Don Vito Corleone

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« Gli farò un'offerta che non potrà rifiutare. »
(Don Vito Corleone)
Vito Andolini Corleone
Don Vito Corleone nel primo film
Don Vito Corleone nel primo film
Universo Il padrino
Soprannome

Padrino

Autore Mario Puzo
1ª app. in Il padrino
Ultima app. in Il padrino - Parte II (da giovane)
Interpretato da
Voci italiane
Sesso Maschio
Luogo di nascita Corleone
Data di nascita 7 dicembre 1891
Professione boss dell'omonima famiglia
Affiliazione Famiglia Corleone
Parenti

Vito Corleone (Corleone, 7 dicembre 1891New York, 14 agosto 1955), conosciuto anche con i soprannomi di Il Padrino o Don Corleone, è un personaggio di finzione, protagonista de Il padrino, romanzo di Mario Puzo del 1969, trasposto dal regista Francis Ford Coppola in una celebre omonima trilogia cinematografica in cui viene magistralmente interpretato da Marlon Brando in età avanzata nel primo film e da Robert De Niro in età giovanile nel secondo film. Il personaggio s'ispira alla figura del boss Carlo Gambino.[senza fonte] Nella versione italiana classica è doppiato da Giuseppe Rinaldi (da anziano) e da Pino Colizzi (da giovane) mentre nella riedizione del 2008 è doppiato da Stefano De Sando (da anziano) e da Pino Insegno (da giovane).

[modifica] Biografia del personaggio

Vito Andolini nasce a Corleone, in Sicilia, nel 1891, figlio di cacciatori. Da bambino, va spesso a caccia insieme al padre, e impara a usare la lupara.

Quando ha dieci anni, il padre Antonio Andolini viene ucciso dai membri di Cosa Nostra, come vendetta per averne ucciso il locale capo, chiamato a giudicare il caso in cui era rimasto invischiato con un altro abitante del paese.

Mandato in fretta e furia a New York dai parenti, in quanto i mafiosi temono che potrebbe vendicare l'omicidio del padre, viene ospitato dalla famiglia Abbandando, amica degli Andolini. Trova lavoro presso la loro drogheria, e diviene amico del quasi coetaneo Genco Abbandando.

Ormai diciottenne, Vito sposa Carmela, da cui ha quattro figli: Santino, Frederico, Michael, e Constanzia.

Perso improvvisamente il lavoro di garzone a causa di un certo Fanucci, boss della Mano Nera, Vito conosce Peter Clemenza e Salvatore Tessio, con cui compie piccoli furtarelli e altri reati minori.

Per mezzo di lui, Fanucci si mette in contatto con la banda, a cui impone un tributo per la protezione.

Ma il giovane Corleone lo sorprende e lo uccide a colpi di pistola, destando stupore e rispetto sia in Clemenza che in Tessio.

Ne assume gradualmente l'eredità criminale: contrabbando, protezione, gioco d'azzardo, favoreggiamento.

La sua Famiglia annovera tre regimi: quello di Clemenza nel Bronx, quello di Tessio a Brooklyn, e quello del figlio Santino.

L' organizzazione subisce un decollo di potere soprattutto grazie alla presenza di Luca Brasi, un malvivente tanto brutale quanto abile e temuto, che il boss ha fatto scarcerare, assolvendolo dalle accuse dell'omicidio dell'amante irlandese e della loro figlioletta neonata.

Vito Corleone, ormai comunemente chiamato "Padrino" o "Don Corleone", fonda la Genco Oil Pure Company, la ditta di importazione dell'olio d'oliva che, negli anni, si rivelerà un'ottima società di copertura, in cui è coadiuvato da Genco Abbandando, il vecchio amico d'infanzia che è divenuto il suo Consigliere in seno all'organizzazione mafiosa.

Quando cerca di estendere il suo monopolio sul gioco d'azzardo, entra in contrasto con Salvatore Maranzano, boss di mezza tacca amico di Al Capone, che gli manda alcuni rinforzi da Chicago, che però vengono scovati e fatti a pezzi a colpi di ascia dal terribile Luca Brasi. Nella realtà Maranzano è stato un potentissimo boss.

La guerra, che porta a un attentato quasi fatale allo stesso Corleone, si conclude con la morte di Maranzano per mano di Tessio.

La sua spaventosa rete di criminalità attira anche molti politici corrotti, perfino diversi membri influenti del Congresso Americano, molti di essi sono italo-americani ed ebrei.

Il suo stesso potere gli assicura una rivalità senza quartiere con altri due potenti boss mafiosi newyorkesi quali Emilio Barzini e Philip Tattaglia.

Fa da Padrino di battesimo in innumerevoli occasioni. Il suo figlioccio più illustre è Johnny Fontane.

Nel 1945, quando è ormai lui il più potente signore del crimine di New York, la sua cosca risulta in grado di controllare l'operato delle altre cinque della città.

La pace si rompe quando nega a uno spacciatore di droga, Virgil Sollozzo, spalleggiato dai Tattaglia, il proprio appoggio nel business delle droghe. Subito dopo, infatti, Don Corleone subisce un attentato quasi mortale, e il figlio Santino ne prende il posto, portando avanti una furiosa guerra di logoramento contro la Famiglia Tattaglia.

Verso la fine degli anni quaranta, quando Santino viene ucciso dai nemici della Famiglia, Don Vito organizza un incontro con le altre Famiglie, occasione in cui a malincuore accetta il contrabbando di droghe, pagando in tal modo il prezzo per la pace.

In realtà intende prendere tempo perché il figlio Michael, fuggito dopo aver eliminato Sollozzo e il capitano di polizia che lo proteggeva, possa ritornare sano e salvo a New York.

Dopo aver ceduto il comando al figlio Michael, si ritira per sempre dagli affari, ancora scosso psicologicamente per l'attentato subito e per la morte di Santino. Interviene un'ultima volta per scarcerare l'ex poliziotto Al Neri, che prenderà il posto di Luca Brasi come esecutore e guardia personale dei boss della famiglia.

Muore per una salute assai precaria durante gli anni Cinquanta, a 63 anni, lasciando la guida del suo impero definitivamente al figlio Michael, che, nel film Il padrino - Parte III crea la fondazione benefica per la Sicilia Vito Andolini Corleone.

[modifica] Gli interpreti nella saga cinematografica

  • Nel primo film, Il padrino, il personaggio, ormai anziano, è interpretato da Marlon Brando, che al provino aveva suggerito l'idea di dare al personaggio un'aria da bulldog appesantendo le guance con del cotone, poi rimpiazzato da protesi dentistiche.
  • Nel secondo film, Il padrino - Parte II (1974) viene narrata l'ascesa al potere del giovane Vito Corleone, qui interpretato dall'attore Robert De Niro.

Per l'interpretazione di Don Vito Corleone, Marlon Brando e Robert De Niro hanno entrambi vinto un premio Oscar: sono i due soli attori ad aver ricevuto tale premio per aver interpretato lo stesso personaggio.

[modifica] Voci correlate

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