Domingo Faustino Sarmiento

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Domingo Faustino Sarmiento Albarracín

Domingo Faustino Sarmiento Albarracín (San Juan, 15 febbraio 1811Asunción, 11 settembre 1888) è stato un politico argentino.

Fu Presidente dell'Argentina dal 12 ottobre 1868 al 12 ottobre 1874.

Fu anche un apprezzato scrittore, su temi di ispirazione sociale: la sua opera più nota è Facundo, o civiltà e barbarie del 1845, sulla vita del caudillo Facundo Quiroga. Si fa notare sia per la dedizione nello sviluppo dell'istruzione pubblica come per contribuire al progresso scientifico e allo sviluppo culturale del suo paese. Nel 1947 l'American Conference of Education ha istituito come Giorno Panamericano del Maestro il Giorno 11 settembre in onore della sua morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Proveniente da una famiglia modesta, Domingo faustino Sarmiento ricevette da giovane un'educazione sommaria e fu in pratica un autodidatta. Combatté giovanissimo nelle file degli unitarios contro il caudillo Facundo Quiroga; nel 1831, preso prigioniero, riuscì a fuggire e a riparare in Cile, dove lavorò come insegnante, commesso di negozio, minatore. Poi, nel 1837 tornò a San Juan, dove fondò una scuola e un giornale, ma, essendosi opposto alla dittatura di Juan Manuel de Rosas, fu incaricerato, finché nel 1840 riparò di nuovo in Cile. Qui riprese la carriera di insegnante e pubblicò, nel 1845, il suo capolavoro, il Facundo. Quindi Sarmiento intraprese una viaggio pedagogico in Europa e negli Stati Uniti, durato tre anni, finché nel 1848 rientrò in Cile, e nel 1851, infine, in Argentina. In patria Sarmiento combatté, con il grado di colonnello, nella battaglia di Caseros del 3 marzo 1852, che segnò la definitiva caduta del dittatore Rosas, ma quello stesso anno il patriota argentino ritornò in Cile, a causa dei dissensi con altri membri del partito liberale. Rimpatriò definitivamente solo nel 1855 e intraprese una brillante carriera politica: senatore, ministro dal 1860 al 1862, ambasciatore a Washington dal 1865 al 1868 e infine, Presidente dell'Argentina il 12 ottobre 1868, dopo la scadenza del mandato del presidente Bartolomé Mitre. Governò fra molte difficoltà, non avendo una partito politico alla spalle; ma la sua attività fu rivolta, all'interno, alla diffusione delle scuole e della cultura, suo ideale supremo; in politica estera, invece, si adoperò nella risoluzione del conflitto in cui l'Argentina era entrata, insieme a Uruguay e Brasile, contro il Paraguay del dittatore Francisco Solano López. La guerra terminò nel 1870 con la sconfitta e la morte del dittatore sudamericano, mentre l'Argentina annetté gran parte della provincia di Misiones e parte del Gran Chaco. Infine, terminato il suo mandato presidenziale il 12 ottobre 1874, Sarmiento rimase in politica, divenendo nuovamente senatore e ministro nel 1879, per poi ottenere, negli ultimi anni di vita, la carica di sovrintendente generale delle scuole argentine. Morì l'11 settembre 1888 ad Asunción, in Paraguay, a 77 anni, lasciando in eredità un vasto patrimonio letterario (52 volumi), cui si era dedicato per tutta la vita, spesso subordinando gli interessi letterari a quelli pedagogici e politici.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Mi defensa
  • Facundo, o civilta e barbarie (Facundo o civilizacion y barbarie)
  • Viajes, Argirópolis
  • Recuerdos de Provincia (translated into English by Elizabeth Garrels and Asa Zatz as Recollections of a Provincial Past, Library of Latin America, Oxford University Press, 2005; ISBN 0-19-511369-1)
  • Campaña del Ejército Grande
  • Conflicto y armonías de las razas en América
  • De la educación popular
  • Travels in the United States in 1847 (edited and translated into English by Michael Aaron Rockland)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente dell'Argentina Successore Coat of arms of Argentina.svg
Bartolomé Mitre 12 ottobre 1868 - 12 ottobre 1874 Nicolás Avellaneda

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