Freddie Mercury
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| « Se non cantassi così bene, non avrei proprio niente da fare... Non so cucinare, e sarei una pessima casalinga » | |
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(Freddie Mercury[1])
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| Freddie Mercury | ||
Freddie Mercury nel 1978. |
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| Nazionalità | ||
| Genere | Glam Rock Hard Rock Rock Opera Progressive Rock |
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| Periodo attività | 1969 - 1991 | |
| Album pubblicati | 2 (5 postumi) | |
| Studio | 2 | |
| Raccolte | 5 postume | |
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Freddie Mercury, pseudonimo di Farrokh Bulsara (Stone Town, 5 settembre 1946 – Londra, 24 novembre 1991), è stato un cantante, compositore e musicista britannico. Considerato un vero e proprio frontman[2][3], Mercury è stato tra gli anni 60 e gli anni 70 uno dei fondatori della rock band britannica dei Queen, in cui ha ricoperto il ruolo di leader fino 1991, anno della sua morte. Era noto inoltre per l'abilità vocale (con un'estensione pari a tre ottave senza l'uso del falsetto) e per le memorabili esibizioni dal vivo[4][5][6].
Come compositore scrisse, tra gli altri, brani quali Bohemian Rhapsody, We Are the Champions, Somebody to Love, Killer Queen, Don't Stop Me Now e Crazy Little Thing Called Love. Oltre all'attività con i Queen, negli anni 80 intraprese la carriera da solista che lo portò a pubblicare due album: Mr. Bad Guy e Barcelona, il cui omonimo singolo fu frutto della collaborazione con il soprano spagnolo Montserrat Caballé e fu scelto come inno ufficiale dei XXV giochi olimpici.
Malato da tempo di AIDS, è deceduto a causa di una broncopolmonite il 24 novembre 1991, il giorno dopo l'ammissione pubblica della sua grave patologia[7].
Nonostante la morte, ha continuato ad essere stimato come uno dei più grandi artisti nella storia della musica e, nel 2008, il prestigioso magazine statunitense Rolling Stone lo ha collocato al 18º posto nella classifica dei migliori 100 cantanti di tutti i tempi[5][8].
Indice |
[modifica] L'infanzia
[modifica] La famiglia e le origini
Farrokh Bulsara nacque a Stone Town e trascorse l'infanzia nella sua terra d'origine, l'isola di Zanzibar, 25 km al largo della costa della Tanzania. I suoi genitori, Bomi e Jer Bulsara[9] erano originari del Gujarat (stato dell'India occidentale), ma avevano dovuto trasferirsi in Africa a causa del lavoro del padre, cassiere della Segreteria di Stato per le Colonie[10]. Quest'ultimo era un praticante di un derivato dell'antica religione zoroastriana. La famiglia era completata dalla sorella minore di Farrokh, Kashmira[11].
[modifica] Gli studi in India
Nel 1954, all'età di otto anni, fu mandato al collegio scolastico del St. Peter's Boys School, a Panchgani (Mumbay, in India[12]) e fu proprio in questo luogo che Farrokh iniziò ad essere chiamato "Freddie"[10]. Oltre a possedere un notevole talento artistico (era un ottimo disegnatore), Mercury eccelse anche nello sport: fu infatti un abile velocista e pugile, raggiungendo buoni risultati anche in altre discipline sportive come l'hockey su prato, il cricket e il tennis tavolo[12]. Durante la permanenza al collegio, ebbe anche la sua prima esperienza musicale: formò infatti insieme ad altri quattro compagni la band dei The Hectics, che si esibiva durante feste o eventi scolastici e di cui Freddie era il pianista[13].
[modifica] Il trasferimento a Londra
Dopo avere trascorso gran parte dell'adolescenza in India con la nonna e la zia e dopo aver fatto ritorno in patria nel 1962, a 17 anni dovette spostarsi con la famiglia in Inghilterra per via della rivoluzione di Zanzibar, che stava minando la stabilità politica del paese[14]. I Bulsara si stabilirono in una piccola casa a Feltham, vicino Londra[15]. Freddie intanto proseguì gli studi al Isleworth Polytechnic (oggi chiamato West Thames College) e, più tardi, ottenne un diploma in arte e design grafico presso il Ealing Art College[16].
[modifica] Influenze
Dimostrò sin da bambino particolare interesse per la musica e crebbe ascoltando le sonorità orientali della cantante Lata Mangeshkar, che Mercury potè ammirare dal vivo durante il soggiorno in India[17]. Dopo lo spostamento a Londra, iniziò a conoscere la musica dei maggiori artisti inglesi del periodo, come Jim Croce, Elvis Presley, Jimi Hendrix, John Lennon e delle band dei Led Zeppelin, The Rolling Stones, The Who, The Beatles[18]. Freddie era attratto anche dalla cantante e attrice Liza Minnelli: in un'intervista dichiarò: «Una delle mie prime influenze artistiche fu Cabaret. Adoro Liza Minnelli, il modo in cui interpreta i suoi brani è pura energia[19]».
[modifica] La carriera
[modifica] Dagli Ibex agli Smile: l'incontro con May e Taylor
Mentre lavorava presso alcuni periodici di Kensington, si unì agli Ibex di Liverpool: tale gruppo cambiò in seguito nome in Wreckage, ma si sciolse con l'arrivo degli anni Settanta. Farrokh rispose allora a un annuncio dei Sour Milk Sea, che stavano cercando un cantante. Avendolo sentito in prova, gli altri membri del gruppo restarono impressionati dalla sua voce e lo ingaggiarono, facendolo cantare in alcuni concerti ad Oxford. Dopo questa esperienza il nuovo cantante decise di seguire la band dell'amico Tim Staffell, gli Smile, dandogli anche alcuni consigli su come eseguire una buona rappresentazione nei concerti. Non molto tempo dopo, Tim Staffell lascerà gli Smile, accettando un'ottima offerta di un altro gruppo: gli Humpy Bong.
Negli Smile, ove suonavano anche Roger Taylor alla batteria e Brian May alla chitarra, Freddie sostituì allora Staffell, che ne era il bassista e cantante. Conobbe anche Chris Smith con il quale incominciò a comporre: fu in quel periodo che scrisse una delle sue prime canzoni (Stone Cold Crazy) che fu però pubblicata solo nel terzo album dei Queen, Sheer Heart Attack.
Il giovane Bulsara terminò gli studi accademici nel giugno del 1969.
[modifica] La nascita dei Queen
| « Qual è la ragione del nostro successo? Certamente il mio assoluto carisma » | |
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(Freddie Mercury in un'intervista[20])
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Quando Farrokh si propose di sostituire Staffel negli Smile, cambiò il nome del gruppo in Queen e cambiò anche il suo in Freddie Mercury, in onore di Mercurio, il messaggero degli dei, citato nella canzone My Fairy King, contenuta nel primo album della band. Per sbarcare il lunario, Mercury e Taylor gestirono per un certo periodo di tempo una bancarella di abiti usati. Durante questo periodo conobbe quella che divenne prima la sua fidanzata e, successivamente, la sua migliore amica: Mary Austin (con la quale convisse per otto anni). Lo stretto rapporto d'amore e, poi, d'amicizia con Mary Austin continuerà fino alla morte. Nel 1971, dopo quattro audizioni infruttuose, John Deacon venne scelto in veste di bassista, scelta che poi si rivelò favorevole per il successo del gruppo.
Sul palco, Mercury si esibiva con gestualità teatrale incantando il pubblico, che veniva trascinato da tale personaggio carismatico. La sua carriera musicale lo vide al centro dell'attenzione di tutto e tutti, media compresi. Sebbene sul palco Freddie si mostrasse come una persona spregiudicata ed energica ma quando non era sul palco si mostrava una persona timida e riservata.
[modifica] L'esperienza da solista
Durante l'incisione dell'album "Queen", Mercury aveva cantato nel singolo I Can Hear Music (sul lato B, "Goin' Back") sotto lo pseudonimo di Larry Lurex, peraltro coadiuvato dagli stessi May e Taylor con i loro rispettivi strumenti.
Tra il 1982 e il 1983 Freddie ha collaborato con Michael Jackson, per registrare tracce mai ufficialmente rilasciate, ma presenti in internet: State of Shock, There Must Be More To Life Than This (brano incluso poi nel suo primo album solista, ma senza le parti vocali di Jackson), e una canzone inedita chiamata Victory.
Nel 1984 la voce di Freddie Mercury è nella colonna sonora del film Metropolis con Love Kills, brano scritto ed inciso col musicista e produttore italiano Giorgio Moroder. Nello stesso anno esce anche Foolin' Around, per la colonna sonora del film Teachers, canzone che troverà posto sul primo album solista di Mercury, Mr. Bad Guy, edito nell'aprile 1985. L'opera lasciò dubbiosa la stampa, anche per il fatto che si trattava di un mix di elementi musicali eterogenei e strizzava l'occhio alla musica elettronica e disco. L'album si ricorda per canzoni comunque belle e importanti quali I Was Born To Love You e Made in Heaven, (che ritroveremo entrambe nell'album del 1995 dei Queen, anch'esso chiamato Made in Heaven, in versioni differenti incise col contributo del resto della band) e la versione originale di Living On My Own.
Nel 1987 Mercury appare sull'album Time, colonna sonora dell'omonimo musical di Dave Clark: Freddie interpreta e produce le struggenti ballate Time e In My Defence. Del 1987 è invece la nota cover dei Platters, The Great Pretender: edito su singolo in febbraio, il brano è il maggior successo solista di Freddie (quarto posto nella classifica inglese).
Nel corso degli anni, Mercury ha collaborato con diversi cantanti tra cui Billy Squier, Jo Dare, Eddie Howell e The Cross, gruppo parallelo ai Queen fondato da Roger Taylor.
Nel 1988 esce Barcelona, famosissimo duetto con il soprano Montserrat Caballé: un disco per molti versi innovativo, che per la prima volta unisce il rock all'opera (strada che verrà seguita da Luciano Pavarotti e da altri in seguito). La title-track diventa l'inno ufficiale dei giochi olimpici di Barcellona 1992. Quando Freddie conobbe Montserrat Caballé, l'appuntamento che si erano dati era nella hall di un albergo di Barcellona: dopo un po' di tempo, Mercury si sedette a un pianoforte in sala, si mise a suonare, mentre la Caballé iniziò a cantare insieme a lui. Andarono avanti tutta la notte, e solo all'alba lasciarono l'albergo. Da quella serata nascerà la collaborazione che porterà all'album Barcelona.[21]
[modifica] La bisessualità
Il 1976 segna un'altra importante svolta nella sua carriera musicale e nella sua vita privata: Mercury, probabilmente conscio di non essere totalmente eterosessuale, trasforma il suo rapporto di amore e passione con Mary Austin in un rapporto di amore fraterno. Nemmeno i suoi genitori sono al corrente della sua bisessualità: quando sono in visita nella sua casa a Garden Lodge, Mercury chiama sempre Mary per creare un'atmosfera di normalità agli occhi dei genitori.
Mary Austin gli rimase vicino fino all'ultimo, occupandosi di lui, costretto a letto dalla sua malattia. Secondo dichiarazioni da lei rilasciate, Mercury andava a trovarla frequentemente sul posto di lavoro, e prima di trovare il coraggio di chiederle di uscire passarono cinque o sei mesi. Mercury conobbe la Austin perché amica di Brian May: gli venne presentata durante una discussione che lui ebbe con May riguardo al nome da dare al gruppo. Mary Austin è sempre stata messa in cattiva luce da molti amici di Mercury, soprattutto dopo che egli le lasciò la metà del suo patrimonio, facendole ereditare così oltre quattro milioni di sterline (come testimonia il testamento dell'artista).[senza fonte] Mary Austin inoltre ereditò da Mercury la sua casa a Londra, nella quale andò ad abitare. Molti collaboratori del cantante, tra i quali il giardiniere Jim Hutton, che fu anche l'ultimo amante di Freddie Mercury, furono così costretti ad abbandonare la dimora di Garden Lodge.
Nonostante i dissapori con alcuni amici gay dell'artista, Mary Austin fu una presenza costante nella sua vita, partecipando spesso alle tanto amate feste organizzate da Mercury.
Nel 1980 Freddie si mostrerà al pubblico con un look vistosamente differente: capelli corti e baffi, secondo il look detto "clone", come a segnare una rottura con il passato. Il 1981 sarà un anno di transizione, la vita pazza e sregolata di Monaco mette a dura prova la sua persona e alcune sue amicizie. Le sue feste erano sempre dei grandi eventi in maschera, dove si mischiavano molte diversità sessuali in modo molto aperto (come si vede nel video di Living On My Own, ambientato a Monaco durante il trentanovesimo compleanno di Mercury all'Henderson's Club).
Dopo una parentesi solistica con l'album Mr. Bad Guy (suo pseudonimo), che non ottenne molto successo, tornò a lavorare con i Queen, vivendo liberamente la propria bisessualità, spesso schernendo gli intervistatori che gli chiedevano se fosse gay, a volte negando e altre volte ammiccando e dicendo frasi come "sono gay come una giunchiglia". Insomma: non ammise mai apertamente di essere in parte omosessuale, ma non fece nulla per smentirlo. I Queen girarono un videoclip in cui lui e tutti i componenti dei Queen apparivano provocatoriamente travestiti da donne (la proposta originale fu di Roger Taylor, il batterista, da un'idea della sua ragazza ispirata da una soap opera: Coronation Street[22]). Mercury smentì però la connotazione omosessuale del video con questa frase: "Ma il travestimento del video di "I Want to Break Free" non è affatto una dichiarazione di appartenenza gay; se avessi fatto una cosa del genere, la gente si sarebbe messa a sbadigliare. Mio Dio, guarda Freddie che dice di essere gay perché è una cosa di moda."
[modifica] Gli ultimi anni di vita
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Nel 1987 aveva ormai abbandonato la sua vita attiva. Difatti non partecipò più a concerti, asserendo che un uomo di 40 anni non poteva saltare con una calzamaglia indosso. Alcune testate scandalistiche cominciavano a sospettare che Mercury fosse effettivamente malato; pertanto le voci in merito aumentarono esponenzialmente durante i suoi ultimi anni di vita.
Si fecero sempre più rare le apparizioni pubbliche, quasi nulle, ed egli visse sempre più nella sua villa di Earl's Court (Londra). Mercury nascose il terribile segreto della sua malattia anche agli altri membri dei Queen, per evitare che si potessero preoccupare per lui, impedendogli di cantare.
Il canto, infatti, era la cosa che più gli dava sollievo, e così dal Regno Unito si trasferì in Svizzera a Montreux, dove acquistò un appartamento, la Duck House, e dove incise alcune tra le più intense canzoni dei Queen. Cantò quasi fino alla fine, fece l'impossibile per i suoi fan, spesso facendosi pregare di smettere dagli altri componenti del gruppo, ma la musica e l'amore della gente erano le cose più importanti per lui. Memorabile la sua ultima apparizione in pubblico nel video della canzone These Are The Days Of Our Lives, tratta dal suo ultimo album con i Queen, Innuendo: il cantante appare molto dimagrito, con le occhiaie, con un vestito elegante e senza più i suoi celebri baffi. In questa ultima apparizione, nel video sono memorabili le ultime parole: "I still love you" (Vi amo ancora). Un segno d'affetto per tutti i suoi fan sparsi nel mondo, che non sanno nulla riguardo le sue condizioni di salute.
Rientrò in Inghilterra due settimane prima della fine (come confermato da David Richards al Freddie Mercury Memorial Day, a Montreux, nel 2005), per stare vicino ai suoi cari.
Il 22 novembre 1991 Freddie convocò il manager dei Queen, Jim Beach, per redigere un annuncio da fare pubblicamente.
Il 23 novembre fu diffuso il comunicato stampa dove dichiarò di avere l'AIDS:
| « Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell'HIV, ho l'AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento allo scopo di proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno. Tuttavia, è arrivato il momento che i miei amici e i miei fans in tutto il mondo conoscano la verità. Spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia. » |
Gli ultimi giorni di vita, Freddie Mercury era assistito dai suoi amici più cari. Mercury fino all'ultimo non ha mai smesso di donare sorrisi. Nell'intervista fatta alla sua costumista, questa dichiarò d'essersi trovata in stanza con Mercury a giocare a un gioco da tavolo con una bottiglia di champagne che il cantante le chiese di bersi completamente alla sua salute, dal momento che lui non poteva più bere, infine mentre la donna se ne stava per andare egli le disse sorridendo: "grazie per aver passato il tuo tempo con un uomo anziano". Jim Hutton e Peter Freestone (così come riferito da Freestone e Hutton in svariate interviste e nei loro libri, "Freddie Mercury" e "I miei anni con Freddie Mercury"), salirono in stanza per aiutare Mercury a cambiarsi gli abiti, quando videro che non respirava più, diedero l'annuncio.
Appena 24 ore dopo aver emesso il comunicato, Freddie Mercury si spense. Aveva 45 anni. La causa ufficiale del decesso fu una broncopolmonite cagionata dall'AIDS. Morì nella sua casa e il suo corpo, cremato, è conservato dalla famiglia (un'altra tesi ritiene le ceneri disperse nel lago di Ginevra, davanti alla "sua" Montreux).
Il suo funerale ebbe luogo tre giorni dopo il decesso, in forma privata secondo le usanze zoroastriane.
[modifica] Caratteristiche artistiche
[modifica] Profilo vocale
Sebbene nel parlare il suo timbro di voce evidanziasse notevoli capacità da baritono, Mercury si esibiva preferibilmente su brani da tenore. Dopo la morte, Montserrat Caballé, memore della collaborazione con il frontman britannico, disse di lui: «La differenza tra Freddie e la maggior parte delle altre rock star era che lui stava vendendo la voce[23]». Con il prosieguo della carriera con i Queen, Mercury avrebbe sempre più modificato le note alte dei propri brani live, spesso armonizzando per tre o cinque secondi; specialmente negli ultimi concerti, infatti, la sua voce patì alcuni problemi legati ai noduli vocali.
Era in grado di produrre un suono pari a tre ottave di estensione senza utilizzare il falsetto, mentre avvalendosi di quest'ultimo avvicinava le quattro[7].
[modifica] Compositore
Delle diciassette canzoni presenti nell'album-raccolta dei Queen Greatest Hits, ben dieci furono scritte da Mercury: Bohemian Rhapsody, Seven Seas of Rhye, Killer Queen, Somebody to Love, Good Old-Fashioned Lover Boy, We Are the Champions, Bicycle Race, Don't Stop Me Now, Crazy Little Thing Called Love e Play the Game.
L'aspetto caratteristico del suo stile da compositore era la variegata gamma di stili che riusciva a incorporare nelle proprie opere; dal rockabilly al progressive rock, dall'heavy metal alla disco music. In un'intervista del 1986 dichiarò: «Odio fare le stesse cose più volte. Mi piace osservare il modo in cui si evolve il mondo della musica, del cinema, del teatro e integrare gli elementi caratteristici di ognuno di essi[24]». Rispetto ad altri celebri cantautori, l'artista britannico tendeva a creare anche complesse melodie[25]. Per esempio in Bohemian Rhapsody si rilevano un'articolata struttura di base e una molteplicità di accordi, mentre Crazy Little Thing Called Love è un brano incentrato sul ripetersi di alcuni semplici suoni.
La maggior parte dei suoi pezzi si abbinava a un accompagnamento al pianoforte[25].
[modifica] Commemorazioni
Il 20 aprile 1992 a Londra si tiene il Freddie Mercury Tribute Concert.
L'11 novembre 1992 esce in Italia Regina di Cuori (prima dell'omonimo titolo dei Litfiba). Il testo del brano scritto da Norman Zoia per Pino Scotto, contenuto nel "Grido disperato di mille bands", distribuito da Ricordi, è uno struggente e doloroso omaggio al grande vocalist (... nella tua stanza / tu come Dorian Gray / mascheri l'urgenza / di un mister Aids...)
Il 16 novembre 1992 esce, a quasi un anno dalla sua morte The Freddie Mercury Album, una raccolta delle sue più famose canzoni da solista, quali Living On My Own, Barcelona con Montserrat Caballé e The Great Pretender.
Nel 2000 esce Solo Collection, la più grande raccolta di materiale in sua memoria: un box-set contenente 10 CD (Mr. Bad Guy, Barcelona, The Great Pretender) più altri CD con sessioni di canzoni mai rilasciate ufficialmente e 2 DVD: The Untold Story e The Video Collection (il primo è un documentario sulla vita di Freddie, il secondo è una raccolta dei suoi video).
Il 5 settembre 2006 viene rilasciata: Lover of Life, Singer of Songs - The Very Best of Freddie Mercury Solo: 2 CD e 2 DVD per onorare quello che sarebbe stato il 60° compleanno dell'indimenticato frontman dei Queen; si tratta di una raccolta di materiale originale e remixato.
In concomitanza con il progetto Lover Of Life, Singer Of Songs, esce il libro A Life, In His Own Words, dove, attraverso interviste e comunicati, Freddie racconta di sé e della sua vita da rockstar. Il libro è stato tradotto in italiano ed è stato pubblicato con il titolo Freddie Mercury - Parole e pensieri.
Freddie Mercury è ricordato a Montreux con una statua in bronzo che si affaccia sul lago. Dal 2003, ogni anno in settembre, nella cittadina svizzera ha luogo il Freddie Mercury Memorial Day: centinaia di fan possono prendere diretto contatto con gli ambienti che furono di Mercury durante il lungo soggiorno svizzero (dalla famosissima "Duckhouse" [la casetta sul lago della copertina di Made In Heaven], ai Mountain Studios, dove i Queen diedero vita a diversi progetti).
[modifica] Curiosità
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- Non si curò mai di correggere il suo difetto ai denti per paura che potesse cambiare il suo timbro di voce.
- Sul lungomare di Stone Town, sua città natale sull'isola di Zanzibar, si trova un ristorante battezzato in suo onore: il Mercury's.
- Esistono più di 100 statue sparse in tutto il mondo che gli sono state dedicate dal governo o dal popolo.
- Non prese mai la patente. Quando era giovane, sebbene non fosse ancora ricco, non lo si vedeva mai passeggiare: usava sempre i taxi londinesi, anche se erano molto cari per le sue tasche.
- Freddie aveva tantissimi gatti nella sua residenza di Kensington, Garden Lodge. A uno di loro dedicò anche una canzone presente nell'album Innuendo: "Delilah".
- Con i Wreckage, Mercury scrisse "Stone cold crazy", che verrà ripresa nell'album "Sheer Heart Attack" e firmata da tutti i membri della band.
- Durante la pubblicazione del primo album dei Queen (Queen I) ha registrato due canzoni insieme agli amici Brian May e Roger Taylor) ma senza John Deacon, anche se era già entrato a fare parte dei Queen sotto lo pseudonimo di Larry Lurex (durante le sessions in cui veniva attestato l'allora nuovo De Lane Lea Studios). Esse sono le cover "I Can Hear Music" delle Ronettes (resa però più famosa dai Beach Boys), e "Goin' Back" di Dusty Springfield (La prima frase di Goin'Back è anche l'ultima strofa di Mother Love). Queste due canzoni sono contenute in un vinile 7' con "I Can Hear Music" come lato A e "Going' back" lato b. Queste due canzoni sono reperibili in Rete ma sono quasi sempre di bassa qualità. Una buona versione di queste due canzoni le troviamo nell'Album Rarities 3 (Other Songs).
- Il suo primo album da solista, Mr. Bad Guy, doveva essere intitolato Made in Heaven, nome poi dato all'ultimo album dei Queen uscito dopo la morte di Mercury (contenente la versione Queen dell'omonima canzone).
- Nella serie anime "Cromartie High School" uno dei personaggi, chiamato appunto "Freddie", è ispirato al cantante britannico. Nell'ultimo episodio della serie, in cui tutti i personaggi vengono ritratti in guisa femminile, è identico a come appare Mercury nel video di "I want to break free".
- Secondo alcune dichiarazioni (tra le altre anche quella di Brian May), sarebbe in fase di progettazione un film sulla vita e la carriera del leader dei Queen: ad interpretare il suo ruolo potrebbe essere Johnny Depp. "Non riesco a capire come possa essere uscita questa storia" ha scritto Brian May sul suo sito, facendo riferimento ad un articolo comparso su un sito web. "Credo che qualcuno abbia compiuto, come al solito, un azzardo. Ma la notizia è vera, adesso siamo nella fase iniziale, Johnny Depp è fantastico: è il perfetto corrispondente di Freddie sul grande schermo. Non posso dire nulla di più"[26].
- Freddie, laureato in "Arti grafiche e Design", è l'autore del logo dei Queen: in esso sono rappresentati i segni zodiacali dei componenti della band, oltre all'araba fenice.
- Freddie amava l'arte ed assecondava tale sua passione comprando tele di pittori impressionisti, xilografie giapponesi e opere di maestri vittoriani. Uno dei suo artisti preferiti era il pittore bielorusso Marc Chagall. Durante la prima data, a Budapest, del Magic Tour del 1986, Freddie fu visto acquistare opere in una galleria d'arte.
- Freddie approfittava dei tour in Giappone per acquistare sete meravigliose e interi fasci di kimono. Mise insieme anche una favolosa collezione d'arte giapponese; comprava inoltre enormi e costosissime carpe "koi" da mettere nel laghetto della sua casa di Kensington.
- La casa di Kensington era un altro dei suoi costosissimi lussi; è riportato che il suo costo sia stato di cinquecentomila sterline, corrisposte in contanti.
- Recentemente sono arrivati vari attacchi dal rappresentante della mobilitazione islamica Azan Khalid nei confronti di Freddie Mercury. Khalid dichiarò: "Il suo stile di vita è una vergogna per l'Islam. Non lo chiamavano forse Queen, "Regina"? Qualsiasi cosa leghi Mercury alla popolazione musulmana di Zanzibar è un'offesa". Per precisazione però Farrokh Bulsara (Freddie Mercury), non era musulmano, ma di famiglia zoroastriana, un'antica religione dell'Iran (la famiglia di Freddie era di origine Parsi). Quindi le accuse arrivate da Azan Khalid non trovano nessun fondamento, rivelandosi una gratuita polemica fine a se stessa.[27]
- Il look di Freddie è cambiato con gli anni, dall'inizio della carriera fino alla morte. Per esempio era solito indossare calzamaglie, scarpe Adidas con la suola piatta, pantaloni aderenti, vestiti che potevano dare un'immagine da omosessuale. In alcuni concerti (nel Live Killers e nel Crazy Tour) addirittura si vestì con tenuta da biker stile Glenn Hughes dei Village People. Agli albori della band, Freddie si dipingeva anche le unghie (una moda tipica degli anni Settanta, di cui egli era uno dei primi pionieri, che col tempo si perse per il cambio look tra gli anni Settanta e Ottanta). Prima dell'inizio di ogni concerto, Brian May se le dipingeva di bianco, Mercury di nero: tale espediente era stato loro suggerito da alcuni fan, in modo da simbolizzare l'anima "oscura" delle prime canzoni di Freddie, e la pacatezza di quelle di Brian. Nelle sue prime apparizioni, Freddie appare con folti capelli lunghi neri, che nel 1968 arrivavano fino all'ombelico, con una piccola frangetta sulla fronte; dal 1977 circa si accorcerà gradualmente i capelli portando una specie di "caschetto" con frangetta; nel 1980 si taglierà per la prima volta i capelli corti (prima apparizione nella copertina dell'album "The Game") e subito dopo si farà crescere i suoi celebri baffoni, secondo il look clone (questo sarà il suo look più famoso). Questo look lo accompagnerà fino al 1987, quando si taglierà inizialmente i baffi (apparendo con un look più "pulito"), per poi farsi crescere una non folta barbetta (lo si vedrà in alcuni videoclip del periodo di "The Miracle" e di "Innuendo") per poi tagliarsela di nuovo e riapparendo con un look pulito, anche se visibilmente dimagrito per la sua malattia (si vedano le ultime apparizioni nei videoclip di "I'm Going Slightly Mad" e "These Are the Days of our Lives").
- Freddie nutriva un grande rispetto per il soprano Montserrat Caballé: prima che lei arrivasse in studio per registrare le parti vocali per l'album "Barcelona", Freddie fece rifare il bagno delle donne nel caso la cantante lo avesse voluto usare.
- Il 14 aprile 1988, Freddie partecipò al musical "Time" eseguendo tre canzoni, tra le quali "In my defence" (entrambe del 1987). "Time" fu mandata alla fine dello spettacolo dagli altoparlanti dell'arena.
- Negli anni ottanta lavorò su due canzoni col cantante Billy Squier: "Lady with a tenor sax" e "Love is the hero".
- La canzone "All God's people", inclusa nell'album "Innuendo" (1991), doveva essere un altro duetto di Freddie con il soprano Montserrat Caballé (il titolo originario fu "Africa By Night").
- Freddie Mercury dedicò l'album "Mister bad guy" (1985) ai suoi gatti, a Barbara Valentin e agli altri dei Queen.
- In rete girano due brani, mai rilasciati ufficialmente, frutto di una breve collaborazione di Freddie con Michael Jackson risalente circa al 1983: essi sono "State Of Shock", in cui duettano alla voce, ed una versione primigenia di "There Must Be More To Life Than This", nella quale la parte vocale è ricoperta da Michael Jackson con al piano Freddie (durante la canzone però si possono ascoltare alcune frasi di Freddie riferite a Michael); quest'ultima canzone verrà ri-registrata unicamente da Freddie ed inserita nel suo Mr. Bad Guy.
- La NECA, famosissima produttrice di action figure, ha creato due statuette di Freddie Mercury nella tenuta che aveva nel concerto Queen Live At Wembley Stadium del 1986 e nel biker - style della stagione 1978/79 (quella di Live Killers).
- Il 24 novembre 2007 (nel 16mo anniversario della la morte del cantante) il mensile britannico Q Magazine ha stilato una lista delle più grandi leggende del rock, con Mercury al primo posto davanti ad Elvis Presley e Jimi Hendrix. [28]
- Il personaggio di Sol Badguy, nella serie di videogiochi Guilty Gear, è chiaramente ispirato a Freddie Mercury, sia nel nome che in alcune sue movenze, che ricordano quelle inconfondibili del front-man dei Queen durante le sue performances.
- Ci sono alcune canzoni tenute dalla EMI poi pubblicate nel box da 10 cd e 2 dvd "The Freddie Mercury Solo", che sono poco conosciute, tra cui : God is Heavy, Gazelle, Money Can't Buy Happiness (Demo), New York (Demo).
[modifica] Hanno detto di lui
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- La rockstar David Bowie, che collaborò con i Queen nella canzone Under Pressure, disse di Mercury: Di tutti i "teatrali" cantanti rock, Freddie era una spanna sopra tutti. – Lui andava oltre. E naturalmente, ammirerò sempre un uomo che indossa collant. Lo vidi in un concerto e pensai che era l'uomo che era in grado di tenere il pubblico nel palmo di una mano.
- Il cantante dei Led Zeppelin, Robert Plant, disse: Dietro il Glam rock ci sono poche persone che sono dei veri interpreti. È una condizione davvero particolare e rara essere musicisti di successo e continuare a essere in grado di fare progetti con fiducia. Freddie aveva questa qualità e non ci sono molte altre persone ad averla.
- La popstar Robbie Williams, che cantò con i due rimanenti membri Brian May e Roger Taylor (al momento John Deacon non faceva più parte dei Queen) disse : Freddie, se tu sei lassù e vuoi lasciare ad un artista il tuo lavoro, per favore mandami un album, o almeno metà.
- Paul Young al concerto tributo in onore di Mercury disse: Dato che Freddie amava la spettacolarità credo che tutto questo gli sarebbe piaciuto... Per me Freddie è stato l'interprete definitivo; e anche se sono cresciuto con la loro musica, la cosa che mi è sempre piaciuta di più di Freddie è che è stato un grandissimo interprete in qualsiasi momento.
- L'attore Mike Myers, protagonista nel video di Wayne's World di "Bohemian Rhapsody", disse di Mercury : Lui è molto teatrale, nuovo, bello, elettrico. Questo è un dio che cammina come un uomo.
- Rob Halford, leader dei Judas Priest, disse di Mercury: Fui tremendamente triste quando sentii che Freddie era morto. Un grande cantante, un grande artista che abbiamo perso tutti.
- Dave Mustaine, leader dei Megadeth, disse di Mercury: Lo vidi, e lo vidi morire, e fu cosi doloroso per me, perché amavo davvero Freddie Mercury, il suo modo in cui usava la sua voce.
- Axl Rose, leader dei Guns N' Roses, era un grandissimo fan di Freddie Mercury e di lui disse: Se non mi fossi aggrappato ai testi di Freddie Mercury quando ero un bambino, non sarei dove sono ora. Mi ha insegnato tutte le forme di musica. Mi ha aperto la mente. Non ho mai avuto un insegnante cosi grande nella mia vita. Rose inoltre cantò al The Freddie Mercury Tribute Concert We Will Rock You e Bohemian Rhapsody (quest'ultima con Elton John).
[modifica] Discografia
| Per approfondire, vedi le voci Discografia di Freddie Mercury e Discografia dei Queen. |
[modifica] Album pubblicati
| Anno | Disco | Posizione |
|---|---|---|
| 1985 | Mr. Bad Guy | #6: |
| 1988 | Barcelona | #9: |
| 1992 | The Great Pretender (Stati Uniti d'America) | #13: |
| 1992 | The Freddie Mercury Album | #1: |
| 1993 | Remixes | #18: |
| 2000 | Freddie Mercury Solo Collection | #13: |
| 2006 | Lover of Life, Singer of Songs - The Very Best of Freddie Mercury Solo | #1 |
[modifica] Strumenti utilizzati
|
Pianoforti:
Chitarre:
|
Pianoforti elettrici: Sintetizzatori e campionatori:
Altre tastiere: |
[modifica] Note
- ^ (EN) Biography for Freddie Mercury. Internet Movie Database. URL consultato il 20-6-2009.
- ^ Luca Pavanel. «La "queenmania" diventa un romanzo». Il Giornale, 17-6-2009. URL consultato in data 18-6-2009.
- ^ «Rockstar: tu chi faresti resuscitare?». MusicZone.it, 20-11-2008. URL consultato in data 18-6-2009.
- ^ (EN) «Dance: Deux the fandango». The Times, 18-6-2006. URL consultato in data 18-6-2009.
- ^ a b (EN) Freddie Mercury. Rolling Stone. URL consultato il 18-6-2009.
- ^ (EN) The great british battle of the bands. BBC, 1-1-2007. URL consultato il 18-6-2009.
- ^ a b (EN) The Freddie Mercury's Biography. TheBiographyChannel.co.uk. URL consultato il 18-6-2009.
- ^ (EN) «Blender Magazine's 22 Greatest Voices». Amiannoying.com. URL consultato in data 18-6-2009.
- ^ La famiglia Bulsara deve il proprio nome a Bulsar, una città dello stato indiano del Gujarat, che oggi è conosciuta come Valsad. Nel XVII secolo Bulsar era uno dei cinque centri della religione Zoroastra, quindi il cognome "Bulsara" è abbastanza frequente tra i seguaci di quel culto.
- ^ a b Greg Prato. (EN) Freddie Mercury Biography. All Music Guide. URL consultato il 20-6-2009.
- ^ (EN) «Exclusive interview with Freddie's sister Kashmira». Mail on Sunday, 26-11-2000. URL consultato in data 20-6-2009.
- ^ a b (EN) The Freddie Mercury's Biography. LiveMusicMagazine.com. URL consultato il 21-6-2009.
- ^ (EN) Freddie Mercury biography from official Queen Fun Club. QueenWorld.com. URL consultato il 21-6-2009.
- ^ Zanzibar, la porta dell'Africa. Corriere della Sera. URL consultato il 21-6-2009.
- ^ (EN) Ed Saunt. «Feltham insulted over Freddie Mercury plan». The Hounslow Chronicle, 8-5-2009. URL consultato in data 21-6-2009.
- ^ Freddie Mercury - Biografia da MusicaFilm.com. MusicaFilm.it. URL consultato il 21-6-2009.
- ^ David Bret, op. cit., pag. 7
- ^ Andy Davis, op. cit., pag. 2
- ^ Don Rush, op. cit.
- ^ (EN) Freddie Mercury: Quotes/Quotations. Icelebz.com. URL consultato il 29-6-2009.
- ^ Lover of Life, Singer of Songs, Emi Music, 2006
- ^ Gunn-Jenkins 1992 "Queen la biografia ufficiale", p. 188
- ^ (EN) Freddie Mercury - (A Kind of Magic) Part 2. Youtube. URL consultato il 5-7-2009.
- ^ Jann Wenner, op. cit.
- ^ a b Sr. David Neil, op. cit.
- ^ http://www.musicplace.it/articoli.asp?ID=2879
- ^ Freddie Mercury rinnegato in patria, "È una vergogna per l'Islam", da rockol.it
- ^ [1]
[modifica] Bibliografia
[modifica] Testi
- Clarke Ross, Freddie Mercury: A Kind of Magic, (in inglese) Kingsfleet Publications, 1991. ISBN 9781874130017
- Jacky Gunn; Jim Jenkins, Queen: As It Began, (in inglese) Sidgwick & Jackson, 1992. ISBN 9780330332590
- Sr. David Neil, Queen: Greatest Hits - Off the Record, (in inglese) International Music Publications, 1993. ISBN 9780863599507
- David Evans; David Minns, Freddie Mercury: This is the Real Life, (in inglese) Britannia Press, 1993. ISBN 9780951993736
- Rick Sky, The Show Must Go On: The Life of Freddie Mercury, (in inglese) Carol Publishing Corporation, 1994. ISBN 9780806515069
- Boyce Simon, Freddie Mercury, (in inglese) Parragon, 1995. ISBN 9780752511054
- Jim Hutton; Tim Waspshott, Mercury and Me, (in inglese) Bloomsbury, 1995. ISBN 9780747521341
- Jeffrey Hudson; Neville Marten, Freddie Mercury & Queen, (in inglese) Castle Communications, 1995. ISBN 9781860740404
- David Bret, Living On the Edge: The Freddie Mercury Story, (in inglese) Robson Books, 1996. ISBN 9781861052568
- Laura Jackson, Mercury: The King of Queen, (in inglese) Smith Gryphon, 1996. ISBN 9781856851114
- Max Felsani; Michele Primi, Mauro Saita, Queen. Tutti i testi con traduzione a fronte, Giunti Editore, 1997. ISBN 9788809024182
- Peter Freestone; David Evans, Mister Mercury: An Appreciation, (in inglese) Tusitala, 1998. ISBN 9780953334100
- Lesley-Ann Jones, Freddie Mercury: The Definitive Biography, (in inglese) Hodder & Stoughton, 1998. ISBN 9780340672099
- Peter Freestone; David Evans, Freddie Mercury: An Intimate Memoir By the Man Who Knew Him Best, (in inglese) Omnibus Press, 1999. ISBN 9780711986749
- Paul Russel, The Gay 100: A Ranking of the Most Influential Gay Men and Lesbians, Past and Present, (in inglese) Kensington, 2002. ISBN 9780758201003
- Peter Freestone; David Evans, Freddie Mercury: The Afterlife, (in inglese) Tusitala, 2004. ISBN 9780953334117
- Freddie Mercury; Greg Brooks, Simon Lupton, Freddie Mercury: A life, In His Own Words, (in inglese) Mercury Songs, 2006. ISBN 9780955375804
- Linda Curtis, Freddy Mercury... from Zanzibar to Logan Place, (in inglese) Lo Vecchio, 2006. ISBN 9788873331490
- Roy Gyongy Fox; Thom Lessner, Killer Queen: The Freddie Mercury Story, (in inglese) Blue Q, 2008. ISBN 9781601671486
[modifica] Pubblicazioni e articoli di rilevanza
- Rush, Don (17 marzo 1979). Queen's Freddie Mercury . Circus Magazine (in inglese). URL consultato il 29-6-2009.
- Davis, Andy (marzo 1996). Queen Before Queen . Record Collector Magazine 3 (199) (in inglese). URL consultato il 22-6-2009.
- Wenner, Jann (2001). Hall of Fame Inductees - Queen . Rock and Roll Hall of Fame (in inglese). URL consultato il 5-2009.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Freddie Mercury
Wikiquote contiene citazioni di o su Freddie Mercury
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Biografia di Freddie Mercury da All Music Guide
- (EN) Scheda e informazioni su Freddie Mercury da Internet Movie Database
- (EN) Sito ufficiale dei Queen
- Portale italiano dedicato ai Queen
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