Triangolo rosa
Il triangolo rosa (in tedesco, rosa Winkel, "angolo rosa") era il marchio di stoffa che veniva cucito sulla divisa degli internati per omosessualità maschile, in base al paragrafo 175, nei campi di concentramento nazisti.
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Uso [modifica]
Il colore rosa era stato ovviamente scelto per scherno nei confronti di chi era giudicato intrinsecamente effeminato: alle lesbiche internate di cui si ha notizia fu imposto invece il triangolo nero delle "asociali".
Non tutti i prigionieri con un triangolo rosa si identificavano come gay (talvolta erano sposati con una donna e avevano avuto solo pochi rapporti omosessuali). Non tutti i condannati in base al paragrafo 175 vennero inviati in un campo di concentramento; la maggior parte venne solo incarcerata. La maggior parte degli uomini gay che soffrirono e morirono nei lager nazisti in realtà portavano la stella gialla (perché erano sia gay sia ebrei). Per questo motivo è difficile raggruppare un insieme coerente di vittime gay e contarne il numero. Comunque, una stima di massima comunemente accettata dei prigionieri che portarono il triangolo rosa è tra i 5.000 e i 15.000. Come non ebrei, essi ebbero certamente una mortalità al di sopra della media. La ragione di ciò può essere che erano spesso soli e talvolta evitati e isolati perché erano stati marchiati come gay (anche se il sesso "omosessuale" era prevalente nei campi di concentramento, dato che in essi gli internati erano rigorosamente divisi per sesso).
Coloro che furono imprigionati con il triangolo rosa non sono mai stati risarciti dal governo tedesco. Anzi, alcuni di loro, se rimasero apertamente gay, furono di nuovo imprigionati anche dopo il nazismo, come Heinz Dörmer, che subì complessivamente 20 anni di reclusione prima nei campi di concentramento nazisti e poi nelle carceri della Repubblica Federale Tedesca, o come Helmut Corsini, che dal campo di Buchenwald passò direttamente alle carceri nazionali. L'emendamento nazista al paragrafo 175, che trasformava l'omosessualità da un reato minore a un delitto (reato penale), non fu mutato nel Codice penale della RFT per 24 anni dopo la fine della guerra.
Nel 2000, il documentario Paragraph 175 ha registrato alcune testimonianze delle persone che furono imprigionate per omosessualità.
L’ultimo omosessuale internato nei campi di concentramento, Rudolf Brazda, è morto in Francia il 5 agosto 2011[1].
Significati di "triangolo rosa" [modifica]
- In base a tale uso, era definita "triangolo rosa" ogni persona omosessuale internata come tale nei lager nazisti. Questo uso è stato ripreso oggi dalla storiografia che studia il fenomeno.
- Dopo la nascita del movimento di liberazione omosessuale il triangolo rosa è stato rivendicato e riutilizzato, in gesto di sfida, da parte del movimento gay, diventando un simbolo politico gay.
In una variante di tale uso politico, in particolare da parte del gruppo Act Up, il triangolo è stato invertito e la punta è stata girata verso l'alto anziché verso il basso, a significare il ribaltamento della simbologia omofoba.
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]
- Bent (film)
- Campo di concentramento
- Lager
- Omofobia
- Omosessualità
- Omosessualità nella storia
- paragrafo 175
- Simboli dei campi di concentramento nazisti
- Simbologia LGBT
- Storia degli omosessuali nella Germania nazista e durante l'Olocausto
- Triangolo nero
- Triangolo rosso
- Violenza contro le persone LGBT
- Bandiera dell'orgoglio bisessuale
Bibliografia [modifica]
- (EN) Gad Beck, An underground life: memoirs of a gay Jew in Nazi Berlin, University of Wisconsin Press, 1999. ISBN 0-299-16500-0.
- Circolo Pink (a cura di), Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo, Ombre corte, Verona 2002.
- Massimo Consoli, Homocaust. Il nazismo e la persecuzione degli omosessuali, Kaos, Milano 1991. Lo studio più corposo fra quelli apparsi in lingua italiana.
- Giovanni Dall'Orto, Il paradosso del razzismo fascista verso l'omosessualità, in: Alberto Burgio (cur.), Nel nome della razza – Il razzismo nella storia d'Italia 1870-1945, Il Mulino, Bologna 1999, pp. 515-525.
- (EN) Gunter Grau, Claudia Shopmann (curr.), The hidden Holocaust? Gay and lesbian persecution in Germany 1933-45, Fitzroy Dearborn Publishers, 1995. [ISBN 1-884964-15-X]. Il primo studio d'archivio, reso possibile dall'apertura degli archivi ex nazisti a Berlino Est. Uno studio fondamentale.
- Heinz Heger (pseud. Josef Kohout, 1917-1994), Gli uomini col triangolo rosa, Sonda, Torino 1991. Autobiografia di un ex "triangolo rosa".
- Rudolf Höss, Comandante ad Auschwitz, Einaudi, Torino 1969 e 1985, pp. 79-90. Questo capitolo è online qui. Il trattamento degli internati omosessuali, nelle memorie dell'ex comandante di Auschwitz, scritte in attesa della condanna a morte.
- (DE) Burkhard Jellonnek, Homosexuelle unter dem Hakenkreuz: Die Verfolgung von Homosexuellen im Dritten Reich, Paderborn 1990. ISBN 3-506-77482-4
- (EN) Rüdiger Lautmann, Categorisation in concentration camps as a collective fate: a comparison of homosexuals, Jeovah witnesses and political prisoners, "Journal of homosexuality", XIX (1) 1990, pp. 67-88. Anche online qui. Documenta i bassissimi tassi di sopravvivenza dei "triangoli rosa".
- Jean Le Bitoux, Triangolo rosa. La memoria rimossa delle persecuzioni omosessuali, Manni, San Cesario di Lecce 2003.
- George Mosse, Sessualità e nazionalismo, Laterza, Bari 1984 e 1996. Necessario più per l'inquadramento del contesto sociopolitico che per la vicenda dei "triangoli rosa" in senso stretto.
- Piero Montana, Omocaust, Eugenio Maria Falcone, Palermo 2004. (Poesie).
- (DE) Joachim Müller, Andreas Sternweiler; Schwules Museum Berlin (Curr.), Homosexuelle Männer im KZ Sachsenhausen, Berlin 2000. ISBN 3-86149-097-8
- (EN) Richard Plant, The pink triangle: the nazi war against homosexuals New Republic Books, 1986. ISBN 0-8050-0600-1
- (DE) Andreas Pretzel, Als Homosexueller in Erscheinung getreten. In: 'Kulturring in Berlin e. V. (curr.): "Wegen der zu erwartenden hohen Strafe": Homosexuellenverfolgung in Berlin 1933 – 1945, Berlin 2000. ISBN 3-86149-095-1
- (EN) Pierre Seel, Liberation was for others: memoirs of a gay survivor of the Nazi holocaust, Perseus Book Group, 1997. ISBN 0-306-80756-4.
- Martin Sherman, Bent, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1984. Testo teatrale; è stato messo in scena in Italia da Marco Mattolini e ne è stato anche tratto un film.
Filmografia [modifica]
- (EN) Sean Mathias, Bent, Gran Bretagna, 1997. Musica di Philip Glass.
- Jeffrey Friedman, Rob Epstein, hanno prodotto il documentario: Paragraph 175, Gran Bretagna/Germania/Usa 2000.
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Il triangolo rosa: la persecuzione di omosessuali e transessuali. Sezione del sito '"Olokaustos.org".
- (EN) Il triangolo rosa ed altri triangoli come simboli del movimento LGBT.
- (EN) I triangoli rosa ad Auschwitz.
- Simboli del movimento lgbt.