mondializzazione e le questioni globali;
  4. Direzione generale per l'Unione europea;
  5. Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo;
  6. Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie;
  7. Direzione generale per le risorse e l'innovazione (all'interno della quale opera anche l'Istituto diplomatico);
  8. Direzione generale per l'amministrazione, l'informatica e le comunicazioni.

Alle direzioni generali si aggiungono altri servizi:

  • Gabinetto del ministro
  • Segreteria particolare del ministro, che include gli uffici del Consiglieri del ministro
  • Servizio per la stampa e la comunicazione istituzionale;
  • Servizio per gli affari giuridici, del contenzioso diplomatico e dei trattati;
  • Il cerimoniale diplomatico della Repubblica;
  • L'Ispettorato generale.

La struttura è coordinata dalla segreteria generale, al cui vertice vi è il segretario generale, la quale è supportata da tre unità:

  • Unità di coordinamento
  • Unità di crisi
  • Unità di analisi, programmazione e documentazione storico-diplomatica

Struttura territoriale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista delle rappresentanze diplomatiche italiane.

Le strutture del ministero sono ovviamente presenti in tutti gli Stati del mondo riconosciuti dal Governo italiano, ed è organizzata in:

  • Ambasciate, ossia le rappresentanze diplomatiche del Governo Italiano presso gli Stati esteri, sono 123;
  • Consolati, ossia gli uffici consolari che curano tutte le attività dei cittadini italiani all'estero in ambito civile, quali pratiche per il lavoro, visti, eredità, testamenti, patenti, previdenza, sanità, rimpatrio delle salme, gestisce l'AIRE, ecc. Sono suddivisi in:
    • Consolati generali di prima classe in n. di 9, consolati generali in n. di 60, consolato generale onorario in n. di 6, consolati di prima classe in n. di 6, consolati in n. di 20, consolati onorari in n. di 113,
    • Vice consolati in n. di 1, vice consolati onorari in n. di 165,
    • Agenzia consolare in n. di 9, agenzie consolari onorarie in n. di 96,
    • un Ufficio italiano di promozione economia e commerciale e culturale a Taipei in Taiwan, ufficio con funzioni simili a quelle di un'ambasciata e un consolato, istituito per questioni politiche in tale veste;
  • le Rappresentanze permanenti presso le Organizzazioni internazionali, quali:
    • la Rappresentanza permanente presso il Consiglio d'Europa con sede a Strasburgo;
    • la Rappresentanza permanente presso la NATO con sede a Bruxelles;
    • la Rappresentanza permanente presso l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – OCSE con sede a Parigi;
    • la Rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite – ONU con sede a New York;
    • la Rappresentanza permanente presso l'ONU con sede a Ginevra;
    • la Rappresentanza permanente presso l'ONU con sede a Vienna;
    • la Rappresentanza permanente presso le Organizzazioni ONU (FAO-IFAD) - con sede a Roma;
    • la Rappresentanza permanente presso l'Organizzazione ONU per l'educazione la scienza e la cultura – UNESCO – con sede a Parigi;
    • la Rappresentanza permanente presso l'Unione Europea – UE con sede a Bruxelles;
  • gli Istituti italiani di cultura, da cui dipendono gli istituti scolastici ed educativi all'estero, in n. di 90, presenti in 61 Paesi del mondo;

All'interno della rete diplomatico-consolare operano inoltre gli addetti scientifici e tecnologici, in numero di 25, distribuiti tra Ambasciate (Germania, Gran Bretagna, Spagna, Svezia, Serbia, Russia, USA, Canada, Brasile, Argentina, Egitto, Israele, India, Cina, Corea del Sud, Giappone, Australia), Rappresentanze Permenenti presso le organizzazioni internazionali (ONU – Ginevra e OCSE – Parigi) e Rappresentanza Permanente presso l'Unione Europea (Bruxelles).

Altri uffici od organi[modifica | modifica wikitesto]

Sono poi presenti ulteriori organismi. Essi sono:

  • i Comitati degli italiani all'estero – ComItEs, sono organi rappresentativi della comunità italiana residente all'estero, istituiti dalla Legge n. 286/2003 e dal regolamento approvato con DPR n. 395/2003, presso le Circoscrizioni consolari con almeno 3.000 connazionali residenti;
  • il Consiglio generale degli italiani all'estero – CGIE, istituito dalla Legge n. 368/1989, come modificata dalla legge n. 198/1998 e dal regolamento approvato con d.P.R. n. 329/1998, è l'organo di consulenza del Governo e del Parlamento sui grandi temi di interesse per gli italiani all'estero.

Accesso alla carriera diplomatica in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carriera diplomatica (Italia).

L'accesso alla carriera diplomatica è previsto esclusivamente tramite concorso per Segretario di legazione in prova. L'età per l'accesso al concorso, salvo le previste deroghe, non deve essere superiore ai trentacinque anni. Per candidarsi è necessario il possesso di un diploma di laurea secondo il vecchio ordinamento in Giurisprudenza, Scienze politiche, Scienze internazionali e diplomatiche, Economia e commercio, oppure delle lauree magistrali afferenti alle classi Finanza (classe n. 19/S), Giurisprudenza (classe n. 22/S), Relazioni internazionali (classe n. 60/S), Scienze dell'economia (classe n. 64/S), Scienze della politica (classe n. 70/S), Scienze delle pubbliche amministrazioni (classe n. 71/S), Scienze economiche per l’ambiente e la cultura (classe n. 83/S), Scienze economico-aziendali (classe n. 84/S), Scienze per la cooperazione allo sviluppo (classe n. 88/S), Studi europei (classe n. 99/S), nonché la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (classe n. LMG/01) o altra equiparata a norma di legge.

Le prove d'esame, scritte ed orali, sono rivolte ad accertare la cultura, le conoscenze accademiche e la preparazione linguistica, e sono precedute da una prova attitudinale. Quest'ultima è composta da un questionario a risposta multipla incentrato sulle materie oggetto di concorso (inclusa la lingua inglese) e sulle capacità psicoattitudinali.

Le cinque prove scritte verificano le conoscenze del candidato nelle seguenti materie: Storia delle relazioni internazionali a partire dal congresso di Vienna; Diritto internazionale pubblico e dell'Unione europea; Politica economica e cooperazione economica, commerciale e finanziaria multilaterale; Lingua inglese e altra lingua straniera tra francese, spagnolo, tedesco.

La prova orale accerta le conoscenze del candidato anche nelle ulteriori seguenti materie: Diritto pubblico italiano (costituzionale e amministrativo); Contabilità di Stato; Nozioni istituzionali di diritto civile e di diritto internazionale privato; Geografia politica ed economica; Informatica. Nell'ambito della prova d'esame orale, il candidato è chiamato inoltre ad esprimere le proprie valutazioni su un tema dell'attualità internazionale.

Enti vigilati[modifica | modifica wikitesto]

Il ministro vigila sui seguenti enti:

Elenco dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco ricomprende il nominativo de ministri che hanno retto il dicastero dall'unità d'Italia, col Governo Cavour nel 1861, a tutt'oggi.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Conferita il 11/10/2010:

Medaglia al merito di I classe della Protezione civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— d.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come da testo Gazzetta Ufficiale, Cfr. art. 3 legge 11 agosto 2014, n. 125.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ministero degli affari esteri, Il Ministero degli affari esteri in cifre - Annuario statistico 2011, Roma, 2011.
  • Ministero degli affari esteri, Libro bianco 2000. Nuove risposte per un mondo che cambia, Franco Angeli, Milano, 2000.
  • Claudia Caggiula e Roberto Benedetti, Il Ministero degli Affari Esteri, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1992.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]