Omofobia

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Percentuale (al 2007) di persone secondo cui l'omosessualità andrebbe accettata[1]:

██ 01% - 10%

██ 11% - 20%

██ 21% - 30%

██ 31% - 40%

██ 41% - 50%

██ 51% - 60%

██ 61% - 70%

██ 71% - 80%

██ 81% - 90%

██ Non disponibile

L'omofobia è la paura e l'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (LGBT), basata sul pregiudizio[2][3][4]. L'Unione Europea la considera analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo[2]. Con il termine "omofobia" quindi si indica generalmente un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti avversi all'omosessualità o alle persone omosessuali[5].

L'omofobia non è inserita in alcuna classificazione clinica delle varie fobie; infatti, non compare né nel DSM né nella classificazione ICD; il termine, come nel caso della xenofobia, è solitamente utilizzato in un'accezione generica (riferita a comportamenti discriminatori) e non clinica.[6][7]

Tre possibili definizioni del termine "omofobia"[modifica | modifica sorgente]

Fermo restando quanto detto poco sopra, va comunque precisato che il termine è utilizzato con diversi significati. Le definizioni di omofobia esistenti possono essere sintetizzate in tre principali prospettive: accezione pregiudiziale, accezione discriminatoria e accezione psicopatologica:[8]

  • l'accezione pregiudiziale considera come omofobia qualsiasi giudizio negativo nei confronti dell'omosessualità. In questa definizione vengono considerate manifestazioni di omofobia anche tutte le convinzioni personali e sociali contrarie all'omosessualità come ad esempio: la convinzione che l'omosessualità sia patologica, immorale, contronatura, socialmente pericolosa, invalidante; la non condivisione dei comportamenti omosessuali e delle rivendicazioni sociali e giuridiche delle persone omosessuali. Non rientra in questa accezione la conversione in agito violento o persecutorio nei confronti delle persone omosessuali.[9]
  • l'accezione discriminatoria considera come omofobia tutti quei comportamenti riconducibili al sessismo che ledono i diritti e la dignità delle persone omosessuali sulla base del loro orientamento sessuale. Rientrano in questa definizione le discriminazioni sul posto di lavoro, nelle istituzioni, nella cultura, gli atti di violenza fisica e psicologica (percosse, insulti, maltrattamenti). Questa definizione – che comprende anche l'acting out del sentimento discriminatorio – può essere considerata più pertinente al costrutto di omofobia in senso ristretto.[10]
  • l'accezione psicopatologica considera l'omofobia come una fobia, cioè una irrazionale e persistente paura e repulsione nei confronti delle persone omosessuali che compromette il funzionamento psicologico della persona che ne presenta i sintomi. Tale valutazione diagnostica includerebbe quindi l'omofobia all'interno della categoria diagnostica dei disturbi d'ansia e rientrerebbe all'interno dell'etichetta di fobia specifica.[11] A differenza delle prime due accezioni, l'omofobia come fobia specifica non è frutto di un consapevole pregiudizio negativo nei confronti dell'omosessualità quanto piuttosto di una dinamica irrazionale legata ai vissuti personali del soggetto. Quest'ultima definizione, per quanto più attinente alla radice etimologica del termine, ad oggi non è sostenuta da una letteratura sufficiente da farla inserire nei principali manuali psicodiagnostici.[12]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Omofobia deriva dal greco ομοίος [homoios] (stesso, medesimo) e fobos (paura). Letteralmente significa "paura dello stesso", tuttavia il termine "omo" è qui usato in riferimento ad omosessuale. Il termine è un neologismo coniato dallo psicologo clinico George Weinberg nel suo libro Society and the Healthy Homosexual (La società e l'omosessuale sano), pubblicato nel 1971.

Un termine precursore è stato omoerotofobia, coniato dal dottor Wainwright Churchill nel libro "Homosexual behavior among males" (Comportamento omosessuale tra maschi), pubblicato nel 1967.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Un manifesto - parzialmente vandalizzato - contro l'omofobia a Palermo

Intesa nel senso di "paura fobica e irrazionale", l'omofobia non è inserita in alcun manuale di diagnostica psicologica come patologia, è quindi errato pensare che sia medicalmente una fobia, come invece il nome potrebbe portare a credere. L'omofobia non è legata a una credenza politica o a un livello culturale, ma piuttosto al livello di equilibrio del singolo individuo. È stato infatti riscontrato dagli anni sessanta il fatto che tendano all'omofobia le "personalità autoritarie",[13] rigide, insicure, che si sentono minacciate dal "diverso da sé" (ovviamente non solo omosessuale). Alti livelli di omofobia sono stati riscontrati anche in persone in lotta con una forte omosessualità latente o repressa.[14][15]

In questo secondo senso l'omofobia può trarre nutrimento e soprattutto legittimazione da condanne ideologiche, religiose o politiche.[16]

Per omofobia si può intendere anche la paura dell'omosessualità, ed in particolare la paura di venire considerati omosessuali, ed i conseguenti comportamenti volti ad evitare gli omosessuali e le situazioni considerate associate ad essi.

L'omofobia consiste nel giustificare, condonare o scusare atti di violenza o di discriminazione, di marginalizzazione e di persecuzione perpetrati contro una persona in ragione della sua reale o presunta omosessualità (si pensi ai soggetti bisessuali o anche semplicemente a persone che hanno un atteggiamento o un aspetto che non rientra nel comune stereotipo di genere sessuale, ad esempio le persone definite "effeminate").

Le ricerche psicosociali evidenziano come l'omofobia sia maggiormente legata a caratteristiche personali quali: anzianità, basso livello di istruzione, avere idee religiose fondamentaliste, non avere contatti personali con gay o lesbiche, essere autoritari, provare sensi di colpa nei confronti del sesso, avere atteggiamenti tradizionalisti rispetto ai ruoli di genere (mascolinità, etc.)[17]

La paura di venire considerati omosessuali[modifica | modifica sorgente]

Probabilmente l'omofobia è correlata al timore di essere considerati omosessuali. Questo timore, dice Erich Fromm, è più frequente negli uomini che nelle donne, perché dal punto di vista culturale il maschio omosessuale viene considerato una "femminuccia", e nel pensiero sessista dominante

« se un ragazzo viene definito "femminuccia", si sente bollato e umiliato dal gruppo. Se una ragazza è invece definita un "maschiaccio", a ciò non si accompagna uguale disapprovazione, anzi, spesso diventa motivo di orgoglio [...] Così la "femminuccia" è un codardo, un mammone, mentre la "maschiaccia" è una ragazza coraggiosa, capace di tener testa a un ragazzo. Probabilmente questi giudizi di valore vengono sussunti nell'atteggiamento che in seguito si sviluppa nei confronti dell'omosessualità nei due sessi.[18] »
(Erich Fromm)

Secondo il teorico Calvin Thomas

« il terrore di essere considerati omosessuali domina le menti dei "normali eterosessuali", perché proprio questo terrore costituisce la mente di un "normale eterosessuale". È esattamente questo orrore per le "abiette" passioni omosessuali, prodotto e rinforzato dalla società, che crea e fa perdurare le mentalità dei "normali eterosessuali" in quanto tali [...] e che governa l'istituzione della "normativa etero" [...]. L'omofobia comporta non solo la paura di coloro che sono spregevolmente identificati ma anche la paura di essere a propria volta spregevolmente riconosciuti: la paura, come dal significato letterale della parola, di essere "uguali a". Quest'ultima paura è una componente considerevolmente più forte nell'omofobia che nel sessismo o nel razzismo, perché il maschio sessista o il bianco razzista corrono molto meno il "pericolo" di essere scambiati per una donna o un non-bianco, rispetto a un "normale eterosessuale" di essere "scambiato" per un omosessuale...[19] »
(Calvin Thomas)

L'omofobia interiorizzata[modifica | modifica sorgente]

Una protesta della Westboro Baptist Church, gruppo religioso identificato dall'ADL come "Omofobico virulento".[20][21]
Il cartello recita (in inglese): "Dio odia i finocchi".
Un caso di vandalismo omofobico a Milano

L'omofobia interiorizzata consiste nell’accettazione da parte di gay e lesbiche di pregiudizi, etichette negative e atteggiamenti discriminatori verso l'omosessualità. Questa interiorizzazione del pregiudizio è per lo più inconsapevole e può portare a vivere con difficoltà il proprio orientamento sessuale, a contrastarlo, a negarlo o addirittura a nutrire sentimenti discriminatori nei confronti degli omosessuali.[22]

Conseguenze dell'omofobia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Violenza contro le persone LGBT.

L'omofobia può diventare causa di episodi di bullismo, di violenza o di mobbing nei confronti delle persone LGBT.[23] Secondo l'Agenzia per i diritti Fondamentali (FRA) dell’Unione Europea l'omofobia nel 2009 danneggia la salute e la carriera di quasi 4 milioni di persone in Europa.[23][24] L'Italia è il paese dell'Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale[25]. Secondo i dati del Dipartimento di Salute Pubblica i suicidi della popolazione gay, legati alla discriminazione omofoba in modo più o meno diretto, costituirebbero il 30% di tutti i suicidi adolescenziali[26].

La città di Milano ha sospeso nel 2012 il gemellaggio con la città di San Pietroburgo, Russia, avvenuto nel 1967, in seguito al divieto del governo russo di fare "propaganda omosessuale".[27]

Aspetti legislativi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Omosessualità e leggi antidiscriminatorie.
« Il Parlamento europeo <...> ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza discriminazioni; »
(art. 8)
« <...> condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l'odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli »
(art. 10)

In ambito legislativo, in molte nazioni, soprattutto europee sono previsti strumenti legislativi, di carattere civile e penale, finalizzati al contrasto dell'omofobia intesa principalmente come discriminazione basata sull'orientamento sessuale.

Va evidenziato che le legislazioni esistenti in molti casi mantengono distinto l'aspetto della non discriminazione dalle norme mirate invece a sanzionare in modo specifico azioni e comportamenti esplicitamente omofobici, quali atti violenti o di incitamento anche solo verbale all'odio. Ci sono legislazioni che fanno rientrare questo secondo aspetto in un ambito legislativo non specifico, non considerando quindi la motivazione dell'omofobia per il reato o non prevedendo sanzioni specifiche per le espressioni di odio o di incitamento all'odio legate all'orientamento sessuale.

L'omofobia, intesa come atto violento e/o incitamento all'odio, è esplicitamente punita come reato[28] con sanzioni carcerarie e/o pecuniarie in Danimarca, Francia, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia e a livello regionale in Tasmania (vietato l'incitamento all'odio). Con un emendamento allo Hate Crimes Bill approvato dal Congresso nell'ottobre 2009 e denominato Matthew Shepard Act, gli Stati Uniti d'America hanno stabilito che la violenza causata da odio basato sull'orientamento sessuale costituisce un reato federale.[29]

Norme antidiscriminatorie che menzionano esplicitamente l'orientamento sessuale sono in vigore in Europa[28], oltre che nei paesi sopra citati, in Austria, Belgio, Cipro, Finlandia, in quattro Länder della Germania (Berlino, Brandeburgo, Sassonia e Turingia), Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Romania, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ungheria, Regno Unito, Repubblica Ceca, Serbia e Montenegro.

Al di fuori dell'Europa, leggi antidiscriminazione sull'orientamento sessuale sono in vigore[28] in Canada, in alcuni degli Stati Uniti, in Australia, Nuova Zelanda, Isole Fiji, in alcuni stati del Brasile, Nicaragua, Uruguay, Colombia, Ecuador, Israele e Sudafrica.

Anche il regime castrista ha adottato forme di persecuzione nei confronti degli omosessuali. Considerati "controrivoluzionari", dagli anni sessanta agli anni ottanta anche i gay sono stati perseguitati e molti di loro sono stati rinchiusi nei campi di lavoro forzati UMAP ("Unidades Militares de Ayuda a la Producción") a causa del loro orientamento sessuale.[30] Nell'ideologia castrista i maricones ("finocchi") erano infatti considerati espressione dei valori decadenti della società borghese:[31]

« Agli omosessuali non dovrebbe essere concesso di stare in posizioni dove potrebbero essere capaci di mal influenzare i giovani. Nelle condizioni in cui viviamo, a causa dei problemi che il nostro paese deve affrontare, dobbiamo inculcare nei giovani lo spirito della disciplina, della lotta, del lavoro... Noi non arriveremmo mai a credere che un omosessuale possa incarnare le condizioni e i requisiti di condotta che ci permetterebbero di considerarlo un vero Rivoluzionario, un vero Comunista aggressivo. Una deviazione di questa natura si scontra con il concetto che abbiamo di ciò che un militante comunista deve essere.[32] »

Nel marzo del 1965, Giangiacomo Feltrinelli riuscì ad ottenere da Fidel Castro una lunghissima intervista chiedendogli anche perché perseguitasse i gay, sul perché ce l'avesse tanto con gli omosessuali e cosa c'entrasse quel pogrom con la rivoluzione. Il líder máximo, dopo una risata per la domanda sfacciata, rispose alla domanda ed accennò alla paura di "mandare un figlio a scuola e vederselo tornare frocio".[33] Nel 2010 Castro ha ammesso pubblicamente di aver "commesso una grande ingiustizia" a perseguitare gli omosessuali.[34]. Tuttavia, almeno dal 1988, Cuba è all'avanguardia in America latina per le politiche contro l'omofobia ed ha eliminato ogni traccia di legislazione omofobica.[senza fonte]

Ordinamento giuridico italiano[modifica | modifica sorgente]

Manifestazione di Palermo del 2009 contro l'omofobia

La legislazione di contrasto alla discriminazione tra cittadini trae principale fondamento dall'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana (principio di uguaglianza formale e sostanziale):

« Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. »

Pur non citando espressamente l'orientamento sessuale, esso può rientrare per via interpretativa sia nella nozione di "sesso", sia tra le "condizioni personali e sociali".

La Legge 25 giugno 1993, n. 205 intitolata Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa (cosiddetta Legge Mancino), integra il diritto penale italiano per quanto attiene ad alcune forme di discriminazione, tra cui non rientrano quelle basate sull'orientamento sessuale che, inserite nella sua prima formulazione, furono espunte dal testo nella stesura definitiva.

La menzione esplicita dell'orientamento sessuale è invece presente nel Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216, che tutela dalle discriminazioni sul luogo di lavoro. Le eccezioni inizialmente previste per il personale delle Forze Armate, delle Forze dell'ordine e di soccorso furono poi abolite a seguito della procedura d'infrazione aperta dalla Comunità Europea contro l'Italia, in quanto contrarie alla direttiva comunitaria contro le discriminazioni[senza fonte].

Il 2 ottobre 2009, nel corso della XVI Legislatura la Commissione Giustizia della Camera dei deputati ha adottato un testo base, presentato dalla deputata Anna Paola Concia e costituito da un singolo articolo, che tra le circostanze aggravanti comuni previste dall'articolo 61 del codice penale inserisce anche quella inerente all'orientamento sessuale.[35] Tale testo è stato poi bocciato il 13 ottobre 2009 dalla maggioranza parlamentare per una pregiudiziale di costituzionalità sollevata dall'Unione di Centro.[36] La bocciatura ha sollevato dure critiche verso l'Italia da parte di rappresentanti dell'Unione Europea[37] e dell'ONU.[38] Alla bocciatura ha reagito invece positivamente il vescovo Domenico Mogavero, che ha definito la proposta di legge «solo un primo passo, in quanto il vero obiettivo di questa campagna sono le nozze gay».[39]

Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità del Governo Berlusconi IV, il 9 novembre 2009, ha presentato Nessuna differenza, la prima campagna istituzionale in Italia contro l’omofobia e le discriminazioni di genere.[40]

Il 17 maggio 2011, in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito «inammissibile in società democraticamente adulte» l’irrisione degli omosessuali[41]. Il 18 maggio 2011 il testo base della deputata Anna Paola Concia, basato su una direttiva europea[senza fonte], è stato ripresentato alla Commissione Giustizia della Camera dei deputati, che l'ha bocciato con 24 voti contrari e 17 favorevoli.[42] Il ministro Carfagna ha commentato: «Il Popolo della libertà ha perso un’occasione». Il 26 luglio 2011 la Camera ha respinto per la seconda volta il ddl presentato dalla deputata Concia contro l'omotransfobia[43].

Un nuovo disegno di legge per l'estensione della legge Mancino ai casi di omofobia e transfobia è stato presentato durante la XVII Legislatura.

Omofobia nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Insulto omofobico rivolto all'attivista LGBT Imma Battaglia sulla vetrina della Libreria gay "Babele" a Milano nel febbraio 2006

Il collettivo anarchico e gruppo musicale Chumbawamba ha composto un brano dal nome "homophobia" che parla specificatamente dell'argomento.[44]

In vari paesi (per esempio Canada, Regno Unito, USA, Italia) sono stati annullati molti concerti di famosi esponenti della "scena reggae", quali Sizzla, Beenie Man, Capleton, Bounty Killer, T.O.K., Buju Banton, Elephant Man per i contenuti omofobi e sessisti dei loro testi.[45][46]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ fonte
  2. ^ a b Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa, approvata a Strasburgo Mercoledì 18 gennaio 2006.
  3. ^ Lemma "omofobia" su Il dizionario della lingua italiana De Mauro.
  4. ^ Lemma "omofobia" sul Vocabolario Treccani.
  5. ^ "(...) l'omofobia si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse, quali discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libertà religiosa e diritto all'obiezione di coscienza"; risoluzione Parlamento Europeo 18 gennaio 2006, già citato sopra, al punto "B"
  6. ^ Treichler, Paula A. (ottobre 1987). "AIDS, Homophobia, and Biomedical Discourse: An Epidemic of Signification". Pubblicato in "AIDS: Cultural Analysis/Cultural Activism 43" (Winter): 31–70. OCLC 17873405.
  7. ^ Pagina sull'omofobia dal sito dell'Arcigay di Verona Url consultato il 23-06-2010
  8. ^ Questa sezione deriva dai lavori di V.Lingiardi:*Verso una diagnosi di omofobia?, in Rizzo D. (a cura di), Omosapiens. Studi e ricerche sull’orientamento sessuale, Carocci, 2006 e Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale, Il Saggiatore, Milano 2007
  9. ^ Polito S., Omofobia: un concetto ambiguo delle scienze sociali, articolo online su Culturagay; Olatunji, B. O., Cisler, J. M., Deacon, B, Connolly, K., & Lohr, J M., The Disgust Propensity and Sensitivity Scale-Revised: Psychometric properties and specificity in relation to anxiety disorder symptoms, in "Journal of Anxiety Disorders", XXI(2007), 7,918-930 T. Anatrella, voce Omosessualità e omofobia, in AA.VV., Lexicon, LEV, Città del Vaticano 2003, p. 686
  10. ^ "L'omofobia può essere definita come una paura e un'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo", Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa del 18-01-2006; sull'equivalenza sessismo-omofobia vedi anche Lingiardi V., Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale, Il Saggiatore, Milano 2007
  11. ^ Per i criteri diagnostici di disturbo d'ansia (tra i quali non è elencata l'omofobia) vedi American Psychiatric Association, DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali - Text Revision, Masson, 2002
  12. ^ Lingiardi V., Verso una diagnosi di omofobia?, in Rizzo D. (a cura di), Omosapiens. Studi e ricerche sull’orientamento sessuale, Carocci, 2006, pp. 69-72
  13. ^ (EN) Alan M. Klein, Little Big Men: Bodybuilding Subculture and Gender Construction, SUNY Press, 1993, p. 220, ISBN 978-1-4384-0925-2.
    (EN) Janell L. Carroll, Sexuality Now: Embracing Diversity, Cengage Learning, 2011, p. 338, ISBN 978-1-111-83581-1.
  14. ^ AA. VV., Razzisti e solidali. L’immigrazione e le radici sociali dell’intolleranza, a cura di E. Pugliese, Ediesse Roma 1993
  15. ^ Political Conservatism as Motivated Social Cognition
  16. ^ In attesa che vengano pubblicati gli atti del convegno nazionale sull'omofobia, è possibile leggere on line la relazione del prof. Lingiardi "Dimensioni dell'omofobia e minority stress"
  17. ^ Gabriele Prati, Luca Pietrantoni, Elena Buccoliero, Marco Maggi, Il bullismo omofobico, Franco Angeli, ISBN 9788856807387, pag 28
  18. ^ Fromm E. (1940), Mutamento nel concetto di omosessualitàin: Fromm E., Amore, sessualità e matriarcato, Mondadori, Milano 1997, p.194
  19. ^ Thomas, Calvin, ed. (2000). "Straight with a Twist", Straight with a Twist: Queer Theory and the Subject of Heterosexuality, p.27. University of Illinois Press. ISBN 0-252-06813-0.
  20. ^ Anti-Defamation League on the Westboro Baptist Church
  21. ^ Anti-homosexual quotes from WBC on ADL's website.
  22. ^ "Omofobia - il pregiudizio, la discriminazione istituzionalizzata, l’omofobia interiorizzata". Atti della due giorni organizzata dal gruppo “La scala di Giacobbe”, 20-21 novembre 2004
  23. ^ a b European Union Agency for Fundamental Rights (FRA), Homophobia and Discrimination on Grounds of Sexual Orientation and Gender Identity in the EU Member States, Part II: The Social Situation, Summary Report, marzo 2009. URL consultato il 14 aprile 2012.
  24. ^ Omofobia è emergenza nell’Unione Europea: rapporto dell’Agenzia per i diritti Fondamentali (FRA) « Italian Spot e l’informazione sparita
  25. ^ http://fra.europa.eu/fraWebsite/attachments/FRA-hdgso-part2-NR_IT.pdf
  26. ^ Pietrantoni L. (1999), Il tentato suicidio negli adolescenti omosessuali
  27. ^ Marco Quarantelli, In Russia vietata la “propaganda gay”. Milano ritira il gemellaggio, Il Fatto Quotidiano, 2 dicembre 2012. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  28. ^ a b c (EN) Leggi internazionali che proibiscono la discriminazione degli omosessuali sul sito dell'Ilga
  29. ^ (EN) Hate Crimes Bill Approved Articolo da The Huffington Post, 22 ottobre 2009
  30. ^ Intervista ad Alina Castro
  31. ^ Llovio-Menéndez, José Luis. Insider: My Hidden Life as a Revolutionary in Cuba, (New York: Bantam Books, 1988), p. 156-158, 172-174.
  32. ^ Lockwood, Lee (1967), Castro's Cuba, Cuba's Fidel. p. 124. Revised edition (October 1990) ISBN 0-8133-1086-5
  33. ^ Gian Antonio Stella, Negri Froci Giudei & Co., Rizzoli, 2009, p. 274.
  34. ^ Jacopo Iacoboni, Il mea culpa di Castro sui gay e i ricordi dei "pellegrini all'Avana" in La stampa.it, 2 settembre 2010. URL consultato il 25 gennaio 2012.
  35. ^ Corriere.it del 2 ottobre 2009
  36. ^ Repubblica.it del 13 ottobre 2009
  37. ^ Omofobia, per l'Europa l'Italia ha fatto un passo indietro
  38. ^ Dall'omofobia all'Onufobia
  39. ^ La Stampa del 15 ottobre 2009, pag. 8
  40. ^ Campagna di comunicazione "Nessuna differenza"
  41. ^ Affossata la legge contro l’omofobia, Il Secolo XIX, 18 maggio 2011. URL consultato il 25 gennaio 2012.
  42. ^ Omofobia: ecco cosa dice la legge. URL consultato il 25 gennaio 2012.
  43. ^ Gay, stop a legge contro omofobia "Incostituzionale la norma sui gay", la Repubblica, 26 luglio 2011. URL consultato il 27 luglio 2011.
  44. ^ Video Chumbawamba: 'Homophobia' Live in Warwick 2008
  45. ^ appello contro il Reggae omofobico
  46. ^ Capleton, Sizzla, Elephant, Beenie Man Roma vi rifiuta!

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Henry E. Adams, Lester W. Wright, Jr, Bethany A. Lohr, Is homophobia associated with homosexual arousal? in Journal of abnormal psychology, vol. 105, nº 3, 1996, pp. 440–5, PMID 8772014.
  • Margherita Graglia, Omofobia. Strumenti di analisi e di intervento Carocci, 2012 ISBN 978-88-7466-645-4
  • Vittorio Lingiardi, Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale, Il Saggiatore, Milano, 2007. ISBN 978-88-428-1467-2
  • Paolo Pedote, Giuseppe Lo Presti, Omofobia. Il pregiudizio anti-omosessuale dalla Bibbia ai nostri giorni, Stampa alternativa, Roma, 2003. ISBN 88-7226-740-4
  • Marco Rubiola, Oliviero Toscani, Homofobicus, Milano, Kaos, 2006, ISBN 88-7953-166-2.
  • Daniel Borrillo, Omofobia. Storia e critica di un pregiudizio, postfazione di Stefano Fabeni, Edizioni Dedalo, Bari, 2009. ISBN 978-88-220-5513-2
  • Pasquale Quaranta, (a cura di), Omosessualità e Vangelo. Franco Barbero risponde, Gabrielli Editori, Verona, 2008. ISBN 978-88-6099-062-4
  • Fabio Regis, L'amore forte, Editori Riuniti University Press, Roma, 2008. ISBN 978-88-359-6077-5
  • Martin Kantor, Homophobia: Description, Development, and Dynamics of Gay Bashing, Praeger, New York, 1998. ISBN 0-275-95530-3

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