Divisa
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Le divise e le uniformi sono vestiti standard generalmente indossate dai partecipanti di organizzazioni di vario genere, nei momenti di partecipazione alle attività dell'associazione stessa.
La divisa è caratterizzata dal fatto che è composta da pantalone e giubba di colori diversi, mentre l'uniforme è composta da giubba e pantalone del medesimo colore. Secondo tale definizione infatti per l'Arma dei Carabinieri o la Guardia di Finanza, ad esempio, sono previste specifiche uniformi mentre la Polizia di Stato è dotata di una divisa. Molte civiltà del passato condividono l'utilizzo di divise da parti di gruppi religiosi e militari. Un esempio particolarmente noto è quello dei soldati dell'Impero Romano, che esportarono gli standard della loro divisa nell'intera Europa.
Oggi le divise sono principalmente indossate dagli appartenenti alle Forze Armate, a gruppi paramilitari, come Polizia, guardie di sicurezza, servizi di emergenza, dai partecipanti alle competizioni sportive, ed a volte sui posti di lavoro e nelle scuole. In alcuni paesi, anche i detenuti hanno l'obbligo di indossare una divisa.
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[modifica] Divisa militare
Nonostante vi siano notevoli differenze a seconda dei paesi e dei periodi storici considerati, possiamo dividere le divise militari in tre categorie: divisa da combattimento, divisa ad uso quotidiano, e divisa celebrativa. Le ultime due si distinguono principalmente per la visibilità data alle eventuali decorazioni, ed in alcuni casi rappresentano l'abito dei capi di stato.
Le divise militari spesso vengono specializzate in funzione del corpo di appartenenza e del ruolo, specie negli accessori. Elmi e cappelli spesso sono usati per distinguere unità di elite (in Italia, alpini e bersaglieri, ma anche granatieri, Corazzieri e altri corpi scelti) o funzioni speciali come le unità di polizia militare ed i medici.
[modifica] La divisa da combattimento
Le divise da combattimento sono sviluppate col fine di ottimizzare le abilità delle truppe, ma anche di riconoscere con facilità i propri compagni. Tuttavia, non sempre uomini appartenenti ad un medesimo esercito hanno uniformi simili. Ad esempio i soldati mercenari mantengono spesso le proprie divise quando combattono al fianco di eserciti regolari.
La divisa da combattimento ha un grande interesse storico, anche se una ricostruzione precisa degli abiti e degli equipaggiamenti utilizzati dai soldati del passato è difficoltosa. Infatti, al fine di ottimizzare l'efficienza delle truppe, le uniformi considerate più idonee al combattimento sono state spesso copiate da numerosi eserciti, ed è oggi impossibile risalire agli ideatori di molte migliorie tecniche. Un esempio significativo a tal proposito, è quello degli Ussari ungheresi, le cui divise furono presto utilizzate -con modifiche minori- in tutti i reparti di cavalleria degli eserciti europei del XVII secolo.
Ci sono poche registrazioni riguardanti le uniformi degli eserciti dell'antichità, e si ritiene che uniformare le divise sia stato uno sforzo compiuto solo da alcune delle forze armate precedenti i Romani. Notevoli sono i casi degli Iloti e del corpo di spedizione di Annibale in Italia. È invece provato che il leggendario esercito del primo imperatore del Chin (Cina, ca 2000 a.C.) fosse formato da corpi diversi con divise non uniformate.
I Romani standardizzaroono le divise dei loro soldati, effettuandone la produzione in fabbriche statali. Persistettero tuttavia differenze nei dettagli e negli ornamenti, soprattutto relativamente a legioni operanti in differenti province.
L'esercito dell'Impero Bizantino è stato il primo a creare delle differenze standardizzate nelle divise dei suoi diversi reparti. Usanza che rimarrà in voga da allora.
Dal XVI secolo, gli stati europei utilizzarono delle divise militari simili ad abiti civili, sebbene si facesse ampio uso di colori sgargianti e molto visibili. Un'attenzione particolare era data ai colori della fanteria, che erano generalmente scuri (spesso blu), onde evitare che i residui della polvere da sparo fossero troppo evidenti. Le divise utilizzate dagli eserciti europei durante le guerre napoleoniche sono considerate tra le più vistose ed ornate di sempre.
La prima guerra mondiale vede la fine delle divise colorate, a favore della mimetica e della praticità, una tendenza che caratterizza anche le uniformi moderne. I corpi che non richiedono abilità mimetiche, hanno invece uniformi di colori varii. Ad esempio, gli uomini delle marine di molti paesi hanno divise bianche, per poter sopportare meglio il caldo.
La divisa mimetica può essere di vario tipo, per meglio adattarsi ai colori dell'ambiente circostante. Le fantasie di colore sono solitamente chiamate camo, contrazione di "camouflage", termine inglese per "mimetizzazione":
- In ambiente boschivo si usa il "green camo" (o "woodland camo") di colore nero, verde oliva, verde e marrone. Durante la guerra del Vietnam era in uso anche una versione avanzata di queste divise, composta da strisce irregolari invece che da chiazze (detta "tiger stripe").
- Tipica degli scontri in zone cittadine è l'"urban camo", composto di diverse tinte di grigio, azzurro e bianco.
- In aree desertiche è usato il "desert camo", marrone, ocra e marrone chiaro. Alcuni eserciti, tra cui quello USA, hanno usato nella Guerra del Golfo anche una divisa leggermente più chiara, a sei colori, che simula anche le rocce a terra (chiamata informalmente "chocolate chip", perché i segni scuri ricordavano le gocce di cioccolato).
- Più rara nell'utilizzo è la "artic camo", totalmente bianca o con poche chiazze grige, può essere trattata in modo da essere semi-lucida.
- Il "MultiCam" è un moderno pattern mimetico statunitense capace di adattarsi ai diversi ambienti, apparendo sostanzialmente verde in zone intensamente vegetate e tan in aree desertiche.
A volte alla divisa da combattimento può essere attaccata una "ghille", un tessuto strappato che migliora la mimetizzazione tra le foglie. È il caso tipico di alcune unità di franchi tiratori.
[modifica] Altre divise
[modifica] Divisa sportiva
In quasi tutti gli sport, i professionisti utilizzano delle apposite divise, che consentano la possibilità di effettuare opportuni movimenti, e -nel caso degli sport di squadra- di riconoscere facilmente i propri compagni. Per gli sport più popolari, le divise degli atleti e delle squadre di professionisti sono a volte oggetto di merchandising.
[modifica] Divisa da lavoro
I lavoratori a volte indossano delle divise che li identifichino come appartenenti ad una specifica società. Ad esempio, ciò avviene spesso per gli impiegati in banche, uffici postali, linee aeree, impiegati di hotel e ristoranti. L'utilizzo di uniformi da parte di società private è in genere volto a dare un'immagine unitaria standard delle stesse.
Alcuni lavori, impongono poi l'utilizzo di divise particolari, per fini pratici o di sicurezza.
[modifica] Divisa scolastica
L'utilizzo di una divisa scolastica è un'usanza inglese, un tempo diffusa anche nel resto d'Europa. Oggi, solo alcuni istituti scolastici del vecchio continente obbligano gli studenti ad indossare una divisa, mentre l'usanza è ancora ampiamente diffusa in alcune ex-colonie britanniche. In particolare, in India, in Irlanda e Australia. Lo scopo della divisa scolastica è quello di caratterizzare gli studenti appartenenti allo stesso istituto, e contemporaneamente evitare che il vestiario individuale utilizzato possa rendere evidente l'appartenenza degli studenti stessi a classi sociali diverse.
[modifica] Divisa carceraria
In alcuni paesi, i detenuti indossano delle divise, generalmente con colori ben visibili. Queste, tra l'altro, hanno lo scopo di impedire alcuni movimenti (col fine di prevenire la fuga), e soprattutto di rendere gli uomini che le indossano facilmente riconoscibili in caso di evasione.
In passato, i detenuti americani indossavano divise a righe bianche e nere (oggi sostituite dall'arancione): un'immagine che è divenuta simbolo del carcerato, soprattutto grazie alla diffusione della filmografia hollywoodiana.
[modifica] Divisa scout
| Per approfondire, vedi la voce Uniforme scout. |
Lo scautismo ha nella divisa una delle sue caratteristiche identificative, e lo sterotipo di boy scout è entrato nell'immaginario collettivo con la divisa. Fu lo stesso fondatore del movimento, Robert Baden-Powell a dichiarare nel 1938: L'uniforme cela tutte le differenze di condizione sociale in un paese e favorisce l'uguaglianza; ma, cosa ancor più importante, copre le differenze di nazionalità e razza e fede, facendo sì che tutti si sentano appartenenti ad un'unica grande fratellanza. Per questo motivo in Italia gli scout preferiscono parlare di uniforme e non di divisa (in inglese esiste solo il termine uniform).
[modifica] Curiosità
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- Una diffusa leggenda, vuole che la divisa delle Guardie Svizzere sia stata disegnata da Michelangelo (in effetti, l'artista si trovava a Roma all'arrivo del primo contingente di soldati elvetici). Tuttavia, non esiste alcuna evidenza di ciò[1].
- I soldati dell'esercito napoleonico erano considerati particolarmente affascinanti nella loro famosa divisa blu.
- Il prestigioso torneo di Wimbledon di Tennis è noto anche per l'obbligo degli atleti di indossare divise bianche.
- In passato, i detenuti inglesi indossavano una divisa rappresentante una freccia, a significare proprietà della corona inglese.
- La prima divisa da lavoro ufficialmente registrata con brevetto negli Stati Uniti è quella di Coniglietta di Playboy.
- Oggi alcune divise di tipo militare sono usate nel softair o anche come semplice abbigliamento. È tuttavia reato portare stellette, distintivi o simboli di appartenenza a unità al di fuori del contesto militare.
[modifica] Tipologie di divisa
Una lista (parziale) dei numerosi modelli ed usi di uniformi:
- Divisa militare
- Divisa da combattimento
- Divisa ad uso quotidiano
- Divisa da cerimonia
- Divisa di forze paramilitari
- Divisa religiosa (anche detta abito religioso)
- Altre divise
- Divisa scout
- Divisa politica
- Divisa domestica
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Mansel Philip, Dressed To Rule: Royal and Court Costume from Louis XIV to Elizabeth II, Yale University Press 2005, ISBN 0-300-10697-1.
- Sekunda Nicholas V., Mc Bride Angus, The ancient Greeks, Osprey Publishing 1986, ISBN 0-85045-686-X
[modifica] Note
- ^ Per ulteriori chiarimenti, si veda qui la nota della Curia Romana, che fornisce anche numerose informazioni storiche sulle divise delle Guardie Svizzere.

