Gay-friendly

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Si definisce gay-friendly (in inglese: "amichevole nei confronti dei gay") una persona, un'associazione, una località o un'attività economica, che è per l'appunto amichevole, aperta, accogliente nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

Indice

[modifica] Persone

Molte persone tra cui politici, gente dello spettacolo, cantanti, si definiscono gay friendly o negli anni hanno dimostrato di esserlo. Alcuni di essi lottano per i diritti gay. Alcune celebrità gay friendly sono, a livello internazionale

  • Kurt Cobain: in un'intervista dichiarò: " Se sei omofobo, non comprare questo CD. Non mi interessa se ti piaccio, io ti odio"[1]. Dal palco invitava spesso gli omofobi a non andare più ai concerti dei Nirvana.
  • Cher: vincitrice nel 2009 del GLAAD Award per l'impegno dimostrato negli anni a favore dei diritti civili degli oosessuali.
  • Cyndi Lauper: attivamente impegnata nel movimento LGBT, collabora dal 1989 con la Human Rights Campaign, un'associazione internazionale per i diritti civili delle persone omosessuali [2]. Ha fondato l'associazione a difesa dei diritti delle persone LGBT True Colors Fund.
  • Lady Gaga: ha sostenuto negli USA la lotta contro il Don't ask, don't tell, la norma che impediva ai membri dell'esercito di dichiararsi omosessuali; nel 2011, ha partecipato all'Europride di Roma, tenendo un discorso sui diritti degli omosessuali e cantando dal palco Born This Way.
  • Barbra Streisand: ha tra l'altro contribuito economicamente alla campagna contro l'abolizione del matrimonio gay in California nel 2009[3].
  • Janet Jackson: vincitrice nel 2005 del GLAAD Award per l'impegno a favore del movimento gay, ha aderito alla campagna It's get better contro lo suicidio degli adolescenti omosessuali[4].
  • Brad Pitt: ha donato 100.000 dollari a sostegno della campagna contro la Proposizione 8 che voleva abolire il matrimonio omosessuale in California[5].
  • Drew Barrymore: è scesa in piazza al fianco del movimento gay contro la Proposizione 8 e in favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso[6].
  • Madonna: si è più volte esposta a favore dei diritti civili; tra le altre cose, nel 2008 tiene a Los Angeles un concerto contro la Proposition 8 e dunque contro l'abolizione del matrimonio gay [7].
  • Yoko Ono: nel 2004 incide una versione gay della celebre canzone Every Man Has a Woman Who Loves Him, intitolata Every Man Has a Man Who Loves Him, a sostegno del matrimonio omosessuale[8].
  • James Franco: ha più volte interpretato ruoli di omosessuali (tra cui il compagno del protagonista in Milk) dichiarandosi in più occasioni solidale con le cause del movimento gay[9].
  • Sean Penn: ha interpretato Harvey Milk nel film di Gus Van Sant del 2008, che gli valse l'Oscar come miglior attore. Nel discorso che fece alla cerimonia degli Oscar difese il matrimonio omosessuale e i diritti dei gay[10].
  • Barack Obama: aderisce nel 2010 alla campagna It's get better contro il suicidio dei ragazzi omosessuali[11]; si è più volte espresso a sostegno della comunità omosessuale[12], e nel 2009 ha insignito Harvey Milk della più alta onorificenza statunitense, la Presidential Medal of Freedom, per l'impegno a favore dei diritti degli omosessuali[13].
  • Alan Ball: attivista della comunità LGBT statunitense.
  • Anne Rice: si è allontanata dalla Chiesa cattolica, denunciandone l'omofobia e dichiarandosi a favore dei diritti civili dei gay.

In Italia, si sono dichiarati vicini alle cause del movimento omosessuale:

Alcune di queste celebrità sono state "elette" dalla comunità LGBT come icona gay.

[modifica] Località

Diverse località sono diventate gay friendly ed offrono eventi LGBT, diventando mete per il turismo LGBT. Alcune mete sono: Torre del Lago, Mikonos, Sitges, Gran Canaria.

[modifica] Attività economica

Nel caso dell'attività economica, che pur non essendo "gay owned" (posseduta da gay) né espressamente diretta ad una clientela gay, garantisce comunque un'accoglienza "amichevole", alla clientela omosessuale, senza discriminarla o respingerla.

Ad esempio, è gay-friendly un albergo che, pur non essendo rivolto prevalentemente a una clientela omosessuale, si impegna ad offrire alla clientela LGBT lo stesso livello di accoglienza e la stessa qualità del servizio normalmente offerta alla clientela tradizionale, verifica che i propri dipendenti siano ospitali con tutti e non abbiano comportamenti lesivi della dignità dei propri ospiti a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere, o infine tiene disponibile materiale informativo sulla comunità gay della città per i turisti che ne facessero richiesta.

Il fatto che una struttura ricettiva si promuova come gay-friendly, dovrebbe essere una conseguenza di tali impegni, invece, alcune volte, è l'unico elemento che contraddistingue una struttura gay-friendly da quelle che non lo sono, essendo l'adesione a volte unicamente dovuta a ragioni commerciali e per raccogliere consensi presso un target economicamente interessante qual è quello gay, anche se così si corre il rischio che i gay si auto-ghettizzino.[14]

[modifica] Aziende

Il termine gay-friendly viene utilizzato anche per identificare quelle aziende che, pur producendo prodotti o fornendo servizi rivolti alla generalità dei consumatori, hanno negli anni sostenuto economicamente progetti di associazioni LGBT, implementato nella propria organizzazione aziendale delle azioni contro la discriminazione per orientamento sessuale o identità di genere o ancora investito in comunicazione sul cosiddetto mercato gay, pianificando su media LGBT.

Negli Stati Uniti, l'associazione Human Rights Campaign pubblica ogni anno il Corporate Equality Index (CEI), una classifica delle principali aziende statunitensi più gay-friendly, realizzata seguendo tra l'altro questi criteri: presenza di politiche aziendali scritte contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere; copertura assicurativa dei partner dei lavoratori, anche se del medesimo sesso; riconoscimento ufficiale di gruppi di lavoratori LGBT, se esistente; politiche di formazione alla diversità; azioni di marketing verso la comunità LGBT.

Vicina alle cause del Movimento LGBT è la Apple, che nel 2008 fece un'ingente donazione per la difesa del matrimonio gay in California contro la Proposizione 8 che voleva abolirlo. Tra l'altro, nell'Agosto 2011 a succedere a Steve Jobs come amministratore delegato della Apple è Tim Cook, dichiaratamente omosessuale[15].

Nel 2005 erano nel Corporate Equality Index American Express, Apple computer, Deutsche Bank, Hewlett-Packard, Disney, Ford, Johnson & Johnson, Kraft, Levi Strauss & Co., Motorola, MTV.

[modifica] Note

  1. ^ Kurt Cobain quotes
  2. ^ Cyndi Lauper and her hero fight for gay rights - CNN
  3. ^ Barbra Streisand among host of stars to support gay marriage campaign in California | Mail Online
  4. ^ Janet Jackson, The Trevor Project, and Fighting LGBT Suicide | Change.org News
  5. ^ Brad Pitt donating $100,000 to fight gay marriage ban - latimes.com
  6. ^ Drew Barrymore Protests Proposition 8
  7. ^ Madonna Finally Talks Prop 8—but Was It Enough? - E! Online
  8. ^ Yoko Ono takes gay marriage fight to clubs - Entertainment - Music - TODAY.com
  9. ^ Jon Hamm and James Franco Speak Out for Marriage Equality |Gay News|Gay Blog Towleroad
  10. ^ Oscars 2009: Sean Penn defends gay rights as protesters abuse Heath Ledger - Telegraph
  11. ^ President Obama: It Gets Better - YouTube
  12. ^ Barack Obama's real record on LGBT rights | Nancy Goldstein | Comment is free | guardian.co.uk
  13. ^ Harvey Milk to receive Presidential Medal of Freedom | Washington Examiner
  14. ^ Marchetta da bollino: è gay-friendly... ma i diritti?
  15. ^ Apple: Tim Cook, nuovo CEO, gay dichiarato

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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