Palazzo Chigi

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Coordinate: 41°54′04.8″N 12°28′47.32″E / 41.901333°N 12.479811°E41.901333; 12.479811

Palazzo Chigi
Residenza ufficiale del
Presidente del Consiglio dei Ministri
PalazzoChigi.jpeg
Palazzo Chigi
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma
Indirizzo Piazza Colonna, 1
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1562
Inaugurazione 1580
Uso Sede della Presidenza del Consiglio dei ministri
Realizzazione
Proprietario Stato italiano
 

Palazzo Chigi è un palazzo situato nel centro di Roma tra piazza Colonna e Via del Corso. Dal 1961, è la sede del Governo Italiano e residenza del presidente del Consiglio dei ministri, adiacente a Palazzo di Montecitorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Residenza nobiliare[modifica | modifica wikitesto]

La storia del palazzo inizia nel 1578, quando la famiglia degli Aldobrandini unisce, ristrutturandole notevolmente, alcune proprietà che si affacciano su piazza Colonna per costruirvi al loro posto il palazzo.

La struttura esterna del palazzo prende forma in questo periodo e gli interni sono stati oggetto di continue modifiche, l'ultima delle quali risale al 1916 quando il palazzo divenne sede del Ministero degli Affari Esteri del Regno d'Italia.

Il nome del palazzo è quello di una facoltosa famiglia di banchieri di origine senese, i Chigi, che lo acquistarono ad opera di Agostino nel 1559.

Nella sua storia il palazzo, oltre ad essere stato residenza di alcune tra le più importanti famiglie nobiliari di Roma, è stato anche sede dell'ambasciata di Spagna e dell'ambasciata dell'Impero Austro-Ungarico.

Sede istituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Mussolini e una delegazione russa presso l'attuale sala del Consiglio dei ministri

Nel 1916 fu acquistato definitivamente dallo Stato italiano. Divenne sede prima del Ministero delle Colonie e poi del Ministero degli Esteri nel 1922, quando la carica era ricoperta da Benito Mussolini, che stabilì il suo studio presso la galleria Deti. Affacciandosi da esso, presso il balcone che fa angolo tra via del Corso e piazza Colonna (la cosiddetta Prua d'Italia), pronunciò i primi discorsi che poi avrebbe replicato dal balcone di Palazzo Venezia. Dal 1961 è divenuto la sede ufficiale del Governo, prima ospitata presso il Palazzo del Viminale.

Il palazzo subì verso la fine del XX secolo un restauro, terminato il 7 novembre 1999. L'intervento ha coinvolto non solo le facciate, ma anche gli ambienti dello studio presidenziale, che il presidente Amato aveva trasferito in un'altra ala del palazzo, e che per l'occasione fu ristabilito nella sua collocazione originaria.[1]

Il 28 aprile 2013 durante il giuramento dinanzi al presidente della Repubblica, del Governo Letta, fuori il palazzo un uomo apre il fuoco contro due carabinieri, ferendo questi ultimi e una passante incinta.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Chigi è caratterizzato da una pianta regolare di forma rettangolare. L'ingresso principale è quello su via del Corso, anche se la facciata più celebre è quella che dà su Piazza Colonna. Dall'ingresso sulla piazza, aperto solo dal 1740, si accede all'elegante Cortile d'onore, che presenta nel fondo l'imponente Scalone d'onore, costruito per i Chigi dall'architetto Felice della Greca. Da questo si accede al primo piano nobile, che ospita le sale più importanti del palazzo, cioè quelle che si affacciano nell'angolo tra via del Corso e piazza Colonna e che furono costruite su commissione della famiglia Aldobrandini dall'architetto romano Matteo da Castello nel XVI secolo. Esse sono:

  • La sala delle "Galere"
  • La sala dei mappamondi
  • La sala del Consiglio dei ministri
  • Il salottino giallo
  • L'anticamera del Presidente del Consiglio
  • Lo studio del Presidente del Consiglio
  • La galleria Deti
  • La sala delle Repubbliche Marinare
  • Il primo salone degli arazzi
  • Il secondo salone degli arazzi
  • La sala verde
  • Il salone d’oro
  • La sala delle marine
  • La sala pompeiana

La sala dei mappamondi[modifica | modifica wikitesto]

Funge da anticamera alla sala del Consiglio dei ministri, ed è così chiamata per la presenza di due globi del XVII secolo posti ai lati della porta che accede alla sala del Consiglio, rappresentanti la sfera celeste e la sfera terrestre.

Notevoli le porte settecentesche con specchi e intagli dorati e le decorazioni realizzate nel 1857 in stile neoclassico. Gli affreschi raffigurano le quattro stagioni ed altre figure allegoriche[3].

L'anticamera del Presidente[modifica | modifica wikitesto]

La sala si affaccia direttamente su Piazza Colonna ed è dotata di una raffinata fascia affrescata con alcuni quadretti, posti in corrispondenza delle finestre, illustranti episodi tratti dalla vita del cardinale Pietro Aldobrandini. Il pregevole camino risale al XVIII secolo.

Sopra il camino è posta una specchiera e due salotti romani tutti del '700 e un arazzo delle manifatture di Bruxelles del XVI secolo[4].

Lo studio del Presidente del Consiglio[modifica | modifica wikitesto]

Vi si accede direttamente dall'anticamera, si tratta di un ambiente alquanto sobrio, decorato solo con alcuni semplici fregi del XVII secolo. Dietro la scrivania, viene conservata una preziosa Sant'Agnese del Domenichino, copia di un originale del Tiziano conservato nel museo del Prado di Madrid.

Sopra la porta di accesso alla Galleria Deti, i restauri dell'ultimo decennio del XX secolo, hanno riportato alla luce una secentesca raffigurazione dell’episodio biblico di Giona e la balena[5].

La sala del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

È la sala che si affaccia sul balcone centrale della facciata su via del Corso. Le pareti sono decorate da quattro arazzi della scuola del Rubens, da un coro ligneo di gusto cinquecentesco (proveniente dalla distrutta cappella interna dei Chigi) e da un caminetto della fine del XVIII secolo in marmo bianco. Il soffitto è decorato con travi di legno, arricchito con un fregio del 1665 del pittore austriaco Giovanni Paolo Schor[6].

La galleria Deti[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Chigi visto da Via del Corso; il balcone in primo piano è la cosiddetta Prua d'Italia

Posta all'angolo tra il corso e piazza Colonna, la galleria prende il nome dal suo ideatore, il cardinale Giovanni Battista Deti. Questa sala, oggi adibita a salotto di cortesia, fu riccamente decorata con stucchi dorati e affrescata con soggetti biblici e figurazioni araldiche da Flaminio Allegrini tra il 1616 ed il 1625

Nel 1925 Tito Zaniboni tentò di attentare alla vita di Benito Mussolini, che aveva in questo ambiente il suo studio privato, sparandogli quando si fosse affacciato dal terrazzo della galleria Deti[7].

Il salone d’oro[modifica | modifica wikitesto]

Si trova al secondo piano nobile di Palazzo Chigi con affaccio su piazza Colonna. Assieme alla Sala delle Marine va a formare l’appartamento del Presidente. Presenta una ricchissima decorazione dorata (donde il nome), che ricopre sia le pareti che il soffitto, realizzata nel XVIII secolo in occasione del matrimonio del principe Sigismondo Chigi con Maria Flaminia Odescalchi.

Il soffitto è decorato con finte prospettive con al centro la tela raffigurante Endimione spiato da Diana di Giovan Battista Gaulli (detto il Baciccio) del 1668[8].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'altana posta sopra il palazzo fu costruita da donna Olimpia Aldobrandini per rivaleggiare in altezza con l'attiguo Palazzo Montecitorio[9].
  • L'appartamento presidenziale fu completamente riarredato nel 1994 da Berlusconi, appena insediatosi, con la consulenza del designer Giorgio Pes.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]