Simbologia LGBT

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La comunità LGBT, nel corso degli anni, ha adottato alcuni simboli che identificano l'unità, l'orgoglio omosessuale, valori condivisi, e reciproca fedeltà. Questi simboli comunicano idee, concetti ed identità, sia all'interno della comunità che nelle altre culture tradizionali. I due simboli più conosciuti, a livello internazionale, sono il triangolo rosa e la bandiera arcobaleno. Il triangolo rosa, che veniva utilizzato dai nazisti nella seconda guerra mondiale come una vessillo di vergogna, è stato riscoperto, ma pur sempre mantenendo alcune connotazioni negative. La bandiera arcobaleno, invece, è stata pensata e creata per essere un simbolo sostitutivo senza alcuna negatività al suo interno.

I triangoli[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Pink triangle.svg

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Il triangolo rosa era utilizzato per identificare gli omosessuali di sesso maschile.

Il triangolo nero è stato utilizzato per contrassegnare gli “asociale”, le prostitute, i rom etc.

Il triangolo rosa e giallo è stato utilizzato per segnalare gli ebrei omosessuali.

Grafico dei marchi utilizzati sui prigionieri nei campi di concentramento (1938-1942).

Uno dei più antichi simboli è il triangolo rosa, che ha avuto origine nei campi di concentramento nazisti; “distintivi” che gli omosessuali erano tenuti ad indossare applicati a i propri vestiti. Si stima che ben 220.000 gay e lesbiche sono morti con i 6.000.000 di ebrei che i nazisti sterminarono nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale su volontà di Hitler. Per questo motivo, il triangolo rosa viene utilizzato sia come simbolo di identificazione che come memento per ricordare chi lo ha indossato e le atrocità che questi ha sofferto sotto il dominio nazista. Le associazioni contro l'AIDS hanno adottato il triangolo rosa rovesciato per simboleggiare la “lotta attiva” contro HIV/AIDS, piuttosto che una “passiva rassegnazione al destino”. Nonostante il triangolo rosa venisse utilizzato esclusivamente per i prigionieri di sesso maschile (le lesbiche non venivano incluse); le donne arrestate e incarcerate per “comportamento antisociale”, che includeva qualsiasi cosa dal femminismo, al lesbismo, alla prostituzione, e ad ogni donna che non era conforme all'immagine dell'ideale nazista di donna: cuoca, donna delle pulizie, casalinga, balia, remissiva etc, venivano marchiate con un triangolo nero. La comunità lesbica odierna ha recuperato questo simbolo, come gli uomini gay hanno reclamato il triangolo rosa.

I biangoli[modifica | modifica sorgente]

Biangoli
Luna bisessuale

Il simbolo dei triangoli rosa e blu sovrapposti rappresenta la bisessualità e l'orgoglio di bisessuale. L'esatta origine di questo simbolo, denominato scherzosamente "biangolo", rimane ambigua. Si pensa che il triangolo rosa possa rappresentare l'omosessualità, per gli ovvi motivi sopracitati, mentre quello blu per l'eterosessualità; i due insieme formano il colore lavanda, che rappresenterebbe quindi una miscela di entrambi gli orientamenti sessuali. È possibile anche che il rosa rappresenti l'attrazione per le femmine, il blu quella per i maschi ed infine il color purpureo l'attrazione per entrambi.

Il simbolo della luna bisessuale è stato creato per evitare l'utilizzo del triangolo rosa di stampo nazista.

Le bandiere[modifica | modifica sorgente]

Versione originale ideata con otto strisce di colore (1978).
Versione senza il colore rosa per indisponibilità di tessuto (1978–1979).
Versione a sei colori (1979).

La bandiera arcobaleno[modifica | modifica sorgente]

Gilbert Baker progettò la bandiera arcobaleno per Festa della Libertà Gay di San Francisco del 1978. La bandiera non mostra un arcobaleno vero e proprio, quanto i suoi colori che vengono rappresentati come strisce orizzontali, a partire dal rosso sopra, per finire col viola sotto. Esso rappresenta la diversità di gay e lesbiche di tutto il mondo. Il numero di strisce venne ridotto a un numero pari per prevenire che il colore intermedio venisse nascosto se appesa verticalmente a dei lampioni; l'indaco venne cambiato in blu reale. La versione originale a otto colori sventola sopra il Castro di San Francisco e sul LGBT Community Center di New York.

Il rosso sta per la vita, l'arancione per guarigione, il giallo è sinonimo di luce del sole, il verde simboleggia la natura, il blu l'armonia, mentre il viola è l'anima. Talvolta la striscia viola viene sostituita con una nera per mostrare la mascolinità o orgoglio leather.

Questi colori attualmente sono utilizzati anche su oggetti diversi dalle bandiere a simboleggiare l'orgoglio LGBT, la comunità gay, la solidarietà o altri problemi.

La bandiera bisessuale[modifica | modifica sorgente]

Bandiera Bisessuale

Inaugurata il 5 dicembre 1998, la bandiera dell'orgoglio bisessuale, è stata progettato da Michael Page per rappresentare la comunità bisessuale.

Questa bandiera è divisa in tre frammenti, un'ampia striscia color magenta nella parte superiore, che rappresenta l'attrazione dello stesso sesso, una larga striscia blu nella parte inferiore, che rappresenta l'attrazione di sesso opposto, e una piccola striscia color lavanda intenso che occupa il quinto centrale, che rappresenta l'attrazione verso entrambi sessi.

La bandiera trans|gender[modifica | modifica sorgente]

Bandiera Trans/gender

Progettata da Monica Helms, fece la sua prima apparizione al pride di Phoenix, Arizona nel 2000.

La bandiera che rappresenta la comunità transgender è costituita da cinque strisce orizzontali, due azzurre, due rosa, con una striscia bianca al centro. La sua ideatrice ha descritto il significato della bandiera come segue: “L'azzurro è il colore tradizionale per i maschi, il rosa lo è per le femmine e il bianco nel mezzo è per coloro che stanno transitando, per quelli che sentono di avere un genere neutro o nessun genere, e per coloro che sono intersessuali. La sequenza è tale che non importa in che modo la si veda, poiché sarà sempre corretta”.

La bandiera bear[modifica | modifica sorgente]

Bandiera Bear

La bandiera bear fu ideata nel 1995 da Craig Byrnes[1]. “Bear” è un termine gergale affettuoso per i soggetti della comunità ursina, sottocultura della comunità omosessuale maschile e sottoinsieme emergente delle comunità LGBT, con eventi, codici e identità specifica. Gli orsi hanno corpi pelosi e barba. Alcuni sono in sovrappeso, alcuni tendono proiettare l'immagine della mascolinità della classe operaia nel proprio aspetto, anche se nessuno di questi è un requisito o un indicatore. Il concetto di “orso” può essere applicato come identità, appartenenza, e ideale di vita; nella comunità ursina non vi sono dibattito in merito a cosa costituisce un orso. Alcuni affermano che l'auto-identificazione come orso è l'unico requisito, mentre altri sostengono che i bear devono avere specifiche caratteristiche fisiche (come un petto villoso e barba o un fisico imponente) e un determinato modo di vestire e di comportarsi.

I colori della bandiera contemplano sia i colori del pelo che la nazionalità della razza umana. Ispirandoci al colore della pelle delle diverse etnie avremo: neri, mulatti, asiatici, caucasici; al colore del “pelo dell'orso”: nero, grigio e bianco, a seconda dell'età.

La bandiera leather[modifica | modifica sorgente]

Bandiera Leather

La bandiera Leather è stato progettata da Tony DeBlase[2], e presentata al Mr. Leather International di Chicago, Illinois, il 28 maggio 1989. La cultura leather denota le pratiche e gli stili di vestiario incentrati a particolari attività sessuali ed erotismo. Indossare indumenti di pelle è uno dei modi che i cultori di questo stile utilizzano per distinguersi dalle altre culture sessuali. La cultura leather è più visibile nella comunità LGBT, e spesso associato agli uomini gay (“leathermen”), ma si riflette anche nel “mondo” eterosessuale. Molte persone associano la cultura leather solo alle pratiche BDSM (Bondage/Discipline, Dominazione/sottomissione, Sado/Masochismo), ma l'indossare un abbigliamento di pelle ha una visione erotica ben più ampia che può esprimere una maggiore mascolinità o una appropriazione del potere sessuale, l'amore per le moto o l'indipendenza e, naturalmente, l'interesse per pratiche sessuali non convenzionali o per il feticismo.

La bandiera è composta da nove strisce orizzontali di uguale misura. Dall'alto e dal basso, le strisce si alternano nero e blu reale, la striscia centrale è di colore bianco, mentre nel quadrante in alto a sinistra è posizionato un cuore rosso. DeBlase ha affermato che ognuno è libero di interpretare la bandiera come vuole; tuttavia il significato più en vogue vuole il cuore come simbolo dell'amore che si prova, la banda bianca rappresenta la purezza, le strisce nere per la pelle/cuoio e quelle blu per il denim, due materiali comunemente indossati nella comunità leather.

La Labrys, tra mitologia e ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo Labrys.

La Labrys, o ascia da battaglia a doppia lama, si ritrova nelle culture preistoriche europee, africane ed asiatiche; era un simbolo usato nell'antica civiltà minoica (associata con la potenza matriarcale, la partenogenesi) e, nelle leggende dell'antica Grecia, utilizzato dalle amazzoni scite. La parola “labrys” è di origine minoica e ha la stessa radice della parola "labirinto" (anch'esso associato al culto della dea madre e usato nei rituali di iniziazione). La religione della civiltà minoica era incentrata sul potere di una dea a torso nudo. In quel tempo si credeva che fosse la protettrice delle donne, e questa dea veniva raffigurata con dei serpenti che si estendono dalle sue mani (simbolo di fertilità e agricoltura) e circondata da devoti con asce a doppia lama (che venivano usate per coltivare la terra). Nelle tribù di amazzoni, oltre che un simbolo lunare, con il suo doppio crescente, era anche simbolo delle due regine. Essa è anche associata con la dea greca Demetra (Cerere, nella mitologia romana) e, occasionalmente, la dea greca Artemide (Diana nella mitologia romana).

Nella storia questo simbolo, oltre che dai fascisti francesi, è stato espropriato dai fascisti mussoliniani e anche dai neofascisti di “Ordine Nuovo” (nello stesso modo in cui i nazisti hanno scippato la svastica, un antico simbolo indiano). Nella cultura lesbica e femminista la labrys è ritornata ad essere un simbolo femminile di forza e di indipendenza ed è attualmente utilizzato per rappresentare il movimento lesbico e femminista. “Labrys” è il titolo di una nuova rivista internazionale a fruizione telematica.

La Lambda e i movimenti di liberazione[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo greco Lambda.

Un simbolo che continua a rimanere popolare nella cultura americana è la lettera greca minuscola lambda. Il simbolo è stato originariamente scelto dalla Gay Activists Alliance di New York nel 1970. La GAA è stato un gruppo che si staccò dal più grande Gay Liberation Front (l'equivalente del nostro Movimento di liberazione omosessuale) alla fine del 1969, sei mesi dopo la sua fondazione, in risposta alla rivolta dello Stonewall. Mentre il GLF voleva lavorare fianco a fianco con i movimenti di liberazione di neri delle donne per ottenere unità e accettazione, la GAA volle concentrare i propri sforzi solo sui problemi della comunità gay e lesbica. A causa della sua adozione ufficiale da parte della GAA, che ha sponsorizzato eventi pubblici per la comunità gay, la lambda divenne ben presto un modo veloce, per i membri della comunità gay, per identificarsi reciprocamente. Il ragionamento fu che la lambda potesse essere facilmente scambiata per un simbolo di fratellanza nei college e quindi ignorata dalla maggioranza della popolazione. Quando il quartier generale della GAA venne incendiato ad opera di un piromane, andarono perduti non solo l'edificio, ma anche tutti i rapporti dell'organizzazione e il movimento stesso; tuttavia, il simbolo continuò a vivere. Anche se un tempo acquisiva una connotazione esclusivamente maschile, oggigiorno è usato sia da gay che da lesbiche. Già nel dicembre 1974, la lambda fu dichiarata ufficialmente il simbolo internazionale per i diritti di gay e lesbiche al Gay Rights International Congress ad Edimburgo, in Scozia.

In Italia fu un simbolo del movimento di liberazione omosessuale negli anni Settanta, in quanto lettera iniziale del verbo Lùein (sciogliere, liberare). Da questo uso, oggi abbandonato, deriva il nome di “Lambda”, una rivista del fronte italiano succitato, fondata nel 1977 e chiusa nel 1981 per dare vita a “Babilonia”.

Che cosa significhi il simbolo, o che cosa significasse quando è stato introdotto, è stato argomento di congetture e di un certo numero di voci. Alcune delle idee più diffuse sono:

  • La lettera greca “L” sta semplicemente per “liberazione”.
  • Gli Spartani credevano che il lambda rappresentasse l'unità.
  • I Romani la adottarono col significato di “la luce della conoscenza splende nelle tenebre dell'ignoranza”.
  • La carica di energia del movimento gay. Questo deriva dall'utilizzo della lambda in chimica e in fisica per indicare l'energia nelle equazioni.
  • La sinergia che si ha quando gay e lesbiche lavorano insieme verso un obiettivo comune (una teoria della Gestalt che deriva anche dalla teoria dell'energia fisica)
  • Alcuni ritengono che la lambda fosse riportata sugli scudi degli Spartani o dei guerrieri di Tebe. La versione sui Tebani è più popolare perché, come narra la leggenda, la città-stato isitituì il Battaglione sacro formato da un gruppo di 300 amanti, che li rendeva particolarmente feroci e dedicati guerrieri. Questo esercito fu completamente oscurato dal re Filippo II, ma fu poi onorato da suo figlio Alessandro Magno.

I simboli di genere[modifica | modifica sorgente]

Simboli bisessuali

Male bisexuality symbol-colour.svg

Female bisexuality symbol-colour.svg

Simbolo transgender

Dal 1990 sono cominciate ad apparire le prime modifiche dei simboli (basati sulla simbologia astrologica, Marte (♂) per i maschi e Venere (♀) per le femmine) per esprimere le varie “identità di genere”. Furono usate coppie di simboli di genere maschile e femminile e vennero così trasformati in simboli identificativi per gay e lesbiche. Due simboli maschili agganciati (⚣) forma un simbolo gay, mentre due simboli femminile intrecciati (⚢) formano un simbolo lesbico. Variazioni su questo tema vengono utilizzate per rappresentare gli asessuali (⚪), i bisessuali, i transessuali, e naturalmente gli eterosessuali (⚤). La versione più popolare dei simboli per identificare travestiti, transessuali e transgender, che consiste nell'incrocio di più simboli di genere, è un disegno di Holly Boswell; essa raffigura un cerchio con una freccia sporgente dalla parte superiore a destra, come per il simbolo maschile, una croce che sporge dal basso, come per il simbolo femminile, e una freccia barrata (combinazione tra croce e freccia) in alto a sinistra.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ History of the Bear Flag!.
  2. ^ Tony Deblase: a Tribute.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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