Ultimo tango a Parigi

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Ultimo tango a Parigi
Ultimo tango brando schneider.png
Marlon Brando e Maria Schneider in una scena del film
Titolo originale Last Tango in Paris
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1972
Durata 136 min (versione cinematografica)
129 min (versione italiana, australiana, statunitense e norvegese)
124 min (versione spagnola)
250 min (original cut)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.75: 1
Genere drammatico, erotico
Regia Bernardo Bertolucci
Soggetto Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura Bernardo Bertolucci
Franco Arcalli
Produttore Alberto Grimaldi
Fotografia Vittorio Storaro
Montaggio Franco Arcalli
Roberto Perpignani
Musiche Gato Barbieri
Scenografia Ferdinando Scarfiotti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Ultimo tango a Parigi è un film del 1972 diretto da Bernardo Bertolucci, con protagonista Marlon Brando affiancato da Maria Schneider.

La sceneggiatura fu scritta da Bernardo Bertolucci, Franco Arcalli e Agnès Varda (dialoghi aggiuntivi), e adattata da Robert Alley. La fotografia è di Vittorio Storaro. Le musiche jazz del film furono composte da Gato Barbieri, arrangiate e condotte da Oliver Nelson.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Dopo il suicidio della moglie Rosa, il quarantacinquenne Paul, un americano trapiantato a Parigi, sembra aver smarrito ogni ragione per vivere.

Vagando senza meta per la città, incontra la ventenne Jeanne in un appartamento in affitto in rue Jules Verne, nel quartiere di Passy, che i due casualmente si trovano a visitare insieme. Scattano l'attrazione e la passione, e i due sconosciuti hanno un rapporto sessuale nella casa vuota. Prendono l'appartamento come pied-à-terre e fra loro nasce una relazione di sensi nel corso della quale, ignorando tutto dell'altro partner, persino il nome, esplorano a fondo le rispettive sessualità. Jeanne, figlia d'un colonnello e fidanzata con un giovane regista cinematografico con il quale gira un film artigianale, s'innamora di Paul che non la corrisponde, anzi la lascia.

Paul, che con la defunta moglie gestiva un alberghetto di basso livello, riceve nel frattempo la visita della suocera, venuta a seppellire la figlia, e approfondisce la conoscenza di Marcel, garbato amante della moglie e pensionante dell'hotel, che ha una vestaglia uguale alla sua. Si scopre quindi innamorato di Jeanne, e tempo dopo l'intercetta e l'insegue sino a una sala da ballo in cui è in corso una gara di tango.

Qui i due bevono sino a ubriacarsi, mentre Paul racconta a Jeanne i dettagli sulla sua vita, tralasciando il suo nome, proponendole una vita insieme. Ma per Jeanne ormai è finita, e dopo averlo masturbato fugge verso casa sua. Paul ubriaco l'insegue ancora, stavolta sin dentro casa dove lei, terrorizzata, dietro sua richiesta gli rivela il proprio nome e poi l'uccide con la pistola d'ordinanza del padre.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Primo piano di Jeanne

Questa brillante idea nacque dalle fantasie sessuali personali di Bertolucci, che affermò di aver sognato di vedere una bellissima donna sconosciuta per strada e d'aver fatto l'amore con lei senza sapere chi fosse.[1] Il film fu inizialmente pensato per Jean-Louis Trintignant e Dominique Sanda, che avevano già lavorato con Bertolucci ne Il conformista. Quando Trintignant rifiutò la parte, la Sanda, che aveva partecipato con il regista allo sviluppo dell'idea originale, era incinta e decise di non parteciparvi. Bertolucci allora andò a Parigi per incontrare Jean-Paul Belmondo e Alain Delon, ma Belmondo si rifiutò persino d'incontrare il regista considerando il film pornografico; Delon invece avrebbe accettato ma a condizione di produrre egli stesso il film. Il nome di Marlon Brando saltò fuori quasi per caso e, attraverso Christian Ferry che lavorava per la Paramount, si riuscì a combinare un incontro all'Hotel Raphael di Parigi. Brando ascoltò con interesse l'inglese stentato del regista, ma prima d'accettare chiese di vedere Il conformista e propose a Bertolucci di andare da lui a Los Angeles per due settimane per parlare del film prima di iniziare a girare.[2] La United Artists offrì a Brando 250.000 dollari e il 10% degli incassi.[3]

Uscita nelle sale e sequestro[modifica | modifica sorgente]

Il film causò in Italia un forte scandalo, per le numerose esplicite scene di sesso e in particolare per una scena di sesso anale nella quale è utilizzato del burro.

La sequenza in cui Brando e la Schneider consumano il loro primo rapporto include otto secondi, che vennero censurati, nei quali la Schneider sembra abbia un orgasmo.[senza fonte]

La famosa scena di nudo che ha scatenato la ferocia della censura

Il film fu proiettato integralmente, in anteprima mondiale, il 14 ottobre 1972 a New York, e fu subito chiaro che l'opera avrebbe scatenato infinite discussioni. In Italia uscì nelle sale il 15 dicembre 1972 a Porretta Terme, nell'ambito delle manifestazioni legate alla Mostra Internazionale del Cinema Libero di Porretta Terme,[4] un giorno dopo l'anteprima europea che si era svolta a Parigi.[5] La settimana seguente il film fu sequestrato per "esasperato pansessualismo fine a se stesso". In seguito a questa e ad altre denunce, cominciò un iter giudiziario che portò il 2 febbraio 1973 a una sentenza d'assoluzione in primo grado, a una di condanna nel secondo processo d'appello (il primo, sempre con sentenza di condanna nel giugno del 1973, era stato annullato per un vizio di forma) il 20 novembre 1974, e il 29 gennaio 1976 alla sentenza della Cassazione, che condannò la pellicola alla distruzione. Furono salvate fortunosamente alcune copie che oggi sono conservate presso la Cineteca Nazionale, da conservare come corpo del reato.

Per il regista ci fu una sentenza definitiva per offesa al comune senso del pudore, reato per il quale fu privato dei diritti politici per cinque anni e fu condannato a quattro mesi di detenzione (pena poi sospesa).

Nell'ottobre del 1982 la pellicola fu proiettata a Roma durante una rassegna cinematografica dal titolo "Ladri di cinema". Il fatto costò agli organizzatori una denuncia. Questi, però, furono assolti nel processo penale che li vide imputati, e l'opera non fu più considerata proibita. A distanza di quindici anni, nel 1987, la censura riabilitò il film, permettendone la distribuzione nelle sale (Bertolucci stesso ne aveva conservato clandestinamente una copia) e in seguito anche il passaggio in TV. L'opera ottenne un vasto consenso di pubblico, che giudicò il film godibile nonostante la drammaticità e non datato[senza fonte].

Maria Schneider ha dichiarato in più di un'occasione che la famosa scena del burro non era nel copione, ma fu un'improvvisazione di Brando con la complicità di Bertolucci, il quale non disse niente all'attrice per avere una reazione più realistica. La Schneider potendo tornare indietro non avrebbe girato quella scena considerandola un'umiliazione.[3][6] Lo stesso Bertolucci, a distanza di molti anni, nel 2013 ha confessato di sentirsi in un certo modo colpevole per quello che era successo alla Schneider dichiarando: «Forse sono stato colpevole per Maria Schneider ma non potranno condannarmi per questo».[7]

Il film nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Puntualmente, come per altre pellicole di successo, arrivò la parodia di Franco Franchi Ultimo tango a Zagarol (1973), un film che riscosse consensi, soprattutto per avere esorcizzato, secondo taluni, il forte impatto emotivo sul pubblico procurato dall'opera di Bertolucci.
  • Il film è citato nella canzone La regina dell'ultimo tango di Gianni Morandi, la quale però si distacca dalla drammaticità della pellicola. La vicenda del film è riproposta nella canzone Vivi di Claudio Baglioni.
  • A questa pellicola si ispira anche, parodisticamente, la canzone in ligure L'ultimo tango de I Trilli, duo folkloristico di Genova.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • L'edizione italiana del film è censurata anche nei dialoghi. Ad esempio, la battuta iniziale di Brando, una bestemmia, è stata eliminata.
  • Dalla originale pre-release italiana di 250 minuti la versione integrale venne a durare 136 minuti, e anche in altri paesi sono piovute censure: in Australia, America e Norvegia le versioni distribuite sono di 129', anche se negli USA nel 1982 il film ricevette un R-rating e fu accorciato di due minuti; in Spagna la versione in DVD ha la durata di 124 minuti[8].
  • Nelle scene censurate del film appare anche Laura Betti.
  • Al personaggio di Marlon Brando nel film vengono attribuiti come lavori precedenti quelli corrispondenti ad alcuni ruoli interpretati in film precedenti (ad esempio il pugile, il rivoluzionario, ecc.)
  • Anche Catherine Breillat, la regista francese di Pornocrazia e Romance, prese parte al film in un piccolo ruolo.
  • Una scena di Gallo Cedrone di Carlo Verdone si ispira a Ultimo tango a Parigi (nella scena dell'agente immobiliare interpretata da Verdone).
  • Alain Delon e Jean-Paul Belmondo rifiutarono il ruolo di Paul.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Trivia su IMDb
  2. ^ l'Espresso, 16 agosto 2007, pag. 41
  3. ^ a b Il était une fois... Le dernier tango à Paris di Serge July e Marie Genin
  4. ^ Maurizio Porro, «Ultimo tango» 30 anni dopo: la censura c'è ancora, Corriere della Sera, 28 giugno 2002. URL consultato il 18 maggio 2012.
  5. ^ Redazione, CINEMA E CENSURA: “ULTIMO TANGO A PARIGI COMPIE 40 ANNI”, Ternimagazine.it, 13 marzo 2012. URL consultato il 18 maggio 2012.
  6. ^ I felt raped by Brando
  7. ^ Bertolucci, confessione shock su Ultimo tango in ansa.it, 17 settembre 2013.
  8. ^ Ultimo tango a Parigi (1972)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]