Cristina Fernández de Kirchner

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Cristina Fernández de Kirchner
Cristinakirchnermensaje2010.jpg

Argentina 56º Presidente dell'Argentina
In carica
Inizio mandato 10 dicembre 2007
Predecessore Néstor Carlos Kirchner

Senatrice della Nazione Argentina
Provincia di Buenos Aires
Durata mandato 10 dicembre 2005 –
10 dicembre 2007

Senatrice della Nazione Argentina
Provincia di Santa Cruz
Durata mandato 10 dicembre 1995 –
10 dicembre 2005

Dati generali
Partito politico Fronte per la Vittoria
Partito Giustizialista
Tendenza politica Socialdemocrazia
Peronismo di sinistra
Firma Firma di Cristina Fernández de Kirchner
Un ritratto della presidente Kirchner nel giorno dell'investitura, 10 dicembre 2007. In evidenza i simboli del comando, raccolti direttamente dal marito: la fascia coi colori nazionali e il bastone, versione repubblicana dello scettro.
Cristina Fernandez in compagnia del marito-presidente Néstor Carlos Kirchner, ritratti nel maggio 2004.
Foto: Presidencia de la Nación

Cristina Elisabet Fernández de Kirchner (La Plata, 19 febbraio 1953) è una politica e avvocato argentina, dal 10 dicembre 2007 presidente della Nazione. Già senatrice nazionale in rappresentanza della provincia di Buenos Aires, dal 25 maggio 2003 fino al suo insediamento è stata, altresì, la prima signora d'Argentina, essendo stata sposata al presidente uscente Néstor Carlos Kirchner deceduto il 27 ottobre 2010.

È stata eletta il 28 ottobre 2007 – con il 45,29% – essendo capo del Fronte per la Vittoria, il partito fondato assieme al marito, incarnante l'anima di sinistra del peronismo. È stata sostenuta anche da una coalizione formata da partiti di centro-sinistra chiamata Concertazione Plurale.

È stata confermata per un secondo mandato alle elezioni presidenziali del 3 novembre 2011 con una netta vittoria attestandosi al 54,11%.

Se si esclude Isabel Martínez de Perón, in quanto subentrata al marito Juan Domingo senza passare per il corpo elettorale, Cristina Kirchner è da considerarsi come la prima donna eletta dagli argentini alla massima magistratura[1] dello Stato. Inoltre è stata la quarta donna democraticamente eletta, che abbia mai governato un Paese nell'intero continente americano dopo Violeta Barrios de Chamorro, Presidente del Nicaragua dal 1990 al 1997, Janet Jagan, Presidente della Guyana dal 1997 al 1999 e Michelle Bachelet, presidente del Cile fino al marzo 2010. Considerando anche quelle ad interim, non elette, è la nona donna del continente ad essere Capo di Stato.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Biografia personale[modifica | modifica wikitesto]

La vedova Cristina Fernández de Kirchner alle esequie del marito insieme all'amico di famiglia Diego Armando Maradona e al presidente boliviano Evo Morales

Figlia di Eduardo Fernández e di Ofelia Wilhelm, Cristina Fernández de Kirchner nacque a La Plata (provincia di Buenos Aires) il 19 febbraio 1953. Suo padre era di discendenze spagnole, mentre la madre discendeva da una famiglia tedesca.[3]

I suoi studi superiori si tennero presso La Plata, ove ottenne il diploma come perito commerciale. In seguito eseguì studi in giurisprudenza presso la facoltà di scienze giuridiche e sociali dell'Università di La Plata. In Argentina esiste tuttavia una polemica in relazione al suo titolo di studio. La signora Cristina Fernandez non ha mai esercitato la professione di avvocato e non esistono prove concrete che testimonino l'ottenimento della laurea.[4][5] Sempre a La Plata, nel 1973 iniziò la sua attività politica schierandosi nel "Frente de Agrupaciones Eva Perón", una organizzazione studentesca facente parte alle "Fuerzas Armadas Revolucionarias" che lo stesso anno si annesse alla "Federación Universitaria por la Revolución Nacional" creando la "Juventud Universitaria Peronista" dell'università di La Plata. È qui dove conosce Nestor Kirchner; dopo essere stati fidanzati per circa sei mesi, si sposarono nel maggio 1975.

Il colpo di stato a María Estela Martínez de Perón, con la conseguente presa di potere da parte della dittatura militare, costrinse la giovane coppia a trasferirsi nella città natale del marito, Rio Gallegos nella provincia di Santa Cruz.

In Patagonia i due continuarono la loro vita incentrata sull'ordinamento giuridico, formando uno studio legale, in quanto entrambi erano già avvocati. In quello stesso periodo la cognata di Cristina Fernandez (sorella di Nestor Kirchner), Alicia Kirchner, copriva l'incarico di sottosegretario allo sviluppo sociale del regime militare che amministrava la provincia di Santa Cruz.[6]

Nacquero due figli: Máximo e Florencia Kirchner.

Il 27 ottobre 2010 il suo compagno di vita, nonché presidente dell'Unasur ed ex presidente della Repubblica Argentina, si spense a seguito di un arresto cardio-respiratorio non traumatico.

Il 28 dicembre 2011, attraverso le parole del suo portavoce Alfredo Scoccimarro, viene dato l'annuncio shock che la presidente Cristina Fernandez de Kirchner è ammalata di cancro alla tiroide. Si apprende quindi che, per consentire le cure necessarie, dal 4 al 24 gennaio 2012, la guida del Paese passerà nelle mani del vice Amado Boudou. Il 4 gennaio 2012 lo stesso portavoce legge il bollettino medico, annunciando che l'operazione di rimozione del tumore ha avuto successo.[7]

Biografia politica[modifica | modifica wikitesto]

Incarichi pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989 è eletta deputata provinciale di Santa Cruz, venendo confermata nel 1993.

Nel 1995 accede al Senato nazionale in rappresentanza di Santa Cruz. Nel 1997 è deputata nazionale mentre, nel 2001, torna in Senato per la stessa provincia.

Nelle elezioni legislative del 23 ottobre 2005 è eletta senatrice per la provincia di Buenos Aires, guidando il Frente para la Victoria, una costola del Partito Giustizialista. Vince, per soli 26 voti, il confronto con Hilda González de Duhalde, moglie dell'ex presidente Eduardo Duhalde.

È la prima Prima Signora, nella storia argentina, ad aver avuto, e ad avere, una carriera politica largamente indipendente da quella del marito.

Candidatura alle elezioni presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Cristina Kirchner e Laura Bush, il 5 novembre 2005.
Cristina Kirchner accanto al marito il giorno dell'elezione alla presidenza dell'Argentina, il 28 ottobre 2007.

Il 2 giugno 2007 il Capo di Gabinetto Alberto Fernández, affermò che Kirchner non si sarebbe ripresentato alle successive elezioni del 28 ottobre, proponendo la candidatura della moglie Cristina Fernández de Kirchner, senatrice del Frente para la Victoria-Provincia de Buenos Aires.[8]

Il 19 luglio il partito presentò la candidatura della senatrice Fernández de Kirchner per la presidenza. Tale candidatura fu lanciata a La Plata, città natale della first lady[9][10]. Alcuni settori del Partito Giustizialista hanno suscitato interesse ribadendo la volontà di candidare Kirchner.

La senatrice era molto nota sia nel paese che all'estero per la difesa dei diritti umani e per l'appoggio ricevuto da altre donne progressiste impegnate in politica come Michelle Bachelet, Presidente del Cile, Hillary Clinton, senatrice USA, Ségolène Royal, ex candidata alla elezioni presidenziali in Francia del 2007.

Presidenza della Repubblica Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 ottobre la candidata del Fronte per la Vittoria vinse le elezioni con il 45,29% superando la candidata della Coalición Cívica (centrista) Elisa Carrió che ottenne il 23,04%. Kirchner vinse in tutte le province tranne nella Capitale Federale (dove Carrió prevalse con il 37% contro il 22% di Kirchner), nella Provincia di Córdoba (dove vinse l'ex ministro dell'economia Roberto Lavagna dell'Unione Civica Radicale) e nella Provincia di San Luis (dove prevalse Adolfo Rodríguez Saá). Secondo i rilevamenti demoscopici, nella vittoria di Cristina Fernandez alle presidenziali fu rilevante l'apporto delle classi meno agiate e dei lavoratori.[11][12]

Il 10 dicembre 2007 successe a suo marito, divenendo la seconda donna eletta alla massima magistratura argentina e la prima eletta per volontà popolare.[13][14]

Nazionalizzazione della compagnia aerea di bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 il governo nazionalizzò la compagnia aerea di bandiera, Aerolíneas Argentinas e Austral Líneas Aéreas. Venne anche nazionalizzato il sistema aeroportuale di Aeropuertos Argentina 2000, con la conseguente maxi-opera di ristrutturazione ed ampliamento dell'Aeroporto internazionale Ministro Pistarini-Ezeiza e Aeroparque Jorge Newbery[15]. L'amministrazione di Aerolineas Argentinas è stata affidata ai giovani militanti dell'organizzazione La Campora, braccio politico giovanile del movimento kirchnerista. La gestione dell'azienda è stata segnata dalla nomina in posti chiave di persone senza esperienza e il clientelismo. Nel 2013, Aerolineas Argentina perdeva quasi un miliardo di dollari statunitensi all'anno e si collocava tra le compagnie aeree meno efficienti al mondo[16].

Nazionalizzazione delle aziende aeronautiche[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 marzo 2009 il governo annuncia che la ex "Fabrica Militar de Avione" (FMA) sarebbe stata reincorporata all'apparato statale relativo al trasporto aereo. Fondata nel 1927, venne privatizzata nel 1995 e consegnata alla Lockheed Martin, durante il governo di Carlos Menem.[17] Con questo progetto s'intende, oltre che a recuperare la strada persa in ambito aeronautico, fornire eventuale appoggio per la manutenzione degli aerei della nuova compagnia statale argentina. La decisione venne approvata alla camera con 152 voti favorevoli contro 21 astenuti.[18]

Nazionalizzazione dei fondi pensionistici[modifica | modifica wikitesto]

Vennero nazionalizzati i fondi pensionistici e utilizzati nel finanziamento della crescente e discrezionale spesa pubblica.[19][20]

Programma di rimpatrio dei ricercatori all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Il governo ha finora totalizzato 800 rimpatri di scienziati provenienti dall'estero, per quello che riguarda il progetto "RAICES".[21]

Politica economica[modifica | modifica wikitesto]

Cristina Fernàndez proseguì la politica introdotta dal marito Néstor Kirchner dal punto di vista economico, dei diritti umani e dei rapporti internazionali. Infatti, ci sono due punti fondamentali: l'aumento delle spese pubbliche col fine distributivo ed una politica fiscale e di scambi favorevole all'investimento privato. Di seguito vengono elencati alcuni atti di forte rilevanza.

La protesta del settore agricolo[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la sua presidenza con una popolarità nettamente superiore al 60% ma, nel corso dei mesi, questa percentuale calò al 45%, all'alba della grande protesta del settore agro-industriale. Essa fu causata dalle intenzioni del governo di aumentare le imposte per le esportazioni di soia verso l'estero per contrastare la speculazione sui prezzi legati alle vecchie lobby economiche e di potere che causarono la crisi economica del 2001. A seguito delle forte pressioni, il ministro Martin Lousteau, appena trentenne, si dimise.[22]

Mobilitazione in appoggio del governo, 18 giugno 2008.

La protesta durò ben 129 giorni, dall'11 marzo 2008 fino al 17 giugno 2008 giorno in cui il Senato negò il suo appoggio alla mozione "125/08" del governo. Il vicepresidente e senatore Julio Cobos assieme ad alcuni esponenti dell'opposizione votò contro il proprio governo creando un'acuta crisi politica che portò alle dimissioni anche del Capo di Gabinetto Alberto Fernández, sostituito da Sergio Massa. A fronte delle proteste nei confronti del governo i sostenitori del kirchnerismo prepararono diverse contromanifestazioni in appoggio della presidentessa. Nonostante l'alta affluenza nelle manifestazioni a favore del governo, la popolarità della Kirchner calò fino al 23%[23] a luglio e da agosto in poi crebbe fino al 30%.

Inflazione[modifica | modifica wikitesto]

Cristina Fernandez assunse il suo incarico in coincidenza con i problemi riguardanti sia l'inflazione sia l'istituto nazionale di statistiche (INDEC). Nel 2007, durante l'amministrazione di suo marito, Nestor Kirchner, l'INDEC era stato intervenuto con l'obbietivo di manipolare le statische.[24] Dati più recenti parlano di un ulteriore aggravamento della situazione: nel 2012 l'inflazione reale si attesterebbe, secondo istituti di ricerca privati e secondo il Fondo Monetario Internazionale intorno al 30% contro i dati diffusi dall'INDEC che parlano solo di un 9%.[25] Nel 2013 l'Argentina è diventato il primo paese a subire la penalizzazione del Fondo Monetario Internazionale per la manipolazione di statistiche ufficiali[26]

La crisi mondiale del 2009[modifica | modifica wikitesto]

La crisi mondiale iniziata negli Stati Uniti indebolì l'economia argentina che era in forte crescita, ma fu abbastanza ben ammortizzata in modo che quest'ultima non perdesse terreno. Non generò solamente problematiche economiche, ma mise in pericolo la stabilità politica del governo di Cristina Fernandez, degenerando in un conflitto con il settore agricolo. Questo nacque a seguito dell'aumento del valore internazionale della soia, ma in generale di tutti i prodotti agricoli. Il governo, visto che i prezzi erano schizzati alle stelle, decise di aumentare le tasse sulle esportazioni agricole; il ricavato avrebbe contribuito a potenziare i piccoli e medi agricoltori. A seguito di varie proteste, la metà dei parlamentari, durante la votazione per l'approvazione della nuova legge 125/2008, votò a sfavore; quando, per ultimo, toccò il turno del presidente della camera, Julio Cobos (vicepresidente della nazione e radicalista), egli fu contrario alla legge e dunque venne respinta. Questo generò una grave crisi interna nel partito di Cristina Fernandez, la quale riuscì a riguadagnare terreno nel corso dei mesi. Il 26 novembre la presidentessa annunciò un piano anti-crisi così costituito:

  • creazione del ministero della produzione;
  • pacchetto anti-crisi con tre campi di applicazione:[27]
    1. moratoria tributaria e riduzione delle tasse sui prodotti agricoli.
    2. legalizzazione (entro i parametri di legge) dei lavoratori in nero, promozione (anche economica) e sostentamento del lavoro "in bianco".
    3. detassazione dei capitali in entrata dall'estero.
  • piano di sviluppo delle infrastrutture legate alle imprese per 21 miliardi di dollari.

Assegno familiare[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 ottobre 2009 Cristina Kirchner sancì con il decreto 1602/09 che ogni figlio, minore dei 18 anni di età e avente almeno un genitore disoccupato o impiegato in nero, ricevesse per suo diritto una somma adeguata affinché il nucleo familiare uscisse dalla soglia di povertà.[28] Per poter ricevere tale beneficio i genitori dovevano sottoporre i propri figli al programma di vaccinazione obbligatoria (gratuita) fino ai 4 anni di età e attestare che avesse frequentato il periodo d'istruzione obbligatorio (dai 5 ai 18 anni). Inoltre l'assegno veniva esteso alle madri incinte.

Riduzione della povertà[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo che va dal 2006 al 2009, la povertà in Argentina è passata dal 21% all'11,3%.[29] In base all'area geografica, la percentuale di persone povere nelle aree urbane è dell'11,4%, mentre nell'area metropolitana è del 9,6%.[30]

Secondo la Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi, nel 2010 il livello di povertà si colloca come seconda più bassa in America Latina con un 11,3%, dietro soltanto all'Uruguay (10,7%). Si è visto, dunque, una riduzione del 34,1%, mentre l'indigenza è passata dal 7,2% al 3,8%.[31]

Politica energetica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, suo marito aveva ceduto la proprietà dei pozzi petroliferi alle provincie (fino a quel momento erano proprietà dello stato nazionale). Tramite prestanomi, il matrimonio Kirchner ha ottenuto la concessione per lo sfruttamento di alcuni di essi. Nel frattempo, la mancanza di investimenti e la produzione declinante hanno convertito l'Argentina (uno dei paesi con maggiori riserve di idrocarburi non convenzionali) in un importatore netto di combustibili. Nel 2012, le importazione di gas e petrolio hanno superato i dieci miliardi di dollari.[32]

Istruzione ed educazione[modifica | modifica wikitesto]

La politica educativa gestita da Cristina Fernández è il prosieguo di un progetto condiviso con suo marito Néstor Kirchner, ex presidente argentino, scomparso nel 2010.

Aumento delle risorse economiche[modifica | modifica wikitesto]

La percentuale del PIL destinata all'istruzione è cresciuta dal 3,64% nel 2003 al 6,02% nel 2010; ovvero c'è stato un incremento considerevole di milioni di pesos argentini: da 14.501 milioni nel 2003 a 89.924 milioni nel 2010 ovvero il 520% in più[33].

Costruzione di scuole[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo che va dal 2003 al 2010 è caratterizzato da un'importantissima serie di progetti nazionali che vedono la realizzazione di numerose scuole, evento che non si ripeteva dal programma quinquennale di Perón, attuato tra il 1947 ed il 1951, che detiene tuttora il primato in tale settore. Tra il 1969 e il 2003 i diversi governi nazionali finanziarono la costruzione di un totale di 427 scuole, mentre dal 2003 al 2010 ne sono state costruite più di mille, frequentate da più di mezzo milone di alunni[33].

I riconoscimenti internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Lotta contro la fame[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte del marito avvenuta il 27 ottobre 2010, Cristina Fernandez, con il suo operato smentì quelle voci che affermavano la sua incapacità nel governare il paese. Ulteriore prova del suo impegno costante per il popolo argentino fu il ricevimento del più importante riconoscimento a livello internazionale per la lotta alla fame: la medaglia Ceres, conferitale dalla FAO.[34]

Lotta contro la povertà[modifica | modifica wikitesto]

Da diversi anni, nel paese si stanno attuando importanti azioni per la riduzione del tasso di povertà. Dapprima s'è iniziato a costruire reti fognarie in diversi quartieri della provincia di Buenos Aires ed a fornire acqua, luce e gas ai residenti. In seguito sono stati stanziati milioni di pesos per la costruzione di migliaia scuole, centinaia di ospedali e decine d'università.[35] Infine, nelle aree più povere dell'Argentina, sono state donate nuove abitazioni, complete di arredi, alle famiglie più disagiate[36] garantendo, nello stesso tempo, la possibilità d'impiego ai disoccupati.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

La Kirchner è una famosa appassionata di vestiti.[37] Secondo il Times, "Cristina ha utilizzato il suo stile e la sua sensualità come potenti armi per realizzare un obiettivo che neppure la leggendaria Eva Peròn è stata in grado di raggiungere".[38] La statista porta indosso una vasta gamma di tessuti, colori e stampe, si trucca sempre e mette sempre tacchi molto alti.[39]

Cristina è stata criticata (sia dai media che dal mondo politico) per le spese esagerate sostenute per i suoi capi d'abbigliamento, per i suoi monili e per le sue calzature. La signora indossa raramente lo stesso capo due volte.[40] La Kirchner è stata criticata anche a causa dei suoi ritardi a vari vertici con leader internazionali cagionati dalle lungaggini occorse alla sua vestizione.[40]

Dopo la morte del marito Néstor, ha sempre indossato solamente abiti scuri. Secondo il periodico settimanale Perfil, la presidentessa ha portato più di duecento abiti scuri.[41]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze argentine[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine del liberatore San Martín - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del liberatore San Martín
Gran Maestro dell'Ordine di Maggio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Maggio

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 2009
Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il termine "magistratura" è qui usato per analogia a quello romanistico, che è piuttosto lontano da quello afferente all'esercizio moderno della giurisdizione (vedasi: magistratura (diritto)).
  2. ^ (ES) Elección de Bachelet es un avance de las mujeres en el mundo - The New York Times del 19 gennaio 2006 si riferisce alle elezioni della precedente presidente donna americana, la cilena Michelle Bachelet.
  3. ^ Cristina se alegró por el campeonato porque tiene "tres abuelos españoles" | Diario La Prensa
  4. ^ Periodico Tribuna
  5. ^ Diario Perfil
  6. ^ http://www.eldiarionuevodia.com.ar/index.php?option=com_k2&view=item&id=5756:alicia-kirchner-fue-funcionaria-de-tres-comodoros-y-un-brigadier-durante-la-dictadura&Itemid=62 El Diaario la Nueva]
  7. ^ «Il tumore è stato rimosso» - Video - Corriere TV
  8. ^ La Nación - Confirmado: la candidata será Cristina Kirchner
  9. ^ La Nación 27/10/2005
  10. ^ Diario Clarín 22/12/2006
  11. ^ (EN) A Mixed Message in Argentina's Vote - Time del 29 ottobre 2007.
  12. ^ (EN) Argentina's president-elect faces unease - Los Angeles Times del 30 ottobre 2007.
  13. ^ [1]
  14. ^ [2]
  15. ^ TeleSURtv.net - Gobierno argentino oficializa nacionalización de aerolíneas
  16. ^ Diario Infobae
  17. ^ Reestatizan una fábrica de aviones - 18.03.2009 - lanacion.com
  18. ^ http://www.adn.es/economia/20090521/NWS-0025-Diputados-Lockheed-nacionalizar-argentinos-aviones.html
  19. ^ Nuevo uso del gobierno de los fondos del ANSES
  20. ^ Economia tomo de la ANSES y PAMI mas de 12.500 millones
  21. ^ Programa RAICES, la repatriación de científicos argentinos, Cecilia Medina la Nº 800
  22. ^ (ES) Max Seitz, Argentina: campo desafía a Cristina, BBC mundo, 18 marzo 2008. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  23. ^ (ES) La popularidad de la presidenta argentina se hunde en tres meses, El País, 9 aprile 2008. URL consultato il 6 gennaio 2011.
  24. ^ [3]
  25. ^ L’Argentina trucca i dati dell’inflazione? | Il Post
  26. ^ Argentina Is First Nation Censured by IMF for Economic Data - Bloomberg
  27. ^ Tercera cuota del plan oficial anticrisis - Criticadigital.com
  28. ^ Infoleg
  29. ^ CEPAL - Pobreza en América Latina cae en 2010 y retoma tendencia pre-crisis
  30. ^ Cepalstat
  31. ^ Página/12 :: Economía :: El progresismo que no esperó el derrame
  32. ^ Una cuenta que crece: El millonario negocio de la importacion de energia
  33. ^ a b Página/12 :: Economía :: Construir en el país como mil escuelas
  34. ^ FAO Media Centre: Director General de FAO entrega Medalla Ceres a Presidenta de Argentina
  35. ^ Mil escuelas: balance de la política en educación
  36. ^ Inauguran viviendas construidas por las Madres de Plaza de Mayo en la Villa 15 de Capital Federal | DERF Agencia Federal de Noticias
  37. ^ El estilo Cristina presidenta: vestido más sobrio y maquillaje más discreto, Clarin.com, 11 dicembre 2007. URL consultato il 15 aprile 2011.
  38. ^ Argentina’s new Evita Peron tangoes her way to power in The Times (UK), 21 ottobre 2007. URL consultato il 15 aprile 2011.
  39. ^ El estilo Cristina presidenta: vestido más sobrio y maquillaje más discreto, Clarin.com, 2 gennaio 2009. URL consultato il 15 aprile 2011.
  40. ^ a b Critican a presidenta Fernández por excesivo gasto en ropa, Peru.com, 11 dicembre 2007. URL consultato il 15 aprile 2011.
  41. ^ (ES) Cristina Fernández de Kirchner's Strange Mourning in Perfil.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente dell'Argentina Successore Coat of arms of Argentina.svg
Nestor Kirchner 10 dicembre 2007 -

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