Wilde (film)

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Wilde
Wilde.png
Wilde (Stephen Fry) in una scena del film
Titolo originale Wilde
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1997
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere biografico, drammatico
Regia Brian Gilbert
Soggetto Richard Ellmann
Sceneggiatura Julian Mitchell
Produttore Marc Samuelson, Peter Samuelson
Fotografia Martin Fuhrer
Montaggio Michael Bradsell
Effetti speciali Bob Hollow, Terry Palmer
Musiche Arthur Sullivan, Debbie Wiseman
Scenografia Maria Djurkovic
Costumi Nic Ede
Trucco Pat Hay, Helen Johnson, Geraldine Jones, Liz Michie, Stephen Rose
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Wilde è un film del 1997 diretto da Brian Gilbert.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Oscar Wilde torna in Inghilterra dagli Stati Uniti e decide di sposare Costance Lloyd, ragazza di buona famiglia che gli piace e che presto gli dà due bambini. Intanto, Oscar ha una doppia vita: quella di un acclamato e vezzegiato scrittore di talento, che con l'ironia è capace di far riflettere il suo pubblico sulle convenzioni inglesi contro cui si è battuto tutta la vita, e quella di un uomo che ha scoperto da poco la sua natura omosessuale. Quando Costance invita Robbie Ross, canadese, da loro, ha degli incontri fugaci con lui, e poi con Mister Gray (che gli ispirerà il famosissimo Ritratto di Dorian Gray).

Ma è durante la rappresentazione teatrale di "Il Ventaglio di Lady Windermere" che gli viene presentato colui che diventerà l'amore della sua vita e la sua catastrofe: Alfred Douglas (Bosie).

Wilde è colpito dalla sua bellezza e dal suo fascino, dalla sua giovinezza e decide di guidarlo e di istruirlo come gli antichi maestri greci. La loro storia è dolce e velenosa: talvolta si capiscono con una sintonia perfetta, in altri momenti il carattere ribelle di Bosie lo spinge a vergognarsi di amare gli uomini e a maltrattare Oscar senza riconoscere i sacrifici che fa per lui (trascurare la famiglia e la carriera, sperperare i soldi per fargli dei regali).

Ad un certo punto litigano furiosamente e durante un periodo di assenza, il genio creativo di Oscar produce altre due splendide commedie prima che si riappacifichino e ritorni a dedicarsi solo a lui senza più tener conto del resto.

Le cose precipitano nel momento in cui il marchese di Queensberry, padre di Bosie, fa di tutto per ostacolare la loro relazione. Anche se incontra Oscar Wilde e ammette che sia una persona colta e raffinata, lo giudica un pervertito e minaccia addirittura il figlio di negargli i suoi soldi se continuerà ad avere una relazione con lui. Ciò non fa altro che spingere Bosie a vedere Wilde ancora di più per ripicca.

Quando si reca a casa dello stesso Oscar ad insultarlo, lui stesso dice: Ecco il marchese di Queensberry, il più infame bruto e il meno umano padre di Londra!

Nel frattempo, il successo del protagonista raggiunge il massimo con "L'importanza di chiamarsi Ernesto" e per un breve arco di tempo le cose sembrano incanalarsi nella normalità... tuttavia, il marchese si prende pubblicamente gioco di lui accusandolo di essere un sodomita.

Sordo alle proteste di Ross (che è sempre rimasto al suo fianco come amico benché sia innamorato di lui), Oscar Wilde decide di seguire Bosie e portare il caso in tribunale. In seguito ad un lungo processo, appunto il "Processo Wilde", si trova costretto a mentire sotto giuramento e il marchese riesce a presentare dei prostituti che denunciano alla società intera l'omosessualità del talentuoso scrittore. Come se non bastasse, viene svelato il significato di "Two Lovers", Due Amori, poesia di Bosie, che riguarda proprio il grande affetto di un uomo anziano per un giovane. Niente di ciò che Oscar Wilde afferma in sua difesa può salvarlo e viene ritenuto colpevole di grave immoralità e costretto a due anni di detenzione.

La faccenda getta discredito sulla sua brillante carriera e Costance si trova esortata dalle sue amiche a scappare e a far istruire i suoi figli all'estero per fargli avere una vita normale. Lei però perfino dopo tutto quello, rifiuta, perché riesce a compenetrarsi nella sofferenza del marito e a capirlo fino in fondo. Passano due anni di lavori forzati in prigione per Wilde dove compone il celebre "De Profundis" e lui stesso muta molto, si mette in discussione e si ripromette di non rivedere più Bosie. Poco dopo la morte di Costance, Oscar, distrutto da tanti avvenimenti, non riesce più a sopportare la distanza che lo divide da Bosie e lo ritrova in Italia.

Così finisce il film, con la frase: Ci sono due grandi tragedie nella vita: una, non ottenere quello che si vuole; l'altra, ottenerlo.

Gli attori[modifica | modifica sorgente]

Troviamo nel ruolo principale Stephen Fry che riesce ad interpretare un perfetto Oscar Wilde, poi abbiamo Jude Law nella parte di Lord Alfred Douglas, Vanessa Redgrave nella parte della madre di Wilde, Jennifer Ehle nella parte della dolce Constance Lloyd Wilde e il talentuoso Michael Sheen nella parte dell'amante numero uno di Wilde Robbie Ross.

Wilde rappresenta il debutto di Orlando Bloom sul grande schermo accanto ad attori decisamente non trascurabili.

La splendida colonna sonora di Debbie Wiseman assolve ad una funzione non trascurabile: illumina la scena, ma non acceca; commenta intensamente la storia del genio irlandese, ma non la giudica; crea emozioni e sa esprimerle nel migliore dei modi: con la dolcezza e con il bel canto.

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