Gus Van Sant

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Gus Van Sant alla Mostra del cinema di Venezia del 1993

Gus Green Van Sant Jr. (Louisville, 24 luglio 1952) è un regista, sceneggiatore, montatore, pittore, fotografo, musicista e scrittore statunitense. Nato come artista visivo e cineasta indipendente, grazie al suo peculiare modo di raccontare i disagi dell'adolescenza ha saputo in seguito affermarsi anche ad Hollywood.[1] È stato nominato due volte come miglior regista all'Oscar, la prima per Will Hunting - Genio ribelle nel 1998 e la seconda per Milk nel 2009. Ha vinto la Palma d'oro e il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2003 per Elephant[2] e il Premio del 60º anniversario al Festival di Cannes 2007 per Paranoid Park.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un commesso viaggiatore, passa un'infanzia da girovago insieme al genitore. Ai tempi del college scopre la vocazione alla pittura, ma si avvicina anche al cinema, attratto dalle infinite possibilità offerte dalla pellicola. Accanto ai lavori su tela comincia anche a girare cortometraggi in Super 8.

Si forma definitivamente alla scuola d'arte d'avanguardia Rhode Island School of Design, dove matura un interesse verso le tecniche del cinema sperimentale che non abbandonerà mai definitivamente. Dopo il diploma, Van Sant realizza diversi cortometraggi in 16 mm, e successivamente si trasferisce a Hollywood, dove collabora ad un paio di film diretti da Ken Shapiro.

Durante la sua permanenza a Los Angeles frequenta il mondo marginale degli aspiranti divi e della tossicodipendenza, ma ha comunque modo di sviluppare un lavoro personale, testimoniato ad esempio da Alice in Hollywood (1981), un mediometraggio in 16 mm. È in questa fase che diventa un'icona dei registi indipendenti.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Anni '80 e inizio '90[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 esordisce alla regia di un lungometraggio con Mala Noche, e nel 1989 dirige Drugstore Cowboy seguito da Belli e dannati 1991, considerato dai più il suo capolavoro, che vede protagonisti Keanu Reeves e River Phoenix. A quest'ultimo sarà dedicato il film successivo dopo la seconda fase di montaggio, Cowgirl - Il nuovo sesso 1993, tratto dal romanzo cult Il nuovo sesso: Cowgirl, di Tom Robbins, che si avvale di un ricco cast e la giovanissima Uma Thurman nel ruolo della protagonista. Il film fu un insuccesso e Van Sant lo rimontò e lo ripresentò l'anno successivo senza però ottenere il successo sperato.

Periodo hollywoodiano[modifica | modifica wikitesto]

Con Da morire 1995, Van Sant chiude temporaneamente la fase indipendente e si trasferisce a Hollywood, dove girerà uno dei suoi film più noti, Will Hunting - Genio ribelle 1997, per il quale riceverà una nomination all'Oscar come miglior regista. Il film fu un efficace esperimento nel quale vennero fuse le tipiche tecniche indie -cura dei particolari, uso aggiuntivo della steadycam, spiccato interesse per l'apparato figurativo/fotografico/scenografico- e le convenzionali regole del Cinema mainstream. Ebbe dunque un successo buonissimo, e fruttò l'Oscar come non protagonista a Robin Williams, per la sceneggiatura a Matt Damon e Ben Affleck.

Nel 1999 vince il Razzie Award al peggior regista dell'anno per il remake shot by shot Psycho, seppure ammirato da alcuni critici per la sua originalità: si tratta infatti del rifacimento dell'originale capolavoro di Hitchcock fotogramma per fotogramma, con l'unica aggiunta di una sequenza durante la cruciale scena della doccia, che vede protagonista Anne Heche. Tra gli altri interpreti Julianne Moore e Vince Vaughn. L'opera resta la meno amata dell'intera filmografia di Van Sant, sebbene sia tuttora considerata come un notevole esperimento pop.

Continua la sua carriera con Scoprendo Forrester, con Sean Connery, nel quale pare riciclare le idee di Will Hunting - Genio ribelle.

La Trilogia della morte e gli anni recenti[modifica | modifica wikitesto]

Ritorna al suo amato cinema indipendente nella prima metà del 2000. Dirige Gerry (Gerry) (2002), con Matt Damon e Casey Affleck, Elephant (Elephant) (2003), considerato dai critici il suo capolavoro, interamente recitato da attori non professionisti, Last Days (Last Days) (2005), con Michael Pitt e Asia Argento, sugli ultimi giorni di una rockstar ispirata a Kurt Cobain. Il trittico di opere si rivela personalissimo, noto come "Trilogia della morte". La cifra stilistica sperimentale ammaliante e languidamente tenebrosa di Van Sant è definitivamente consolidata.

Con Paranoid Park, uscito nel 2005, il regista esplora il mondo degli skaters e della violenza giovanile nella società americana. Il film descrive il percorso interiore, il flusso di coscienza di un sedicenne in preda ai sensi di colpa per l'omicidio involontario di un inserviente ferroviario. Con questo lavoro Van Sant ottiene un ottimo successo di critica ma un altrettanto insuccesso di pubblico.

Nel gennaio del 2009 viene candidato all'Oscar come miglior regista per Milk, film biografico sulla vita di Harvey Milk, primo consigliere comunale apertamente gay assassinato nel 1978. Il film ottiene otto[4] candidature all'Oscar e vince due statuette per il miglior attore protagonista[5] e per la miglior sceneggiatura originale[6].

Nel 2011 dirige l'episodio pilota del serial televisivo Boss, partecipando al progetto anche come produttore esecutivo. Sempre nel 2011 torna al cinema con L'amore che resta (Restless), struggente love story interpretata da Mia Wasikowska e dall'esordiente Henry Hopper. Girato a Portland (Oregon, Stati Uniti) e prodotto da Bryce Dallas Howard, Ron Howard e Brian Grazer, L'amore che resta (Restless) è stato scritto da Jason Lew. Del 2012 è invece Promised Land, sceneggiato e interpretato da Matt Damon e John Krasinski; inizialmente il film doveva essere il debutto alla regia di Matt Damon, ma a causa di alcuni problemi di pianificazione dovette rinunciare. Nel febbraio del 2012 la regia del film venne quindi affidata a Gus Van Sant.

Nel 2013 si presta come attore per Paul Schrader, in The Canyons, dove interpreta il ruolo dello psicanalista del protagonista. Viene doppiato da Dario Penne.

Nel 2014 annuncia il suo prossimo progetto, Sea of trees, nel quale sarà protagonista Matthew McConaughey. Dopo Sea of trees il regista dirigerà il film su Death Note, prodotto da Dan Lin, Doug Davison, Roy Lee e Brian Witten.

Vita privata e altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Van Sant è dichiaratamente gay[7] e molti dei suoi film propongono temi o personaggi omosessuali. Ha anche diretto vari clip musicali. Nel 1997, inoltre, ha scritto il suo unico libro, Pink, ed ha inciso due album: Gus Van Sant e 18 Songs About Golf; inoltre ha pubblicato una gran raccolta dei suoi servizi fotografici.

La rivista Out, nel 2010, lo pone al 43º posto nella lista dei 50 omosessuali dichiarati più potenti d'America[8].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gus Van Sant (1997)
  • 18 Songs About Golf (1997)

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gus Van Sant | MYmovies
  2. ^ (EN) Awards 2003, festival-cannes.fr. URL consultato l'8 luglio 2011.
  3. ^ (EN) Awards 2007, festival-cannes.fr. URL consultato l'8 luglio 2011.
  4. ^ Oltre ai due Oscar vinti è stato candidato per miglior film, miglior attore non protagonista, regista, migliori costumi, miglior montaggio e miglior colonna sonora.
  5. ^ Vinto da Sean Penn nel ruolo di Harvey Milk.
  6. ^ Vinto da Dustin Lance Black.
  7. ^ David Ehrenstein, Van Sant, Gus (b. 1952) in glbtq.com. URL consultato il 27 dicembre 2008.
  8. ^ I 50 gay più potenti d'America, da Rich Ross e Perez Hilton- Gay .it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 85081604 LCCN: nr93043591