Calamo (mitologia)

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Càlamo (dal greco antico κάλαμος, «canna») è una figura della mitologia greca, figlio di Meandro, una divinità fluviale.

Era un bellissimo giovane, la sua storia viene narrata da Eros, nel poema epico intitolato Dionysiaca di Nonno di Panopoli, che cerca così di consolare Dioniso della morte del suo amato Ampelo.

Calamo era innamorato di un suo coetaneo, Carpo (dal greco antico καρπóς, «frutto»), anch'egli bellissimo. Durante una gara di nuoto nel fiume Meandro, Carpo fu trascinato indietro da un vento contrario, e affogò. Disperato, anche Calamo si lasciò annegare nelle acque del suo stesso padre.

Calamo rinacque poi come canna palustre, e gli fu assegnato il compito di sostenere la vite contro il vento, mentre Carpo divenne un frutto del suolo.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nonno, Dionysiaca, XI.369-481, XII.99-101.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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