Guardia Svizzera Pontificia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Guardie Svizzere)
Guardia Svizzera Pontificia

Bandiera del Corpo
Attiva 1506 - presente
Nazione Città del Vaticano
Alleanza
Servizio
Tipo Corpo di Guardia
Ruolo
Dimensione 110 elementi
Parte di
Guarnigione/QG
Equipaggiamento Alabarda
Soprannome
Patrono
Motto Acriter et fideliter
(Con coraggio e fedeltà)
Colori Blu, Rosso ed Arancione
Marcia
Mascotte
Battaglie/guerre Sacco di Roma 6 maggio 1527
Anniversari
Decorazioni
Onori di battaglia
Reparti dipendenti
Comandanti
Colonnelo Comandante Elmar Theodor Mäder
Capo cerimoniale
Colonnello del reggimento
Comandanti degni di nota
Simboli
Simbolo
Simbolo
Simbolo
Progetto:Guerra
(LA)
« Acriter et fideliter »
(IT)
« Con coraggio e fedeltà »
(Il motto della Guardia Svizzera Pontificia)

Il corpo della Guardia Svizzera Pontificia è fedelmente al servizio del Papato dal 22 gennaio 1506.


[modifica] Storia

Il 22 gennaio di quello stesso anno, un gruppo di 150 mercenari elvetici al comando del capitano Kaspar von Silenen, del Canton d'Uri, attraversando porta del Popolo entrò per la prima volta in Vaticano per servire papa Giulio II. Già in precedenza Sisto IV aveva concluso nel 1479 un accordo con la confederazione, che prevedeva la possibilità di reclutare mercenari elvetici. Successivamente il Corpo delle guardie si ampliò ulteriormente.

Le guardie svizzere non furono solo impiegate come scorta personale del papa, ma parteciparono a numerose battaglie, prima fra tutte quella avvenuta il 6 maggio 1527 durante il sacco di Roma da parte delle milizie del contestabile di Borbone, permettendo con il loro sacrificio a papa Clemente VII di avere salva la vita. Dei 189 svizzeri se ne salvarono solo quarantadue, cioè quelli che all'ultimo momento avevano accompagnato Clemente VII nella fuga lungo il Passetto di Borgo, il passaggio che collega il Vaticano a Castel Sant'Angelo. Il 5 giugno Clemente VII si arrendeva. Per aver salva la vita dovette accettare pesanti condizioni (l'abbandono delle fortezze di Ostia, Civitavecchia e Civita Castellana e delle città di Modena, Parma e Piacenza oltre che al pagamento di quattrocentomila ducati). La guarnigione papale fu sostituita con mercenari spagnoli e lanzichenecchi. Il Papa ottenne che gli svizzeri sopravvissuti fossero inclusi nella nuova Guardia, ma solo 12 di essi accettarono.

Guardie Svizzere.
Guardie Svizzere.

Con la conquista di Roma da parte delle truppe italiane nel 1870, le Guardie Svizzere rimasero a difesa personale del papa nei suoi alloggi, e papa Pio X nel 1914 decise di fissare il numero dei militi che compongono questo speciale corpo a 100, più 6 ufficiali, tra cui il comandante che ha il grado di colonnello. Durante la Seconda guerra mondiale papa Pio XII ampliò temporaneamente il corpo delle guardie svizzere che fu ampliato a oltre 300 effettivi, questo sia per dare rifugio ai molti sfollati sia per dare una maggiore stabilità alla Città del Vaticano.

Al giorno d'oggi la Guardia Svizzera si occupa della sicurezza del papa e della città del Vaticano, sorvegliando alloggi papali e mantenendo l'ordine durante le cerimonie religiose.

Per essere ammessi a far parte della Guardia Svizzera bisogna possedere ben determinati requisiti:

  • sesso maschile.
  • cittadinanza svizzera.
  • essere di fede cattolico-romana.
  • aver svolto il servizio militare nell'Esercito Svizzero ed aver ottenuto un certificato di buona condotta.
  • avere un'età compresa tra 19 e 30 anni.
  • avere un'altezza non inferiore a 174 centimetri.
  • essere celibe (il matrimonio è ammesso solo dai caporali in su).
  • avere un certificato di capacità professionale o una maturità medio-superiore.
Una Guardia Svizzera in uniforme da lavoro.
Una Guardia Svizzera in uniforme da lavoro.
Guardia Svizzera (particolare).
Guardia Svizzera (particolare).


[modifica] L'uniforme

L'uniforme ufficiale delle guardie svizzere è di colore blu, rosso ed arancione, con dei distinti tratti rinascimentali.

È diffusa opinione che tale uniforme sia stata disegnata da Michelangelo. Si tratta, tuttavia, di una sorta di leggenda: l'attuale divisa, infatti, è stata concepita dal comandante Jules Repond nel 1914, sia pure ispirandosi all'opera di Raffaello.

Le guardie svizzere dispongono anche di una uniforme "da lavoro", più comoda rispetto a quella ufficiale: essa consiste di pantaloni e casacca di colore blu ed un basco di colore nero.

[modifica] Composizione e gradi

In base all'articolo 7 del regolamento il Corpo della Guardia Svizzera è composta da 110 uomini così suddivisi:

[modifica] Ufficiali

[modifica] Sottufficiali

[modifica] Truppa

  • 78 Hellebardier/Gardist (alabardiere/guardia)

[modifica] Giuramento delle reclute

Ogni anno nel giorno dell'anniversario del sacco di Roma (avvenuto il 6 maggio 1527), le nuove reclute fanno solennemente il loro giuramento nel cortile di san Damaso. Il cappellano della Guardia legge per intero il testo del giuramento:

(DE)
« Ich schwöre, treu, redlich und ehrenhaft zu dienen, dem regierenden Papst (Name des Papstes) und seinem rechtmässigen Nachfolger; und mich mit ganzer Kraft für sie einzusetzen, bereit, wenn es erheischt sein sollte, selbst mein Leben für sie hinzugeben. Ich übernehme dieselbe Verpflichtung gegenüber dem Heiligen Kollegium der Kardinäle während der Sedis-Vakanz des Apostolischen Stuhles. Ich verspreche überdies dem Herrn Kommandanten und meinen übrigen Vorgesetzten Achtung, Treue und Gehorsam. Ich schwöre, all das zu beobachten, was die Ehre meines Standes von mir verlangt.  »
(IT)
« Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice (nome del Pontefice) e i suoi legittimi successori, come pure di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa. Assumo del pari questi impegni riguardo al Sacro Collegio dei Cardinali per la durata della Sede vacante. Prometto inoltre al Capitano Comandante e agli altri miei Superiori rispetto, fedeltà e ubbidienza. Lo giuro. Che Iddio e i nostri Santi Patroni mi assistano.  »

Dopo vengono chiamate per nome le reclute, che poggiano la mano sinistra sulla bandiera della Guardia e la destra alzata con le tre dita aperte, quale simbolo della Trinità, che confermano quanto detto dal cappellano e giurano nella loro lingua madre (tedesco, francese, italiano o romancio):

(DE)
« Ich schwöre (Dienstgrad und Name des Gardisten) alles das, was mir soeben vorgelesen wurde gewissenhaft und treu zu halten, so wahr mir Gott und seine Heiligen helfen.  »
(IT)
« Io, (grado e nome della recluta), giuro di osservare fedelmente, lealmente e onorevolmente tutto ciò che in questo momento mi è stato letto. Che Dio e i suoi santi mi assistano.  »

Quando si fa riferimento ai santi, si fa riferimento principalmente ai Patroni della Guardia Svizzera, e cioè san Martino (11 novembre), san Sebastiano (20 gennaio) e san Niklaus von Flüe, «Defensor Pacis et pater patriae» (25 settembre).

[modifica] 6 maggio 2006, il cinquecentenario delle guardie svizzere

Città del Vaticano: Moneta da 2€ coniata per la celebrazione del 500mo anniversario delle Guardia Svizzera Pontificia.
Città del Vaticano:
Moneta da 2€ coniata per la celebrazione del 500mo anniversario delle Guardia Svizzera Pontificia.

Nei mesi di aprile e maggio 2006 in occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni di servizio del corpo, un gruppo di veterani della Guardia marciò per circa un mese dalla Svizzera a Roma. Durante la solenne cerimonia pubblica tenutasi come ogni anno il 6 maggio, 33 nuove reclute prestarono ai piedi della Basilica di San Pietro anziché il tradizionale cortile di san Damaso, il proprio giuramento di fedeltà a papa Benedetto XVI.

[modifica] Bandiera

Bandiera attuale.
Bandiera attuale.

La bandiera del corpo le cui dimensioni sono fissate in 2,2 m per 2,2 m è composta da una croce bianca in quattro campi, dei quali il primo reca lo stemma del papa regnante e il quarto quello di papa Giulio II, entrambi su campo rosso. Il secondo e il terzo campo recano i colori del Corpo che sono il blu, il rosso e il giallo. Lo stemma del comandante in carica viene disegnato tradizionalmente con i colori del suo cantone di origine ed inserito a centro della croce.

[modifica] L'omicidio Estermann

Per approfondire, vedi la voce Caso Estermann.

Il 4 maggio 1998, il colonnello della Guardia Svizzera Alois Estermann, sua moglie Gladys Meza Romero e il vice caporale Cédric Tornay furono rinvenuti morti nell'appartamento del suddetto colonnello. La versione ufficiale del Vaticano attribuì la responsabilità del delitto allo stesso Tornay.

[modifica] Elenco dei comandanti in ordine cronologico

  1. Kaspar von Silenen, Uri (1506–1517)
  2. Markus Röist, Zurigo (1518–1524)
  3. Kaspar Röist, Zurigo (1524–1527)
  4. Jost von Meggen, Lucerna (1548–1559)
  5. Kaspar Leo von Silenen, Lucerna (1559–1564)
  6. Jost Segesser von Brunegg, Lucerna (1566–1592)
  7. Stephan Alexander Segesser von Brunegg, Lucerna (1592–1629)
  8. Nikolaus Fleckenstein, Lucerna (1629–1640)
  9. Jost Fleckenstein, Lucerna (1640–1652)
  10. Johann Rudolf Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1652–1657)
  11. Ludwig Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1658–1686)
  12. Franz Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1686–1696)
  13. Johann Kaspar Mayr von Baldegg, Lucerna (1696–1704)
  14. Johann Konrad Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1712–1727)
  15. Franz Ludwig Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1727–1754)
  16. Jost Ignaz Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1754–1782)
  17. Franz Alois Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1783–1798)
  18. Karl Leodegar Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1800–1834)
  19. Martin Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1835–1847)
  20. Franz Xaver Leopold Meyer von Schauensee, Lucerna (1847–1860)
  21. Alfred von Sonnenberg, Lucerna (1860–1878)
  22. Louis-Martin de Courten, Vallese (1878–1901)
  23. Leopold Meyer von Schauensee, Lucerna (1901–1910)
  24. Jules Repond, Friburgo (1910–1921)
  25. Alois Hirschbühl, Grigioni (1921–1935)
  26. Georg von Sury d'Aspremont, Soletta (1935–1942)
  27. Heinrich Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1942–1957)
  28. Robert Nünlist, Lucerna (1957–1972)
  29. Franz Pfyffer von Altishofen, Lucerna (1972–1982)
  30. Roland Buchs, Friburgo (1982–1997; 1998)
  31. Alois Estermann, Lucerna (1998)
  32. Pius Segmüller, San Gallo (1998–2002)
  33. Elmar Theodor Mäder, San Gallo (2002–)

[modifica] Galleria immagini

vedi anche la Galleria d'immagini

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia e documentari televisivi

  • Gaston Castella: So ist die Treue dieses Volkes. Die Schweizer im Dienste des Vatikans. Die Geschichte der Päpstlichen Schweizergarde mit Farbtafeln von Fred Fay. Fraumünster-Verlag A.G. Zürich 1942.
  • Remo Ankli: Die Schweizergarde in den Jahren vor dem Sacco di Roma (1518–1527). Eine Analyse der Briefe von Gardehauptmann Kaspar Röist an den Rat in Zürich, in: Schweizerische Zeitschrift für Religions- und Kulturgeschichte 99 (2005), S. 251-266
  • Ulrich Nersinger: Soldaten des Papstes. Eine kleine Geschichte der päpstlichen Garden. Nobelgarde, Schweizergarde, Palatingarde und Gendarmerie, Ruppichteroth: Ed. Kirchliche Umschau, 1999
  • Die päpstliche Schweizer Garde. Zeitgenössische Stiche u. Aquarelle vom 16. bis zum 20. Jahrhundert aus der Privatsammlung des Roman Fringeli. Regensburg 2006.
  • Paul M. Krieg/Reto Stampfli: Die Schweizergarde in Rom. Überarbeitete und erweiterte Neu-Ausgabe 2006. Eine aktualisierte Neu-Ausgabe des Werkes aus dem Jahre 1960 von Paul M. Krieg (1890-1984). orell füssli Verlag AG
  • Robert Walpen: Die Päpstliche Schweizergarde Acriter et Fideliter - Tapfer und Treu. Offizielles Jubiläumsbuch des Fördervereins "500 Jahre Päpstliche Schweizergarde". Verlag Ferdinand Schöningh GmbH 2005.
  • Ulrich Nersinger, Gero P. Weishaupt: Pontificia Cohors Helvetica (1506-2005) Geschichte der Schweizergarde. lateinisch. Verlag nova & vetera. 2005
  • Vincenz Oertle: Vom "Remington" zum Sturmgewehr 90. Die Schußwaffen der Päpstlichen Schweizergarde. Geschichte und Bestandesaufnahme. Thesis Verlag Zürich, 2001
  • Antonio Serrano: Die Schweizergarde der Päpste. Eine historische Publikation der Schweizergarde in Deutsch, Italienisch, Französisch und Englisch. 3. aktualisierte Auflage von 2005 aus der Druckerei und Verlagsanstalt "Bayerland GmbH".
  • Robert Durrer: Die Schweizergarde in Rom und Die Schweizer in Päpstlichen Diensten. 1. Teil. Verlag Räber & Cie. Luzern 1927.
  • Glauco Benigni: Die Schutzengel des Papstes. Ein spannender Einblick in den Sicherheitsapparat des Vatikans. St. Benno-Verlag GmbH Leipzig. 2005
  • Walter Schaufelberger: Begegnung mit der Päpstlichen Schweizergarde, Tipografia Vaticana, 2000
  • Felice Zenoni: Die Soldaten des Papstes - 500 Jahre Schweizergarde (DVD) 85 min. Dokumentation. Mesch & Ugge Filmproduktion; ISBN 3-8312-9410-0
  • Centro d´informazione e reclutamento Ingeborg + Toni Wyss-Hurni: Guardia Svizzera Pontificia (DVD) 35 min.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali