Il braccio violento della legge
| Il braccio violento della legge | |
|---|---|
Una scena del film |
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| Titolo originale | The French Connection |
| Paese di produzione | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1971 |
| Durata | 100 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Rapporto | 1,85:1 |
| Genere | poliziesco |
| Regia | William Friedkin |
| Soggetto | Edward M. Keyes, Robin Moore |
| Sceneggiatura | Ernest Tidyman |
| Produttore | Philip D'Antoni |
| Fotografia | Owen Roizman |
| Montaggio | Gerald B. Greenberg |
| Musiche | Don Ellis, Jimmy Webb |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Il braccio violento della legge (The French Connection) è un film del 1971 diretto da William Friedkin, che riscosse un notevole successo di pubblico ottenendo svariati premi internazionali, tra cui 5 premi Oscar e tre Golden Globe mentre divise la critica specializzata dell’epoca,[1][2] aprendo numerosi dibattiti.[3]
Indice |
Trama [modifica]
Due poliziotti della squadra narcotici di New York (Jimmy Doyle e Buddy Russo) dalla vita sregolata, solitaria e dai metodi assai violenti, sono in difficoltà con i superiori a causa di alcune operazioni fallite. Basandosi unicamente su vaghi indizi, riescono ad intercettare un’importante spedizione di stupefacenti proveniente da Marsiglia, coordinata da un misterioso e raffinato trafficante francese (Alain Charnier).
Affiancati e sorvegliati da due compagni di lavoro, inizia per Doyle e Russo un’indagine complessa fondata su estenuanti pedinamenti, avara di progressi e ricca di insuccessi, che diverrà una vera ossessione. Charnier nel frattempo elude la sorveglianza, ed aiutato da complici americani (Weinstock e Boca), dal killer Pierre Nicoli e dal famoso attore tv Henry Deveraux, fa giungere, a bordo dell’auto di quest’ultimo, la partita di droga in città.
Doyle e Russo vengono estromessi dal caso, ma non si arrendono e, grazie ad una soffiata, arrivano alla vettura di Devereaux. Dopo un'interminabile perquisizione fatta smontando letteralmente il veicolo trovano l'eroina, salvo lasciarla nell’automobile apparentemente intatta, per non dare sospetti e poter individuare il luogo dello scambio.
La resa dei conti finale vede il fallimento sia del piano criminale (con morti ed arrestati fra i delinquenti), sia del principale obiettivo della polizia, la cattura di Charnier (il quale farà perdere le tracce). Inoltre Doyle, in preda all'esaltazione, uccide per errore un collega senza mostrare particolari rimorsi.
Descrizione [modifica]
Di grande portata innovativa per linguaggio e contenuti, oggi è considerato, ben oltre i semplici confini del genere poliziesco, un capolavoro dell’arte cinematografica.[4][5]
A riprova di tale consacrazione nel 2005 è stato inserito nell’elenco del National Film Registry fra i film in lingua inglese da conservare (a cura del National Film Preservation Board presso la Biblioteca del congresso degli Stati Uniti).[6]
La maggior parte della critica specializzata[7] ha rimarcato i pregi dell’autore nel dipingere il realistico e serrato confronto fra due gruppi (poliziotti e criminali) alquanto sfumati ed ambigui nei caratteri, talmente indefiniti da apparire spesso in posizioni eticamente rovesciate (senza tuttavia stravolgerne il senso, giacché la prevalenza della legge sul crimine rimane evidente in tutto l’arco della trama).
Questa nuova concezione dello scontro fra “buoni e cattivi”, introdotta dai precedenti Il mucchio selvaggio e Gangster Story, viene reinterpretata con taglio documentaristico senza alcuna carica nostalgica e retorica, giungendo ad un finale sospeso, originale ed amaro.
Di notevole valore estetico anche la rappresentazione di un paesaggio metropolitano moderno dai toni freddi e desolanti, così lontano dagli stereotipi in uso.
Friedkin utilizza un linguaggio cinematografico inconsueto, capace di integrare frenetici ritmi di montaggio tipici delle scene d’azione (ad esempio il celebre e lungo inseguimento),[8] a piani alternati per la creazione di atmosfere particolari (come lo scorrere del tempo durante gli appostamenti-pedinamenti, ed il diverso stato d’animo fra gli antagonisti)[9]. Supportato da un'eccellente sceneggiatura, montaggio ed interpretazione d’assieme (Hackman su tutti), riesce ad equilibrare costantemente tensione narrativa e definizione dei personaggi, trasmettendo in maniera credibile sia l’esistenza grama di agenti afflitti da dubbi, frustrazioni, rivalità, ed un flebile senso della giustizia, sia l’elevato tenore di vita di trafficanti senza scrupoli, “educatamente criminali”[10] in apparenza più rispettati e stimati, ciò nondimeno sempre sull’orlo della cattura.
Il film oltre ad aver influenzato profondamente il poliziesco,[11] ha contribuito alla nascita di quel “nuovo cinema americano anni 70”, che raccontava la società coniugando realismo e canoni classici hollywoodiani, spettacolo ed impegno, azione ed introspezione (contemporaneamente ad opere di altri grandi registi come Coppola, Altman, Schlesinger, Pollack).
Origini e sequel [modifica]
Il soggetto de Il braccio violento della legge trae origine dal libro di Robin Moore, a sua volta ispirato ad un clamoroso sequestro di eroina realmente accaduto nell’ambito di un traffico internazionale che vedeva implicata la malavita americana e marsigliese. I veri agenti, artefici dell’operazione, erano Eddie Egan e Sonny Grosso, divenuti consulenti tecnici per il film al quale parteciparono anche come attori, con piccoli camei.
Nel 1975 è stato girato un sequel, Il braccio violento della legge 2 (titolo originale: French Connection II), diretto da John Frankenheimer, con esiti minori rispetto al capostipite.
Riconoscimenti [modifica]
Note [modifica]
- ^ recensione del 1972 di T. Kezich per il Corriere della Sera - http://www.mymovies.it/dizionario/critica.asp?id=56421
- ^ recensione datata 21-09-1972 - http://www.rtsi.ch/filmselezione/scheda.cfm?tipo=ric&iniz=Il%20braccio%20violento%20della%20legg&start=1&id=2024
- ^ I primi anni settanta erano un periodo di grande fervore politico-sociale e forte contrapposizione fra schieramenti, pertanto l’approccio estremamente concreto ed i temi sociali espressi dalla pellicola suscitarono giudizi negativi e dispute.
A seconda delle appartenenze ideologiche si giudicava il film, o permissivo ed indulgente verso i criminali ponendo le forze dell’ordine in cattiva luce, oppure reazionario, ribaltando in sostanza i medesimi motivi (poliziotti violenti e squallidi impersonificanti il potere costituito, contro malviventi da combattere spietatamente anziché da recuperare).
Il titolo italiano, mistificando l’originale, era uno dei frutti di questo clima e in Italia divenne un detto di uso comune. - ^ American Film Institute - I 100 migliori film statunitensi di sempre - AFI's 100 Years... 100 Movies.
- ^ {en} Filmsite.org - designato fra i migliori 200 film in lingua inglese della storia del cinema http://www.filmsite.org/momentsindx200.html
- ^ Ogni anno 25 film vengono selezionati per particolari meriti estetici, culturali e storici.
- ^ {en} IGN Entertainment - panoramica attualizzata di recensioni internazionali http://www.rottentomatoes.com/m/french_connection/?critic=columns
- ^ {en} FilmCritic.com – recensione di Blake French http://www.filmcritic.com/misc/emporium.nsf/99ab500ce9e033518625623d00162b6a/d81d348e8088844888256a880065ddcb?OpenDocument
- ^ Offscreen.it – analisi del linguaggio filmico di Adriano Ercolani http://www.offscreen.it/cult/braccioviolentodellalegge.htm
- ^ Dvd.it – citazione da recensione http://www.dvd.it/page/dett/arti/21509/nv/DVD.AZI/il_braccio_violento_della_legge.html
- ^ American Film Institute - Nona posizione fra i cento migliori film thriller statunitensi di sempre - AFI's 100 Years... 100 Thrills.
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Il braccio violento della legge dell'Internet Movie Database
- Scheda su Il braccio violento della legge de Il mondo dei doppiatori
- (EN) [1] (lista di recensioni internazionali)
- (EN) [2] (intervista con il regista sul film)
- (EN) [3] (articolo del regista su come fu realizzata la famosa scena d’inseguimento)
- [4] (intervista ad uno dei veri poliziotti)
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