Scandalo Fritsch-Blomberg

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Lo scandalo Fritsch-Blomberg (Fritsch-Blomberg-Affäre, noto anche come Blomberg-Fritsch-Krise o crisi Blomberg-Fritsch) è il nome collettivo con cui sono noti due scandali che ebbero come conseguenza la sottomissione delle Forze armate tedesche, la Wehrmacht, ad Adolf Hitler.

Vicenda[modifica | modifica wikitesto]

Lo scandalo fu organizzato dai nazisti ai danni delle alte gerarchie della Wehrmacht, legate alle vecchie tradizioni prussiane che sancivano l'indipendenza delle forze armate dal governo dello Stato, nel timore che non sarebbero state facilmente disposte a sottomettersi all'autorità del Führer.

Il maresciallo Werner von Blomberg[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda ebbe inizio nel gennaio 1938, ai danni del ministro della Guerra, il maresciallo Werner von Blomberg. Costui si era innamorato della sua segretaria Erna Gruhn e l'aveva sposata con il benestare di Hermann Göring il 13 gennaio 1938, avendo come testimoni Hitler e lo stesso Göring; ma mentre era in Italia per trascorrere la luna di miele, la polizia tedesca scovò nei propri archivi un dossier dal quale risultava che Erna Gruhn in passato aveva esercitato la prostituzione.

Il dossier fu esaminato da Göring in persona che, provata la fondatezza dell'accusa, indusse von Blomberg a dare le dimissioni. In seguito si scoprì che si era trattato di un complotto organizzato dalle SS per far scomparire il maresciallo dalla scena: infatti nel corso della seconda guerra mondiale egli non ebbe alcun incarico e visse in Baviera fino alla sua morte (avvenuta nel 1946), assieme alla moglie.

Werner von Fritsch[modifica | modifica wikitesto]

Un mese più tardi, nel febbraio 1938, grazie a una montatura organizzata sempre dal capo delle SS Heinrich Himmler, il comandante supremo della Wehrmacht Werner von Fritsch fu accusato di essere omosessuale da Reinhard Heydrich e dalle SS, che avevano corrotto un gigolò di Monaco per sostenere le accuse. Von Fritsch si dimise e, sebbene le prove fossero più tardi respinte e von Fritsch venisse assolto (l'omosessualità era un reato, in base al paragrafo 175), egli non sarebbe più stato reintegrato nel posto da cui era stato cacciato grazie alla manovra.

Hitler approfittò degli eventi per abolire il Reichswehrministerium (Ministero della Guerra), creando una nuova organizzazione, l'Oberkommando der Wehrmacht (OKW), e concentrando nelle sue mani le due cariche militari rimaste vacanti. Su suggerimento di von Blomberg, Wilhelm Keitel divenne il nuovo capo dell'OKW: questo cambiamento suscitò le proteste di alcuni esponenti veterani della Wehrmacht, soprattutto del generale Ludwig Beck. Ciononostante, a causa del giuramento personale di fedeltà richiesto ai membri della Wehrmacht, al risentimento provato da molti militari fece seguito poca o nessuna azione di resistenza: in questo modo si riuscì in breve tempo a fare della Wehrmacht un semplice strumento nelle mani di Hitler.

Note[modifica | modifica wikitesto]


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