Cinema di genere
Cinema di genere è la locuzione con la quale si definisce spesso un certo tipo di cinematografia, sviluppatosi in Italia tra la fine degli anni sessanta e la fine degli anni ottanta. Molti riconducono tale cinematografia ai films d'exploitation e ai B-movies.
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[modifica] Caratteristiche
La caratteristica principale del cinema di genere è il rifarsi ad un modello, spesso hollywoodiano, canonizzato e di successo e di trasfonderlo nel cinema italiano adattandolo ai gusti del pubblico locale e soprattutto ai mezzi di produzione a propria disposizione. Si pensi al genere Peplum che, seppur in Italia aveva avuto già una sua stagione agli albori del cinema con ad esempio Quo vadis? (film 1912) di Enrico Guazzoni nel 1913 o Cabiria di Giovanni Pastrone del 1914, ebbe un’incredibile sviluppo a partire dai kolossal hollywoodiani, spesso girati proprio a Cinecittà. Infatti, da tali produzioni venne assimilato il modello di successo e ripetuto in chiave italiana in tutte le sfumature possibili da quella comica (Totò contro Maciste del 1962) a quella horror (Maciste contro il vampiro del 1961). Talvolta, i generi o sottogeneri venivano creati ex novo tramite prestiti e contaminazioni tra generi differenti: così, per esempio, il Decamerotico. Appartengono al cinema di genere anche filoni cinematografici minori ma che hanno la stessa caratteristica di essere generati da un modello canonico riproposto più e più volte finché il pubblico non si stanca: per esempio, le commedie erotico-familiari, il cui capostipite è Grazie zia di Samperi, del 1968.
[modifica] Fortuna
L'affezione per un determinato genere mobilitava un grande pubblico, generalmente di modesta cultura cinematografica, e di solito i film prodotti venivano stroncati dalla critica. Essi erano all’epoca ritenuti dalla critica, dal "cinema intellettuale", triviali, dozzinali e di poco pregio artistico. In parte ciò era vero in quanto una delle caratteristiche del cinema di genere era di ottenere il massimo riscontro commerciale con il minimo dei mezzi. Ne derivò l’accostamento ai films d'exploitation e ai B-movies. Col passar del tempo alcuni di questi film sono stati completamante rivalutati divenendo, per molti, opere di culto e veri capolavori. Infatti, la scarsità di mezzi propria dell’industria cinematografica italiana in molti casi costringeva a invenzioni narrative o tecniche geniali e originali. Si pensi alla vena rivoluzionaria della trama di certi spaghetti western, o agli effetti speciali assolutamente artigianali di certi horror italiani (la scena dell’occhio trafitto in Zombi 2). La vena di originalità e inventiva permetteva di rinverdire certi filoni anche dopo l’ennesima replica, con soluzioni veramente geniali. Così, quando il filone degli spaghetti western si pensava fosse ormai al capolinea, ecco che comparve la vena comica e parodistica con la saga di Trinità, che diede immediatamente avvio a un nuovo filone, sempre rimanendo nell’ambito del genere.
[modifica] I generi
| Per approfondire, vedi la voce Generi cinematografici. |
Una divisione generalmente accettata del cinema di genere prevede sette filoni principali, ma la casistica di sottogeneri e filoni che ne è scaturita è molto più ampia. Compongono il cinema di genere:
- Commedia all'italiana
- Commedia sexy all’italiana
- Decamerotico
- Giallo all'italiana
- Poliziottesco
- Spaghetti western
- Cinema italiano di spionaggio
Tale suddivisione in generi principali racchiude al suo interno molti altri generi come ad esempio i film horror all’italiana (Dario Argento, Lamberto Bava), o i poliziotteschi comici come la saga di Piedone o del Monnezza.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- DBCult Film Institute - Il cinema di genere mondiale
- CANI ARRABBIATI - Il cinema di genere in Italia
- Cinema Thriller e Noir
- IL CINEMA DI B-ETTY: il cinema con la B maiuscola- videocritica al cinema di genere e di serie B
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