Arcigay

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« L'Arcigay, nella rappresentazione dei mass media, è diventata la portavoce quasi unica degli omosessuali italiani, la massima proiezione di quella che altrove si chiama a buon diritto "comunità gay" »
(Gianni Rossi Barilli[1])
Arcigay
Associazione LGBT italiana
ArcigayAssociazione LGBT italiana
Abbreviazione Arcigay
Tipo Associazione di promozione sociale
Fondazione 3 marzo 1985
Scopo lotta all'omofobia, promozione dei diritti degli omosessuali
Sede centrale Italia Bologna
Presidente Italia Flavio Romani
Volontari 228.563[senza fonte]
Sito web

Arcigay è un'associazione di promozione sociale, costituitasi a Palermo nel 1980 e, a livello nazionale, a Bologna nel 1985.

Si prefigge come scopo sociale quello di tutelare i diritti LGBT in Italia. Al 2012 l'Arcigay dichiara 228.563 associati[2].

L'associazione ha sede a Bologna ed è strutturata in circoli su tutto il territorio nazionale; il suo presidente è, dal 25 novembre 2012, Flavio Romani[3].

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il delitto di Giarre e la nascita di Arcigay[modifica | modifica sorgente]

Il primo nucleo di quello che poi divenne Arcigay si formò a Palermo il 9 dicembre del 1980 come ARCI Gay. Il posto non fu casuale, perché proprio in Sicilia, e precisamente a Giarre, in provincia di Catania, nell'estate precedente, due giovani omosessuali noti come Giorgio e Toni (rispettivamente Giorgio Agatino Giammona di 25 anni e Antonio Galatola, di 15) furono trovati uccisi con un proiettile ciascuno nella testa: le indagini appurarono che a sparare alla coppia di giovani fu il nipote tredicenne di Toni, obbligato dai due a compiere tale gesto; essi infatti avevano deciso di farsi uccidere insieme per sottrarsi alla vergogna che la loro condizione di omosessuali, in quel luogo e periodo storico, procurava a loro stessi e alle loro famiglie[4].

Quello di Palermo fu, quindi, il primo di una serie di nuclei che iniziarono a sorgere in tutta Italia; tuttavia, l'associazione non esisteva come entità autonoma, ma come estensione della commissione nazionale per i diritti civili dell'ARCI[5]. La promozione di tali nuclei va ascritta all'attività di Massimo Milani, Gino Campanella[6] e di Marco Bisceglia, sacerdote già aderente alla cosiddetta teologia della liberazione, omosessuale lui stesso e precursore del matrimonio gay in Italia, avendo celebrato nel 1975 un'unione religiosa c.d. "di coscienza" tra due uomini che ne provocò la sospensione a divinis, in quanto i due erano in realtà giornalisti del periodico di destra il Borghese sotto mentite spoglie, che resero noto in un reportage quanto accaduto[7].

Nel 1982, sempre a Palermo, si tenne una riunione nazionale dell'ARCI Gay, ritenuta il primo congresso dell'associazione in quanto ad esso presenziarono i vertici nazionali dell'ARCI; due anni dopo l'ARCI Gay si pose il problema di istituzionalizzare e stabilizzare la propria presenza in tutto il Paese, cosa questa che portò al primo vertice costitutivo che si tenne a fine 1984[5].

La costituzione e i primi anni di attività[modifica | modifica sorgente]

Le bandiere arcobaleno dell'Arcigay sventolate ad una manifestazione.

La discussione pregressa a livello di realtà territoriali portò, il 2 e 3 marzo 1985, all'assemblea di Bologna di gran parte dei circoli omosessuali italiani, i quali si unirono in associazione nazionale, assumendo il nome di Arcigay. Il primo presidente dell'associazione fu Beppe Ramina, e come segretario fu eletto Franco Grillini[8]. Bologna fu scelta anche come sede nazionale dell'associazione, che fu ospitata al Cassero di Porta Saragozza, dal 1982 già utilizzato - in locazione dal Comune - dal Circolo Culturale 28 giugno, prima associazione di cultura omosessuale a usufruire di uno spazio pubblico[5]. Il nome del circolo deriva dai moti di Stonewall che, il 28 giugno del 1969, sancirono l'avvio del movimento LGBT in tutto il mondo.

Tra i primi atti della neonata associazione vi fu la collaborazione con il gruppo Abele di Torino alla stesura della prima opera italiana sull'AIDS, a cura di Giovanni Dall'Orto[9], primo passo dell'impegno dell'Arcigay per diffondere la conoscenza sul virus HIV e la lotta alla sindrome da immunodeficienza acquisita, che all'epoca era diffusissima soprattutto tra gli omosessuali maschi[5].

Per tutto il resto del decennio l'Arcigay si spese in iniziative di vario genere; tra le più rilevanti il convegno del 20 giugno 1986 a Roma, sul tema Omosessualità e Stato; il congresso nazionale del dicembre 1987, che elesse Franco Grillini alla presidenza dell'associazione; varie consulenze legislative a disegni e progetti di legge presentati in Parlamento, tra i primi dei quali vi fu quello del deputato socialista Alma Agata Cappiello del 1988, tendente a regolamentare le unioni omosessuali; altre iniziative riguardarono la regolamentazione delle unioni civili e la disciplina delle fattispecie di discriminazione basata sugli orientamenti sessuali[5].

Dagli anni novanta alla presidenza Patané[modifica | modifica sorgente]

Bandiere di Arcigay

Il 1º dicembre del 1990 una delegazione, in occasione della giornata mondiale contro l'AIDS, è ricevuta dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

Nel 1994, durante il congresso di Rimini, cambia il suo nome in "Arcigay Arcilesbica", e prevede una quota di genere negli organi dirigenti pari al 50%: segretaria nazionale, dopo Graziella Bertozzo, diventa Giulia Crippa. Nello stesso anno, nel 1995 e nel 1996 grandi manifestazioni LGBT a Roma (Gay&Lesbian Pride) e a Verona ("Alziamo la testa", contro una risoluzione discriminatoria consiglio comunale). Nel 1996 l'associazione raccoglie 90.000 firme a favore delle unioni civili, e nello stesso anno, a giugno, si svolge il Gay&Lesbian Pride a Napoli. Durante il congresso di Rimini del 1996 (il VII congresso di Arcigay) l'associazione si divide in Arcigay e Arcilesbica, sancendo la nascita della più grande organizzazione lesbica italiana. Non condividendo la scissione, escono dall'associazione i circoli di Pisa, Torino, Firenze, Sassari, Verona, Catania e Padova.

Il 13 gennaio 1998, nella città del Vaticano, lo scrittore gay siciliano Alfredo Ormando si immola, dandosi fuoco per protestare contro l'omofobia della chiesa cattolica. In quel giorno, Arcigay istituisce la Giornata internazionale contro la discriminazione religiosa antiomosessuale, che nel 2006 si trasforma in Giornata per il dialogo tra omosessualità e religioni[10]. Nel giugno del 1998 Sergio Lo Giudice è eletto presidente nazionale dell’Associazione. La presidenza Lo Giudice darà impulso alla nascita di comitati Arcigay su tutto il territorio nazionale, che arriveranno ad attestarsi intorno a 30 e consoliderà la rete dei circoli ricreativi ( discoteche, bar, saune), e il numero di tesserati raggiungerà il traguardo di oltre centomila. Nel 2002 l'associazione articola la propria organizzazione in aree tematiche: giuridico, salute, esteri, comunicazione, immigrazione, giovani. Nel 2003 viene lanciata la campagna di sensibilizzazione "Un PACS avanti"[11]. L'iniziativa aveva lo scopo di indurre il parlamento italiano a legiferare, sul modello del Patto civile di solidarietà (Pacte civil de solidarité) adottato in Francia nel 1999, in materia di riconoscimento giuridico e regolamentazione delle unioni civili, indipendentemente dall'orientamento sessuale.[11] Sul piano politico ottenne l'adesione dei Democratici di Sinistra, dei Radicali Italiani, dei Comunisti Italiani, di Rifondazione Comunista, della Federazione dei Verdi, della Sinistra Giovanile e dei Giovani Comunisti[12] e dalla CGIL[12].

Aurelio Mancuso, segretario nazionale dal 2002, viene eletto presidente nazionale il 13 maggio 2007 e rimarrà in carica fino al 14 febbraio 2010[13]. Il suo successore è stato Paolo Patanè, presidente nazionale in carica fino al 2012[14].

Nel mese di giugno 2010 contribuisce, insieme ad Enrico Oliari di GayLib e agli avvocati LGBT della Rete Lenford all'istituzione presso la Polizia di Stato dell'OSCAD, l'Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori[15].

Nel 2011 l'associazione contribuisce all'organizzazione dell'Europride che si svolge per la prima volta a Roma, riuscendo ad avere come testimonial Lady Gaga, che partecipa gratuitamente a sostegno delle rivendicazioni delle persone LGBT italiane[16][17]. Nello stesso anno, in collaborazione con Gay.it, Certi Diritti, Rete Lenford, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Arcilesbica riesce ad ottenere dopo una lunga mediazione con l'ISTAT che il Censimento per la prima volta segnali anche le coppie di fatto, comprese quelle formate da persone dello stesso sesso[18][19][20].

Dalla presidenza Romani ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 2012 è stato indetto il Congresso Nazionale, un congresso anticipato rispetto alla naturale scadenza di febbraio 2013: il congresso si è svolto a Ferrara dal 23 al 25 novembre 2012[21][22]; vengono eletti presidente nazionale Flavio Romani e segretario nazionale Michele Breveglieri[23]. Cambia radicalmente in questa occasione la sua forma organizzativa, divenendo una federazione di associazioni, come previsto dal nuovo Statuto e la didascalia del logo viene cambiata da "Associazione lesbica e gay italiana" in "Associazione LGBT italiana"[22].

I servizi[modifica | modifica sorgente]

L'associazione, attraverso i comitati provinciali, le associazioni affiliate ed i comitati promotori, offre differenti tipi di servizi:

  • tutela giuridica;[24][25]
  • prevenzione, informazione, e sensibilizzazione contro AIDS e malattie sessualmente trasmissibili;[26]
  • socializzazione;[27][28]
  • prevenzione e lotta al bullismo;[27][29]
  • attività culturali.[30]

Immigrazione[modifica | modifica sorgente]

Arcigay è attiva nella difesa dei diritti della persone LGBT anche nel settore dell'immigrazione, del diritto di asilo dell'integrazione culturale e dell'esclusione sociale.

Al riguardo ha avviato, con il contributo del Ministero della Solidarietà Sociale italiano[31] il progetto Nuovi Approcci nel campo dell'integrazione dei migranti residenti in Italia: l'aiuto ai migranti lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT) con l'obiettivo generico di "sostenere l'integrazione dei migranti LGBT, in quanto persone particolarmente esposte al rischio di esclusione sociale, trovandosi ad affrontare ostacoli specifici che al momento non sono tenuti in considerazione. La situazione dei migranti LGBT in Italia, l'approccio interculturale alle tematiche dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, l'accesso ai servizi sanitari, l'asilo e la protezione internazionale e la prostituzione sono alcuni degli argomenti che saranno affrontati nel corso del seminari".[32]

Il progetto viene realizzato attraverso il raggiungimento dei seguenti obiettivi specifici:

  1. Raccogliere informazioni specifiche riguardo al percorso di integrazione dei migranti LGBT, rendendole accessibili sia alle organizzazioni LGBT che ai fornitori di servizi.
  2. Migliorare l'accessibilità e l'efficacia dei servizi rivolti agli immigrati anche per i migranti LGBT tramite un seminario rivolto ad operatori sulla progettazione e fornitura di servizi: nel campo dell'accoglienza, informazione, orientamento e supporto; il diritto di asilo e la protezione internazionale verso persone LGBT. Il numero previsto di partecipanti al seminario è di circa 40 operatori e operatrici.[32]
  3. Migliorare l'accessibilità e l'efficacia dei servizi forniti da associazioni LGBT, tramite un seminario sull'identità sessuale e di genere nelle diverse culture e sulle esperienze di associazioni attive in Paesi europei dove la presenza di comunità straniere è più consolidata. Il numero previsto di partecipanti al seminario è di circa 40 operatori e operatrici.[32]
  4. Creare un contesto di scambio tra Arcigay e comunità migranti tramite la creazione di un tavolo di confronto.[32]
  5. L'indagine e l'elaborazione di buone pratiche e la loro disseminazione assieme ai risultati di progetto tramite: manuale di progetto indirizzato a fornitori di servizi pubblici e privati; brochure in 4 lingue (italiano, arabo, inglese, francese); sito web.[32]

Il progetto ha portato alla creazione del sito web migranti LGBT[33].

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

XIV Congresso nazionale di Arcigay a Ferrara, il nuovo gruppo dirigente

Ad oggi l'associazione è presente su gran parte del territorio nazionale, con 52 comitati territoriali a[34]:

  • Aosta
  • Agrigento
  • Arezzo
  • Bari
  • Barletta-Andria-Trani
  • Bergamo
  • Bologna
  • Bolzano-Bozen
  • Brescia
  • Brindisi
  • Carbonia-Iglesias
  • Catania
  • Chieti
  • Cosenza
  • Cremona
  • Cuneo
  • Ferrara
  • Firenze
  • Foggia
  • Genova
  • Grosseto
  • L'Aquila
  • Livorno
  • Mantova
  • Messina
  • Milano
  • Modena
  • Napoli
  • Padova
  • Palermo
  • Pavia
  • Perugia
  • Pesaro e Urbino
  • Pescara
  • Piacenza
  • Pisa
  • Pistoia
  • Ravenna
  • Reggio Calabria
  • Reggio Emilia
  • Rimini
  • Roma
  • Rovigo
  • Salerno
  • Siena
  • Siracusa
  • Teramo
  • Torino
  • Trento
  • Trieste
  • Udine
  • Verbania
  • Vercelli
  • Verona

Gli organi dirigenti sono stati rinominati in seguito al XIV Congresso nazionale di Arcigay di Ferrara del 23 novembre 2012[35]

Organi dirigenti

Presidente nazionale

Segretario nazionale

  • Michele Breveglieri

Segreteria nazionale

  • Matteo Cavalieri
  • Danilo Zanvit
  • Marco Giusta
  • Maura Chiulli
  • Fabrizio Sorbara
  • Giorgio Dell'amico
  • Valerio Barbini

Collegio dei Garanti

  • Damiano Fiorato (Presidente)
  • Michele Covolan
  • Stefano Bucaioni

Collegio dei Revisori dei Conti

  • Bruno Tommassini (Presidente)
  • Carlo Guarino
  • Roberto Muzzetta

Supplenti revisori

  • Neri Lauro
  • Daniele Sorrentino
  • Alessandro Ballarin

Congressi nazionali[modifica | modifica sorgente]

  • I Congresso - Palermo, 20 marzo 1982
  • II Congresso - Bologna, 14-15 dicembre 1985
  • III Congresso - Rimini, 5-7 dicembre 1987
  • IV Congresso - Bologna, 9-11 febbraio 1990
  • V Congresso - Bologna, 7 febbraio 1992 - Darsi valore
  • VI Congresso - Riccione, 30 aprile 1994
  • VII Congresso - Rimini, 25-27 ottobre 1996
  • VIII Congresso -
  • IX Congresso - Roma, 5-7 giugno 1998
  • X Congresso - Rimini, 2-3 febbraio 2002 - Costruiamo la libertà, riprendiamoci l'amore
  • XI Congresso - Bologna, 4-6 marzo 2005 - Ali alla libertà
  • XII Congresso - Milano, 11-13 marzo 2007 - Siamo famiglie: pari dignità, pari diritti
  • XIII Congresso - Perugia, 12-14 febbraio 2010 - Per Costituzione, io c'entro
  • XIV Congresso - Ferrara, 23-25 novembre 2012 - Diritti oltre la crisi

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rossi Barilli, op. cit., pag. 162
  2. ^ Delegati al XIV Congresso ARCIGAY (PDF), Arcigay. URL consultato il 16 novembre 2012.
  3. ^ Arcigay, 25 novembre 2012, http://www.arcigay.it/38507/arcigay-cambio-al-vertice-flavio-romani-eletto-presidente-diritti-concreti-e-servizi-alla-comunita-lgbt/ . URL consultato il 25 novembre 2012.
  4. ^ Jenner Meletti, Toni e Giorgio, morti di pregiudizio. Diedero coraggio all'altra Italia in la Repubblica, 10 luglio 2005. URL consultato il 5-4-2009.
  5. ^ a b c d e Arcigay: La storia. URL consultato il 5-4-2009.
  6. ^ G@yNews.it - I gay riscoprono la paura "Violenze quotidiane" [collegamento interrotto]
  7. ^ Paterlini, op. cit., Prefazione
  8. ^ Pagine di diario personale in forma di cronologia gay - 1980‑1999. URL consultato il 5-4-2009.
  9. ^ Dall'Orto, op. cit.
  10. ^ 13 GENNAIO - Giornata Mondiale per il Dialogo tra le Religioni e Omosessualità. URL consultato il 14 settembre 2012.
  11. ^ a b Claudia Riconda, Vita di coppia della coppia gay più famosa in la Repubblica, 14 febbraio 2003, p. 2. URL consultato il 16 febbraio 2010.
  12. ^ a b Campagna nazionale per l'approvazione del patto civile di solidarietà in Arcigay. URL consultato il 16 febbraio 2010.
  13. ^ Mancuso conclude la sua presidenza in Arcigay, 12 febbraio 2010. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  14. ^ XIII Congresso Nazionale Arcigay, Arcigay, 17 febbraio 2010. URL consultato il 26 novembre 2012.
  15. ^ Mario Cirrito, Nasce OSCAD, l'Osservatorio per combattere l'omofobia, Queerblog, 9 agosto 2010. URL consultato il 14 settembre 2012.
  16. ^ Europride, Arcigay: Lady Gaga ha chiesto relazione su situazione diritti / Società - Nuovo Paese Sera
  17. ^ Lady Gaga infiamma l'Europride "Uguglianza, subito. Rivoluzione d'amore" - Repubblica.it
  18. ^ Istat. Arcigay: Smentiamo problemi per censimento coppie gay — Arcigay
  19. ^ "Coppie gay escluse dal censimento Istat 2011", l'Arcigay smentisce | DIRE WELFARE | Agenzia DIRE
  20. ^ Censimento 2011: via alla campagna Fai Contare il tuo Amore- Gay .it
  21. ^ a.m., Arcigay, a Ferrara il congresso nazionale, La Nuova Ferrara, 26 marzo 2012. URL consultato il 14 settembre 2012.
  22. ^ a b Marco Pasqua, Arcigay, eletto il nuovo presidente: Flavio Romani. Si chiude l'era Patanè, dopo mesi di scontri interni (FOTO), Huffington Post, 25 novembre 2012. URL consultato il 28 novembre 2012.
  23. ^ Stefano Bolognini, Arcigay. Cambio al vertice: Flavio Romani eletto presidente, diritti concreti e servizi alla comunità lgbt, Arcigay, 25 novembre 2012. URL consultato il 25 novembre 2012.
  24. ^ http://www.arcigay.it/sportello-legale-arcigay-si-racconta
  25. ^ Arcigay parte civile contro Svastichella — Arcigay
  26. ^ Benessere della comunità lgbt — Arcigay
  27. ^ a b Giovani di ogni orientamento sessuale, donate sangue! — Arcigay
  28. ^ Divertimento & socializzazione — Arcigay
  29. ^ http://www.scuolearcobaleno.eu/
  30. ^ Cultura e orgoglio a San Marino — Arcigay
  31. ^ Ai sensi della Legge n° 383/2000, articolo 12, lettera f.
  32. ^ a b c d e Scheda del progetto di Arcigay
  33. ^ Sito ufficiale migranti LGBT
  34. ^ Dove trovarci, Arcigay. URL consultato il 26 novembre 2012.
  35. ^ I nuovi organi dirigenti 2010. URL consultato il 20-02-2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marzio Barbagli, Asher Colombo, Omosessuali moderni: gay e lesbiche in Italia, Bologna, Il Mulino, 2007, ISBN 88-15-11861-6.
  • Giovanni Dall'Orto, Riccardo Ferracini et al., AIDS, Torino, Gruppo Abele, 1985.
  • Piergiorgio Paterlini, Matrimoni gay. Dieci storie di famiglie omosessuali, Torino, Einaudi, 2006, ISBN 88-06-18250-1.
  • Paolo Pedote, Nicoletta Poidimani, We will survive! Lesbiche, gay e trans in Italia, Milano, Mimesis, 2007, ISBN 88-8483-567-4.
  • Gianni Rossi Barilli, Il movimento gay in Italia, Milano, Feltrinelli, 1999, ISBN 88-07-81559-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]