Elephant (film 2003)

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Elephant
Elephant 1.jpg
John (John Robinson, di spalle) si imbatte in Eric ed Alex mentre stanno entrando a scuola per compiere il massacro.
Titolo originale Elephant
Paese di produzione USA
Anno 2003
Durata 81 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Gus Van Sant
Soggetto Gus Van Sant
Sceneggiatura Gus Van Sant
Fotografia Harris Savides
Montaggio Gus Van Sant
Musiche Ludwig van Beethoven
Scenografia Harris Savides
Interpreti e personaggi
Premi
« Un giorno qualunque di scuola superiore. Peccato che non lo è. »
(Tagline del film.)

Elephant è un film del 2003 diretto da Gus Van Sant, vincitore della Palma d'oro al miglior film e del premio per la miglior regia al 56º Festival di Cannes.[1] È liberamente ispirato al massacro della Columbine High School e ad altre stragi in ambito scolastico.

Il titolo allude al proverbiale elefante nella stanza, metafora di un problema che tutti vedono ma di cui nessuno vuole parlare, ed è una citazione dell'omonimo film del 1989 diretto da Alan Clarke, sulla violenza settaria nell'Irlanda del Nord.[2][3]

Trama[modifica | modifica sorgente]

La narrazione si svolge nell'arco di una sola giornata, che sembrerebbe assolutamente normale, passata in un ambiente scolastico (comprensiva di dialoghi tra ragazzi, tra studenti e professori, partecipazioni a lezioni, e così via). La trama percorre la situazione da soggettive differenti.

John è la "guida" che percorrendo la scuola ci mostra la vita scolastica e gli studenti. Michelle, studentessa timida ed emarginata per il suo aspetto fisico e la sua goffaggine nelle attività motorie, si occupa dell'organizzazione della biblioteca. Brittany, Nicole e Jordan sono tre ragazze ossessionate dal proprio corpo e dall'apparire. Per riuscire ad avere un corpo perfetto, conforme agli standard della moda, le tre cadono vittime della bulimia. Elias è un ragazzo solitario e sognatore amante della fotografia.

I personaggi centrali della giornata sono Eric e Alex, due ragazzi con la passione per le armi. Alex è inoltre appassionato di musica ed Eric di videogiochi violenti. Tutto pare normale, fino a quando, a fine giornata, Eric e Alex in tuta mimetica vanno nella scuola, seminando morte e terrore.

Temi narrativi[modifica | modifica sorgente]

Il film descrive lo svolgersi degli eventi da più punti di vista: le scene si ripetono, viste da più angolazioni, attraverso gli occhi dei diversi protagonisti, attraverso fini e raffinati piani sequenza e inquadrature della vita dei due assassini.

Natura[modifica | modifica sorgente]

La natura è un elemento ricorrente all'interno della pellicola. Questo si riscontra sia al livello visivo che uditivo. Le immagini mostrano, infatti, luoghi verdeggianti o comunque immersi nella vegetazione e anche la scelta delle inquadrature è studiata, come all'inizio del film, dove il regista, per seguire l'auto che sbanda, usa il punto di vista che avrebbe un uccello che vola fra gli alberi.

Ricorrono poi immagini di animali, come il toro nella t-shirt di John e l'elefante disegnato su un foglio appeso nella camera di Alex.

Il tutto è accompagnato da un sottofondo sonoro spesso indefinito, ma in cui si può udire frequentemente il cinguettio degli uccelli. Assai suggestiva è poi la lunga inquadratura finale di un cielo blu intenso attraversato da nuvole leggere e su cui scorrono i titoli di coda.

Colore giallo[modifica | modifica sorgente]

Il giallo è un colore che ritorna molte volte nel film: nelle magliette di John e Benny, nel fogliame ingiallito all'inizio del film e in molte ambientazioni interne alla scuola, in particolare, ovviamente, quando si scatena un piccolo incendio.

Depersonalizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il film segue ogni personaggio nel corso della giornata mostrandone le azioni con ampi piani sequenza, che danno forte realismo agli eventi, ma, allo stesso tempo, fanno sentire lo spettatore come un osservatore onnisciente, distaccato e indifferente. Questo vale sia per la prima parte del film, composta da eventi lenti e noiosi come possono essere le azioni che tutti compiono ogni giorno, che nella seconda, dove si assiste, in rapida successione, alla fredda esecuzione di molti dei personaggi della storia.

Beethoven[modifica | modifica sorgente]

Come in Arancia meccanica di Stanley Kubrick, anche qui il tema musicale principale è del compositore tedesco, ma non si tratta di una spumeggiante sinfonia, bensì del pacato e sereno primo movimento della famosa sonata Chiaro di Luna, nonché della celeberrima Per Elisa. Chi le suona è Alex. Furono scelte dallo stesso interprete sulla falsariga della totale libertà di improvvisazione che il regista aveva dato ai ragazzi.

Omosessualità[modifica | modifica sorgente]

Conseguentemente alle improvvisazioni, questo tema appare interessante per i modi diversi in cui è affrontato.

Il primo "canovaccio" di Van Sant ne prevede un dibattito a scuola: il risultato è grottesco, praticamente una serie di interventi scontati e a volte apparentemente nonsense.

Il secondo è invece più delicato e semplice. I ragazzi stanno per uscir di casa e compiere il massacro. Alex si spoglia disinvoltamente e si infila nella doccia, tranquillo fino a un certo punto ma nemmeno particolarmente teso. Dopo un po' entra Eric, già nudo. I due si guardano e si sorridono. Uno dice all'altro: «Ah allora ci siamo, si muore oggi! ... Io non ho ancora mai baciato nessuno». L'altro risponde con un bacio in bocca. I due si sorridono ancora: evidentemente, avendo le ore contate, il retaggio culturale non ha più alcuna importanza.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il film vinse, al Festival di Cannes nel 2003, sia la Palma d'oro, sia il premio per la miglior regia. Per assegnare entrambi questi riconoscimenti, la giuria dovette chiedere una deroga al regolamento, che vieta di tributarli tutti e due allo stesso film.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Awards 2003, festival-cannes.fr. URL consultato l'8 luglio 2011.
  2. ^ Film - Page 1 - Movies - New York - Village Voice
  3. ^ Filmmaker Magazine | Web Articles: CANNES 2003
  4. ^ Cannes, la grazia di un «Elephant», 28 maggio 2003. URL consultato il 7 settembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Daniele Fragapane, Andrea Minuz, Elephant di Gus Van Sant. Logica e circuiti della ripetizione, Roma, Onyx, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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