Omosessualità nel cinema

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L'omosessualità nel cinema è stata ritratta in molti modi diversi a seconda del periodo storico, del paese in cui i film sono stati realizzati e anche della visione personale che il regista ne ha voluto dare; viene mostrata in commedie, nel cinema sperimentale e in quello d'orrore, storico, poliziesco e di denuncia, biografico.

Nel corso della storia del cinema si è verificata una significativa evoluzione nel modo in cui ci si è accostati a questo argomento; dal punto di vista negativo, con la raffigurazione sarcastica del personaggio gay che spesso cade in manierismi stereotipati o che viene visto come spietato assassino o disturbato psicologicamente o irrimediabilmente suicida, ad uno decisamente più positivo o comunque neutro per molte tra le pellicole prodotte negli ultimi decenni.

A lungo un tema controverso, al punto che a Hollywood ne è stata per lungo tempo proibita la rappresentazione esplicita, o comunque positiva, dal cosiddetto "Codice Hays", oggi esistono numerosi festival in tutto il mondo dedicati a premiare i migliori film a tema LGBT e una corrente cinematografica detta New Queer Cinema è sorta per indicare una ricca serie di opere proposte e presenti a partire dagli anni '90 del '900.

Gran parte di questi ultimi film mostrano e si soffermano maggiormente sulle questioni riguardanti ad esempio il coming out o l'omosessualità adolescenziale, cercando di proiettare sullo spettatore la realtà in cui gli omosessuali dei nostri giorni si trovano o si possono incontrare. Questi cambiamenti e correzioni di rotta sono avvenuti prima nel cinema europeo che in quello statunitense.

È possibile inoltre distinguere tra film esplicitamente a tema LGBT, in cui cioè la trama principale ruota attorno a protagonisti gay e alle loro relazioni con gli altri e con l'ambiente, film in cui qualcuno dei personaggi secondari è LGBT e poca o nessuna influenza sulla trama è data dalla loro sessualità, infine da quelle pellicole che pur non essendo chiaramente a tema contengono al loro interno forti componenti - le quali possono o meno essere volute - di omoerotismo.

La maggior parte di questi film si concentrano sull'omosessualità o sulla bisessualità maschile, mentre il lesbismo e la transessualità sono state affrontate meno frequentemente.

A Hollywood[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal mediometraggio muto Lot in Sodom (1933) che indicava gli omosessuali come pericolosi esseri depravati e ossessionati dal sesso, Hollywood ha fatto un lungo percorso per giungere fino a I segreti di Brokeback Mountain (2005) in cui vengono presentati al grande pubblico due persone dello stesso sesso che hanno una relazione d'amore tra loro, in una maniera del tutto normale: con aspetto tradizionalmente maschile e senza alcuna patologia per poter giustificare la presenza del personaggio all'interno del film stesso.

Cinema muto[modifica | modifica wikitesto]

L'omosessualità è presente nella cinematografia fin dall'inizio della sua storia: due uomini che ballano un valzer mentre un altro suona assorto il violino, in un film sperimentale della Edison Studios datato 1895 (Dickson Experimental Sound Film), sforzando un poco il contesto storico, è la prima suggestione omoerotica reperibile in pellicola.[1].

Il cinema muto è ricco, poi, di fugaci apparizioni d'individui omosessuali genericamente rappresentati, se uomini, con una gestualità affettata ed esagerata effeminatezza, o truccati o con all'occhiello un garofano verde (simbolo distintivo dello scrittore omosessuale Oscar Wilde); una tale raffigurazione garantiva l'immediato riconoscimento da parte del pubblico ed era tesa a suscitare la risata. È il caso di A Florida Enchantment, del 1914, nel quale una coppia di uomini propone a due donne di ballare; le due si guardano e subito dopo cominciano a danzare tra di loro. Gli uomini rimasti così senza compagna fanno lo stesso.

Un altro esempio è dato da una scena di Charlot macchinista (1916) di Charlie Chaplin ove lo stesso Chaplin si trova a baciare una donna vestita da maschio, conoscendone il suo vero sesso; a questo punto un uomo manifestamente effeminato che li vede comincia ad avvicinarsi per attrarne l'attenzione fino a che Chaplin esasperato dall'invadenza non è costretto a farlo uscir di scena con un calcio ben assestato nel sedere.

Il personaggio gay è facilmente identificabile anche in film come Algie, the miner (1912), The Soilers (1923) e Wandered of the West (1927). Anche se i riferimenti alle eventuali preferenze sessuali o emotive "diverse" di questi personaggi non veniva mai fatto il pubblico poteva facilmente riconoscerli, dall'apparenza estremamente educata e dal carattere remissivo, baffi estremamente sottili, molto curati nella persona e spesso con un trucco alquanto grottesco.

Altri film che includono queste figure, a cavallo tra gli anni '20 e '30 e col primo avvento del sonoro ci sono La canzone di Broadway (1929), Our Betters (1932), Cerco il mio amore (1934) e Myrt and Marge.

Dagli anni '30 agli anni '60[modifica | modifica wikitesto]

Marlene Dietrich nel 1930 in Marocco.

Bisognerà aspettare il 1930 per vedere il primo celebre bacio omosessuale della storia del cinema: Marlene Dietrich, nel film Marocco, travestita da uomo durante uno spettacolo, dà un bacio a una donna del pubblico. Di poco successivo è Call Her Savage (1932) com il primo bar gay che il cinema abbia mai immortalato[senza fonte]: due ballerini, dalle sembianze femminili, cantano e ballano quasi travestiti fra i tavoli.

In questo periodo si può confrontare la parodia - che genera una reazione satirica - nel mostrare uomini vestiti o che si atteggiano da donne, con la rappresentazione di donne che assumevano ruoli decisamente maschili; mentre la prima situazione come detto era oggetto di battute e situazioni comiche, la seconda era invece giudicata come più attraente e affascinante sia da parte degli uomini che delle donne.

Una tal reazione può essere ben notata nel succitato Marocco con una Dietrich in smoking in un night club applaudita da tutti i presenti mentre bacia un'altra donna sulla bocca. Altro film con riferimenti al lesbismo e alle "donne mascoline" in genere è La regina Cristina (1933) dove, anche se la storia è stata modificata per non dover fare alcun riferimento diretto all'omosessualità di Cristina di Svezia, è comunque presente la stretta, affiatata e sodale amicizia tra lei e una delle proprie servitrici. E proprio Greta Garbo, qui protagonista, assieme alla Dietrich divenne presto una delle prime icone lesbiche per eccellenza del '900.

Greta Garbo nel 1925, una delle prime icone lesbiche del cinema.

Per reazione alla libertà espressiva dei primi anni del cinema, nel corso degli anni '30 esso fu messo sotto processo sia da parte di cattolici che di protestanti:Furono fondate delle commissioni di censura per tagliate i contenuti ritenuti osceni, la "Legione della decenza" e la "Lega delle donne" minacciavano di promuovere boicottaggi nei confronti di quei film considerati indecenti e poco esemplari per la società: per frenare queste pressioni, l'industria di Hollywood ha dato la sua approvazione al Codice Hays (dal nome del suo ideatore Bill Hays) il cui scopo era quello di censurare tutti i temi ritenuti indecenti. Tra questi vi erano tutte le scene di nudità, i baci troppo ardenti, l' aborto , la prostituzione o le perversioni sessuali in genere, tra le quali vi era ovviamente inclusa anche l'omosessualità in quanto tale.

Per quasi tre decenni, la censura è stata autorizzata a cambiare tutti i dialoghi, le scene, i personaggi e le trame che non erano coerenti con i principi del codice: Così in Giorni perduti (1945) i dubbi riguardanti la sessualità del protagonista che sono presenti nel romanzo su cui si basa, sono messi totalmente in sordina nel film. Odio implacabile (1947) tratto da un libro che si occupava di un omicidio di omosessuali, è diventato un film sull'assassinio degli ebrei.

La figura dell'omosessuale non sparì comunque del tutto dalle pellicole, divenendo però molto più difficile da identificare: i registi fecero ricorso ad allusioni, codici, piccoli stereotipi (ad esempio: l'attaccamento alla madre, la sensibilità artistica, l'amicizia virile...) che erano relativamente espliciti per la loro epoca, ma che lo spettatore di oggi può avere difficoltà a decodificare. La difficoltà d'identificazione caratterizzò in effetti tutto il cinema successivo fino ai primi anni settanta.

La principale differenza con il periodo precedente è che gli omosessuali non erano più un elemento comico, assumono invece sempre più il ruolo dei cattivi, ciò essendo più in linea con il concetto di omosessualità che il Codice Hays intendeva trasmettere alla società. Film come La figlia di Dracula (1933), Rebecca, la prima moglie di Alfred Hitchcock (1940) con la signora Danvers (Judith Anderson) morbosamente attaccata alla sua defunta padrona Rebecca , o più tardi, Prima colpa (1950) ha mostrato figure femminili decisamente mascoline in grado di perseguire i loro obiettivi senza alcuno scrupolo, mentre in Chimere (1950) Lauren Bacall interpreta la parte di una donna bisessuale che vive una vita autodistruttiva e disordinata.

Anche in Nodo alla gola (1948), due giovani uomini uniti da una storia d'amore, appena suggerita e allusa, uccidono un loro compagno di studi in nome di una contorta interpretazione del Superuomo/Oltreuomo di Nietzsche o infine al personaggio velatamente gay di Plato (diminutivo di Platone con allusione all'antica Grecia) in Gioventù bruciata (1955). Tutte figure che di solito pativano con la morte le loro colpe.

Essendo impossibile fare riferimento diretto all'omosessualità, essa veniva insinuata per mezzo di allusioni e da "strizzatine d'occhio" rivolte a quel pubblico che poteva facilmente identificarvisi. Così, in Il mistero del falco (1941) il personaggio interpretato da Peter Lorre , che nel romanzo originale è gay, è rappresentato da Bogart evidenziandone la profumata gardenia durante l'esecuzione di un brano musicale molto sensuale, ed il personaggio in piedi fa continui gesti con il manico del bastone appoggiandolo all'angolo della bocca.

Il film La gatta sul tetto che scotta è stato censurato per nascondere l'omosessualità del protagonista maschile interpretato da Paul Newmann.

Si prenda come esempio esemplare il caso de La gatta sul tetto che scotta (1958), nel quale l'attrazione tra il protagonista ed un amico è solo accennata, nonostante l'opera teatrale da cui fu tratta la sceneggiatura fosse più generosa d'indizi sulla natura omosessuale dell'attaccamento del protagonista per l'amico. Addirittura, in Improvvisamente l'estate scorsa (1960), non viene mai mostrato per tutto il film il volto del protagonista, omosessuale.

Dopo questi due film, la spinta al moralismo imperante si attenua, e il cinema diventa progressivamente più esplicito nel rappresentare l'omosessualità. Nel 1962 uscì Sapore di miele, un film nel quale la protagonista, una scandalosa madre sola, incontra un omosessuale dolce e sensibile che si offrirà di sposarla. Dopo una parentesi di tenerezza, i due torneranno alla loro dura vita di single.

All'inizio degli anni '60 la censura cominciò un po' alla volta ad allargare le proprie maglie ed il Codice Hays smise gradualmente di essere applicato alla maggior parte delle situazioni contemplate in esso; ma aveva ancora da abbattere un ultimo tabù, quello costituito dal mostrare apertamente dei personaggi omosessuali.
Cominciarono così ad uscire film che affrontavano chiaramente la questione della realtà data dalle persone gay e lesbiche, pur sempre però ancora sotto il prototipo che doveva accompagnare questi personaggi: essi dovevano condurre pertanto un'esistenza quantomai travagliata che si doveva concludere con una tragica fine, sia attraverso una morte violenta che tramite il suicidio.

Alcuni esempi a questo proposito includono il personaggio interpretato da Sal Mineo in Gioventù bruciata (1955), Anime sporche (1962) e Tempesta su Washington (1962); in quest'ultima pellicola si può vedere un senatore statunitense che viene ricattato a causa della propria omosessualità. Anche in Quelle due (1962) il personaggio interpretato da Shirley MacLaine vive una situazione tormentosa per essersi innamorata di Audrey Hepburn e infine si suicida.

Alla fine degli anni '60 anche la stessa parola "omosessuale" comincia a venir usata apertamente in alcuni film, anche se ancora domini la visione truculenta, disgraziata e raccapricciante della vita di lesbiche e gay: Inchiesta pericolosa (1968) narra la storia di un detective che deve svolgere un indagine per risolvere un caso di omicidio riguardante il giovane figlio omosessuale di un importante politico del luogo, brutalmente assassinato su una spiaggia. La volpe, tratto da un racconto di David Herbert Lawrence, è la storia di un triangolo amoroso: un uomo s'intromette nella serena vita di due donne lesbiche, riesce a "convertirne" una all'eterosessualità mentre l'altra muore schiacciata sotto un albero.

Quei due (film 1969) è una tragicommedia a tema gay: Richard Burton e Rex Harrison incarnano la classica coppia di parrucchieri gay, invischiati in situazioni sgradevoli ed accusati di vari scandali, offese al pudore ed insulti alla moralità pubblica.

Dagli anni '70 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Al principio degli anni '70 uscirono le prime pellicole nelle quali si notava una piccola quanto significativa evoluzione nel rapporto tra l'industria cinematografica e omosessualità, proprio quando il movimento LGBT stava facendo i suoi primi passi.

Festa per il compleanno del caro amico Harold (1970) di William Friedkin è stato il primo film con un finale non-tragico prodotto da Hollywood, anche se per la visione ancora molto stereotipata che da dei gay non è stato molto ben accolto dagli attivisti; la storia racconta di un gruppo di amici che si ritrova per festeggiare il compleanno di uno di loro: alcuni dei personaggi riflettono sulla loro condizione sessuale con una certa autocommiserazione.

Cabaret (1972) diretto da Bob Fosse è andato un passo oltre, mostrando il personaggio interpretato da Michael York come un gay assennato, non superficiale e con la testa sulle spalle che non prova alcun sentimento di colpa nei confronti del proprio orientamento sessuale.

Nonostante queste eccezioni, per poter continuare liberamente a mostrare l'omosessualità nei film, con Punto zero (1971) e Una strana coppia di sbirri (1974) si ritorna al vecchio stereotipo del gay delinquente e trasgressore della legge che alla fine viene giustamente punito dall'eroe buono eterosessuale.

Varcata la soglia degli anni '80 film come Windows (film 1980) (1980) da una parte e Cruising (1980) dall'altra hanno insistito ancora sulla visione di lesbiche e gay come pericolosi assassini, completamente folli e senza alcuno scrupolo morale; la trama di quest'ultima pellicola trattava di un assassino seriale che va alla ricerca delle sue vittime nei locali leather: la cosa inedita e senza precedenti è però che ciò causò una forte reazione da parte degli omosessuali.

Oramai stanchi di vedere come Hollywood continuasse imperterrita a ritrarli in una maniera così fortemente negativa e consapevoli dell'influenza che ciò poteva avere nell'immaginario collettivo della società, la comunità gay organizzò diverse proteste di massa in molte città americane al fine di ostacolarne la distribuzione. Infine la pellicola venne ritirata dalle sale e le dimostrazioni servirono a far sì che l'industria del cinema iniziasse a prender coscienza della potenzialità e capacità di opporsi dell'associazionismo omosessuale davanti ad un eccesso di cattiva immagine che il cinema voleva continuare a dare di loro.

Del 1982 è la commedia poliziesca Lui è mio (Partners) in cui due agenti di polizia devono fingere di essere una coppia gay per cercar di risolvere l'omicidio di un giovane omosessuale e catturarne l'assassino.

Ma un poco alla volta anche Hollywood cominciò a produrre film rivolti al grande pubblico che cercavano di trattare con maggior rispetto la figura della persona omosessuale. I pionieri in tal senso furono due, entrambi girati nel 1982, Making Love di Arthur Hiller raffigurante una relazione tra due uomini e Due donne in gara il quale ruota attorno all'amore tra donne.
Nel primo film si racconta di un medico sposato che sperimenta per la prima volta nella vita una crisi nella sua sessualità, inizia così una storia d'amore con uno scrittore gay; il secondo racconta invece la storia d'amore tra due atlete che viene però bruscamente troncata quando una delle due inizia una relazione eterosessuale.

In questo momento e fino ai primi anni '90 Hollywood ha prodotto diversi film in cui i personaggi e le relazioni omosessuali, in particolare quelle tra lesbiche, vengono rappresentate in forme diverse; se in Silkwood (1983) il personaggio interpretato da Cher (cantante), una donna di nome Dolly, vive la propria omosessualità apertamente e senza apparenti problematiche, ancora ne Il colore viola (1985), Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (1991) e Il silenzio degli innocenti (1991) i personaggi lesbici non si mostrano come tali rispetto ai romanzi su cui si basano.

Altre rappresentazioni del lesbismo in questo periodo si trovano in Basic Instinct (1992) e in Thelma & Louise (1991); nel primo si ripeterono le manifestazioni delle associazioni LGBT statunitensi contrarie alla presentazione, per l'ennesima volta, del personaggio omosessuale interpretato da Sharon Stone come uno spietato assassino; nel secondo invece la profonda amicizia tra i due personaggi femminili principali è stato comunemente interpretato come esser una relazione lesbica.

Dopo il film-documentario per la TV intitolato Guerra al virus (1993) è Philadelphia dello stesso anno ad esser stata la seconda pellicola di alto budget e con attori famosi, la coppia costituita da Tom Hanks e Antonio Banderas, ad affrontare la questione dell'AIDS negli Stati Uniti. Ciò ha segnato un cambiamento, verificatosi proprio a partire dai primi anni '90 nei film di Hollywood correlati ad una rappresentazione più realistica degli omosessuali.

In seguito l'industria americana presenta tutta una serie di commedie che affrontano l'omosessualità come suo tema centrale o comunque con personaggi secondari più amabili e positivi: Banchetto di nozze (1993) diretto da Ang Lee utilizza la struttura di stile sitcom in cui uno dei membri d'una felice coppia gay si trova costretto a sposare per volere della famiglia cinese d'appartenenza una ragazza, questo con la complicità del partner, il tutto per salvare la faccia davanti ai genitori tradizionalisti.

A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar (1995) racconta le avventure di un gruppo di drag queen durante un viaggio effettuato nell'entroterra degli Stati Uniti.

Una struttura simile viene usata anche in In & Out (1997); questa volta è un professore di letteratura a veder esposta la propria omosessualità, fino a quel momento tenuta occultata, a seguito della confessione di un suo ex-alunno ora famoso attore durante l'intervista per un premio televisivo.

Il matrimonio del mio migliore amico (1997) è una commedia stravagante in cui il personaggio gay interpretato da Rupert Everett sostiene la sua più cara amica in una farsa per aiutarla a conquistare un ragazzo che è innamorato di un'altra.

Un altro esempio è dato da Qualcosa è cambiato (1997) in cui uno scrittore solitario e affetto da misantropia e omofobia interpretato da Jack Nicholson s'innamora di una giovane cameriera ed al contempo deve vedersela col suo vicino di casa, che è un artista gay dichiarato.

Flawless - Senza difetti (1999) di Joel Schumacher

Anche in American Beauty (1999) viene toccato il tema dell'attrazione omosessuale e dell'omofobia.

Nel 2006 hanno ricevuto nomination per il premio Oscar ben tre film con tematiche LGBT: I segreti di Brokeback Mountain (8 candidature e tre premi vinti); Transamerica con due nomination ed infine Truman Capote - A sangue freddo con cinque candidature ed un premio assegnato come miglior attore.

Nel 2008 Sean Penn ha vinto l'Oscar come miglior attore per la sua performance in Milk, basato sulla biografia del politico gay californiano Harvey Milk.

Altri film di fama sono Il talento di Mr. Ripley (1999), Colpo di fulmine - Il mago della truffa (2009) e il film TV Prayers for Bobby; quest'ultimo è basato sul romanzo di Leroy F. Aarons che a sua volta proviene da una storia vera avvenuta tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80.

Cinema americano di genere indipendente[modifica | modifica wikitesto]

La differenza principale tra l'industria hollywoodiana e la produzione del cinema indipendente nel trattare fin dall'inizio il tema omosessuale è stato che quest'ultimo lo faceva senza ergesi a giudice della sessualità dei personaggi. Questo periodo si definisce per la produzione cinematografica dei film d'exploitation la quale si focalizza sulla presentazione e descrizione di diverse tematiche controverse come la criminalità, a sessualità la violenza e la droga.

Essa ha origine negli anni '30 in cui vari argomenti quali uso di sostanze, incroci razziale, promiscuità, omosessualità, aborto e fornicazione venivano evidenziate, ufficialmente per "prevenirne i pericoli"; ma fu proprio l'alta popolarità di questo genere a permettere tra gli anni '60 e '70 la fine dell'applicazione del Codice Hays.

Durante il periodo d'oro dell'exploitation l'estetica camp dell'effeminatezza acquisì spessore e la cultura del velato anteriore ai moti di Stonewall già comportava e inseriva notevoli riferimenti all'identità transgender e allo stile drag queen.

Uno dei primi film sul travestitismo che sono stati girati al di fuori del circuito hollywoodiano è stato Glen or Glenda (1953) diretto e interpretato da Edward D. Wood Jr., che ha basato la sua storia sulla vita di Christine Jorgensen, uno dei primi transgender ad aver effettuato un cambio di sesso. Altro regista iconoclasta è stato sotto questo punto di vista Kenneth Anger il quale ha influenzato in maniera significativa il cinema moderno e i ci film, tra cui il più famoso intitolato Scorpio Rising (1962) si occupa di feticismo gay, occultismo e tossicodipendenza.

Durante la seconda metà degli anni '60 il regista Paul Morrisey, con la produzione di Andy Warhol, ha girato numerosi film sperimentali che trattano l'omosessualità e la transessualità senza alcuna esitazione; questi vengono ad includere Cowboy solitari (1968), un western ambientato in una città abitata da soli uomini, ed in particolare la trilogia composta da Flesh (1968), Trash - I rifiuti di New York (1970) e Calore (film) (1972): tutte pellicole che aprirono la strada nel mostrare il corpo maschile come obiettivo erotico che convertirono l'attore Joe Dalessandro in un simbolo della sessualità gay.

Film come quelli di Warhol e Morrisey, assieme all'aumento della controcultura degli anni '60, hanno permesso la nascita del cinema underground, un genere in cui s'inserirono vari registi le cui opere si caratterizzano per l'aver affrontato ad esempio il lesbismo dalla posizione politica del femminismo. La prima a far ciò è stata Barbara Hammer, che dal 1968 in poi ha girato numerosi film sperimentali su questo argomento e che sono considerati pionieri del tema.

Del 1971 è Pink Narcissus di James Bidgood mentre dell'anno successivo è Fenicotteri rosa, film trash di John Waters (regista 1946).

Non si può dimenticare di far riferimento all'inclassificabile ed imprescindibile musical The Rocky Horror Picture Show (1975) il quale combina in una maniera magistrale il divertimento e il trasformismo, il rock and roll, la rappresentazione dell'omosessualità nelle prime relazioni sessuali dei suoi protagonisti.

Dagli anni novanta in poi, vi è stato un proliferare di nuove produzioni indipendenti a tematica LGBT, grazie alla creatività di nuovi cineasti. Per questa nuova corrente è stato coniato il termine New Queer Cinema. I due precursori sono stati Mala Noche (1985) di Gus van Sant e Parting Glances (1986) in cui l'attore Steve Buscemi interpreta un musicista omosessuale sieropositivo; questa è stata la prima produzione ad affrontare apertamente quest'argomento al cinema, ossia il tema dell'epidemia di AIDS allora montante.

Altri titoli rappresentativi sono Belli e dannati, Poison di Todd Haynes e Swoon, tutti e tre del 1991, oltre a Totally Fucked Up (1993) diretto da Gregg Araki e Go Fish (1994). Secondo il critico Diego Tretorola in un "queer film" l'omosessualità è una "pratica" meno stabilizzata, vale a dire un'abitudine sociale, rispetto ad una performance, un'azione che non può essere ripetuta né consumata. In tutti questi film la sessualità in genere non viene rappresentata necessariamente da immagini facilmente digeribili ed accettabili, in quanto la sua sola presenza ha un valore talmente critico da destabilizzare fortemente i canoni più tradizionalisti.

Questa visione dell'aspetto omosessuale lontano dalle convenzioni sociali consolidate è ben presente anche in altri tra i successivi film del cinema indipendente, come Ho sparato a Andy Warhol (1995) basato sulla vita della femminista radicale Valerie Solanas, Boys Don't Cry (1999) dove viene raccontata la vera storia di Brandon Teena, una giovane donna che vuole essere un maschio e che per tale motivo vien assassinata da un branco di teppisti omofobi dopo essere stata stuprata; o infine anche i film diretti da John Cameron Mitchell.

Leather Jacket Love Story (1997) diretto da David DeCoteau e L'allievo (1998) di Bryan Singer. Dorian Blues (2004) racconta le vicissitudini di un adolescente gay alle prese con i tentativi di terapia di conversione. In The Adventures of Sebastian Cole (1998) diretto da Tod Williams si vede un giovane che va a vivere assieme all'ex patrigno Hank dopo che questi ha cambiato sesso; ora Henrietta aiuta il figliastro con la scuola.

Sono state girate anche commedie romantiche, prive di qualsiasi pesantezza drammatica, cercando di rappresentare le tematiche LGBT dal punto di vista della vita quotidiana: Amici per gioco, amici per sesso 1994), Jeffrey (1995), In cerca di Amy (1997) è la storia di due amici artisti comici, uno dei quali s'innamora di una collega che gli rivela d'essere lesbica; nonostante lo shock iniziale l'uomo decide di proseguire la sua amicizia con la giovane, Baciami Guido (1997), Trick (1999), Il club dei cuori infranti (2000), All Over the Guy (2001), Eating Out (2004) coi successivi sequel, Saved! (2005) e Longhorns (2011).

Sideline Secrets e Dream Boy (film), entrambi del 2008, il secondo è tratto dall'omonimo romanzo di Jim Grimsley.

A Single Man (film) (2009), debutto alla regia per lo stilista Tom Ford, è l'adattamento del classico della letteratura gay Un uomo solo di Christopher Isherwood: Judas Kiss (2011) con la partecipazione del pornodivo Brent Corrigan.

Registi apertamente gay sono Andy Milligan, Clive Barker, noto anche come scrittore, Roland Emmerich (l'autore di Stargate (film) del 1994).

L'omosessualità nel cinema europeo[modifica | modifica wikitesto]

Cinema tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Durante i primi anni della storia del cinema, la Germania è stato il paese più prolifico nel ritrarre gli omosessuali. Dalla fine della prima guerra mondiale e fino all'avvento di Adolf Hitler al potere, è stato un fatto frequente che molti film tedeschi facessero non soltanto allusioni all'omosessualità, ma che addirittura questa fosse la loro trama principale; sono stati prodotti inoltre decine di documentari e cortometraggi nei primi tre decenni del '900 che hanno provato a combattere il disprezzo rivolto nei confronti degli omosessuali, molti dei quali realizzati appositamente per l'Institut für Sexualwissenschaft (Istituto per la Scienza sessuale) creato dal pioniere ed attivista del movimento di liberazione omosessuale il dottor Magnus Hirschfeld.

Uno dei film in cui venne coinvolto Hirschfeld è stato Anders als die Andern (Diversi dagli altri, 1919); diretto da Richard Oswald tratta i temi dell'omofobia e delle persecuzioni causate dal paragrafo 175, un articolo del codice penale tedesco che puniva come crimine l'omosessualità maschile: la storia ruota attorno ad un musicista che viene ricattato a causa delle sue preferenze sessuali. La stessa trama verrà utilizzata 40 anni dopo in Inghilterra per girare Victim con Dirk Bogarde (un avvocato che, a causa della legge che perseguita gli omosessuali, è sottoposto ad un tentativo di ricatto). Bandito quasi subito e in seguito bruciato, fu creduto perduto per sempre fino a quando non ne venne alquanto fortunosamente ritrovata una copia completa negli anni '70.

Desiderio del cuore (Michael o Mikaël, 1924) di Carl Theodor Dreyer si basa sulla stessa storia del precedente film svedese Vingarne (Le ali, 1916) di Mauritz Stiller, a loro volta tratti dal dal romanzo Mikaël (1904) dello scrittore danese Herman Bang; un pittore di mezza età d'innamora di uno dei suoi giovani modelli e per un certo periodo di tempo vivono felicemente assieme sotto lo stesso tetto. Le ultime parole dell'uomo in punto di morte saranno "Ora posso morire in pace, perché ho ​​visto cos'è il vero amore".

Un altro film notevole del periodo è stato Sesso incatenato (1928) che racconta la storia d'amore avvenuta tra due uomini in un carcere.

Ma anche al lesbismo si allude più o meno velatamente in diversi film dell'epoca, ad esempio in Zapatas Bande (1914) di Urban Gad e Non vorrei essere un uomo (1918) di Ernst Lubitsch; quest'ultimo è la vicenda di una giovinetta che inizialmente ha un carattere ed atteggiamento molto da maschiaccio, tanto da farle desiderare d'essere un uomo... alla fine però troverà l'amore tra le braccia del suo "lui" e ciò le farà dire "per fortuna che non sono un uomo!". Vi è nel corso della vicenda un evidente flirt tra lei e un'altra donna, che indossa abiti spiccatamente maschili.

Nel 1928 viene girato Il vaso di Pandora uno dei classici del film muto ed in cui si racconta la storia di una prostituta chiamata Lulu; nel film il personaggio della contessa Geschwitz corteggia apertamente la protagonista, anche se la sua visibilità viene ridotta in maniera significativa rispetto al dramma teatrale omonimo da cui è stato tratto ad opera di Frank Wedekind.

Ma il primo film davvero apertamente lesbico della storia del cinema è Ragazze in uniforme la cui trama si svolge in un collegio femminile, dove una delle studentesse s'innamora della propria insegnante.

A seguito della costituzione del Terzo Reich la maggior parte di questi fil sono stati vietati ed il cinema tedesco patì così un periodo di silenzio totale verso i temi omosessuali e che sarebbe durato fino alla fine degli anni '50. Del 1970 è 'Non è l'omosessuale ad essere perverso, ma la situazione in cui vive, diretto da Rosa von Praunheim è considerato uno dei primi film "militanti" del neonato movimento di liberazione omosessuale in Europa.

Il rappresentante più ricordato del nuovo cinema tedesco è Rainer Werner Fassbinder il quale è riuscito a trovare un proprio linguaggio personale per mostrare l'omosessualità, ponendo una grande enfasi soprattutto sulle relazioni di dominazione/sottomissione in cui uno dei partner sfrutta egoisticamente l'altro e cercando così d'equiparare lo sfruttamento sessuale all'oppressione data dalla società capitalista.

Un altro dei suoi film, il postumo Querelle de Brest (1982) era un adattamento del romanzo omonimo dello scrittore francese Jean Genet e che includeva scene con forte contenuto sessuale.

Ai cessi in tassì (1980) di e con Frank Ripploh

Del 2004 è Sommersturm, una commedia sentimentale sull'innamoramento di un ragazzo adolescente nei confronti del suo miglior amico.

Cinema britannico[modifica | modifica wikitesto]

Victim (1961) prende posizione contro la legge che, punendo con la reclusione gli atti omosessuali, permetteva anche il ricatto e la continua estorsione nei loro confronti. Questo, oltre ad esser stato uno dei film pionieri ad aver affrontato il problema della liberalizzazione dei rapporti omosessuali, è stato anche il primo ad aver utilizzato ad aver utilizzato la parola "homosexual". Il film è stato accompagnato da polemiche ancor prima delle riprese, in quanto a quel tempo la libera espressione omosessuale era ancora un reato nel Regno Unito (sarà depenalizzata solo nel 1967).

Ne La stanza a forma di L (1962) vi sono per la prima volta tra i personaggi di un film anche un gay e una lesbica.

Il 1967 si apre con Per favore, non mordermi sul collo! di Roman Polanski, una commedia nera in cui il protagonista viene inseguito da uno dei maggiori capi dei vampiri (mai nominati esplicitamente ma sempre indicati come "Loro") il tutto condito da un'atmosfera erotica e omoerotica..

Il primo film britannico sul lesbismo è stato L'assassinio di Sister George (1968), il tema creò non poche polemiche tra il grande pubblico.

Domenica maledetta domenica, del 1971

Nel 1976 Derek Jarman inizia la propria carriera registica con Sebastiane, a seguire Caravaggio (1986) e Edoardo II (1991); il primo era una resa mitica della figura di San Sebastiano, gli altri due si ispirano alle vite del pittore italiano Michelangelo Merisi da Caravaggio e del re Edoardo II d'Inghilterra.

Del 1984 è Another Country - La scelta

James Ivory si è invece specializzato in film ambientati in era vittoriana e nel primo '900 tratti per lo più da romanzi celebri dello scrittore omosessuale Edward Morgan Forster; l'esempio più noto è dato da Maurice (1987)

Anche uno dei più significativi rappresentanti della cinematografia britannica come Stephen Frears si è cimentato nel tema in My Beautiful Laundrette (1985) che racconta della relazione amorosa nata tra un giovane della classe media anglo-pakistano con un ragazzo inglese di classe operaia.

Lo stesso tema viene ripetuto nel 1987 con Prick Up - l'importanza di essere Joe basato sulla vita del drammaturgo Joe Orton e sul rapporto tormentato di questi col ragazzo che ha amato.

Il cineasta di origini irlandesi Neil Jordan da invece una visione più politicizzata raccontando delle difficoltà occorse alle persone transessuali sullo sfondo del conflitto in Irlanda del Nord, questo sia ne La moglie del soldato (1992) che in Breakfast on Pluto (2005).

L'omosessualità è presente anche in altri film dell'epoca, con Bent (1997) e Mrs. Dalloway (1997) e in pellicole biografiche come Wilde (1995) e Carrington (1996).

Un altro titolo chiave nel cinema britannico degli anni '90 è stato Beautiful Thing (1996), un film riguardante l'amicizia tra due adolescenti della classe operaia, di cui uno gay e l'altro maltrattato dal padre violento e alcolizzato. Esso ha contribuito, assieme al coming out effettuato da attori come Antony Sher, Simon Callow, Stephen Fry, Rupert Everett e Ian McKellen a rendere il pubblico più recettivo ed interessato ai film a tema LGBT.

Cinema francese[modifica | modifica wikitesto]

Nel mediometraggio intitolato Un chant d'amour (1950), unica incursione nell'ambito del cinema da parte del poeta e scrittore francese omosessuale Jean Genet mostra le relazioni amorose che nascono tra detenuti di un carcere; la pellicola, a causa delle scene sessuali esplicite contenute in essa, è stata vietata in diversi paesi, ma diventando allo stesso tempo una delle prime espressioni di omoerotismo nel cinema.

Le amicizie particolari (1964) diretto da Jean Delannoy e basato sull'omonimo romanzo parzialmente autobiografico dello scrittore francese gay Roger Peyrefitte; ambientato in un rigoroso collegio cattolico

Je t'aime moi non plus del 1975

Dal punto di vista più intimo e sensuale, l'omoerotismo è presente in varia misura anche in molti film di André Téchiné come Les innocents (1987), Niente baci sulla bocca (1991), L'età acerba (1994), fino a giungere a I tempi che cambiano (2004) e I testimoni (2007).

Allo stesso tempo Notti selvagge (1993) di Cyril Collard ha avuto ampio successo raffigurando la storia di un giovane uomo affetto da HIV che esercita la prostituzione maschile e che nel contempo continua ad avere una relazione anche con una ragazza.

Il rappresentante più rilevante del cinema gay contemporaneo in Francia è François Ozon, un cineasta che è stato paragonato al collega spagnolo Pedro Almodóvar a causa della sua visione apologetica dell'omosessualità: relazioni gay sono presenti in molti suoi film, da Sitcom - La famiglia è simpatica (1998) a Gocce d'acqua su pietre roventi (2000), da Il tempo che resta (2005) a Il rifugio (2009).

A tutta velocità (1996) e Le Clan (2004) di Gaël Morel

Il franco-svizzero F. est un salaud (1998) narra la storia d'amore di un quindicenne con il giovane cantante tossicodipendente di un gruppo rock.

Quasi niente (2000) diretto dal regista gay dichiarato Sébastien Lifshitz, seguito da Wild Side (film 2004)

Grande école (film) (2004): un ragazzo fino ad allora felicemente fidanzato si scopre molto attratto fisicamente da un compagno di stanza del college.

Tomboy (2011) di Céline Sciamma

Cinema italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Vittorio Caprioli accenna brevemente all'omosessualità, nel 1962, in Parigi o cara. Lo stesso regista, negli anni settanta, girerà uno tra i film a tematica gay tra i più famosi della produzione italiana: Splendori e miserie di Madame Royale con un Ugo Tognazzi che interpreta magistralmente la parte di un gay dalle movenze affettate e decisamente effeminato. La pellicola ebbe notevole successo, anche se il finale è tragico: Madame Royale verrà ucciso alla fine del film, e il cadavere travestito sarà ripescato nelle acque di un lago.

Uno dei registi più importanti della storia del cinema italiano è stato Luchino Visconti, regista apertamente bisessuale ed uno dei fondatori del neorealismo, evolutosi col tempo ad uno stile più personale ed estetico ed in cui è più frequente la presenza di personaggi omosessuali e di una forte atmosfera omoerotica. Ne La caduta degli dei (1969) fa una ricostruzione della notte dei lunghi coltelli, ma la sua opera più iconica rimane Morte a Venezia (1971), adattamento cinematografico ispirato dal racconto lungo La morte a Venezia di Thomas Mann in cui un compositore ispirato a Gustav Mahler rimane ossessionato dalla bellezza e perfezione di un adolescente finendo con l'innamorarsene perdutamente. Ludwig (1973) racconta la tragica vicenda esistenziale del re Ludwig II di Baviera.

L'omosessualità è anche uno dei temi determinanti nel cinema di Pier Paolo Pasolini, che ha utilizzato in modo politico presentandola come l'opposto del modo borghese di vita; Toerema (1968) presenta una famiglia in cui via via tutti i suoi membri - madre, padre, figlio e figlia - s'innamorano di un misterioso ospite giunto improvvisamente in mezzo a loro.

Nella Trilogia della vita composta da Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (film) (1972) e Il fiore delle Mille e una notte (1974) vengono adattati alcuni classici letterari attraverso cui si mostrano soprattutto l'erotismo della loro narrazione.

Ma il suo ultimo film è stato anche il più controverso: in Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), uscito due settimane dopo l'assassinio di Pasolini, egli viene a fondere l'Italia della repubblica di Salò con la filosofia del marchese de Sade, mostrando scene di stupro, umiliazione erotica, coprofagia e tortura.

Se Visconti e Pasolini fecero dell'omosessualità una parte importante del loro discorso artistico, altri registi come Franco Zeffirelli e Bernardo Bertolucci l'hanno invece menzionata meno frequentemente o solo con allusive atmosfere intrise di omoerotismo: basti solo pensare alla rappresentazione fortemente estetica e tutta incentrata sui personaggi maschili in Romeo e Giulietta (film 1968) (1968), Fratello sole, sorella luna (1972) e Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo) (1977).

Di tutti i film di Bertolucci quello più apertamente d'impronta gay è Il conformista (1970) (ispirato dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia) in cui un uomo negli anni '30 in Italia nega la sua autentica sessualità sposando una donna e aderendo al fascismo.

Una giornata particolare di Ettore Scola (1977) mostra l'amicizia tra Sofia Loren , sposata con un membro fanatico ed autoritario del partito nazionale fascista, e un omosessuale interpretato da Marcello Mastroianni e che rappresenta l'opposto esatto di suo marito.

Di notevole interesse la co-produzione franco-italiana Il vizietto del 1978, interpretata da Michel Serrault e Ugo Tognazzi, nel quale il regista Edouard Molinaro ripropone, ancora una volta, l'omosessuale effeminato in chiave comica.

Ernesto (1979) tratto dall'omonimo romanzo autobiografico del poeta triestino Umberto Saba.

Gli occhiali d'oro (film) (1987), adattamento dell'omonimo romanzo di Giorgio Bassani, racconta la triste storia di un dottore di mezza età costretto a nascondere la propria affettività nel periodo immediatamente precedente alla seconda guerra mondiale.

Mery per sempre (1989) narra la vicenda di un giovane transessuale

Il testimone di rappresentante del cinema gay italiano lo raccolse a metà degli anni '90 il cineasta turco-italiano Ferzan Özpetek il quale ha realizzato tutta una serie di opere in cui il comune denominatore è l'amore omosessuale: Il bagno turco (1997), Le fate ignoranti (2001) e La finestra di fronte (2003).

Cinema spagnolo[modifica | modifica wikitesto]

Eloy de la Iglesia è stato uno dei maggiori esponenti del Cine quinqui spagnolo, e Ventura Pons.

Per quanto riguarda Almodovar il tema dell'omosessualità è presente praticamente in tutti i suoi film, anche se ve ne sono quattro che rappresentano la spina dorsale della trama: Labirinto di passioni (1982), L'indiscreto fascino del peccato (1983), La legge del desiderio (1987) e La mala educación (2005).

Del 2000 è la commedia Krámpack la quale narra l'estate trascorsa assieme da due adolescenti, uno gay e innamorato dell'amico, l'altro irrimediabilmente eterosessuale.

Nel resto d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Gli svedesi Pensione Oskar, Sebastian (1995) e Patrik 1,5 (2008); quest'ultimo è una commedia drammatica in cui una coppia gay che desidera adottare un figlio, per un errore nella stampa delle pratiche si vedono entrare in casa non un bambino di un anno e mezzo come pensavano, bensì un quindicenne problematico e con forti pregiudizi omofobi.

Il danese Du er ikke alene (Tu non sei solo, 1978): in una scuola di recupero estiva imperniata ad una forte impostazione cristiana sboccia l'amore tra uno studente sedicenne e il figlio dodicenne del preside.

L'islandese 101 Reykjavík (film)

I norvegesi Sønner (Figli, 2006), che affronta il tema dell'accusa di pedofilia, e Mannen som elsket Yngve (2008)

Gli olandesi Vor een verloren soldaat (Per un soldato perduto, 1992) e Jongens (2014): nel primo viene raccontata la relazione amorosa tra un ragazzino e un giovane soldato canadese, ambientato temporalmente nel 1945; nel secondo viene descritto il cammino di auto-consapevolezza di un quindicenne che si sente attratto dai ragazzi suoi coetanei.

Il ceco Mandragora (1997)

L'ungherese Báthory (film) (2008)

Lo svizzero Garçon stupide (2004)

Omosessualità nel cinema latino americano[modifica | modifica wikitesto]

I messicani Doña Herlinda y su hijo (1985) e Y tu mamá también (2001)

Il cubano Fragola e cioccolato (1994). Anche se di produzione statunitense Prima che sia notte (2000) è ambientato a Cuba e girato in spagnolo; racconta la vita dello scrittore Reinaldo Arenas e la persecuzione contro gli omosessuali attuata da Fidel Castro.

Il peruviano No se lo digas a nadie (1998)

L'argentino Plata quemada (2000)

Il venezuelano Azul y no tan rosa (2012), la prima e propria pellicola cinematografica a tematica LGBT prodotta nel paese ed entrata nel circuito commerciale di massa; racconta il difficile rapporto di un fotografo gay col figlio adolescente avuto a 15 anni da una compagna di scuola e che non vedeva da ben cinque anni: dovrà riuscire a superare, però, anche le drammatiche conseguenze di un brutale pestaggio subito dal compagno medico.

Produzioni cinematografiche asiatiche[modifica | modifica wikitesto]

Del 1993 è Addio mia concubina, che racconta la storia di un triangolo amoroso tra due attori di teatro e una prostituta.

Ma il film gay cinese che ha acquistato maggior importanza in occidente è stato Happy Together) (1997) diretto da Wong Kar-Wai: il tortuoso rapporto d'amore tra due uomini cinesi a Buenos Aires.

Lan Yu (2001), una storia d'amore tra due uomini nella Cina del 1989 diretta da uno dei pochissimi registi cinesi apertamente gay, Stanley Kwan.

Una coproduzione taiwanese-statunitense è invece Il banchetto di nozze (1992) di Ang Lee.

Dalla metà circa degli anni '90 si è verificato un vero e proprio boom sia di film veri e propri sia di dorama live action (adattamenti di serie televisive di manga e/o anime a tematica LGBT provenienti dall'estremo Oriente): queste produzioni sono soprattutto giapponesi, ma non solo, non mancano difatti pellicole create in Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Filippine e Thailandia.

Nella maggioranza dei casi, per chi è abituato agli standard del cinema occidentale, potrebbero anche apparir come viziati da esagerata ingenuità; ma proprio questa risulta esser la loro specialissima caratteristica peculiare. V'è poi da sottolineare l'estrema lentezza del cinema asiatico rispetto all'iper-velocità a cui ci ha abituato quello europeo e americano, che ad alcuni può risultar insostenibile. Pochissimi di questi film sono giunti fino a noi, doppiati o comunque disponibili in Dvd sottotitolati; per il resto vengono raccolti e tradotti da appassionati in fansub specializzati; soprattutto di lingua spagnola, ma anche in russo e arabo.

I thailandesi The Iron Ladies (2001), Beautiful Boxer (2004), Bangkok Love Story (2007) e The Love of Siam

Il vietnamita Lost in Paradise (film) (2011), la prima pellicola cinematografica a forte impatto commerciale a tematica LGBT mai prodotta nel paese.

Nel resto del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Gli israeliani Yossi & Jagger (2002) e Camminando sull'acqua (2004), entrambi per la regia di Eytan Fox.

L'australiano Head On

I canadesi Hustler White (1997) di Bruce LaBruce, Lilies (1996), C.R.A.Z.Y. (2005) e soprattutto J'ai tué ma mère di e con l'attore-regista gay Xavier Dolan. In Jet Boy (2001) un tredicenne è costretto a prostituirsi per procurare la droga alla madre tossicodipendente

Il cinema gay[modifica | modifica wikitesto]

Già sviluppato negli anni dieci, il cinema con protagonisti omosessuali era proiettato in apposite salette nei bordelli. Ma perfino lo stereotipo del gay effeminato era assolutamente rispettato. Ce lo mostra un rarissimo spezzone, presumibilmente francese, della videocassetta Eros Proibito 1900 - 1910. Inediti del cinema per adulti, in cui un omosessuale effeminato e truccato pratica un rapporto orale su un energumeno che poi lo sodomizza mentre una donna discinta partecipa al gioco. L'omosessuale in questione, per essersi dimenticato di pagare il trattamento subito, verrà anche aggredito con un pugno dal partner maschile, mentre la donna ride.

Festival e premi cinematografici LGBT[modifica | modifica wikitesto]

Pier Paolo Pasolini, famoso regista cinematografico omosessuale

Accanto alla produzione di film, negli anni settanta del XX secolo inizia a svilupparsi l'idea di un festival cinematografico dedicati alle tematiche LGBT. Negli Stati Uniti d'America, nel 1976, viene fondato dall'associazione Frameline il San Francisco International LGBT Film Festival, manifestazione che oggi è in grado di attrarre dai sessantamila agli ottantamila spettatori e che detiene il primato di più grande rassegna cinematografica LGBT. Qualche anno più tardi, nel 1982, sempre negli Stati Uniti d'America, a Los Angeles, nasce l'Outfest.[2]

Il primo festival internazionale europeo a tematica LGBT nasce negli anni ottanta a Torino. Si tratta del Torino GLBT Film Festival - Da Sodoma a Hollywood, noto anche con il nome Togay,[2] e fondato nel 1986. Nello stesso periodo hanno inizio come rassegne cinematografiche il London Lesbian and Gay Film Festival e il Festival internazionale di cinema gaylesbico di Milano. L'anno successivo, nel 1987 in Germania alla Berlinale viene introdotto il Teddy Awards, premio dedicato alla cinematografia gay e assegnato per la prima volta a Pedro Almodóvar per il suo film La legge del desiderio, con Antonio Banderas. Sulla scorta del modello berlinese, nel 2007, alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, viene introdotto il Queer Lion premio collaterale dedicato al miglior film a tematica gay, lesbica, bisessuale, trans* o queer. Nasce nel 2011 infine il Sicilia Queer Filmfest, primo festival internazionale di cinema glbt e nuove visioni, che si svolge a Palermo nel mese di giugno.

La sempre maggior attrazione dei paesi economicamente sviluppati verso il cinema gay ha portato ad crescente sviluppo di festival a tema omosessuale, quando, soprattutto sul finire degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, sono stati fondati diversi eventi culturali di questo tipo. La nazione che ha avuto il più grande proliferare di festival sono stati gli Stati Uniti d'America. Sono statunitensi l'Out on Film di Atlanta del 1987, il Tampa International Gay and Lesbian Film Festival e il Rainbow Film Festival di Honolulu del 1989, il Reel Affirmations di Washington del 1991, il North Carolina Gay & Lesbian Film Festival di Durham e il Philadelphia International Gay & Lesbian Film Festival del 1995, il Seattle Lesbian & Gay Film Festival del 1996, lo Houston Gay and Lesbian Film Festival del 1997 e il Southwest Gay and Lesbian Film Festival di Albuquerque del 2003.

Nel resto dei paesi ricchi sono stati fondati i canadesi Reel Pride di Winnipeg del 1987, il Vancouver Queer Film Festival del 1988, l'Inside Out Film and Video Festival di Toronto nel 1991 e il Fairy Tales International Gay & Lesbian Film Festival di Calgary del 1997, l'australiano Melbourne Queer Film Festival e il finlandese Vinokino di Turku del 1991, l'irlandese Dublin Lesbian and Gay Film Festival del 1992, il giapponese Tokyo International Lesbian & Gay Film Festival del 1992, il sudafricano Out In Africa South African Gay and Lesbian Film Festival di Johannesburg e Città del Capo del 1994, lo spagnolo LesGaiCineMad di Madrid nel 1995, il portoghese Lisbon Gay & Lesbian Film Festival nel 1996; gli svizzeri il Pink Apple di Zurigo e Queersicht di Berna, entrambi del 1997.

Solo nel XXI secolo sono invece nati i primi festival in stati economicamente in via di sviluppo come il rumeno Serile Filmului Gay di Cluj-Napoca del 2003, il russo International Gay and Lesbian Film Festival «Side by Side» del 2008 e l'indiano Kashish - Mumbai International Queer Film Festival del 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In realtà una scena del genere era allora comune sui palcoscenici teatrali, dove le donne erano escluse per il codice morale dell'era vittoriana che impediva loro il mestiere di attrice.
  2. ^ a b Le novità per il 25° del Togay 2010 in Cinemagay.it, 1° febbraio 2010. URL consultato il 5 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Manuel Billi, Nient'altro da vedere. Cinema, omosessualità, differenze etniche, ETS, Pisa 2011.
  • PierMaria Bocchi, Mondo queer. Cinema e militanza gay, Lindau, Torino 2005.
  • (EN) Richard Dyer, Now you see it. Studies on lesbian and gay film, Routledge, London 1990.
  • Mauro Giori, L'omofobia nei film educativi americani degli anni '60, "Pride", febbraio 2006.
  • Mauro Giori, L'omosessualità nel cinema pornografico degli anni '20, "Pride", ottobre 2004.
  • (EN) Raymond Murray, Images in the dark. An encyclopedia of gay and lesbian film and video, Titan Books, London 1994.
  • Vincenzo Patanè, A qualcuno piace gay, La libreria di Babilonia, Milano 1995.
  • Vincenzo Patanè, L'altra metà dell'amore - Dieci anni di cinema omosessuale, DeriveApprodi, Roma, 2005.
  • Vincenzo Patanè, L'immaginario gay & il cinema in We Will Survive - Lesbiche, gay e trans in Italia, Mimesis, Milano, 2007.
  • Vincenzo Patanè, 100 classici del cinema gay. I film che cambiano la vita (1931-1994), Cicero, Venezia 2009.
  • (FR) Fabrice Pradas, Cinégay: un siècle d'homosexualité sur grand écran, éd. Publibook, 2005, ISBN 2-7483-1125-6.
  • Vito Russo, Lo schermo velato (corredato da due saggi di Vincenzo Patanè: L'omosessualità nel cinema americano 1987/1998 e Breve storia del cinema italiano con tematica omosessuale), Baldini & Castoldi, Milano 1999.
  • Roberto Schinardi, Cinema gay, l'ennesimo genere, Cadmo, Firenze 2003.
  • (FR) Florence Tamagne, Mauvais genre? Une histoire des représentations de l'homosexualité, La Martinière, 2001.
  • (EN) Parker Tyler, Screening the sexes. Homosexuality in the movies, Henry Holt, New York 1973.
  • (EN) Nick Rees-Roberts, French queer cinema, Edimburgo, Edinburgh University Press Ltd, 2008, ISBN 978-0-7486-3418-7.
  • (EN) Robin Griffiths, Queer cinema in Europe, Bristol, Intellect Books, 2008, ISBN 1-84150-079-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]