Il padrino (film)
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Il padrino (1972) è la prima delle tre pellicole della trilogia omonima firmata dal regista Francis Ford Coppola, ispirata al romanzo omonimo di Mario Puzo.
La pellicola fu premiata con tre premi Oscar e, insieme al suo seguito, è considerata una pietra miliare della storia del cinema.
Il padrino è stata infatti considerata la seconda miglior pellicola statunitense della storia dall'American Film Institute ed è costantemente al primo posto della classifica dell'Internet Movie Database.
Indice |
[modifica] Trama
New York, 1946. Vito Corleone, detto il padrino, è un immigrato siciliano che, dopo anni di crimine, principalmente nell'organizzazione del gioco d'azzardo illegale e nei racket sindacali, si è affermato come il più potente dei capi-mafia italo-statunitensi della città. La sua organizzazione, la Famiglia Corleone, con cui gestisce un enorme giro di affari illegali, coinvolge l'iracondo figlio maggiore Santino detto Sonny, Fredo, ingenuo e poco intelligente, e il figliastro Tom Hagen, brillante avvocato divenuto "consigliere" cioè braccio destro del capo. Il suo potere non si basa solo sulla violenza, ma anche e soprattutto sull' "amicizia", che il Capo elargisce generosamente a chi gli chiede favori, ma che pretende ricambiata in maniera assoluta e che gli ha creato negli anni una preziosa rete di conoscenze e protezioni nel mondo cosiddetto "legale".
Dopo il fastoso matrimonio "alla siciliana" della figlia Constanzia (Connie), Corleone riceve Virgil Sollozzo, pericoloso trafficante di droga chiamato "Il Turco", affiliato alla famiglia Tattaglia, una delle cinque cosche mafiose newyorkesi, che gli chiede protezione giudiziaria e finanziaria per impiantare un traffico di stupefacenti di vasta portata. Il capo rifiuta il proprio appoggio al nascente affare della droga, nonostante il parere favorevole di Santino e di Tom, e tra le famiglie mafiose scoppia una feroce guerra fatta di reciproci attentati ai principali capi e rappresentanti.
Quando viene a sapere che il padre è in pericolo di vita a seguito di un terribile attentato, Michael Corleone, decorato della Seconda guerra mondiale e unico figlio di Vito a non essere sino allora coinvolto negli affari criminali della famiglia, convince il fratello Santino, che ha preso momentaneamente il comando, a farlo incontrare con Sollozzo per ucciderlo, tendendogli un tranello durante un incontro per trattare una tregua. Michael, alla fine, affronta lo spacciatore di droga e il capitano di polizia corrotto che lo scorta, e li uccide in un ristorante. Per evitare di essere arrestato o ucciso, il giovane lascia gli Stati Uniti e si nasconde nel paese di Corleone, in Sicilia, la terra nativa del padre Vito. Qui incontra e s’innamora di Apollonia, giovane siciliana che sposa, ma che poco dopo muore in un attentato "al tritolo" cui egli scampa fortunosamente.
Nel frattempo, a New York, Santino cade in un'imboscata, dove viene brutalmente ucciso. Appena ripresosi, Vito riassume il comando e, colpito profondamente dalla morte del figlio, decide di porre fine alla faida convocando un incontro tra i capi delle principali famiglie mafiose italo-statunitensi. Durante l'incontro i boss decidono di permettere lo spaccio di droga, ma con alcune regole che tutti saranno tenuti a rispettare, pena una nuova guerra. In cambio della pace e della garanzia dell'incolumità di Michael, Vito accetta di porre le proprie protezioni giudiziarie al servizio del nascente affare.
Rientrato in America, Michael prende il posto di Santino nella cosca di famiglia, e in breve tempo il padre gli passa il comando ritirandosi a vita privata, continuando a consigliare il figlio da dietro le quinte. Nel frattempo Michael sposa Kay Adams, sua antica fidanzata e compagna del college, da cui ha un figlio, Anthony Vito.
Alla morte del padre nel 1954, Michael riceve una proposta dai capi delle altre famiglie mafiose per stipulare un nuovo accordo di pace ma grazie ai vecchi consigli paterni, il nuovo boss sa che i capi delle cinque famiglie in realtà operano per esautorare la famiglia Corleone e che durante l'incontro lo uccideranno. Con un'audace mossa anticipa e fa uccidere tutti i capi rivali punendo con la morte anche chi l’ha tradito, il caporegime Tessio e il cognato Carlo Rizzi, marito di Connie, che anni prima tradì il fratello Santino. Per ordine di Michael, Carlo è strangolato dal caporegime Peter Clemenza, padrino di battesimo e precettore mafioso di Santino.
Uscita dalla guerra di mafia come la più potente "famiglia" di Nuova York, i Corleone completano i preparativi per trasferirsi in Nevada, a Las Vegas e a Reno dove il gioco d'azzardo, tradizionale attività familiare, si sta espandendo in forma apparentemente legale.
Informata da Connie, Kay chiede al marito se è vero che ha fatto uccidere il cognato. Michael mentendo lo nega, ma Kay capisce la verità quando vede il marito, nello studio del padre, ricevere dai capiregime i deferenti omaggi dovuti al nuovo padrino.
[modifica] Colonna sonora
| Per approfondire, vedi la voce Il padrino (colonna sonora). |
[modifica] I sequel
Il regista Francis Ford Coppola girerà poi due sequel del Padrino, Il padrino - Parte II nel 1974 e Il padrino - Parte III nel 1990, completando così una trilogia che fa oggi parte della storia del cinema.
[modifica] Curiosità
- La Paramount Pictures considerò dapprima di fornire la parte di Vito Corleone a Ernest Borgnine, Edward G. Robinson, Orson Welles o George C. Scott. Anche Burt Lancaster voleva la parte ma non fu mai considerato.
- Francis Ford Coppola era invece indeciso se dare la parte di Vito Corleone a Laurence Olivier o Marlon Brando. Olivier era però all'epoca troppo vecchio e malato per recitare, così la sua scelta cadde su Marlon Brando, di cui Coppola era un grande ammiratore. Brando però all'epoca aveva 47 anni e un aspetto ancora giovanile (Ultimo tango a Parigi per esempio è successivo al Il Padrino), ma al provino per la parte Brando, che s’invecchiò con del cotone in bocca, fu talmente bravo che convinse definitivamente Coppola.
- Francis Ford Coppola rischiò di essere licenziato per aver scelto Marlon Brando per la parte di Vito Corleone. Onde evitare questa spiacevole soluzione, il regista licenziò a sua volta molti dei suoi dipendenti che stavano premendo per il suo licenziamento.
- Al provino per la parte, Marlon Brando decise di voler dare al suo personaggio un aspetto da bulldog, recitando con del cotone in bocca per appesantire le guance. Durante le riprese, il cotone fu sostituito da un particolare apparato costruito appositamente da un dentista, e oggi conservato in un museo dedicato al cinema di New York.
- Brando rifiutò il suo premio Oscar e non si presentò alla cerimonia di premiazione, in disaccordo sui maltrattamenti degli indiani nativi d'America da parte degli Stati Uniti e di Hollywood. Al suo posto inviò alla premiazione una finta squaw chiamata Sacheen Littlefeather per leggere il suo discorso di protesta. Più tardi si scoprì la vera identità della ragazza, Maria Cruz, un'attrice semi-sconosciuta.
- Fu Francis Ford Coppola a volere fortemente l'allora semisconosciuto Al Pacino nella parte di Michael Corleone. Il regista dovette vincere le forti resistenze della produzione che offrì la parte a Jack Nicholson, Dustin Hoffman e Robert Redford. Francis Ford Coppola sosteneva che questi ultimi non avessero la fisionomia del viso riconducibile ai siciliani. Persino James Caan fu provinato per il ruolo di Michael.
- Robert De Niro fece un convincente provino per la parte di Sonny. Tuttavia Francis Ford Coppola gli preferì James Caan, la cui candidatura era sostenuta apertamente da Brando.
- L'interprete di Luca Brasi, Lenny Montana, doppiato in italiano con grande professionalità da Guido Celano, dimostrò gravi problemi di nervosismo ogni volta che doveva recitare il proprio ringraziamento al padrino in occasione dell'invito alle nozze della figlia Connie, siccome il personaggio era interpretato da Marlon Brando. Coppola allora scrisse appositamente la scena in cui Brasi prova e riprova il discorso accanto al tavolo di Michael e di Kay Adams. Addirittura, durante le prove, per stuzzicare il collega, Brando entrò in scena con un cartoncino attaccato in fronte con scritto "Vai a fare in...". Coppola, nel commento sul DVD (edizione 2002), spiega che Montana era un ex wrestler, con poca esperienza alle spalle come attore; fu principalmente il fatto che dovesse girare con Marlon Brando a farlo innervosire.
- Marlon Brando amava molto fare scherzi sulle scene (tipo il biglietto con la scritta "vai a..." appena citato). Altre vittime furono i due sventurati che in una scena del film, al suo ritorno a casa dall'ospedale, lo portavano su una barella in camera sua: Brando fece mettere assieme a lui sotto la coperta una serie di pesi, di modo che il tutto (barella, Brando e pesi) arrivò a pesare quasi trecento chili.
- Lo scrittore Mario Puzo e il regista Francis Ford Coppola hanno intenzionalmente evitato di utilizzare il termine Mafia all'interno dei loro lavori.
- Nella pellicola ci sono circa 61 scene in cui si vedono gli attori mangiare o bere.
- Nella pellicola ci sono tre personaggi appartenenti alla famiglia di Francis Ford Coppola. Talia Shire, sorella del regista, nella parte di Connie; Carmine Coppola (padre di Francis) al pianoforte nella scena d'intermezzo della pellicola e una neonata Sofia Coppola nella parte di Michael Francis Rizzi, il bambino battezzato durante lo sterminio dei capi delle cinque famiglie.
- La parte di Apollonia, originariamente offerta a Stefania Sandrelli (che però non si mostrò interessata), è stata interpretata da una giovanissima Simonetta Stefanelli, che all'epoca delle riprese non aveva ancora compiuto i 18 anni di età.
- Il film fu girato in 62 giorni.
- Nel 2006 è stato creato il gioco ufficiale per PC e console multipiattaforma, in cui il protagonista è un affiliato ai Corleone, che compie la propria ascesa personale nella famiglia, partendo dal livello più basso fino a ricoprire il ruolo del padrino. Il tutto con, sullo sfondo, le vicende della pellicola.
- Le scene ambientate a Corleone, in verità, furono girate in provincia di Catania a Fiumefreddo di Sicilia, nella fattispecie al Castello degli Schiavi, la scena finale de Il padrino - Parte III, in particolare, ed anche a Forza d'Agrò a Savoca e a Motta Camastra in provincia di Messina.
- Robert Duvall spesso divertiva gli altri attori con delle improvvisazioni non programmate, ad esempio quando muore Sonny Corleone e riferisce a Don Vito la morte del figlio.
- Robert Redford ha aiutato il regista nella scena in cui Sonny raccoglie una penna da terra.[senza fonte]
- Durante la scena in cui Tom Hagen riferisce a Don Vito la morte del figlio Sonny, si nota visibilmente un microfono che esce dalla scrivania.
- Il chitarrista dei Guns N' Roses, Slash, suonava spesso il brano della colonna sonora della pellicola, in versione rock, durante i concerti.
[modifica] Galleria fotografica delle locations
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Il luogo di Savoca, in Sicilia, in cui venne girata la scena del bar dove Michael Corleone parla con il signor Vitelli, padre di Apollonia. |
Panorama di Motta Camastra, in provincia di Messina, che nel film si vede nella scena in cui Michael Corleone e i suoi guardaspalle arrivano a Corleone. |
La catterdale di Forza d'Agrò, in provincia di Messina, di fronte la quale venne girata la scena di Michael Corleone e dei suoi guardaspalle che camminano per le strade di Corleone. |
[modifica] Scene del film
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Amerigo Bonasera parla con Don Vito Corleone nella scena all'inizio del film. |
Carmella Corleone canta al matrimonio della figlia Constanzia. |
Don Vito Corleone ascolta le richieste dei suoi picciotti durante il matrimonio della figlia. |
Tom Hagen a cena con il produttore Jack Woltz. |
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Virgil Sollozzo parla con Don Vito Corleone dell'affare della droga. |
Il capitano Mark McCluskey prima di essere ucciso da Michael Corleone. |
Fabrizio il Pastore seduto in un bar di Corleone insieme a Michael Corleone e a Calò. |
Apollonia Vitelli al primo incontro ufficiale con Michael Corleone. |
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Salvatore Tessio al funerale di Don Vito Corleone. |
Moe Greene parla con Michael Corleone. |
Ottilio Cuneo mentre viene assassinato. |
Anthony Stracci pochi secondi prima di essere ucciso da Peter Clemenza. |
[modifica] Collegamenti ad altre pellicole e cartoni animati
- Nel film Robin Hood: un uomo in calzamaglia di Mel Brooks, l'attore Dom DeLuise fa una parodia di Don Vito Corleone.
- Nel film Terapia e pallottole al protagonista Paul Vitti (Robert De Niro), capo di una famiglia mafiosa, viene fatto un attentato mentre sta comperando delle arance proprio come accade nel film a Don Vito Corleone.
- La serie televisiva più premiata della storia della Tv americana, I Soprano (1999-2007), omaggia ripetutamente i film di Coppola, in modo diretto o sottinteso: fra i vari omaggi, nell'edizione in dvd collection de Il padrino vi è un easter egg proprio su I Soprano, in cui viene riproposta una famosa scena della seconda stagione (ep. 17 - Viaggio a Napoli) in cui Tony, Paulie, Pussy, Silvio e Chris sono riuniti al Bada Bing per guardare appunto Il padrino.
- "Il Padrino" è citato anche in "Effetto Notte" di François Truffaut. Ferrand, il regista/protagonista del film, deve preparare il copione di una scena, prima di cimentarsi nella scrittura, sfoglia il giornale e si accorge che in tutte le sale cinematografiche si proietta solo "Il Padrino" e afferma: "Sembra che quest'anno abbia fatto film solo Coppola".
- Numerose sono le citazioni anche nella serie di cartoni animati I Simpson.
- Parecchie citazioni tratte dal film "Il Padrino" possiamo trovarle anche nel telefilm "Tutto in Famiglia".
[modifica] Doppiaggio italiano
- L’edizione italiana è stata diretta da Renato Izzo su dialoghi di Roberto De Leonardis.
- Per la versione televisiva The Godfather: 1901-1959 (trasmessa più volte sul canale satellitare Studio Universal), alcune voci nelle scene integrate sono differenti: ad esempio la voce di Sonny è di Michele Gammino.
[modifica] Le diverse edizioni
The Godfather Saga, (in italiano, "The Godfather: 1901-1959"), è il film montato in ordine cronologico dei primi due film della saga. Un'operazione fatta nel 1977 da Coppola per finanziare il suo film Apocalypse Now. Fu fatta soprattutto per la tv e il mercato VHS. La durata è di 434 minuti.
Nel 1992 solo per il mercato VHS (5 cassette) fu fatta un ulteriore versione cronologica, "Godfather Trilogy 1901-1980", comprendente anche la parte III, con scene inedite, per una durata complessiva 583 minuti.
Nel 2007 la Paramount ha prodotto una versione restaurata e digitalizzata dell'originale, con audio in Dolby surround.
Per Marzo 2008 era prevista l'uscita di un cofanetto contenente le tre pellicole della saga, con più contenuti speciali e con un doppiaggio differente dall'originale italiano (voluto da Coppola in persona), per consentire un audio adatto ai nuovi sistemi d’intrattenimento domestico. La questione ha fatto crescere l'ira e le proteste dei fans, che considerano le versioni italiane originali intoccabili e d’importanza storica. Queste proteste hanno portato a un ripensamento della distribuzione, che ha inserito sia il doppiaggio originale in 2.0, sia quello nuovo in 5.1. Per questo motivo, l'uscita del cofanetto è stata spostata a Giugno 2008. Ecco le voci scelte per la seconda edizione italiana:
| Personaggio | Interprete | Doppiatore |
|---|---|---|
| Don Vito Corleone | Marlon Brando | Stefano De Sando |
| Michael Corleone | Al Pacino | Massimo Rossi |
| Santino "Sonny" Corleone | James Caan | Roberto Pedicini |
| Tom Hagen | Robert Duvall | Angelo Maggi |
| Kay Adams | Diane Keaton | Roberta Pellini |
| Fredo Corleone | John Cazale | Oliviero Dinelli |
| Connie Corleone | Talia Shire | Franca D'Amato |
| Peter Clemenza | Richard Castellano | Giorgio Lopez |
| Cap. Mark McCluskey | Sterling Hayden | Luciano De Ambrosis |
| Carlo Rizzi | Gianni Russo | Christian Iansante |
| Johnny Fontane | Al Martino | Teo Bellia |
| Jack Woltz | John Marley | Dario Penne |
| Paulie Gatto | John Martino | Tony Sansone |
| Luca Brasi | Lenny Montana | Mario Bombardieri |
| Don Emilio Barzini | Richard Conte | Sergio Di Stefano |
| Moe Greene | Alex Rocco | Fabrizio Pucci |
| Sandra Corleone | Julie Gregg | Alessandra Chiari |
- La direzione del doppiaggio è stata affidata a Rodolfo Bianchi.
- In questa nuova edizione è stato mantenuto il nome originale di Don Emilio Barzini (al posto di "Barrese")
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Il padrino dell'Internet Movie Database
- Scheda su Il padrino de Il mondo dei doppiatori

