Apocalypse Now
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Apocalypse Now è un film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola, liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra, vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes 1979 e di 2 premi Oscar nel 1980 per la migliore fotografia ed il miglior sonoro.
Indice |
[modifica] Trama
| « Tutto quello che c'era intorno mi parlava della follia di Kurtz » | |
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(Cap. Willard nei suoi pensieri)
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| « Se i generali laggiù a A Ana Trang avessero potuto vedere quello che vedevo io, avrebbero voluto ancora che lo uccidessi? Più che mai probabilmente. E che cosa avrebbero voluto i suoi a casa se avessero mai saputo quando si era allontanato da loro? Si era staccato da loro e poi da sè stesso. Non avevo mai visto un uomo così distrutto, così a pezzi » | |
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(Cap. Willard nei suoi pensieri)
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| « Se io avessi dieci divisioni di questi uomini, i nostri problemi qui si risolverebbero molto rapidamente. Bisogna avere uomini con senso morale e che allo stesso tempo siano capaci di utilizzare i loro primordiali istinti di uccidere, senza emozioni, senza passione, senza discernimento » | |
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(Col. Walter E. Kurtz)
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| « Addestriamo i ragazzi a sganciare napalm sulla gente, ma i loro comandandi non vogliono che scrivano cazzo sui loro aerei perchè è una parola oscena » | |
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(Col. Walter E. Kurtz)
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1969: la guerra del Vietnam è al suo culmine. Il capitano Benjamin L. Willard (Martin Sheen) è tornato a Saigon; egli è un ufficiale dell'esercito americano, dove nominalmente appartiene ai paracadutisti della 173a Brigata Aviotrasportata. Inoltre è profondamente turbato dalle missioni segrete che ha svolto ed apparentemente non è più adeguato alla vita civile.
Due funzionari del servizio d'informazione militare, il generale Corman (G.D. Spradlin) ed il maggiore Lucas (Harrison Ford), ed un membro dei servizi segreti (Jerry Ziesmer), lo raggiungono con una missione speciale: il viaggio lungo il fiume Nung nella remota giungla cambogiana per trovare il colonnello Walter E. Kurtz (Marlon Brando), ex membro della US Army Special Forces.
Essi affermano che Kurtz, un tempo considerato un ufficiale modello e prossimo al grado di generale, è presumibilmente impazzito e comanda una legione di truppe-sudditi nella foresta della neutrale Cambogia. Le loro rivendicazioni sono supportate da un'inquietante trasmissione radio e da registrazioni effettuate da Kurtz stesso. Willard è "condannato" a intraprendere la missione per trovare e "sollevare" il colonnello Kurtz dal comando "senza alcuno scrupolo".
Willard studia il fascicolo su Kurtz durante il viaggio in barca sul fiume, e impara che Kurtz ha assunto il ruolo di "signore della guerra", ed è adorato dai nativi e dai suoi fedeli uomini. Willard impara molto più tardi che un altro ufficiale dei corpi speciali, Richard Colby (Scott Glenn), era stato inviato prima di lui a uccidere Kurtz, ma è passato dalla parte del colonnello.
Willard inizia il suo viaggio fino al fiume Nung, con un equipaggio composto dall'ostinato e formale George Phillips (Albert Hall), comandante della barca; Lance B. Johnson (Sam Bottoms), un surfer californiano; Tyrone Miller (Laurence Fishburne), detto "Mr. Clean", un giovane afroamericano di 17 anni, venuto da "qualche buco di merda del Bronx"; e Jay "Chef" Hicks (Frederic Forrest), un aspirante chef di New Orleans, che Willard descrive come "troppo nervoso per il Vietnam, probabilmente troppo nervoso anche per New Orleans". Da notare che la barca ed i suoi membri, che normalmente svolgono il servizio di pattuglia presso la foce del fiume Nung, appartengono alla marina americana, e non sono nuovi a missioni del genere come conferma il capo Phillips in un dialogo con il capitano Willard.
Il gruppo arriva ad una zona di atterraggio dove Willard e l'equipaggio si incontrano con il tenente colonnello William "Bill" Kilgore (Robert Duvall), il comandante della "cavalleria dell'aria", reggimento aviotrasportato su elicotteri della 7a divisione di Cavalleria, che li deve scortare nel primo tratto del viaggio. Kilgore, appassionato di surf, riconosce Lance perché è un famoso surfer. Più tardi, il tenente colonnello apprende da uno dei suoi uomini, Mike, che la spiaggia lungo la costa che segna l'apertura al fiume Nung è perfetta per fare surf.
Willard e l'equipaggio della barca vengono fatti salire sugli elicotteri per andare ad attaccare un villaggio controllato dai vietcong, che si trova in posizione strategica sul fiume e vicino alla suddetta spiaggia. Kilgore comanda personalmente l'operazione da un elicottero mentre la barca viene aviotrasportata da un altro mezzo aereo. La scena rimane celeberrima nella storia del cinema perché il tenente colonnello, durante l'attacco, fa suonare, tramite altoparlanti installati sugli elicotteri, un passo della musica di Die Walküre di Richard Wagner per galvanizzare il morale del suo reparto e spaventare i guerriglieri nemici; la scena è resa in modo tanto drammatico quanto realistico, fin nei dettagli. Dopo un iniziale attacco dall'aria con i razzi e le mitragliatrici installati sugli elicotteri da trasporto Huey, gli uomini di Kilgore scendono a terra per continuare l'attacco e conquistare il villaggio, completamente controllato dai vietcong. La malizia e la capacità mimetica dei guerriglieri vengono esemplificate dalla scenza in cui l'eliambulanza, che ha appena caricato un soldato ferito, viene fatta esplodere con una bomba da una donna vietnamita in abiti civili (la quale è quasi immediatamente uccisa a sua volta).
La posizione è finalmente conquistata dopo un breve ma intenso combattimento, risolto principalmente dalla potenza di fuoco e dalla mobilità degli elicotteri. Il tenente colonnello Kilgore costringe i suoi uomini a fare surf davanti alla spiaggia, sostenendo che gli isolati colpi di mortaio non sono poi pericolosi. Il villaggio e la spiaggia sono infatti ancora sotto il tiro di un mortaio dei vietcong, abilmente nascosti nella giungla: Kilgore in persona chiede l'appoggio aereo, che satura con il napalm la foresta da cui partivano i colpi, facendola esplodere completamente; la scena pone fine ai combattimenti nell'area. Kilgore esulta con Willard, dicendo:
| « Mi piace l'odore del napalm la mattina... » |
Egli poi dice che quell'odore è "come la vittoria ...", perché gli ricorda una battaglia in cui era stata bombardata una collina con napalm per oltre dodici ore.
Willard e i suoi uomini lasciano Kilgore e proseguono il viaggio in barca sul fiume. Il capitano cerca di approfondire la figura di Kurtz, non capendo perché il servizio di intelligence vuole la sua morte. La barca si addentra lungo il corso del fiume ed arriva ad una base avanzata di rifornimento: il gruppo si trova ad assistere ad uno spettacolo con le conigliette di Playboy che degenera nel caos.
La barca si muove fino al surreale ed ultimo avamposto americano sul fiume: un ponte, che segna il punto più estremo del fronte, nonché il confine con la Cambogia. Ma, più di tutto, l'ottusa ostinazione dei comandi militari che, per tenere buona l'opinione pubblica ed i politici in patria, insiste nel difendere una posizione inutile, dato che il ponte viene distrutto quasi quotidianamente dall'artiglieria nord-vietnamita, per essere poi ricostruito e difeso a caro prezzo. La barca arriva mentre è in corso l'ennesimo attacco al ponte. All'arrivo Willard riceve le ultime informazioni su Kurtz, assieme alla posta per sè e per l'equipaggio della barca, da un tenente di nome Carlson. Willard e Lance, che ha appena preso l'LSD, si recano a terra e fanno la loro strada attraverso le trincee, dove la confusione regna sovrana e gli ufficiali in comando sono spariti, uccisi dal nemico o dai propri uomini. Vista la situazione di caos, Willard e Lance ritornano alla barca. Carlson cerca di convincere Willard a non continuare con la sua missione, di cui egli non può conoscere veramente i dettagli. Egli paragona la missione al continuo ricostruire il ponte, che viene distrutto ogni notte ma rifatto ogni giorno in modo che si possa dire la strada è aperta, in un'inutile e sanguinosa fatica di Sisifo.
Il giorno successivo Mr. Clean, mentre l'equipaggio della barca è impegnato nella lettura della posta, è ucciso dai vietcong, nascosti tra gli alberi sulle rive dal fiume, mentre ascolta un nastro da sua madre. George Phillips, che era quasi un padre per Mr. Clean, diventa apertamente ostile a Willard. Mentre si avvicinano sempre di più alla tana di Kurtz, gli abitanti di un villaggio (i cosiddetti "montagnard") iniziano a scagliare frecce contro la barca. Phillips è colpito da una lancia e tenta di uccidere Willard, tirandolo verso di lui e quindi verso la punta della lancia che sporge dal suo petto. Il capitano soffoca Phillips a mani nude e riesce a salvarsi.
Arrivato all'avanposto di Kurtz, Willard lascia sulla barca Chef con l'ordine di chiedere in codice l'attacco aereo sul villaggio se egli non facesse ritorno. Willard e Lance si inoltrano nel villaggio cambogiano, dove incontrano un fotografo free-lance apparentemente folle (Dennis Hopper), che spiega loro la grandezza di Kurtz. Willard incontra anche Colby, apparentemente sconvolto, come appare sconvolto ed in preda ad una sanguinaria e pagana anarchia tutto il villaggio.
Finito dinanzi Kurtz, Willard ascolta le sue teorie sulla guerra, sull'umanità, e sulla civiltà. Kurtz spiega la sua filosofia e le sue motivazioni in un famoso e inquietante monologo in cui loda la ferocia sanguinaria ed assolutamente priva di scrupoli morali ed umanitari dei vietcong, a cui ha assistito durante le precedenti missioni in Vietnam.
Willard finisce dunque prigioniero, legato ed ingabbiato. Kurtz stesso gli lancia la testa mozzata di Chef, catturato mentre cercava di chiamare i rinforzi. Il colonnello vuole morire per mano di Willard e lo fa capire al capitano, che una volta libero di muoversi per il villaggio decide di adempiere alla sua missione ed uccidere colui che è considerato dai montagnard e dai suoi uomini un semidio.
Willard entra nella camera di Kurtz mentre costui sta registrando un nuovo messaggio e lo uccide con un machete. Questo accade in contemporanea ed in parallelo con il rituale sacrificio d'un bue, effettuato dai montagnard con lo stesso attrezzo. La fine della sequenza ha come sottofondo "La Fine", musica dei The Doors, come accade per la sequenza all'inizio del film. Mentre muore, Kurtz sussurra "L'orrore ... l'orrore", un dialogo direttamente preso da Cuore di tenebra.
Willard, sporco di sangue, esce dalla camera ed è venerato dai nativi come nuovo semidio. Camminando attraverso la folla di indigeni, prende Lance per mano (che si stava pienamente integrando tra i montagnard) e lo conduce via sulla barca. È qui che l'intero schermo sfuma in nero.
[modifica] Apocalypse Now Redux
Nel 2001 è stata riproposta nei cinema una nuova versione dell'opera di Coppola, dal titolo di Apocalypse Now Redux, restaurata ed allungata con quasi un'ora di scene tagliate all'epoca della sua uscita (202 minuti contro i 153 originali). La versione propone un nuovo montaggio con materiale inedito scartato all'epoca che aggiunge nuove sfumature all'opera, storicizza il contesto e, soprattutto, cambia leggermente il finale della versione del 1979.
L'operazione ha avuto un buon successo, ricevendo un buon riscontro dalla critica e dal pubblico. La nuova versione è stata proposta anche in DVD.
La versione italiana è stata interamente ridoppiata con nuove voci, suscitando qualche fastidio agli spettatori della prima versione. Il riddoppiaggio è il seguente:
| Personaggio | Interprete | Doppiatore |
|---|---|---|
| Cap. Benjamin L. Willard / Narratore | Martin Sheen | Stefano Benassi |
| Col. Walter E. Kurtz | Marlon Brando | Ennio Coltorti |
| Ten. Col. William "Bill" Kilgore | Robert Duvall | Stefano De Sando |
| Jay Hicks / "Chef" | Frederic Forrest | Eugenio Marinelli |
| Chief | Albert Hall | Pasquale Anselmo |
| Lance B. Johnson | Sam Bottoms | Nanni Baldini |
| Clean | Laurence Fishburne | Francesco Venditti |
| Col. Lucas | Harrison Ford | Fabio Boccanera |
| Il fotoreporter | Dennis Hopper | Fabrizio Pucci |
| generale Corman | G.D. Spradlin | Paolo Buglioni |
| Hubert De Marais | Christian Marquand | Luca Biagini |
[modifica] Scene aggiunte in Apocalypse Now Redux
- Dopo la conquista con gli elicotteri del villaggio vietcong, il capitano Willard si comincia ad allontanare insieme ai suoi uomini sul fiume. All'improvviso scende dalla barca e ruba la tavola da surf preferita del tenente colonnello Kilgore e, con mossa fulminea, risale sull'imbarcazione e si allontana, ridendo, insieme al suo plotone.
- Il capitano Willard arriva insieme ai suoi uomini in un campo di rifornimento allo sbando battuto dalla pioggia scrosciante. Willard scambia del carburante per fare avere ai suoi uomini alcune ore di rapporti sessuali con le conigliette di Playboy. L'"incontro ravvicinato" con le conigliette avviene all'interno di un elicottero.
- Willard e il suo plotone arrivano in un avamposto francese in Cambogia. Qui vive da secoli una famiglia cononialista isolata dal mondo che possiede una piantagione. Willard viene invitato a cena dai francesi ed ascolta le loro teorie sul colonialismo, specialmente quelle del membro della famiglia Hubert De Marais. Alla fine della cena Willard si mette a fumare oppio ed ha rapporti sessuali con una vedova francese.
- Willard, solo ed imprigionato nel villaggio cambogiano dove si trova il regno del "semidio" Kurtz, si vede entrare nella sua gabbia proprio il colonnello Kurtz, che gli legge un artcolo del Time sulla guerra del Vietnam.
[modifica] Produzione
L'idea del film venne nel 1969 a John Milius, che iniziò a scrivere una sceneggiatura su un gruppo di soldati che viaggiano su un fiume durante la guerra del Vietnam. Al progetto si associò George Lucas, che propose l'idea di raccontare le avventure di un plotone di appassionati di surf. Nello stesso periodo Carroll Ballard, grande amico di Milius, di Lucas e di Francis Ford Coppola, aveva intenzione di realizzare un film tratto dal romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad.
Fu alla metà degli anni '70 che Milius ebbe l'idea di accorpare il soggetto di Cuore di tenebra alla sua sceneggiatura sulla guerra del Vietnam. Nel frattempo però Milius e Lucas abbandonarono il progetto per dedicarsi ad altro mentre Francis Ford Coppola decise di continuare nell'impresa e riuscì a realizzare il film.
[modifica] Riprese
Le riprese di Apocalypse Now vennero effettuate sul fiume Pasangjan, nelle Filippine. Nel 1976, durante le riprese, un tifone distrusse tutti i set e si dovette rifare tutto daccapo. Inoltre Martin Sheen, che sul set faceva abuso di alcolici, venne colpito da un infarto e si dovette usare una controfigura inquadrata di spalle finchè non si riprese dal malore. Finito di girare il film, Marlon Brando pretendeva una ricca paga per aver interpretato il colonnello Kurtz e, per pagarlo, la casa di produzione rischiò il fallimento. Inoltre molte scene che riguardavano Kurtz vennero cancellate dal copione perchè Brando era troppo grasso per interpretarle.
Le riprese vennero osteggiate dal governo americano perchè la pellicola aveva uno stampo antimilitarsta, cosa che naturamente non piaceva al governo.
[modifica] Riconoscimenti
Pur presentato in concorso al Festival di Cannes in una versione work in progress, non ancora definitiva, conquista la Palma d'Oro ex aequo con Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff.
Vince tre Golden Globe 1980 (miglior regista, miglior attore non protagonista, migliore colonna sonora originale) e due Premi Oscar 1980 (migliore fotografia e miglior sonoro), superato come miglior film in entrambi i casi dal dramma familiare Kramer contro Kramer, scontando probabilmente il fatto di essere stato distribuito successivamente ad un altro viet-movie, Il cacciatore, trionfatore agli Oscar dell'anno precedente, con cinque premi vinti, fra cui quelli per miglior film e miglior regia.
Il National Board of Review of Motion Pictures lo inserisce fra i migliori dieci film del 1979, preferendogli come miglior film in assoluto Manhattan di Woody Allen.
L'American Film Institute nel 1998 lo inserisce al 28° posto della sua lista dei cento migliori film statunitensi di tutti i tempi e dieci anni dopo, nella lista aggiornata, lo inserisce al 30° posto. Nel 2005 inserisce la battuta «I love the smell of napalm in the morning» («Mi piace l'odore del napalm di mattina») al 12° posto della sua lista delle cento migliori battute dei film statunitensi di tutti i tempi.
Nel 2000 viene scelto per essere preservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
[modifica] Interpretazioni
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La parte saliente del film, ossia quella che rende diverso Apocalypse Now da un film prettamente didascalico sulla guerra del Vietnam, oltre alla stessa impostazione del film, che mette la guerra sullo sfondo, concentrandosi solo sul protagonista, è l'incontro tra il capitano Willard e il colonnello Kurtz, incontro carico di toni epici e misteriosi. Kurtz, un monumentale Marlon Brando, ripreso in penombra, sembra qualcosa di più e di meno di un essere umano. Egli spiega, tra le righe, la sua filosofia: occorre uccidere, distruggere e mutilare, anche donne e bambini, se la causa è giusta.
Il colonnello, che si è macchiato dei delitti più terribili, lo ha fatto per seguire fermamente il suo ideale, senza lasciarsi corrompere come gli altri militari o gli stessi membri del governo, che uccidono come fa il colonnello Kilgore, facendo insensate stragi, e poi si preoccupano di condannare lui come omicida (accusa quasi assurda nel bel mezzo della guerra del Vietnam). È dunque un eroe o un pazzo sanguinario? Willard cerca di capire la vera natura di Kurtz, ma più si avvicina a lui e più sente di condividere le sue idee, pur notandone l'evidente follia: Kurtz si crede onnipotente, perde di vista il limite umano. Deve, e vuole, essere distrutto.
Qui si scorge il contributo di James Frazer, antropologo che scrisse a proposito delle origini del mito e della religione nelle diverse civiltà umane. È palese la sua influenza dal legame che ha con il lavoro di Joseph Conrad e da un'inquadratura del film, nella quale si vede il più importante saggio di Frazer, Il Ramo d'oro. Frazer descrive come in molte civiltà primitive è facile per gli indigeni vedere in un essere umano un dio, e credere ciecamente in lui, obbedendo ad ogni suo ordine (esattamente come i montagnard fanno con Kurtz). Leggendo Frazer, la scena finale di Apocalypse Now diventa più comprensibile: quando l'uomo-dio manifesta i primi sintomi di cedimento e di prossima morte o malattia, per evitare che lo spirito divino fugga e sparisca per sempre, portando sciagura sull'intero popolo, è necessario che egli venga ucciso, trasferendo il potere nelle mani dell'omicida, il quale diventa il nuovo dio. Kurtz era malato, e aveva trovato un efficace espediente per evitare che gli indigeni lo uccidessero: essi, per placare la loro insofferenza e preoccupazione, nei momenti in cui Kurtz stava male, praticavano sacrifici animali. Ciò è chiaro nella scena dell'assassinio: Kurtz morente viene associato al bufalo sacrificato dagli indigeni (tra i quali balla forsennatamente anche Lance). Willard, dopo aver ucciso il colonnello esce dal suo rifugio e viene accolto dalla folla dei montagnard come un dio: essi si inchinano davanti a lui in silenzio.
Il regista, Coppola, spiega il suo ragionamento sul bene e sul male: un uomo che ha la possibilità di portare molto avanti il suo potere, può darsi che non riesca a fermarsi in tempo, e ad individuare il confine fra la propria anima ancestrale, violenta e amorale, e quella civile, perdendo di vista la possibilità di convivere con gli altri, se sono più deboli. E non è un caso, sembra dire Coppola, che questa filosofia venga normalmente applicata a quella guerra talmente sciagurata da confondere e stravolgere tutti gli aspetti della morale non solo americana, ma di tutto il mondo.
La luce gioca un ruolo fondamentale nel film: il suo taglio netto luce/ombra colloca i personaggi, che sempre vivono un dramma interiore, nella dimensione della tragedia imminente. Essi agiscono su un palco creato appositamente per loro, marionette i cui fili sono tirati dal crudele ed incorruttibile fato. Questo sembra essere chiaro: nessuno ha la facoltà di decidere del proprio destino, il libero arbitrio è solo una facoltà che ci illudiamo di avere.
E quel colonnello Kurtz, così gigantesco nel compimento di un destino già scritto, sa che non basta uccidere e massacrare per dimenticare la propria anima malata. Non serve la poesia, non serve la follia, non serve nascondersi nelle ombre e mostrare solo quello che si vuole.
La morte è l'unica amica nel mondo da incubo del Vietnam, in cui tutto è grottesco nella sua crudeltà. L'unica cura è la morte, che porta lontano da tutto l'orrore alienante della guerra.
Contrasta col titanismo eroico di Kurtz il piccolo capitano Willard, un Martin Sheen struggente, un uomo stanco che vive in un incubo. Divorato dai suoi demoni, agisce e vive senza crederci veramente. Il suo senso morale, o quello che ne resta, lo spinge a compiere la sua missione, ma la sua mente gli grida di scappare. Kurtz e Willard, due facce della stessa medaglia, l'uno lo specchio dell'altro, due uomini ormai a metà, ognuno dei quali ha nei confronti della propria mente un solo dovere: quello di non impazzire.
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- Marlon Brando chiese a Francis Ford Coppola solo riprese in penombra e particolarmente scure per celare un notevole aumento di peso.
- Benjamin Willard, nome e cognome del personaggio interpretato da Martin Sheen, è composto dai nomi dei figli primogeniti di Harrison Ford, che appare nel film per qualche minuto nei panni del maggiore Lucas.
- Il nome del personaggio interpretato (in una breve apparizione) da Harrison Ford è un omaggio al regista George Lucas.
- Nella scena nell'accampamento francese i due bambini che recitano una poesia in francese sono interpretati dai figli di Coppola: Roman e Gio Coppola.
- Assistente alla regia era Melissa Mathison (E.T.), che sul set incontra Harrison Ford del quale diventerà la futura seconda moglie; infatti a quel tempo Ford stava divorziando dalla sua prima moglie Mary Marquardt.
- Celebri sono i segmenti, all'inizio e alla fine del film, in cui Coppola ha inserito The End dei The Doors; questa canzone deve parte della sua fama proprio al suo utilizzo in questo film.
- Nel film recita anche un giovanissimo Laurence Fishburne che interpreta un giovane soldato arruolatosi da poco, che morirà ucciso sulla barca che lo porta da Kurtz; per rendere più drammatica la scena, Coppola lo farà morire mentre sta ascoltando un nastro in cui la madre lo saluta e gli augura di tornare a casa.
- Coppola impiegò quattro anni per realizzare Apocalypse Now (da quando iniziò a scrivere la sceneggiatura, nel 1975, alla conclusione del primo montaggio, nel 1979) e presentò il film al festival di Cannes con una versione differente da quella uscita nelle sale. Inoltre dedicò anche anni successivi al completamento del suo montaggio definitivo (nel 2001 esce la versione finale, la director's cut, Apocalypse Now Redux). I motivi per cui impiegò molto tempo per completare il film sono molteplici. Inizialmente ebbe qualche difficoltà nell'assegnare i ruoli agli attori (ci furono vari ripensamenti, rifiuti e indecisioni: inizialmente Harvey Keitel e Jack Nicholson avrebbero dovuto interpretare rispettivamente Willard e Kurtz). Infatti Marlon Brando causò problemi a Coppola perché non era sicuro di voler interpretare il film. Un altro aspetto essenziale è che Francis Coppola iniziò a girare il film senza aver finito di scrivere la sceneggiatura, che nell'ultimo anno, senza sapere come completare la storia, scriveva e correggeva la notte per il mattino seguente. Come si legge ne "Diario dall'Apocalisse" scritto dalla moglie Eleanor Coppola (seguì il marito nelle Filippine con i figli e nel periodo delle riprese scrisse questo "diario" e girò un documentario, Hearts of Darkness, che documentano la produzione del film) Francis non fu per niente a suo agio e sicuro di sé durante tutta la lavorazione al film: ci furono molti momenti di agitazione e i due coniugi rischiarono quasi la separazione in seguito ad un momento critico.
- La scena finale fu la più improvvisata da Coppola il quale risolse il problema del completamento del film con un suggestivo montaggio accompagnato dal brano dei Doors.
- Quando Willard e i pochi sopravvissuti arrivano al capolinea e approdano al villaggio indigeno, accolti dal fotoreporter americano (interpretato da Dennis Hopper), si può leggere sul muro frontale al fiume la scritta bianca OUR MOTTO: APOCALYPSE NOW.
- Dennis Hopper ha raccontato che quando Marlon Brando si presentò sul set, Francis Ford Coppola bloccò la produzione per due settimane, che passò in barca sul fiume leggendo "Cuore di Tenebra" di Conrad insieme all'attore.
[modifica] Note
- ^ L'interpretazione di Christian Marquand è visibile solo in Apocalypse Now Redux
[modifica] Bibliografia
- Eleanor Coppola, Diario dell'Apocalisse. Dietro le quinte del capolavoro di Francis Ford Coppola, Roma, Edizioni minimum fax, 2006. ISBN 8875211035 Già edito nel 1980 dalle Edizioni Il Formichiere con il titolo Appunti: dietro la cinepresa di Apocalypse Now.
- Apocalypse Now - Sceneggiatura di John Milius e Francis Ford Coppola, Padova, Alet Edizioni, 2006. ISBN 8875200203
[modifica] Voci correlate
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[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Apocalypse Now dell'Internet Movie Database

