Apocalypse Now

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Apocalypse Now
Apocalypse Now 01.png
Gli elicotteri del tenente colonnello Kilgore all'attacco del villaggio controllato dai vietcong
Titolo originale Apocalypse Now
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1979
Durata 153 min (versione originale)
196 min (Apocalypse Now Redux)
Colore colore
Audio stereo
Genere guerra, avventura, azione, drammatico
Regia Francis Ford Coppola
Soggetto Joseph Conrad (romanzo)
Sceneggiatura Francis Ford Coppola, Michael Herr, John Milius
Fotografia Vittorio Storaro
Montaggio Lisa Fruchtman, Gerald B. Greenberg, Richard Marks, Walter Murch
Musiche Carmine Coppola, Francis Ford Coppola, Mickey Hart, The Doors
Scenografia Dean Tavoularis, Angelo P. Graham, George Nelson
Costumi Charles E. James
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Apocalypse Now è un film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola, liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra, vincitore della Palma d'oro al 32º Festival di Cannes[2] e di 2 premi Oscar nel 1980 per la migliore fotografia (all'italiano Vittorio Storaro) e per il miglior sonoro.

Indice

[modifica] Trama

1969: la guerra del Vietnam è al suo culmine. Il capitano Benjamin L. Willard è tornato a Saigon; egli è un ufficiale dell'esercito americano, dove nominalmente appartiene ai paracadutisti della 173ª Brigata Aviotrasportata. Inoltre è profondamente turbato dalle missioni segrete che ha svolto ed apparentemente non è più adeguato alla vita civile.

Due funzionari del servizio d'informazione militare, il generale Corman ed il colonnello Lucas, ed un membro dei servizi segreti, lo raggiungono con una missione speciale: il viaggio lungo il fiume Nung nella remota giungla cambogiana per trovare il colonnello Walter E. Kurtz, ex membro dei "Berretti Verdi", di cui non si hanno più notizie.

Essi affermano che Kurtz, un tempo considerato un ufficiale modello e prossimo al grado di generale, è presumibilmente impazzito e comanda una legione di truppe-sudditi nella foresta della neutrale Cambogia. Le loro rivendicazioni sono supportate da un'inquietante trasmissione radio e da registrazioni effettuate da Kurtz stesso. Willard dovrà intraprendere una missione per trovare il colonnello Kurtz, inflitrarsi nelle sue fila e porre fine al suo comando, ossia ucciderlo senza scrupoli di sorta, come aggiunge un agente dello spionaggio.

Willard studia il fascicolo su Kurtz durante il viaggio in barca sul fiume ed apprende che Kurtz ha assunto il ruolo di "signore della guerra" ed è adorato dai nativi e dai suoi fedeli uomini. Willard scopre molto più tardi che un altro ufficiale dei corpi speciali, Richard M. Colby, era stato inviato prima di lui a uccidere Kurtz, ma è passato dalla parte del colonnello.

Willard inizia il suo viaggio fino al fiume Nung, con un equipaggio composto dall'ostinato e formale George Phillips, comandante della barca; Lance B. Johnson, un surfer californiano; Tyrone Miller, detto "Clean" ("Mr. Clean" nella versione originale, in riferimento alla versione americana di Mastro Lindo), un giovane afroamericano di 17 anni, venuto da "qualche posto di merda del Bronx"; e Jay "Chef" Hicks, un aspirante chef di New Orleans, che Willard descrive come troppo nervoso per il Vietnam, forse troppo anche per New Orleans. La barca ed i suoi membri, che normalmente svolgono il servizio di pattuglia presso la foce del fiume Nung, appartengono alla marina americana, e non sono nuovi a missioni del genere come conferma il capo Phillips in un dialogo con il capitano Willard.

Il gruppo arriva ad una zona di atterraggio dove Willard e l'equipaggio si incontrano con il tenente colonnello William "Bill" Kilgore, il comandante della "cavalleria dell'aria", reggimento aviotrasportato su elicotteri della 1st Cavalry Division, che li deve scortare nel primo tratto del viaggio. Kilgore, appassionato di surf, riconosce Lance perché è un famoso surfer. Più tardi, il tenente colonnello apprende da uno dei suoi uomini, Mike, che la spiaggia lungo la costa che segna l'apertura al fiume Nung è perfetta per fare surf.

Willard e l'equipaggio della barca vengono fatti salire sugli elicotteri per andare ad attaccare un villaggio controllato dai vietcong, che si trova in posizione strategica sul fiume e vicino alla suddetta spiaggia. Kilgore comanda personalmente l'operazione da un elicottero mentre la barca viene aviotrasportata da un altro mezzo aereo. La scena rimane celeberrima nella storia del cinema perché il tenente colonnello, durante l'attacco, fa suonare, tramite altoparlanti installati sugli elicotteri, un passo della musica di Die Walküre di Richard Wagner per galvanizzare il morale del suo reparto e spaventare i guerriglieri nemici; la scena è resa in modo tanto drammatico quanto realistico, fin nei dettagli. Dopo un iniziale attacco dall'aria con i razzi e le mitragliatrici installati sugli elicotteri da trasporto Huey, gli uomini di Kilgore scendono a terra per continuare l'attacco e conquistare il villaggio, completamente controllato dai vietcong. La malizia e la capacità mimetica dei guerriglieri vengono esemplificate dalla scena in cui l'eliambulanza, che ha appena caricato un soldato ferito, viene fatta esplodere con una bomba da una donna vietnamita in abiti civili (che a sua volta è quasi immediatamente uccisa).

La posizione è finalmente conquistata dopo un breve ma intenso combattimento, risolto principalmente dalla potenza di fuoco e dalla mobilità degli elicotteri. Il tenente colonnello Kilgore costringe i suoi uomini a fare surf davanti alla spiaggia, sostenendo che gli isolati colpi di mortaio non sono poi pericolosi. Il villaggio e la spiaggia sono infatti ancora sotto il tiro di un mortaio dei vietcong, abilmente nascosti nella giungla: Kilgore in persona chiede l'appoggio aereo, che satura con il napalm la foresta da cui partivano i colpi, facendola esplodere completamente; la scena pone fine ai combattimenti nell'area. Kilgore esulta con Willard, dicendo:

« Mi piace l'odore del napalm al mattino… »

Egli poi dice che quell'odore è come la vittoria, perché gli ricorda una battaglia durante la quale una collina era stata bombardata con napalm per dodici ore consecutive.

Willard e i suoi uomini lasciano Kilgore e proseguono il viaggio in barca sul fiume. Durante una sosta, Chef va a raccogliere mango nella giungla, accompagnato da Willard. Ma durante il cammino, rischiano di essere aggrediti da una tigre e ritornano velocemente alla barca. Chef, terrorizzato, scoppia in lacrime e dichiara il suo odio per quella sporca guerra che stanno combattendo.

Il capitano Willard cerca di approfondire la figura di Kurtz, non capendo perché il servizio di intelligence vuole la sua morte. La barca si addentra lungo il corso del fiume ed arriva ad una base avanzata di rifornimento: il gruppo si trova ad assistere ad uno spettacolo con le conigliette di Playboy che degenera nel caos perché alcuni soldati fuori controllo tentano di aggredirle durante l'esibizione, costringendole così alla fuga su un elicottero.

Continuato il viaggio, il giorno seguente la barca incrocia un'imbarcazione di commercianti vietnamiti e il capo Phillips ordina di perquisirla per scoprire eventuali armi nascoste, in disaccordo con Willard che vuole proseguire la salita del fiume per concludere subito la missione. Ma durante la perquisizione, Chef e gli altri sparano per sbaglio e provocano una strage. Il capo Phillips vorrebbe portare in salvo l'unica donna sopravvissuta dell'imbarcazione vietnamita per curarla ma Willard la uccide con un colpo di pistola per non rallentare il viaggio: questo provoca l'ostilità dell'equipaggio nei confronti del capitano.

La barca si muove fino al surreale ed ultimo avamposto americano sul fiume: un ponte, che segna il punto più estremo del fronte, nonché il confine con la Cambogia. L'ottusa ostinazione dei comandi militari, per tenere buona l'opinione pubblica ed i politici in patria, insiste nel difendere una posizione inutile, dato che il ponte viene distrutto quasi quotidianamente dall'artiglieria nord-vietnamita, per essere poi ricostruito e difeso a caro prezzo. La barca arriva mentre è in corso l'ennesimo attacco al ponte. All'arrivo Willard riceve le ultime informazioni su Kurtz, assieme alla posta per sé e per l'equipaggio della barca, da un tenente di nome Carlson. Willard e Lance, che ha appena assunto una dose di LSD, si recano a terra e fanno la loro strada attraverso le trincee, dove la confusione regna sovrana e gli ufficiali in comando sono spariti, uccisi dal nemico o dai propri uomini. Vista la situazione di caos, Willard e Lance ritornano alla barca. Il capo Phillips cerca di convincere Willard a non continuare con la sua missione, di cui egli non può conoscere veramente i dettagli. Egli paragona la missione della continua ricostruzione del ponte in un'inutile e sanguinosa fatica di Sisifo.

Il giorno successivo Clean, mentre l'equipaggio della barca è impegnato nella lettura della posta, è ucciso dai vietcong, nascosti tra gli alberi sulle rive dal fiume, mentre ascolta un nastro da sua madre. George Phillips, che era quasi un padre per Clean, diventa apertamente ostile a Willard. Mentre si avvicinano sempre di più alla tana di Kurtz, gli abitanti di un villaggio (i cosiddetti Montagnard) iniziano a scagliare frecce contro la barca. Phillips è colpito da una lancia e tenta di uccidere Willard, tirandolo verso di sé e quindi verso la punta della lancia che sporge dal suo petto. Il capitano soffoca Phillips a mani nude e riesce a salvarsi.

Arrivato all'avanposto di Kurtz, Willard lascia sulla barca Chef con l'ordine di chiedere in codice l'attacco aereo sul villaggio se egli non facesse ritorno. Willard e Lance si inoltrano nel villaggio cambogiano, dove incontrano un fotografo free-lance apparentemente folle (Dennis Hopper), che spiega loro la grandezza di Kurtz. Willard incontra anche uno sconvolto Colby, così come appare sconvolto ed in preda ad una sanguinaria e pagana anarchia tutto il villaggio.

Finito dinanzi a Kurtz, Willard ascolta le sue teorie sulla guerra, sull'umanità e sulla civiltà. Kurtz ha letto il ramo d'oro che spiega il sacrificio del Re-Sacerdote e la funzione umana purificatrice del capro espiatorio e in un inquietante monologo, loda la ferocia sanguinaria ed assolutamente priva di scrupoli morali ed umanitari dei vietcong, nel Vietnam, che tagliano il braccio ai bambini a cui gli americani hanno iniettato la poliomielite.

Willard finisce dunque prigioniero, legato ed ingabbiato. Kurtz stesso gli lancia la testa mozzata di Chef, catturato mentre cercava di chiamare alla radio per far bombardare il villaggio. Finalmente il colonnello decide di morire per mano di Willard e chiede in cambio che Willard faccia sapere la verità ai suoi figli.

Willard entra nella camera di Kurtz mentre costui sta registrando un nuovo messaggio e lo uccide con un machete. Questo accade in contemporanea ed in parallelo con il rituale sacrificio d'un bue, effettuato dai Montagnard con lo stesso attrezzo. La fine della sequenza ha come sottofondo The End, canzone dei The Doors, come accade per la sequenza all'inizio del film. Mentre muore, il colonnello sussurra: "L'orrore… l'orrore", una citazione dalle parole del Kurtz di Cuore di tenebra.

Willard, sporco di sangue, esce dalla camera ed è venerato dai nativi come il sacerdote sacrificale. Camminando attraverso la folla di indigeni, prende Lance per mano (che si stava pienamente integrando tra i Montagnard) e lo conduce via sulla loro barca, sotto una pioggia scrosciante che lava via il sangue versato.

[modifica] Finale nella versione italiana

Nella versione italiana del 1979, durante i titoli di coda, l'aviazione americana bombarda il villaggio cambogiano, da poco lasciato da Willard e Lance, dove regnava Kurtz. Il villaggio e la vegetazione circostante vengono completamente rasi al suolo mentre le fiamme del bombardamento si alzano verso il cielo.

In realtà Francis Ford Coppola non aveva mai pensato a questa scena come finale alternativo perché era stata girata mentre l'aviazione distruggeva i set del film per le direttive del governo delle Filippine, che non voleva lasciare traccia delle riprese di Apocalypse Now. Comunque, alla fine, Coppola decise di inserire questo girato tra i titoli di coda nella versione 35mm; anche l'edizione italiana lo utilizzò per il finale.

[modifica] Produzione

[modifica] La genesi del film

L'idea del film venne nel 1969 a John Milius, che iniziò a scrivere una sceneggiatura su un gruppo di soldati che viaggiano su un fiume durante la guerra del Vietnam. Al progetto si associò George Lucas, che propose l'idea di raccontare le avventure di un plotone di appassionati di surf. Nello stesso periodo Carroll Ballard, grande amico di Milius, di George Lucas e di Francis Ford Coppola, aveva intenzione di realizzare un film tratto dal romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad.

Fu alla metà degli anni settanta che John Milius ebbe l'idea di accorpare il soggetto di Cuore di tenebra alla sua sceneggiatura sulla guerra del Vietnam. Nel 1975 però Milius e Lucas abbandonarono il progetto per dedicarsi ad altro mentre Francis Ford Coppola decise di continuare nell'impresa, riscrivendo e trasformando la sceneggiatura insieme a Michael Herr, corrispondente in Vietnam durante la guerra ed autore di Dispacci, definito "il più bel libro sulla guerra del Vietnam"[senza fonte].

Coppola iniziò le riprese senza aver ultimato la sceneggiatura, che veniva scritta e corretta durante la notte dal regista. Una delle idee innovative del regista fu quella di rendere più drammatica la scena della morte di Mr. Clean (interpretato da un giovanissimo Laurence Fishburne), facendolo morire mentre ascolta un nastro in cui la madre lo saluta e gli augura di tornare a casa.

[modifica] I nomi riguardanti il film

Alcune curiosità riguardano la scelta di due nomi del film: il nome del protagonista (Benjamin Willard) venne composto utilizzando i nomi dei primi due figli dell'attore Harrison Ford, che nella pellicola interpreta il piccolo ruolo del colonnello Lucas. Lucas a sua volta è chiamato così per rendere omaggio al regista George Lucas.

[modifica] Riprese

Le riprese di Apocalypse Now vennero effettuate sul fiume Pasangjan, nelle Filippine; però furono difficili i rapporti tra il governo filippino, presieduto dal dittatore Ferdinand Marcos, e la troupe, anche se i molti mezzi aerei che si vedono nel film furono forniti dalle Filippine che li utilizzavano negli attacchi contro i ribelli musulmani nella guerra civile, in corso ai tempi delle riprese. L'attacco degli elicotteri e il bombardamento sulla spiaggia furono invece girati nel villaggio e nella baia di Baler, sempre nell'isola di Luzon.

Coppola era convinto che per descrivere il colonnello Kurtz doveva calarsi nei panni del personaggio, tracciandone il delirio interiore e la depressione. Il regista allora cominciò a fare una ricerca di sé stesso, leggendo in continuazione la versione tascabile di Cuore di tenebra, che descrive appunto il Kurtz di Conrad che portava sempre con sé e che riempiva di appunti e annotazioni.

Nel 1976, durante le riprese, un tifone distrusse tutti i set e si dovette rifare tutto daccapo: questo avvenne perché Coppola insisteva per girare nella stagione delle piogge, in cui erano molto frequenti i tifoni. In seguito, Sheen fu colpito da infarto e si dovette usare una controfigura inquadrata di spalle durante la sua convalescenza.

Le riprese furono funestate da grandi problemi: i produttori non credevano più nel progetto, i soldi mancavano e il cast e la troupe erano esasperati dalle riprese nelle Filippine, perdevano entusiasmo e c'era il sospetto che facessero uso di droghe; la produzione veniva inoltre osteggiata dal governo americano perché la pellicola aveva uno stampo antimilitarista. Il terrore di non ultimare il film ridusse Coppola in uno stato di depressione, durante il quale tentò il suicidio, perse trenta chili di peso e rischiò la separazione dalla moglie Eleanor.

[modifica] Le cifre

  • Le riprese durarono quasi un anno e mezzo (marzo 1976-agosto 1977), di cui 230 giorni nelle Filippine.
  • Furono impiegati 350 000 metri di pellicola.
  • Per ultimare il montaggio ci vollero due anni.
  • Per la puntualizzazione del sonoro furono impiegati più di nove mesi.
  • La celebre scena dell'attacco degli elicotteri commentata dalla musica di Wagner dura solo 8 minuti, ma per girarla furono necessarie ben sette settimane di riprese e fu la prima sequenza girata, nella primavera del 1976.
  • Il costo finale fu di 30 milioni di dollari (di cui 1 esclusivamente come compenso a Marlon Brando), nonostante un preventivo stimato intorno ai 12 milioni. Questo stava mandando in fallimento la Zoetrope, la casa di produzione di Francis Ford Coppola, che vi investì anche tutti i beni personali.
  • Nelle sale, il film incassò 150 milioni di dollari, 78 milioni solo negli Stati Uniti[3].

[modifica] Cast

Inizialmente per interpretare Willard erano candidati Steve McQueen, Al Pacino, James Caan, Harvey Keitel, Robert Redford e Marlon Brando. Il regista aveva scelto Keitel ma dopo una settimana di riprese Coppola decise di sostituirlo.

Per la parte di Kurtz si pensò a Jack Nicholson ma venne scelto Marlon Brando, la cui iniziale indecisione rallentò la lavorazione. L'attore decise di prendere parte al film a patto che le scene in cui appariva fossero girate in penombra per celare il suo notevole aumento di peso. Dennis Hopper, che nel film interpreta un folle fotoreporter adoratore di Kurtz, ha dichiarato che quando Marlon si presentò sul set, Coppola bloccò la produzione per due settimane, ritirandosi insieme all'attore su una barca sul fiume per leggere Cuore di Tenebra insieme a lui. Molte scene che riguardavano Kurtz vennero cancellate dal copione perché Marlon Brando era troppo grasso per poterle interpretare.

[modifica] Colonna sonora

[modifica] "The End"

La canzone fa riferimento al complesso di Edipo e ai concetti del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche e dello psichiatra Carl Jung.

Il singolo piaceva molto a Coppola, che decise di inserirlo nella scena iniziale del film, in cui Willard, disteso sul letto della camera d'albergo a Saigon, pensa ad un bombardamento con gli elicotteri nella giungla a cui ha assistito. La canzone venne poi riutilizzata nella scena finale del film, la più improvvisata dal regista, che risolse il problema del completamento della pellicola realizzando un suggestivo montaggio accompagnato proprio da questo brano.

The End è la canzone numero 11 del primo lp The Doors uscito il 4 gennaio 1967.

Coppola aveva conosciuto Jim Morrison, il cantante dei Doors, ai tempi dell'università all'Università della California di Los Angels (University of California, Los Angeles, conosciuta anche come UCLA).

[modifica] Apocalypse Now Redux

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Apocalypse Now Redux.

[modifica] Riconoscimenti

Pur presentato in concorso al Festival di Cannes in una versione work in progress, non ancora definitiva, conquista la Palma d'oro ex aequo con Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff.

Sia ai Premi Oscar che ai Golden Globe viene superato come miglior film dal dramma familiare Kramer contro Kramer, scontando probabilmente il fatto di essere stato distribuito successivamente ad un altro viet-movie, Il cacciatore, trionfatore agli Oscar dell'anno precedente, con cinque premi vinti, fra cui quelli per miglior film e migliore regia.

Il National Board of Review of Motion Pictures lo inserisce fra i migliori dieci film del 1979, preferendogli come miglior film in assoluto Manhattan di Woody Allen.

L'American Film Institute nel 1998 lo inserisce al 28º posto della sua lista dei cento migliori film statunitensi di tutti i tempi e dieci anni dopo, nella lista aggiornata, lo inserisce al 30º posto. Nel 2005 inserisce la battuta «I love the smell of napalm in the morning. It's smells of victory» («Mi piace l'odore del napalm di mattina. Profuma di vittoria») al 12º posto della sua lista delle cento migliori battute dei film statunitensi di tutti i tempi.

Nel 2000 viene scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[4]

[modifica] Curiosità

  • Quando Willard, Chef e Lance, unici sopravvissuti del gruppo, arrivano al capolinea e approdano al villaggio indigeno accolti dal fotoreporter americano (interpretato da Dennis Hopper), si può leggere sul muro frontale al fiume la scritta bianca OUR MOTTO: APOCALYPSE NOW. La scritta fu posta dal regista per poter così avere il copyright del film, in quanto il titolo appare solamente in questa occasione.
  • In tutto il film vi è un errore che agli appassionati di armi non è sfuggito: i fucili M16 usati dai militari nel film utilizzano caricatori da 30 colpi, mentre in realtà nel Vietnam vennero utilizzati i discussi caricatori da soli 20 colpi, di fondamentale importanza storica visto che furono tra le cause della sconfitta americana in Vietnam. Essi infatti contenevano meno colpi della controparte russa ed avevano grossi problemi di inceppamento che costringevano i militari ad usare al massimo 15-16 colpi.
  • Il documentario Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse, presentato a Cannes nel 1991, illustra la travagliata e avventurosa realizzazione del film.
  • La scena dell'assassinio di Kurtz può essere vista come un omaggio al film di Sergej Michajlovič Ejzenštejn Sciopero! (1925). In tutte due i film la morte viene paragonata alla macellazione rituale di un toro.
  • Nella scena in cui Willard, ubriaco, si "lascia andare in attesa di una missione" nella camera a Saigon, Coppola fece realmente ubriacare Martin Sheen. Questi, dal canto suo, ruppe realmente lo specchio con un pugno, tagliandosi realmente la mano. Ci sono voci discordanti su quello che seguì: secondo alcuni, Coppola decise di mandare avanti la scena sebbene preoccupato per lo stato alterato dell'attore. Secondo altri, Sheen fermò il regista che voleva interrompere per chiamare un medico, e insistette per continuare.

[modifica] Note

  1. ^ L'interpretazione di Christian Marquand è visibile solo in Apocalypse Now Redux.
  2. ^ (EN) Awards 1979. festival-cannes.fr. URL consultato il 19 giugno 2011.
  3. ^ (EN) Apocalypse Now – Total Lifetime Grosses. Box Office Mojo.com. URL consultato il 22 dicembre 2010.
  4. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry. Library of Congress, 27 dicembre 2000. URL consultato il 6 gennaio 2012.

[modifica] Bibliografia

  • Eleanor Coppola, Diario dell'Apocalisse. Dietro le quinte del capolavoro di Francis Ford Coppola, Roma, Edizioni minimum fax, 2006. ISBN 88-7521-103-5 Già edito nel 1980 dalle Edizioni Il Formichiere con il titolo Appunti: dietro la cinepresa di Apocalypse Now.
  • Apocalypse Now - Sceneggiatura di John Milius e Francis Ford Coppola, Padova, Alet Edizioni, 2006. ISBN 88-7520-020-3

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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