Jean-Pierre Léaud

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Jean-Pierre Léaud nel 2000.

Jean-Pierre Léaud (Parigi, 5 maggio 1944) è un attore francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio dell'attrice Jacqueline Pierreux e dello sceneggiatore e assistente alla regia Pierre Léaud, iniziò a recitare a tredici anni nel 1958 con un piccolo ruolo nel film Agli ordini del re di Georges Lampin e successivamente nel primo lungometraggio di François Truffaut, I quattrocento colpi (1959) (Les quatre-cent coups), interpretando il ruolo di un adolescente, Antoine Doinel, che si scontra con l'incomprensione degli adulti. Truffaut, che in Léaud riconobbe un vero e proprio alter ego, darà seguito alla saga di Antoine Doinel, dedicandogli altri quattro lavori: Antoine e Colette, episodio de L'amore a vent'anni, e, con Claude Jade, Baci rubati, Non drammatizziamo... è solo questione di corna (Domicile conjugal) e L'amore fugge. Negli anni sessanta divenne uno dei volti più noti, se non il più noto, tra gli attori della cosiddetta "Nouvelle Vague" francese, venendo utilizzato come "attore feticcio" da Truffaut e Godard in particolare.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Ha recitato come protagonista in molti film di registi importanti tra i quali, oltre a François Truffaut, Jean-Luc Godard, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Aki Kaurismäki, Julien Duvivier.

Nel recente The Dreamers - I sognatori, Bernardo Bertolucci monta le immagini in bianco e nero di un documentario del 1968, che riprende un giovane e acceso Léaud mentre legge la protesta degli intellettuali contro il Governo, reo di avere sollevato dall'incarico il direttore della Cinématheque Francaise Henri Langlois, con le immagini a colori di un Léaud maturo, ma ancora deciso a urlare al mondo che "la libertà non è un privilegio che si concede, ma che si prende".

Ha recitato nello stesso film con Marlon Brando (Ultimo tango a Parigi) ma i due non si sono mai incontrati di persona: Léaud aveva così rispetto per Brando e così timore di lavorare con lui che girò le sue scene di sabato, giorno in cui Brando rifiutava di lavorare.

Attore caratterizzato da una particolare dizione e da non pochi manierismi, primo tra tutti il suo modo di passarsi la mano tra i capelli.

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

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