Cultura lesbica

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Con cultura lesbica si intende il modo in cui le lesbiche vedono e rappresentano consapevolmente se stesse e il mondo in cui vivono, in tutti i campi artistici e culturali: letteratura, arte, cinema, teatro.

Cultura e sottocultura[modifica | modifica sorgente]

Poiché le lesbiche sono un gruppo sociale minoritario spesso si parla di "sottocultura" lesbica, intendendo in questo modo non tanto una presunta inferiorità, ma piuttosto una sua propria specificità rispetto al mondo eterosessuale maggioritario.

La cultura delle lesbiche è cresciuta all'interno del grande filone della cultura femminile e, più specificatamente, della cultura delle donne. Per molti anni, in tempi più difficili dei nostri, la cultura delle scrittrici, musiciste, poetesse lesbiche si è mimetizzata all'interno della cultura delle donne. Solo in tempi più recenti alcuni studi hanno identificato molte protagoniste della cultura del '900 come lesbiche.

Nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

In campo letterario fino al XIX secolo a parlare di lesbismo furono sempre e soltanto uomini, da Giovenale a Baudelaire, da Diderot a James. Ma all'inizio del '900 a Londra, Parigi, e Berlino all'interno del vivace clima intellettuale ed artistico dell'epoca, si crearono le prime comunità di donne scrittrici, poetesse, artiste.

Tra le parigine le più conosciute furono Natalie Clifford-Barney, Renée Vivien, Gertrude Stein e Tamara de Lempicka; tra le londinesi Vita Sackville-West, Virginia Woolf, Radclyffe Hall (autrice di uno dei primi drammatici romanzi lesbici, Il pozzo della solitudine del 1928), Katherine Mansfield e Ivy Compton-Burnett. Tra le berlinesi degna di nota è Christa Winsloe, dal cui romanzo La ragazza Manuela verrà tratto il film Ragazze in uniforme.

Non tutte erano dichiaratamente lesbiche, ma ciò che le univa era una vita spesa principalmente con altre donne, una rete di amicizie con donne lesbiche e una sensibilità particolarmente attenta alla descrizione dei personaggi femminili e delle relazioni tra loro.

Le scrittrici della prima metà del Novecento spesso utilizzavano linguaggi in codice per mascherare la tematica lesbica: storie d'amore eterosessuali ma "diverse" (come ne La mia Antonia di Willa Cather), personaggi che cambiano sesso (Orlando di Virginia Woolf), storie di uomini gay (molti romanzi di Marguerite Yourcenar), storie lesbiche scritte sotto pseudonimo (Carol di Patricia Highsmith). Negli Stati Uniti negli anni cinquanta, all'interno della letteratura "pulp" di consumo che si vendeva nei drugstore e nelle edicole ebbe molta fortuna il filone lesbico, di cui una delle più interessanti autrici fu Ann Bannon.

Negli ultimi decenni del secolo scrittrici e storie lesbiche sono sempre più presenti, in tutti i generi letterari e in tutti i paesi: da Jeannette Winterson all'universo fantasy di Marion Zimmer Bradley a Sandra Scoppettone (con la sua detective lesbica), da Sara Zanghì a Valeria Viganò e Delia Vaccarello per l'Italia.

Lista di libri a tematica lesbica:

A[modifica | modifica sorgente]

B[modifica | modifica sorgente]

C[modifica | modifica sorgente]

D[modifica | modifica sorgente]

G[modifica | modifica sorgente]

I[modifica | modifica sorgente]

L[modifica | modifica sorgente]

N[modifica | modifica sorgente]

O[modifica | modifica sorgente]

P[modifica | modifica sorgente]

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Nel cinema e nella TV[modifica | modifica sorgente]

Il primo film lesbico e con un cast di tutte donne è Mädchen in Uniform (Ragazze in uniforme) diretto dalla regista Leontine Sagan nel 1931 nei dintorni di Berlino.

Quelle due di William Wyler (1962), La volpe di Mark Ryddell e L'assassinio di Sister George di Robert Aldrich (1968) sono tutte visioni drammatiche e a tratti grottesche del mondo lesbico. John Sayles in Lianna: un amore diverso del 1983 segna una svolta nel modo maschile di vedere il lesbismo sugli schermi, ma saranno finalmente le registe lesbiche a cominciare a narrare sé stesse negli anni seguenti: un film per tutti è Cuori nel deserto di Donna Deitch (1985).

Una lista dei film più recenti (in ordine di uscita):

Serie TV:

* Buffy l'ammazzavampiri - USA, 1997-2003
Webserie

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Antologie e raccolte poetiche[modifica | modifica sorgente]

Fumetti, riviste e periodici[modifica | modifica sorgente]

Saggi[modifica | modifica sorgente]

  • Margherita Giacobino,"Orgoglio e privilegio : viaggio eroico nella letteratura lesbica", Il dito e la luna, Milano, 2003, 195 p., ISBN 88-86633-26-2.
  • Giovanna Olivieri,"Ladies’ Almanack : artiste e scrittrici a Parigi e Londra negli anni Venti e Trenta"; traduzione in inglese di Maureen Lister e Annabel Potte. Firenze, Estro, 1992, pagine 182, (Squaderno 2).
  • Andrea Weiss, "Vampires & violets : lesbians in film"; New York, Penguin Books, 1993, pagine 184, ISBN 0-14-023100-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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