Il servo

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Il servo
Il servo (film).png
Dirk Bogarde e James Fox
Titolo originale The Servant
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1963
Durata 116 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere drammatico
Regia Joseph Losey
Soggetto Robin Maugham (romanzo)
Sceneggiatura Harold Pinter
Produttore Joseph Losey e Norman Priggen
Casa di produzione Springbok Productions
Distribuzione (Italia) DEAR Fox (1964)
Fotografia Douglas Slocombe
Montaggio Reginald Mills
Musiche John Dankworth
Scenografia Richard Macdonald
Costumi Beatrice Dawson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il servo è un film del 1963 diretto da Joseph Losey, sceneggiato da Harold Pinter a partire da un romanzo di Robin Maugham.

È stato presentato in concorso alla 24ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Tony, un ricco giovane londinese, assume come servitore Hugo Barrett. Inizialmente quest'ultimo sembra assolvere con zelo al proprio incarico e i due sembrano calarsi perfettamente nei rispettivi ruoli, ma all'apparire sulla scena della fidanzata di Tony, Susan che si dimostra subito sospettosa nei riguardi di Barrett, la loro relazione inizia a trasformarsi.

In seguito Barrett introduce Vera in casa di Tony come cameriera. Attraverso diverse vicende e macchinazioni Barrett e Vera assumono il controllo della situazione e finiranno con lo scambiare i ruoli con Tony e Susan, fino all'inversione dei ruoli tra "servi" e "padroni".

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha vinto tre Premi BAFTA 1964: miglior attore britannico (Dirk Bogarde), miglior fotografia di un film britannico, esordiente più promettente (James Fox).

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 22º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[1]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il Dizionario Mereghetti assegna al film il giudizio più alto, definendolo «un saggio sui rapporti di classe con la logica di un thriller», nel quale «l'atmosfera di sfascio e di decadenza è resa con uno stile barocco ma mai fine a se stesso, e lo sviluppo dei rapporti tra i personaggi segue logiche imprevedibili ma spietate».[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The BFI 100. URL consultato il 18-6-2008.
  2. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 978-88-6073-186-9 pp. 2657-2658

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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