Cruising

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Cruising
Cruising(al).JPG
Al Pacino e Paul Sorvino in una scena del film
Titolo originale Cruising
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA, Germania Ovest
Anno 1980
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere crimine, drammatico
Regia William Friedkin
Soggetto Gerald Walker (romanzo)
Sceneggiatura William Friedkin
Produttore Jerry Weintraub
Casa di produzione Lorimar Film Entertainment, Europaische Treuhand AG
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia
Fotografia James A. Contner
Montaggio Bud S. Smith
Musiche Jack Nitzsche
Scenografia Bruce Weintraub
Costumi Robert De Mora
Trucco Allen Weisinger
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Cruising è un film drammatico del 1980, diretto da William Friedkin, con Al Pacino e Paul Sorvino.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

A New York iniziano a essere rinvenute, nelle acque del fiume Hudson, parti del corpo di uomini. La polizia ritiene sia l'opera di un serial killer che abborda omosessuali nei bar cittadini per poi stuprarli e mutilarne i corpi, così l'agente di polizia Steve Burns viene mandato come infiltrato nel mondo dei club per omosessuali per rintracciare l'assassino. Il suo lavoro da infiltrato lo porta a riflettere sulla relazione con la sua ragazza Nancy, e ad interrogarsi circa il suo orientamento sessuale.

Burns commette uno sbaglio e porta la polizia ad indagare sul conto del cameriere di un ristorante, Skip Lea, il quale sarà costretto a spogliarsi e masturbarsi dinanzi a quattro detective per fornire loro un campione di sperma. Dopo aver assistito a questo episodio di brutale violenza, Burns capisce che i poliziotti non stanno conducendo le indagini al fine di scovare l'assassino, ma spinti unicamente da una delirante omofobia. Vorrebbe abbandonare le indagini, ma viene convinto dal suo capo a riprenderle in mano.

Steve riesce alla fine a rintracciare il vero serial killer, Stuart Richards, uno studente di musica, omosessuale, e lo arresta. Dopo quest'indagine Burns diventa ispettore e gli viene concesso un permesso, durante il quale probabilmente commette l'omicidio del suo vicino di casa omosessuale, Ted Bailey.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Versioni differenti[modifica | modifica wikitesto]

Esistono tre versioni del lungometraggio. La versione cinematografica presentava, ad inizio film, un avviso nel quale veniva dichiarato che l'opera non voleva porsi come rappresentativa dello stile di vita della comunità gay. Si noti come Friedkin abbia dichiarato che dalla realizzazione cinematografica furono tagliati oltre 40 minuti, andati perduti. La versione per l'home video in VHS è identica a quella uscita nei cinema, ma non presenta l'avviso iniziale. Una versione estesa per l'home video in DVD realizzata dalla Warner nel 2007, infine, presenta il film restaurato, con scene mai viste in VHS ed effetti visivi aggiunti da Friedkin stesso. Uniche omissioni rispetto alla versione cinematografica ed a quella in VHS sono l'assenza dell'avviso e dell'inquadratura mostrante il graffito "We're everywhere" ("Siamo ovunque").

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critiche negative[modifica | modifica wikitesto]

Le critiche del film lo bersagliarono sia sotto il punto di vista puramente qualitativo e tecnico che sotto quello del messaggio politico. In entrambi i casi, le critiche furono altamente negative e gli attivisti omosessuali protestarono pubblicamente contro il film, cercando addirittura di boicottarlo.

I commenti del critico cinematografico Jack Sommersby furono comuni alle critiche rivolte agli aspetti non politici, quali lo sviluppo dei personaggi e gli adattamenti fatti nella trasposizione cinematografica del romanzo [1].

La seconda grossa critica giunse dagli attivisti gay, i quali ritenevano che il film contenesse un messaggio politico omofobo, che avrebbe portato a un aumento dei crimini d'odio nei confronti degli omosessuali. Il critico cinematografico gay Vito Russo scrisse nel suo libro The Celluloid Closet che, "I gay che protestarono contro la realizzazione del film sostenevano che esso [il film] avrebbe mostrato che quando Pacino riconosceva la sua attrazione verso il mondo omosessuale, sarebbe diventato psicotico e avrebbe iniziato a uccidere." (Vito Russo The Celluloid Closet p. 238, 1987). Nella versione su DVD del documentario The Celluloid Closet (Lo schermo velato), uno dei brani del film mostra che pochi secondi di sesso anale gay pornografico vennero inseriti in una scena dove il serial killer accoltellava una vittima. Gli attivisti gay sentivano che il film ritraeva gli omosessuali come predatori sessuali moralmente simili ai vampiri e che mischiare la pornografia gay in una scena di omicidio, oltre al particolare punto di vista del film sui bar gay, suggeriva l'intento da parte del regista di creare una connessione politica bigotta tra il sesso gay e la violenza.

Critiche positive[modifica | modifica wikitesto]

Le critiche negative al film influirono sui risultati al botteghino, ma a partire dagli anni novanta, il film ha generato alcune critiche positive. Oggi il film è una specie di classico film di culto tra i fan dell'horror e anche tra il pubblico gay. Alcuni considerano il film come una specie di capsula temporale dell'epoca di decadenza della cultura gay, che si colloca dopo i moti di Stonewall e prima dell'avvento dell'AIDS, che era comune in molti centri urbani negli anni settanta e primi anni ottanta, e gli attivisti gay lo indicano come un film storico, che spinse a un graduale cambiamento nel modo in cui i film hollywoodiani ritraggono i gay.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il film ricevette tre candidature ai Razzie Awards: peggior regista e peggior sceneggiatura a William Friedkin, e peggior film.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora di Cruising vede la presenza di un brano del gruppo punk di Los Angeles, The Germs. La band registrò 6 brani per il film, ma soltanto uno di questi, Lion's Share, apparve poi nel film.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]