Juan Manuel de Rosas

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Juan Manuel de Rosas

Juan Manuel José Domingo Ortiz de Rosas y López de Osornio (Buenos Aires, 30 marzo 1793Southampton, 14 marzo 1877) è stato un militare argentino, dittatore del suo Paese dal 1829 al 1832 e poi dal 1835 al 1852.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una famiglia di grandi proprietari terrieri ("estancieros") trascorre i primi anni di vita nella pampa condividendo la vita dei gauchos. Nel 1807, a soli 14 anni, combatté contro l'Inghilterra sotto il comando di Jacques de Liniers, in seguito però - politicamente conservatore- non partecipò alla guerra per l'indipendenza. Dedicò gran parte della gioventù a costruirsi una fortuna diventando un grande proprietario di bestiame nella Pampa, organizzando sulle sue proprietà un esercito personale per combattere gli indios.

La sua carriera politica inizia nel 1820. Quando nel 1826 scoppia la guerra tra federalisti ("federales"), fautori dell'autonomia dei caudillos provinciali, e unionisti ("unitarios"), Rosas si schiera i federalisti, portando il contributo del suo piccolo esercito personale. Nel 1828 con la deposizione e l'esecuzione da parte degli unionisti del governatore di Buenos Aires, Manuel Dorrego, Rosas diventa il capo dei federalisti, ponendosi alla testa di una sollevazione popolare che trionfò a Buenos Aires e nel resto del litorale, mentre le province dell'interno rimasero nel campo unionista.

La Legislatura di Buenos Aires proclamò Juan Manuel de Rosas Governatore di Buenos Aires l'8 dicembre del 1829, con il titolo di Restaurador de las Leyes e Instituciones de la Provincia de Buenos Aires ("Restauratore delle Leggi e Istituzioni della Provincia di Buenos Aires") e nello stesso atto gli vennero concesse facoltà straordinarie. Nell'agosto del 1830, il generale José María Paz integrò varie province dell'interno del paese nella Liga Unitaria. Dopo pochi mesi, a gennaio del 1831, Rosas insieme a Estanislao López diede vita al Pacto Federal tra le province di Buenos Aires, Santa Fe e Entre Ríos. Questo patto, che sarà uno dei "patti preesistenti" menzionati nella costituzione della Nazione Argentina, aveva l'obbiettivo di porre un freno all'espansione dell'unitarismo rappresentato dal Generale Paz, che cadde il 10 maggio dei quell'anno.

Con la sconfitta di Gregorio Aráoz de Lamadrid, avvenuta a Tucumán il 4 novembre da parte di Facundo Quiroga, fu finalmente sconfitto l'unitarismo nell'interno del paese e si poterono aggregare al Pacto Federal le province restanti: Mendoza, Corrientes, Córdoba, Santiago del Estero e La Rioja nel 1831; nel 1832: Tucumán, San Juan, San Luis, Salta e Catamarca. Dopo la cattura del generale unionista José María Paz, l'interno venne quindi riconquistato e l'Argentina tornò all'unità sotto l'egida di Rosas, Estanislao López e il già citato Juan Facundo Quiroga.

Cenotafio di Rosas in Southampton Old Cemetery

La sua richiesta di pieni poteri insospettisce però l'Assemblea provinciale che nel 1832 gli vota contro. Rosas, allora, sistema al suo posto Juan Ramón Balcarce, un suo uomo, pur continuando a controllare la situazione in qualità di capo dell'esercito, ruolo nel quale conduce una dura e spietata campagna contro gli indios (1833).

Nel 1835, forte della popolarità conquistata e grazie alla scomparsa di molti suoi avversari ottiene nuovamente la carica di governatore, questa volta con pieni poteri. Deve però fronteggiare il malcontento provocato dal blocco navale della marina francese, e dal confronto con la Confederazione Perù-Bolivia. Nel 1837 Lavalle, uno dei vecchi capi degli unionisti, con l'appoggio francese riunisce un esercito che marcia su Buenos Aires. Rosas riesce però a trovare un accordo con i francesi ed a respingere i rivoltosi. In questo modo, nel 1842 ottiene un potere assoluto sul territorio nazionale, si autoproclama "tiranno unto dal Signore per la salvezza della patria" e dissolve la Camera dei Rappresentanti. Appoggiandosi alle masse federaliste (campesinos, gauchos, neri), organizza il Partito Conservatore Apostolico e mantiene il paese in uno stato di perenne crociata contro gli unionisti, sterminando senza pietà i suoi avversari. Il suo governo dittatoriale ottenne però la stabilità della politica interna, mantenne l'integrità nazionale e favorì la crescita economica.

Rosas interviene nel conflitto interno uruguaiano, appoggiando Manuel Oribe contro Rivera, arrivando nel 1846 ad assediare Montevideo, alla cui difesa partecipa, per breve tempo, anche Garibaldi.

Il sospetto che volesse trasformare Uruguay e Paraguay in due stati dipendenti dall'Argentina porta all'intervento di francesi e britannici, che bloccano Buenos Aires (1845) e organizzano una spedizione per penetrare nel Paraná. Anche se questi interventi non furono in grado di rovesciare Rosas, il suo governo dittatoriale e i tentativi di difendere l'economia argentina imponendo dazi elevati sulle importazioni, portano ad un sempre maggior degrado della situazione interna. Nel 1850, Justo José de Urquiza, governatore di Entre Ríos, si ribella e con l'appoggio degli unionisti e dei governi di Brasile e Uruguay, invade Santa Fe, marciando su Buenos Aires e sconfiggendo le truppe di Rosas nella battaglia di Caseros (1852).

In seguito alla sconfitta fugge esule in Inghilterra dove rimane fino alla morte. Nel 1857 il Senato e la Camera dei Rappresentanti argentini lo condannano a morte, in contumacia. Manuel de Rosas viene definito il "Luigi XI della pampa".

Dopo su morte nel 1877, Manuel de Rosas fu seppellito in primo luogo nel cimitero di Southampton, dove rimase per 112 anni. Nell'anno 1989 il suo corpo fu esumato e restituito all'Argentina. È seppellito oggi nel cimitero della Recoleta in Buenos Aires.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Governatore della Provincia di Buenos Aires Successore Coat of arms of Argentina.svg
Manuel Dorrego (dittatore)
dicembre 1829 - dicembre 1832
Juan Ramon Gonzalez de Balcarce I
Manuel Vicente Maza (dittatore)
marzo 1835 - febbraio 1852
Alejandro Vicente Lopez y Planes II

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