Il padrino (film)

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Il padrino
Don Vito Corleone.jpg
Don Vito Corleone riceve Amerigo Bonasera
Titolo originale The Godfather
Lingua originale Inglese, Siciliano
Paese di produzione USA, Italia
Anno 1972
Durata 175 min , 200 min (versione estesa)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere gangster, drammatico, noir
Regia Francis Ford Coppola
Soggetto Mario Puzo (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Mario Puzo, Francis Ford Coppola
Produttore Albert S. Ruddy
Casa di produzione Paramount Pictures
Fotografia Gordon Willis
Montaggio William Reynolds
Peter Zinner
Effetti speciali Paul J. Lombardi
Musiche Nino Rota
Scenografia Dean Tavoularis
Costumi Anna Hill Johnstone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Edizione originale

Ridoppiaggio (2007)

(EN)
« I'm gonna make him an offer he can't refuse. »
(IT)
« Gli farò un'offerta che non potrà rifiutare. »
(Vito Corleone)

Il padrino (The Godfather) è un film gangster del 1972, prima pellicola della trilogia omonima firmata dal regista, diretto da Francis Ford Coppola e interpretato da Marlon Brando con Al Pacino, James Caan, John Cazale, Robert Duvall, Talia Shire e Diane Keaton, ispirata al romanzo omonimo di Mario Puzo.

La pellicola fu premiata con tre premi Oscar, con il suo seguito, è considerata una pietra miliare della storia del cinema.

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al terzo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[1] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al secondo posto.[2] È al secondo posto anche nella classifica dell'Internet Movie Database[3], mentre la rivista Empire lo considera come il film più bello di tutti i tempi, al primo posto in un elenco di 500.

Il film si trova al 20° posto nella classifica dei film hanno incassato di più nella storia del cinema.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York, 1945. Vito Corleone, padrino della famiglia Corleone, è un immigrato siciliano. È diventato, dopo anni di crimine, principalmente nell'organizzazione del gioco d'azzardo illegale e nei racket sindacali, il più potente dei capi-mafia italo-statunitensi della città. La sua organizzazione gestisce un enorme giro di affari illegali. Coinvolge: l'iracondo primogenito Santino detto Sonny, Fredo, secondogenito ingenuo e poco intelligente e il figliastro Tom Hagen, brillante avvocato divenuto "consigliere" cioè braccio destro del capo. Il suo potere non si basa solo sulla violenza, ma anche e soprattutto sull'"amicizia". Il Capo elargisce "amicizia" a chi gli chiede favori e in cambio pretende devozione e riconoscenza assoluta. Così, ha creato negli anni, una rete di conoscenze e protezioni nel mondo cosiddetto "legale".

Dopo il fastoso matrimonio "alla siciliana" della figlia Connie, Corleone riceve Virgil Sollozzo, un pericoloso trafficante di droga chiamato "Il Turco", affiliato al clan Tattaglia, una delle cinque famiglie newyorkesi, che gli chiede protezione e l'appoggio finanziario di un milione di dollari per impiantare un traffico di stupefacenti di vasta portata. Il capo rifiuta il proprio appoggio al nascente affare della droga, nonostante il parere favorevole di Santino e di Tom. Scoppia così tra le famiglie mafiose una feroce guerra fatta di reciproci attentati ai principali capi e rappresentanti.

Quando viene a sapere che il padre è in pericolo di vita a seguito di un attentato, Michael Corleone, decorato della seconda guerra mondiale e unico figlio di don Vito a non essere stato sino ad allora coinvolto negli affari criminali della famiglia, convince il fratello Santino, che ha preso momentaneamente il comando, a farlo incontrare con Sollozzo per ucciderlo, tendendogli un tranello durante un incontro per trattare una tregua. Michael affronta lo spacciatore di droga e il capitano di polizia corrotto che lo scorta, e li uccide in un ristorante. Per evitare di essere arrestato o ucciso, il giovane lascia gli Stati Uniti e si nasconde in Sicilia. Qui incontra e s'innamora di Apollonia, giovane siciliana che sposa, ma che poco dopo muore in un attentato "al tritolo" cui egli scampa fortunosamente.

Nel frattempo a New York, Santino cade in un'imboscata in cui rimane brutalmente ucciso. Appena ripresosi, don Vito riassume il comando e, colpito profondamente dalla morte del figlio, decide di porre fine alla faida convocando un incontro tra i capi delle principali famiglie mafiose per contrattare una tregua. Durante l'incontro, i boss decidono di permettere lo spaccio di droga, con alcune regole che tutti dovranno a rispettare, pena una nuova guerra. In cambio della pace e della garanzia dell'incolumità di Michael, Don Vito accetta di porre le proprie protezioni giudiziarie al servizio del nascente affare.

Rientrato in America, Michael prende il posto di Sonny nella famiglia, e in breve tempo il padre gli passa il comando ritirandosi a vita privata, continuando a consigliare il figlio da dietro le quinte. Contemporaneamente Michael sposa Kay Adams, sua antica fidanzata e compagna del college, da cui ha un figlio, Anthony.

Alla morte del padre nel 1954, Michael riceve una proposta dai capi delle altre famiglie mafiose per stipulare un nuovo accordo di pace. Grazie ai vecchi consigli paterni, il nuovo boss sa che i capi delle cinque famiglie in realtà operano per esautorare la famiglia Corleone e che durante l'incontro lo uccideranno. Con un'audace mossa, anticipa gli eventi. Fa uccidere tutti i capi rivali. Punisce così con la morte anche chi l'ha tradito, il caporegime Tessio e il cognato Carlo Rizzi, marito di Connie, che anni prima tradì il fratello Santino. Per ordine di Michael, Carlo è strangolato dal caporegime Peter Clemenza, padrino di battesimo e precettore mafioso di Santino.

Usciti dalla guerra di mafia e riacquisito il potere a New York, i Corleone completano i preparativi per trasferirsi in Nevada, a Las Vegas e a Reno dove il gioco d'azzardo, tradizionale attività familiare, si sta espandendo in forma apparentemente legale.

Informata da Connie, la quale, sconvolta, ha fatto irruzione nello studio accusando Michael della morte del marito, Kay chiede a Michael se quanto ha gridato la cognata è vero, ma Michael mentendo lo nega, non prima di averle "ordinato" di non fargli mai domande sui suoi affari. La moglie tuttavia capisce la verità quando vede Michael nello studio del padre ricevere dai capiregime i deferenti omaggi dovuti al nuovo padrino.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il padrino (colonna sonora).

I sequel[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Francis Ford Coppola girerà due sequel: Il padrino - Parte II nel 1974 e Il padrino - Parte III nel 1990, che compongono così la trilogia che fa parte della storia del cinema.

Differenze tra film e romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il padrino (romanzo)#Differenze tra il romanzo e i film).

Cast[modifica | modifica wikitesto]

  • Marlon Brando è Don Vito Corleone, il patriarca della famiglia, sposato con Carmela e con quattro figli: Michael, Connie, Santino e Fredo. Brando fu lui stesso a creare l'aspetto del suo personaggio, assegnandogli una faccia da bulldog. Inoltre il successo del film risollevò la carriera dell'attore, che in quel momento sembrava quasi al tramonto.
  • Al Pacino è Michael Corleone, secondo figlio di don Vito e l'unico che non abbia preso parte agli affari criminali della famiglia. Succede al padre alla morte di quest'ultimo. Al Pacino ebbe, con questo ruolo, la notorietà internazionale che gli permise di entrare tra le star di Hollywood.
  • James Caan è Santino Corleone, primo figlio di don Vito, inizialmente quasi tutti credono che sarà lui a succedere al padre alla sua morte, ma dopo il decesso don Vito sceglierà Michael. Con questo film Caan ottenne la sua prima e finora unica nomination all'Oscar.
  • Richard Castellano è Peter Clemenza, uno dei capiregime della Famiglia Corleone. Egli è un vecchio amico di don Vito e Salvatore Tessio.
  • Robert Duvall è Tom Hagen, figlio adottivo di don Vito, consigliere e avvocato di famiglia. Alla fine Michael, su consiglio del padre, gli toglierà la carica di consigliere.
  • Diane Keaton è Kay Adams, fidanzata e poi moglie di Michael insieme avranno due figli: Anthony e Mary.
  • John Cazale è Fredo Corleone, terzo figlio di don Vito, è il personaggio più goffo della famiglia. Si caccia spesso in guai grossi.
  • Talia Shire è Connie Corleone, unica figlia femmina di Don Vito. Si sposa con Carlo Rizzi, il quale spesso la maltratta.
  • Abe Vigoda è Salvatore Tessio, altro capo regime della famiglia insieme a Peter Clemenza.
  • Al Lettieri è Virgil Sollozzo, mafioso nemico dei Corleone, organizza l'attentato a don Vito e viene ucciso da Michael in un ristorante.
  • Gianni Russo è Carlo Rizzi, marito di Connie che maltratta continuamente, tradisce Santino facendolo uccidere.
  • Lenny Montana è Luca Brasi, serial killer dei Corleone.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La genesi del film[modifica | modifica wikitesto]

La Paramount Pictures acquistò i diritti de "Il padrino", il libro di Mario Puzo, per farne un film di genere. All'interno della casa di produzione c'erano però molte resistenze dopo lo scarso successo de La fratellanza (1968), un film di ambientazione simile, diretto da Martin Ritt.

In un primo momento vennero contattati per la regia Elia Kazan, Sergio Leone, Arthur Penn e Costa Gavras, ma non furono interessati. L'unico regista che si dimostrò disponibile fu Sam Peckinpah che venne però allontanato dai produttori in quanto la sua idea era quella di trasformare la storia in una specie di western con ambientazioni gangster. Infine Robert Evans, il capo della Paramount, puntò sull'italoamericano Francis Ford Coppola, nonostante le perplessità dei produttori perché era un regista semisconosciuto. Coppola accettò principalmente l'incarico per avere denaro per finanziare il suo futuro film La conversazione[4].

Coppola venne contrastato dai produttori perché si rifiutò di spostare la collocazione temporale del film (gli anni quaranta e cinquanta) all'epoca delle riprese (1972) e l'ambientazione nella città di Saint Louis, molto più economica di New York.

Pressioni sul film[modifica | modifica wikitesto]

Frank Sinatra fece pressioni sulla produzione. Cercò di far in modo che il personaggio di Johnny Fontane del romanzo di Puzo, ispirato alla sua figura, per via dei suoi presunti legami con Cosa nostra americana, non venisse, a lui, ricondotto.

Prima dell'inizio delle riprese, Joseph Colombo, boss della famiglia Colombo, iniziò una campagna per boicottare la realizzazione della pellicola, accusata di denigrare gli italoamericani ritraendoli tutti come mafiosi. Infine il produttore Albert S. Ruddy s'incontrò con Colombo e i due giunsero a un accordo: la parola "mafia" non sarebbe comparsa nel copione e nemmeno pronunciata nel film.

Casting[modifica | modifica wikitesto]

La Paramount considerò dapprima l'idea di affidare la parte di Vito Corleone a Ernest Borgnine, Edward G. Robinson, Orson Welles o George C. Scott o Gian Maria Volonté. Anche Burt Lancaster desiderava interpretare quel ruolo, ma non fu mai preso in considerazione. Francis Ford Coppola era invece indeciso se dare la parte a Laurence Olivier o a Marlon Brando. Olivier era però all'epoca troppo vecchio e malato per recitare. La scelta definitiva cadde così su Marlon Brando, di cui Coppola era un grande ammiratore. L'attore, che all'epoca aveva quarantasette anni e un aspetto ancora giovanile, al provino per la parte decise di voler dare al suo personaggio una faccia da bulldog. Recitò con del cotone in bocca per appesantire le guance e apparire più anziano[5]. Questo trucco convinse definitivamente il regista, che gli assegnò la parte. Coppola però rischiò di essere licenziato per aver scelto Brando. Per evitare questa spiacevole soluzione, il regista licenziò a sua volta molti dipendenti che stavano premendo per il suo allontanamento. Per il ruolo Brando dovette accettare un cachet più basso.

Fu Coppola a volere fortemente l'allora semisconosciuto Al Pacino nella parte di Michael Corleone. Il regista dovette vincere le forti resistenze della produzione, che aveva offerto il ruolo a Jack Nicholson, Dustin Hoffman, Robert Redford e Ryan O'Neal. Il regista infatti sosteneva che questi ultimi non avessero una fisionomia del viso riconducibile ai siciliani e alla fine ebbe la meglio. Inizialmente persino James Caan fu sottoposto a un provino per il ruolo di Michael. La Paramount a causa dell'insistenza di Coppola arrivò quasi al punto di licenziarlo. a risolvere la situazione e tirare fuori dai guai Coppola ci pensò Marlon Brando che minacciò di abbandonare il set se il regista fosse stato sostituito[6].

Robert De Niro fece un convincente provino per la parte di Sonny. Tuttavia Coppola gli preferì James Caan, la cui candidatura era sostenuta apertamente da Brando. Un allora sconosciuto Sylvester Stallone venne sottoposto a un provino per il ruolo di Carlo Rizzi, così come Mia Farrow per quello di Kay Adams.

Bruce Dern, Paul Newman e Steve McQueen furono considerati per il ruolo di Tom Hagen che invece andò a Robert Duvall. Per il ruolo di Connie Corleone, Francis Ford Coppola scritturò la sorella Talia Shire.

La parte di Apollonia venne originariamente offerta a Stefania Sandrelli, che però non si mostrò interessata. Per tale ragione venne interpretata da una giovanissima Simonetta Stefanelli, che all'epoca delle riprese non aveva ancora compiuto diciotto anni.

Nella pellicola ci sono tre personaggi appartenenti alla famiglia di Francis Ford Coppola. Talia Shire, sorella del regista, nella parte di Connie. Carmine Coppola, suo padre, al pianoforte nella scena d'intermezzo della pellicola. Infine una neonata Sofia Coppola nella parte di Michael Francis Rizzi, il bambino battezzato durante lo sterminio dei capi delle cinque famiglie.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Marlon Brando amava molto fare scherzi sul set. Alcune "vittime" furono i due sventurati che in una scena del film, al ritorno a casa di Don Vito Corleone dall'ospedale, lo portavano su una barella in camera sua. Brando fece mettere con lui sotto la coperta una serie di pesi, in modo tutto (barella, Brando e pesi) arrivasse a pesare quasi 300 kg.

Durante le riprese della scena del matrimonio di Connie, Lenny Montana, l'interprete di Luca Brasi, si dimostrò molto teso ogni volta che doveva recitare il proprio ringraziamento al padrino in occasione dell'invito alle nozze. Montana era estremamente nervoso all'idea di recitare nella stessa scena con un mostro sacro quale Marlon Brando. Coppola allora scrisse appositamente la scena in cui Brasi prova e riprova il discorso accanto al tavolo di Michael e di Kay Adams. Addirittura, durante le prove, per stuzzicare il collega, Marlon Brando entrò in scena con un cartoncino attaccato in fronte con scritto "Vai a fare in...".

Pure Robert Duvall spesso divertiva gli altri attori con delle improvvisazioni non programmate, come ad esempio nella scena quando riferisce a Don Vito la morte del figlio Sonny.

Nella scena in cui Johnny Fontane, ottenuto il favore riguardante il film a cui vuole partecipare, esce dalla stanza dove si trova Don Vito Corleone, quando apre la porta si può notare una donna che si ferma e che subito si fa da parte. Coppola afferma che in effetti era capitata per caso nella ripresa.

Location[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle riprese si sono svolte dal 29 marzo al 6 agosto 1971, per lo più a New York, con un totale di 77 giorni di girato.

Le scene ambientate a Corleone in verità furono girate in provincia di Catania, a Fiumefreddo di Sicilia, nella fattispecie al Castello degli Schiavi. Altre scene furono girate a Forza d'Agrò, a Savoca e a Motta Camastra, in provincia di Messina.

Galleria fotografica delle location siciliane[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Uscito negli USA, il film incassò circa 86 milioni di dollari[7]. Fu una sorpresa per la casa di produzione, che non si aspettava un incasso così alto. Uscito in altre nazioni, continuò ad avere un grosso successo, spaccando in due la critica internazionale ed entrando nell'immaginario collettivo del pubblico. Arrivò a incassare un totale di 144.234.000 $ in tutto il mondo[8].

Marlon Brando rifiutò il suo Oscar e non si presentò alla cerimonia di premiazione, come atto di protesta verso i maltrattamenti agli indiani, nativi d'America, da parte degli Stati Uniti e di Hollywood. Al suo posto inviò alla premiazione una nativa americana di nome "Sacheen Littlefeather" per leggere il suo discorso di protesta. Brando fu il secondo attore della storia del cinema che aveva rifiutato tale premio. Al Pacino boicottò la premiazione. Sostenne che il suo personaggio era comparso per più tempo nel film di quello di Brando e quindi dovesse essere lui a ottenere la nomination come miglior attore e Brando quella per miglior attore non protagonista.

Nel 1990 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[9] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al secondo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

  • USA, The Godfather, 15 marzo 1972
  • Giappone, Godfather (ゴッドファーザー Goddofāzā?), 15 giugno 1972
  • Germania, Der Pate, 24 agosto 1972
  • Italia, Il padrino 14 settembre 1972
  • Argentina, El padrino, 20 settembre 1972
  • Svezia, Gudfadern, 27 settembre 1972
  • Finlandia, Kummisetä, 29 settembre 1972
  • Francia, Le parrain 18 ottobre 1972
  • Australia, 2 novembre 1972
  • Olanda, De peetvader, 18 gennaio 1973
  • Hong Kong, 11 ottobre 1973
  • Cecoslovacchia, Kmotr, 1º gennaio 1975

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 è stato creato il gioco ufficiale per PC e console multipiattaforma. In esso il protagonista è un affiliato ai Corleone, che compie la propria ascesa nella famiglia, partendo dal livello più basso fino a ricoprire il ruolo del padrino. Il tutto con, sullo sfondo, le vicende della pellicola. Il videogioco Conker's Bad Fur Day omaggia il film tramite il personaggio di Don Weaso, una donnola boss della mafia del gioco.

Durante la scena dell'acquisto di frutta prima dell'attentato di Vito Corleone, si può notare un manifesto su un incontro di pugilato che vede protagonista Jake LaMotta, protagonista del film di Martin Scorsese, Toro scatenato.

Collegamenti ad altre pellicole e cartoni animati[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film fu parodiato da un somigliantissimo Alighiero Noschese, ne L'altra faccia del padrino (1973), qui nel ruolo di Vito Monreale, anche egli vittima del rivale Tattaglia.
  • Nel film Robin Hood: un uomo in calzamaglia di Mel Brooks, l'attore Dom DeLuise fa una parodia di don Vito Corleone. Ugualmente fa Tom Hanks in "C'è posta per te" (You've Got Mail).
  • Nel film Terapia e pallottole il protagonista Paul Vitti (Robert De Niro), capo di una famiglia mafiosa, in cura presso uno psicoterapeuta per problemi di stress, sogna di essere vittima di un attentato, dopo aver comprato della frutta, esattamente come accade a don Vito Corleone.
  • La serie televisiva più premiata della storia della TV statunitense, I Soprano (1999-2007), omaggia ripetutamente i film di Coppola, in modo diretto o sottinteso: fra i vari omaggi, nell'edizione in DVD collection de Il padrino vi è un easter egg proprio su I Soprano, in cui viene riproposta una famosa scena della seconda stagione (ep. 17 - Viaggio a Napoli) in cui Tony, Paulie, Pussy, Silvio e Chris sono riuniti al Bada Bing per guardare appunto Il padrino.
  • "Il Padrino" è citato anche in Effetto notte di François Truffaut. Ferrand, il regista/protagonista del film, deve preparare il copione di una scena. Sfoglia il giornale, prima di cimentarsi nella scrittura. Si accorge, così, di come in tutte le sale cinematografiche si proietti "Il Padrino" e afferma: "Sembra che quest'anno abbia fatto film solo Coppola".
  • Parecchie citazioni tratte dal film "Il Padrino" possiamo trovarle anche nel telefilm Tutto in famiglia.
  • Nel film Ocean's Thirteen, Reuben in un colloquio con Rusty, dice le stesse parole dette da don Vito Corleone a Tom Hagen per sapere della morte del figlio.
  • Nel film Parto col folle, Zach Galifianakis reinterpreta la sequenza iniziale de Il Padrino, in cui don Vito Corleone parla con Amerigo Bonasera.
  • Nel film Megamind, il protagonista si trasforma in un incrocio tra Jor-El (padre di Superman) e il padrino per addestrare il suo apprendista (doppiato in italiano con accento siciliano). Da notare che anche Jor-El era interpretato da Marlon Brando.
  • Nel film Il boss e la matricola, Marlon Brando interpreta Carmine Sabatini, del tutto uguale a Vito Corleone, tant'è che il protagonista Clark Kellogg, interpretato da Matthew Broderick, nota una "impressionante somilianza" con il boss del film "Il padrino".
  • Il film viene citato anche nella stagione 4 puntata 18 del telefilm Castle - Detective tra le righe, quando Richard Castle imita la voce di don Vito Corleone.
  • Nel film Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, nella scena in cui il tenente Aldo Raine (interpretato da Brad Pitt) simula di essere un famoso attore siciliano, si notano chiaramente alcuni atteggiamenti molto simili a quelli di Marlon Brando nella sua interpretazione di don Vito Corleone. Oltretutto, Pitt, come Brando, indossa per tutto il film delle protesi interne alla bocca per conferire anche a lui delle guance "da bulldog", nonché ha dei baffetti simili a quelli di don Vito.
  • Il personaggio del Padrino è protagonista in un episodio della serie animata Ecco Pippo!, precisamente l'episodio n° 61 intitolato Pippo e il Padrino.
  • Nell'episodio 13 della 4 stagione di Modern Family intitolato "Il Padrino", Phil cerca a modo suo di aiutare i figli nelle loro disavventure quotidiane.

Tenta di risolvere il tutto con gentilezza e finisce per aggravare le diverse situazioni. Decide così di cedere alla tentazione di comportarsi malvagiamente. Eccitato dall'idea di essere padrino del figlio di Jay e Gloria, durante il rito delle rinunce a Satana del battesimo del piccolo Fulgenzio, si serve del figlio Luke. Il fine è quello di mettere in atto una serie ripicche, cattive ma efficaci, nei confronti delle persone con cui lui stesso o i figli avevano avuto problemi. Viene riproposta anche la famosa scena dell'avvertimento tramite una testa di cavallo nel letto, sostituita da una testa di un pupazzo a forma di zebra. A fine puntata, la moglie Claire in piedi di fronte alla porta della stanza di Phil chiede spiegazioni su come mai tutti i problemi dei loro figli siano andati a posto da soli. Phil risponde alla moglie di "non chiedere nulla riguardo ai suoi affari" e il figlio Luke chiude la porta lasciando Claire fuori dalla stanza e dagli affari di Phil.

  • Numerose sono le citazioni anche nella serie di cartoni animati I Simpson, per esempio nella puntata "Il pony di Lisa", in cui Lisa si sveglia la mattina urlando per aver trovato il tanto desiderato pony dormirle a fianco, in riferimento alla famosa scena della testa di cavallo nel letto; o nella puntata "Le forti braccia della mamma", quando Marge reincontra il suo aggressore e lo picchia allo stesso modo, con la stessa ambientazione della scena in cui Sonny picchia Carlo. Un altro riferimento al film è presente in Lo scemo, lo chef, la moglie e il suo Homer dove viene mostrato per la prima volta il figlio Michael.

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Le diverse edizioni[modifica | modifica wikitesto]

The Godfather Saga, (in italiano, "The Godfather: 1901-1959"), è il film montato in ordine cronologico dei primi due film della saga. Un'operazione fatta nel 1977 da Coppola per finanziare il suo film Apocalypse Now. Fu fatta soprattutto per la TV e il mercato VHS. La durata è di 434 minuti; in Italia fu trasmessa da Canale 5 nel 1982, divisa in nove puntate, che ottennero grande successo (circa 9 milioni di spettarori), ma viene battuto da Fantastico su Rai Uno che totalizza oltre 24 milioni di spettatori.

Nel 1992 solo per il mercato VHS (5 cassette) fu fatta un'ulteriore versione cronologica, "Godfather Trilogy 1901-1980", comprendente anche la parte III, con scene inedite, per una durata complessiva 583 minuti.

Nel 2007 la Paramount ha prodotto una versione restaurata e digitalizzata dell'originale, con audio in Dolby surround.

Per marzo 2008 era prevista l'uscita di un cofanetto contenente le tre pellicole della saga, con più contenuti speciali e con un doppiaggio differente dall'originale italiano (voluto da Coppola in persona), per consentire un audio adatto ai nuovi sistemi d'intrattenimento domestico. La questione ha fatto crescere l'ira e le proteste dei fans, che considerano le versioni italiane originali intoccabili e d'importanza storica. Queste proteste hanno portato a un ripensamento della distribuzione, che ha inserito sia il doppiaggio originale in Mono, sia quello nuovo in 5.1. Per questo motivo, l'uscita del cofanetto è stata spostata a giugno 2008.

  • La direzione del doppiaggio è stata affidata a Rodolfo Bianchi.
  • In questa nuova edizione è stato mantenuto il nome originale di Don Emilio Barzini (al posto di "Barrese")
  • Questa versione con il nuovo doppiaggio è stata mandata in onda in televisione per la prima volta il 13 dicembre 2010 su Rete 4.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il micetto che don Corleone accarezza nella celebre scena con Bonasera è un imbucato. Coppola lo vide gironzolare per lo studio, lo prese e lo piazzò sulle gambe di Marlon Brando. Tutto ok fin qui se non fosse che quel gatto quasi rovinò la ripresa: i tecnici del suono si accorsero più tardi che le battute di Brando si capivano a malapena perché le fusa del micio coprivano le parole. Nella colonna sonora si sente ancora il "prrr" del gatto.
  • Insieme a Casablanca è il film con più passaggi in TV della storia (135). Trasmesso per la prima volta su Rai Uno nel novembre 1974 ha ottenuto un ascolto di oltre 25 milioni di spettatori, risultando tutt'ora il film più visto di sempre in TV.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  2. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  3. ^ (EN) IMDb Top 250, imdb.com. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  4. ^ Cinema e dintorni: La conversazione di Francis Ford Coppola
  5. ^ Durante le riprese, il cotone fu sostituito da un particolare apparato costruito appositamente da un dentista, e oggi conservato in un museo dedicato al cinema di New York
  6. ^ http://cultura.panorama.it/cinema/il-padrino-marlon-brando-40-anni
  7. ^ Il padrino - Parte II - MYmovies
  8. ^ La classifica aggiornata dei maggiori incassi di tutti i tempi!
  9. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 3 gennaio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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