Kirchnerismo

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Néstor Kirchner leader del Kirchnerismo

Con il termine kirchnerismo s'intende una corrente politica argentina che appoggia l'azione politica dei presidenti Néstor Carlos Kirchner (2003-2007, deceduto nel 2010) e Cristina Fernández de Kirchner, moglie del primo, presidente dal 2007.

Gli oppositori del kirchnerismo sono definiti come anti-kirchneristi.

La maggior parte delle forze politiche dell'Argentina si sono divise in kirchneristi e anti-kirchneristi: peronismo, radicalismo (conosciuti come Radicali K), socialismo, democrazia cristiana, ecc. I settori kirchneristi si riconoscono dall'utilizzo della lettera K.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Complessivamente il kirchnerismo può essere definito come un movimento che si presenta come appartenente alla socialdemocrazia e al socialismo democratico. Il kirchnerismo adopera un discorso in forte sintonia con l'Internazionale Socialista e con i governi di centrosinistra di Cile, Brasile, Uruguay e quelli più radicali come i governi di Venezuela, Cuba, Bolivia ed Ecuador.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Sede del PJ che appoggia Kirchner
Graffiti di sostegno al Néstor Kirchner disegnati dai gruppi Sabino Navarro y la JP Evita
Appoggio a Kirchner dagli iscritti al sindacato degli impiegati di banca.

Presidenza di Néstor Kirchner[modifica | modifica wikitesto]

Néstor Kirchner è diventato presidente dell'Argentina nel mese si maggio del 2003, a seguito della rinuncia dell'ex presidente Carlos Menem a partecipare al ballottaggio con Kirchner, nonostante fosse arrivato primo con il 24% contro il 22% di Kirchner. In ogni caso tutti i sondaggi davano a Kirchner una percentuale di intenzioni di voto superiori al 60%, e fu per questo motivo che Menem rinunciò alla corsa presidenziale.

Non appena insediatosi, Kirchner nominò ministro dell'Economia Roberto Lavagna, che aveva già ricoperto tale carica nel governo precedente di Eduardo Duhalde. Kirchner e Lavagna attuarono una politica economica eterodossa, contraria alle strategie neoliberiste, che nel corso del tempo si erano rivelate fallimentarie, intreprese da Carlos Menem e successivamente e da Fernando de la Rúa. Con il nuovo corso di politica economica il Paese ha conosciuto una fase di grande espansione economica, con una crescita intorno all'8-10% annuo e con un grande calo della povertà, che scese fino al 23,2% della popolazione nel secondo semestre del 2006, mentre nel mese di novembre del 2002 aveva raggiunto il 60% della popolazione. Kirchner favorì la nazionalizzazione di molte compagnie nazionali ed internazionali appartenenti a privati.

Sul piano della politica interna, favorì i processi contro i responsabili della dittatura tra il 1976-1983, nella cosiddetta Processo di Riorganizzazione Nazionale promossa dai generali argentini. Sostenne politiche progressiste pure nel campo della sanità e dei diritti civili, anche a favore degli omosessuali, suscitandosi l'ira della Conferenza Episcopale Argentina.

In politica estera Kirchner si allontanò progressivamente dagli Stati Uniti d'America e dal suo presidente George W. Bush, avvicinandosi ai presidenti antiliberisti dell'America Latina come Hugo Chávez, Fidel Castro, Luiz Inacio Lula da Silva. Stabilì forti legami anche con i presidenti del Cile Ricardo Lagos e Michelle Bachelet.

La popolarità di Kirchner fu una delle più elevate nella storia dell'Argentina, seconda a sola quella di Juan Domingo Peron, toccando il 90% nei primi mesi del suo mandato, calata poi al 70 ed infine al 50% alla fine del suo mandato. Kirchner non si presentò alle successive elezioni, lasciando posto alla moglie, Cristina Fernández.

Presidenza di Cristina Fernández[modifica | modifica wikitesto]

Cristina Fernández assume la Presidenza argentina succedendo al marito, 10 dicembre 2007.

Cristina Fernández de Kirchner ha ottenuto il 45,29% dei voti al primo turno, divenendo la seconda presidente donna della nazione ma la prima eletta dalla volontà popolare e proseguendo la politica del marito e guidando il Frente para la Victoria, il partito fondato da Néstor Kirchner. Il 10 dicembre 2007 si è insediata alla Casa Rosada.

Tra le prime proposte approvate dal nuovo governo le più importanti sono: la nazionalizzazione delle Aerolineas Argentinas ed i fondi pensionistici. Il più importante e controverso dei provvedimenti presi dal nuovo governo è l'aumento delle imposte di esportazione della soia, il principale prodotto esportato all'estero, comportando fino a 129 giorni di protesta e di sciopero da parte degli agricoltori. Tale protesta è culminata con il voto contrario al Senato su tale provvedimento, il 17 giugno 2008. Il vicepresidente Julio Cobos assieme ad alcuni senatori vicini all'ex radicale passato nelle file peroniste.

Da quel momento la Presidente si è indebolita notevolmente davanti all'opinione pubblica, calando dal 66% di popolarità a gennaio fino al 23,6% a luglio del 2008. Da agosto in poi la popolarità è assestata al 30%.

La popolarità attuale è in continua ascesa tanto da avere un 77% di immagine positiva che l'ha portata nelle primarie a vincere le elezioni con il 50% dei suffragi distaccando il secondo candidato di 38 punti percentuali.

Peronismo antikirchnerista e l'opposizione[modifica | modifica wikitesto]

Molti settori del peronismo e altri partiti politici hanno criticato fortemente l'azione politica del kirchnerismo: per i peronisti dissidenti Kirchner ha tradito l'ideologia peronista tradizionale basato sull'equidistanza tra sinistra e destra e sul consociativismo mentre altre forze di opposizione come la Coalición Cívica e l'Unione Civica Radicale accusano Kirchner di populismo e di corruzione.[5] Elisa Carrió, leader della CC, è l'oppositrice più accanita nei confronti del kirchnerismo.

Postkirchnerismo[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni settori d'opposizione hanno cominciato a parlare del cosiddetto postikirchnerismo se Cristina Kirchner a seguito della sconfitta nella guerra contro il settore agrario che ha provocato un calo generale della popolarità dei Kirchner di fronte all'opinione pubblica dovesse dimettersi oppure se dovesse subire una grave sconfitta alle elezioni per il rinnovamento del congresso nel 2009. Eduardo Duhalde appoggia questa terminologia[6] mentre la Carrió si oppone.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Reencuentro de Carlotto y Bonafini. Las titulares de las Abuelas y Madres de Plaza de Mayo fueron reunidas por Kirchner, Clarín 26 de mayo de 2006
  2. ^ Bush y el ALCA sufrieron duro traspié en Mar del Plata, Voltaire net, 2005
  3. ^ Ginés García legalizaría el aborto, La Nación, 15 de febrero de 2005
  4. ^ Libro revela la trama oculta de la corrupcion en la era kirchner.
  5. ^ La Sucesión, un dolor sin cabeza
  6. ^ Duhalde: "Hay que prepararse para el postkirchnerismo"
  7. ^ Sin plan alternativo, para la oposición lo que vale es ser anti-K.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]