Villa Doria Pamphilj

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Coordinate: 41°53′06.14″N 12°26′28.86″E / 41.88504°N 12.44135°E41.88504; 12.44135

Villa Doria Pamphilj
Sede ufficiale di rappresentanza del governo italiano
Villa Doria Pamphili.JPG
Villa Pamphilj
Localizzazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Municipio XII
Informazioni generali
Tipo Villa, parco storico[1]
Superficie 184 ettari
Inaugurazione 1972
Gestore Roma Capitale
Apertura ottobre - febbraio: 7:00 - 18:00 marzo e settembre: 7:00 - 20:00 aprile - agosto: 7:00 - 21:00
Ingressi Via Aurelia Antica, Via Leone XIII (Olimpica), Via della Nocetta, Via Vitellia, Via di Porta San Pancrazio
Realizzazione
Architetto Alessandro Algardi, Giovanni Francesco Grimaldi
www.villapamphili.it

La villa Doria Pamphilj è uno dei parchi più ampi e importanti della città di Roma; con i suoi 184 ettari di estensione trae origine dalla tenuta di campagna di una famiglia nobile romana. È, inoltre, la sede di rappresentanza del governo italiano.

Progettata dallo scultore Alessandro Algardi e dal pittore Giovanni Francesco Grimaldi agli inizi del Seicento, è una delle ville meglio conservate della città. Nel 1960 venne divisa in due parti distinte per l'apertura della via Olimpica in occasione dei Giochi della XVII Olimpiade.[2]

Attualmente villa Pamphilj è ripartita in tre aree: il palazzo e i giardini (pars urbana), la pineta (pars fructuaria), e la tenuta agricola (pars rustica).[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Quello che all'epoca era solo un modesto appezzamento agricolo fuori dalle Mura aureliane, la cosiddetta Villa vecchia, venne acquistata dal nobile Panfilo Pamphilj il 23 ottobre del 1630. Tra il 1644 e il 1652, mentre la famiglia Pamphilj otteneva prestigio grazie al pontificato di Innocenzo X, fu affidata la progettazione della Villa nuova allo scultore Algardi e al pittore Grimaldi, con la collaborazione del botanico Tobia Aldini per quanto riguardava i giardini.[3]

Nel 1849 la villa fu teatro di una delle più cruente battaglie per la difesa della "Repubblica Romana": le truppe francesi della Seconda Repubblica il 2 giugno occuparono villa Corsini, allora alla periferia ovest di Roma, il 3 giugno 1849 le truppe garibaldine tentarono invano di riconquistarla, durante uno degli assalti morì il colonnello Angelo Masina e fu ferito a morte Goffredo Mameli.

Nel 1856 la villa fu unita alla confinante villa Corsini e tutto il complesso venne trasformato in una grande azienda agricola. Iniziati i primi espropri da parte del Comune di Roma nel 1939, il nucleo originario della villa fu acquistato dalla Stato Italiano nel 1957. Oltre 168 ettari furono acquisiti dalla municipalità romana; la parte occidentale nel 1965, la restante nel 1971 con apertura al pubblico nel 1972.

Rimane proprietà della famiglia Doria-Pamphilj la cappella funeraria opera di Odoardo Collamarini.

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Villa Doria Pamphilj, 060608.it. URL consultato il 19 maggio 2010.
  2. ^ a b La storia di Villa Doria Pamphilj. URL consultato il 24 dicembre 2013.
  3. ^ Carla Benocci, Il Parco di Villa Doria Pamphilj, Roma, Fratelli Palombi Editori, 1990.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Carmelo Calci, Fiorenzo Catalli, «Pavimenti degli ultimi sepolcri scoperti nella necropoli di Villa Doria Pamphilj», in Atti del VII Colloquio dell'Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, Ravenna 2001, pp. 293–310.

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