Daily Mail

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Daily Mail
Stato Regno Unito Regno Unito
Lingua inglese
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Formato tabloid
Fondazione 1896
Inserti e allegati Daily Mail Weekend Magazine
Sede Northcliffe House Kensington,
Londra
Editore Daily Mail and General Trust
Diffusione cartacea 2.342.000 (2005)
Direttore Guy Zitter
Redattore capo Paul Dacre
Sito web http://www.dailymail.co.uk/
 

Il Daily Mail è un quotidiano britannico di genere e formato tabloid fondato nel 1896. Come la maggior parte dei quotidiani inglesi esce sei giorni alla settimana (dal lunedì al sabato). La domenica i lettori trovano il Mail on Sunday (che è quasi indipendente ed ha un proprio direttore). Il quotidiano ha anche, dal 6 febbraio 2006, una versione irlandese. In passato, il Daily Mail fu il primo quotidiano del Regno Unito (adesso fa parte del cosiddetto middle-market) e fu il primo a vendere un milione di copie al giorno. Oggi è il secondo quotidiano più venduto dopo The Sun.

Originariamente veniva stampato in formato broadsheet, ma il 3 maggio 1971, il 75º anniversario della sua fondazione, venne preferito l'attuale formato, ovvero il tabloid. In questa data il Daily Mail incorporò anche il Daily Sketch che veniva già pubblicato come tabloid autonomo dalla stessa società editrice.

Il rivale storico, il Daily Express ha uno stile simile al Daily Mail, così come il tipo di lettori e la posizione politica, molto vicina ai conservatori, ma vende un terzo delle copie. Dal 2005, il Daily Mail vende più di due milioni di copie al giorno ed è uno dei maggiori quotidiani in lingua inglese, e come diffusione il dodicesimo al mondo in assoluto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Direzione di Lord Northcliffe[modifica | modifica sorgente]

Il Daily Mail, fondato da Alfred Harmsworth (in seguito Lord Northcliffe) con il fratello Harold (in seguito Lord Rothermere). Alfred presiedeva alla fattura del giornale, mentre Harold si occupava degli affari. Il primo numero uscì il 4 maggio 1896; costava mezzo penny (in un periodo in cui gli altri quotidiani londinesi costavano un penny) ed aveva un tono più popolare e più conciso degli altri. Riscosse un successo immediato, raggiungendo in pochi anni raggiunse oltre mezzo milione di lettori.

La linea politica del Daily Mail fu apertamente imperialista, optando per una linea fortemente patriottica nella Seconda Guerra Boera. Inoltre si delineò immediatamente il fatto che il giornale volesse intrattenere il lettore, mediante pubblicazioni periodiche, storie umane di relativo interesse o concorsi a premi. Nel 1906 offrì infatti 1.000 sterline per il primo volo attraverso La Manica e 10.000 per il primo volo da Londra a Manchester. La rivista Punch ritenne l'idea assurda e offrì 10.000£ per chi avesse volato su Marte, ma nel 1910 entrambi i premi del Daily Mail vennero assegnati. Nel 1908 creò la Ideal Home Exhibition, che si svolge annualmente ancora oggi.

Il giornale venne accusato di essere guerrafondaio prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, quando segnalò che la Germania stava progettando di schiacciare l'impero britannico. Dopo l'inizio della guerra (1914) Northcliffe sostenne, dalle colonne del quotidiano, la leva militare obbligatoria, sollevando molte polemiche.

Sul numero del 21 maggio 1915, Northcliffe attaccò duramente Lord Kitchener, il ministro della Guerra. Ma Kitchener era considerato un eroe nazionale e il Daily Mail perse molti lettori, portando le copie giornaliere da 1.386.000 a 238.000. Mille cinquecento membri della Borsa di Londra bruciarono simbolicamente le copie invendute e boicottarono il quotidiano. Il Primo Ministro Herbert Henry Asquith accusò il quotidiano di slealtà alla patria.

Quando Kitchener morì, il Daily Mail annunciò la sua scomparsa come una grande fortuna per l'impero britannico. Proseguì poi con una campagna contro Asquith, che si dimise il 5 dicembre 1916. Il suo successore, David Lloyd George, chiese a Northcliffe di far parte del suo gabinetto di stato, sperando di farselo amico ed evitando così molte critiche. Northcliffe rifiutò.

Direzione di Lord Rothermere[modifica | modifica sorgente]

Nel 1922, quando Lord Northcliffe morì, Lord Rothermere assunse il controllo totale del giornale. Nel 1924, il Daily Mail pubblicò la cosiddetta Lettera di Zinov'ev, un documento falso che indicava che i comunisti britannici stavano pianificando una violenta rivoluzione. È largamente accertato che questo fu un fattore determinante nella sconfitta del Partito laburista di Ramsay MacDonald nelle elezioni del 1924 che si svolsero quattro giorni dopo. In alcuni circoli laburisti il quotidiano è tuttora soprannominato The Forgers' Gazette (La Gazzetta dei Falsari).

All'inizio del 1934 Rothermere e il giornale erano simpatizzanti di Oswald Mosley e della British Union of Fascists. Nel 1934 Rothermere scrisse un articolo intitolato Hurrah for the Blackshirts (Urrà per le camicie nere), nel quale elogiava Mosley per la sua dottrina sana, di buon senso e conservatrice (sound, commonsense, conservative doctrine), anche se successivamente ritirò il suo supporto dopo che, durante un corteo tenutosi a Londra in quello stesso anno, la British Union of Fascists scatenò una violenta rissa contro alcuni comunisti.

Rothermere era amico e sostenitore di Benito Mussolini e di Adolf Hitler, che influenzarono la linea del Daily Mail fino al 1939. Durante quel periodo fu l'unico periodico britannico a sostenere il Partito Nazionalsocialista.[1][2] Rothermere era in rapporto di corrispondenza con Hitler; il 1º ottobre 1938 spedì un telegramma al fǖhrer in cui appoggiò l'invasione da parte della Germania della regione dei Sudeti (ovvero Boemia, Moravia, e parte della Slesia); esprimendo speranza che Adolf il Grande potesse diventare una figura di spicco nel Regno Unito.

Nel 1937 il corrispondente di guerra George Ward Price del Mail, verso il quale Mussolini stesso si disse sostenitore, così come per il giornale per cui lavorava, pubblicò un libro in difesa di Hitler e Mussolini, intitolato I Know These Dictators (Conosco questi dittatori).

Rothermere e il Daily Mail sostenevano la politica di Neville Chamberlain di appeasement, particolarmente durante la Conferenza di Monaco. Dopo l'invasione di Praga nel 1939 il Daily Mail cambiò nettamente posizione, invitando Chamberlain a prepararsi per la guerra, forse in parte anche perché il Governo aveva minacciato di far chiudere il giornale.

Il giornale continua ad essere soprannominato all'occorrenza Daily Heil, dato lo stampo conservatore e il suo sostegno a Mosley.[3]

Dal secondo dopoguerra ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Il Daily Mail venne trasformato dal redattore David English negli anni settanta e anni ottanta. David aveva cominciato la sua carriera nel 1951, al Daily Mirror e in seguito al Daily Sketch dove divenne caporedattore dal 1969 al 1971. Quell'anno il Daily Sketch venne chiuso, ergo iniziò a lavorare per il Daily Mail, dove sarebbe rimasto per oltre 20 anni. English trasformò il quotidiano da un rivale del Daily Express che però vendeva due milioni di copie in meno, ad un giornale di punta, che incrementò eccezionalmente la sua popolarità. Dopo 20 anni David English divenne redattore capo e presidente dei giornali collegati nel 1992.

La carta ha goduto un periodo di successo giornalistico negli anni '80, impiegando alcuni dei giornalisti più quotati, compresi Nigel Dempster, Lynda Lee Potter e Ian Woolridge. Nel 1982 venne ideato un titolo differente per l'edizione domenicale del quotidiano: The Mail on Sunday (Sunday Mail era già il nome di un quotidiano scozzese, posseduto dal gruppo del Mirror). Dal 1998 il presidente della società editrice del quotidiano è Jonathan Harmsworth, Visconte di Rothermere.

Il 6 febbraio 2006 venne lanciata la versione irlandese del quotidiano.

Linea editoriale[modifica | modifica sorgente]

Il Daily Mail si considera la voce della tradizione, con una posizione conservatrice contro dei valori liberali. Generalmente assume atteggiamenti anti-europeisti, anti-immigrazionisti, anti-abortisti, a favore della famiglia classica, a favore dei tagli alle tasse e della monarchia, così come a favore di pene più severe per i crimini. Il giornale è generalmente critico nei confronti della BBC, che percepisce come di sinistra e che vorrebbe che tornasse ad essere agli esordi.

Alla fine degli anni sessanta il quotidiano visse una fase liberale sul tema delle punizioni corporali, ma presto cambiò rotta e ritornò alle sue posizioni tradizionali.

Il Daily Mail fu fortemente critico nei confronti del Primo Ministro Tony Blair e sostenne il Partito Conservatore nelle elezioni generali del 2005.[4]

Sulle questioni riguardanti il Medio Oriente è generalmente a favore di Israele anche se ha espresso dubbi sulla Guerra in Iraq.

Fu uno dei primi giornali a scrivere del caso di Stephen Lawrence, un ragazzino di colore che venne ucciso da alcuni razzisti ad Eltham, Londra nell'aprile 1993. Nel 1997 il Daily Mail pubblicò una copertina con una foto di cinque uomini accusati di aver ucciso il ragazzo, con il titolo ASSASSINI, dichiarando che il giornale credeva nella colpevolezza degli uomini e aggiungendo se ci sbagliamo, lasciate che ci denuncino.[5]

Giornalisti[modifica | modifica sorgente]

In tempi recenti, come molti altri quotidiani londinesi, il Daily Mail ha incluso tra i propri giornalisti anche alcuni con stampi politici diversi dalla linea editoriale del giornale. Un caso noto è quello di Roy Hattersley, un ex ministro laburista che adotta una linea social-democratica e che oggigiorno attacca il suo stesso partito.

Attuali[modifica | modifica sorgente]

Del passato[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Richard Griffiths, Fellow Travellers of the Right: British Enthusiasts for Nazi Germany, 1933-9, London, Constable, 1980, ISBN 0-09-463460-2.
  2. ^ S. J. Taylor, The Great Outsiders: Northcliffe, Rothermere and the Daily Mail, London, Weidenfeld & Nicolson, 1996, ISBN 0-297-81653-5.
  3. ^ Where Have All The Goals Gone? in The Guardian Sport, The Guardian. URL consultato il 9 gennaio 2007.
  4. ^ However you vote, give Mr Blair a bloody nose
  5. ^ Murderers

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]