Don Vito Corleone

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« Gli farò un'offerta che non potrà rifiutare. »
(Don Vito Corleone)
Vito Andolini
Don Vito Corleone nel primo film
Don Vito Corleone nel primo film
Universo Il padrino
Lingua orig. Inglese
Soprannome
  • Don Corleone
  • Padrino
  • Il Don
Autore Mario Puzo
1ª app. in Il padrino
Interpretato da
Voci italiane
Sesso Maschio
Luogo di nascita Corleone
Data di nascita 7 dicembre 1891
Professione Boss e fondatore dell'omonima famiglia
Affiliazione Famiglia Corleone
Parenti

Vito Andolini (Corleone, 7 dicembre 1891 - New York, 29 luglio 1955) è un personaggio di finzione protagonista de Il padrino, romanzo di Mario Puzo del 1969.

Nell'omonima trilogia cinematografica di Francis Ford Coppola è interpretato da Marlon Brando (da anziano), da Robert De Niro (da giovane) e da Oreste Baldini (da bambino). Nella versione italiana classica è doppiato da Giuseppe Rinaldi (da anziano) e da Pino Colizzi (da giovane), mentre nella riedizione del 2008 è doppiato da Stefano De Sando (da anziano) e da Pino Insegno (da giovane).

Premiere Magazine ha eletto Vito Corleone come "Più grande personaggio nella storia del cinema".[1] È stato inoltre scelto da Empire Magazine come il 10° più grande personaggio cinematografico di sempre.[2] Il personaggio si ispira alle figure dei boss realmente esistiti Carlo Gambino, Frank Costello, Vito Genovese, Joseph Bonanno, Joseph Profaci e Lucky Luciano.

Biografia del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il padrino (romanzo).

Vito Corleone nasce col nome di Vito Andolini nel piccolo villaggio di Corleone, in Sicilia. Da bambino, va spesso a caccia insieme al padre Antonio e impara a usare la lupara. Quando ha nove anni, il padre viene ucciso dai sicari del boss di Cosa nostra, don Ciccio, come vendetta per aver ucciso il vicario, chiamato a giudicare il caso in cui era rimasto invischiato con un altro abitante del paese. Nel secondo film viene ucciso anche il fratello maggiore di Vito, Paolo (che nel romanzo è un personaggio che non esiste, poiché Vito è figlio unico).

Dopo l'uccisione del padre, la madre va con Vito dal boss per chiedere che suo figlio sia risparmiato, ma don Ciccio fa capire che intende comunque uccidere il bambino, perché potrebbe vendicare un giorno il padre e il fratello. La donna allora fa scappare Vito, venendo poi uccisa sotto gli occhi del figlio. Mandato in fretta e furia a New York, in quanto i mafiosi adesso temono ancora di più il suo desiderio di vendetta, Vito viene ospitato dalla famiglia Abbandando, amica degli Andolini.

In America, Vito cambia il suo nome in "Corleone", per mantenere un forte legame con il paese nel quale era nato (nel secondo film, invece, viene mostrato che il cambiamento di nome è dovuto ad un errore di un doganiere che, leggendo il cartello appeso al collo di Vito, confonde il cognome con il luogo di provenienza). Una volta cresciuto, comincia a lavorare nella drogheria del signor Abbandando insieme al figlio di questi, Genco, col quale è molto amico. Ormai diciottenne, Vito sposa Carmela, dalla quale ha quattro figli: Santino, Fredo, Michael e Connie. Perso improvvisamente il lavoro di garzone a causa di un certo don Fanucci, boss della Mano Nera, Vito conosce Peter Clemenza e Salvatore Tessio, coi quali compie piccoli furtarelli e altri reati minori. Tuttavia Fanucci, venuto a sapere di queste loro attività, minaccia Vito di denunciare lui e suoi complici se non dovesee ricevere parte dei loro proventi per protezione. Fingendo di voler accettare, Vito invece uccide Fanucci, guadagnandosi il rispetto di Tessio e Clemenza. In seguito alla morte del boss, ne assume gradualmente l'eredità criminale: contrabbando, protezione, gioco d'azzardo, favoreggiamento.

Mano a mano, la sua famiglia diventa sempre più grande, e arriva ad annoverare tre regimi: quello di Clemenza nel Bronx, quello di Tessio a Brooklyn e quello del figlio Santino; l'organizzazione aumenta il suo potere, soprattutto grazie alla presenza di Luca Brasi, un malvivente tanto brutale,quanto abile e temuto,che il boss ha anche fatto scarcerare.

Vito Corleone, ormai comunemente chiamato "Padrino", "don Corleone" (o, semplicemente "il Don" nel libro), fonda la Genco Puro Oil Company, la ditta di importazione dell'olio d'oliva che, negli anni, si rivelerà un'ottima società di copertura, in cui è coadiuvato da Genco Abbandando, il vecchio amico d'infanzia che è divenuto il suo consigliere in seno all'organizzazione mafiosa. Quando cerca di estendere il suo monopolio sul gioco d'azzardo, entra in contrasto con Salvatore Maranzano, boss di mezza tacca amico di Al Capone, che gli manda alcuni rinforzi da Chicago, che però vengono scovati e fatti a pezzi a colpi di ascia dal terribile Luca Brasi. Nella realtà Maranzano è stato un potentissimo boss. La guerra, che porta a un attentato quasi fatale allo stesso Corleone, si conclude con la morte di Maranzano per mano di Tessio. La spaventosa rete di criminalità di Don Corleone attira anche molti politici corrotti, perfino diversi membri influenti del Congresso americano: molti di essi sono italo-americani ed ebrei.

Il suo stesso potere gli assicura una rivalità senza quartiere con altri due potenti boss mafiosi newyorkesi quali Emilio Barzini (chiamato Barrese nella prima edizione italiana del primo film) e Philip Tattaglia. Fa da padrino di battesimo in innumerevoli occasioni. Il suo figlioccio più illustre è il cantante e attore Johnny Fontane. Nel 1945, quando è ormai lui il più potente signore del crimine di New York, la sua cosca risulta in grado di controllare l'operato delle altre quattro della città.

La pace si rompe quando nega a uno spacciatore di droga, Virgil Sollozzo, spalleggiato dai Tattaglia, il proprio appoggio nel business delle droghe. Subito dopo, infatti, Don Corleone subisce un attentato quasi mortale e il figlio Santino ne prende il posto, portando avanti una furiosa guerra di logoramento contro la famiglia Tattaglia. Verso la fine degli anni quaranta, quando Santino viene ucciso dai nemici della famiglia, don Vito organizza un incontro con le altre famiglie, occasione in cui a malincuore accetta il contrabbando di droghe, pagando in tal modo il prezzo per la pace.

In realtà intende prendere tempo affinché il figlio Michael (fuggito dopo aver eliminato Sollozzo e il capitano di polizia che lo proteggeva, Mark McCluskey) possa ritornare sano e salvo a New York. Dopo aver ceduto il comando della famiglia al figlio Michael, diviene il consigliere (sostituendo temporaneamente Tom Hagen), pur essendo ancora scosso psicologicamente per l'attentato subito e per la morte di Santino. Interviene un'ultima volta per scarcerare l'ex poliziotto Al Neri, che prenderà il posto di Luca Brasi (in precedenza ucciso da Sollozzo e Bruno Tattaglia) come esecutore e guardia personale dei boss della famiglia. Minato da una salute assai precaria, muore per un infarto durante gli anni cinquanta, a 64 anni, lasciando la guida del suo impero definitivamente al figlio Michael, che (nel terzo film) crea la fondazione benefica per la Sicilia Vito Andolini Corleone.

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Don Vito è apparso della trasposizione cinematografica di Francis Ford Coppola in una celebre omonima trilogia cinematografica. Nel primo film, Il padrino, il personaggio, ormai anziano, è interpretato da Marlon Brando, che al provino aveva suggerito l'idea di dare al personaggio un'aria da bulldog appesantendo le guance con del cotone, poi rimpiazzato da protesi.[3] Nel secondo film, Il padrino - Parte II (1974) viene narrata l'ascesa al potere del giovane Vito Corleone, qui interpretato dall'attore Robert De Niro. L'attore italiano Oreste Baldini interpreta il personaggio da bambino.[4]

Per l'interpretazione di don Vito Corleone, Marlon Brando e Robert De Niro hanno entrambi vinto un premio Oscar: sono i due soli attori ad aver ricevuto tale premio per aver interpretato lo stesso personaggio. Tuttavia, Brando rifiutò il suo Oscar e non si presentò alla cerimonia di premiazione, in disaccordo sui maltrattamenti degli indiani nativi d'America da parte degli Stati Uniti e di Hollywood[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 100 Greatest Movie Characters of All Time, Filmsite.org. URL consultato il 27 febbraio 2012.
  2. ^ The 100 Greatest Movie Characters| 10. Vito Corleone | Empire, www. empireonline.com, 5 dicembre 2006. URL consultato il 27 febbraio 2012.
  3. ^ Pierpont 2008, p. 71[Non si capisce di che fonte si tratti].
  4. ^ (EN) Vito Corleone (Character) from The Godfather (1972), Internet Movie Database.
  5. ^ (EN) "American Indians mourn Brando's death – Marlon Brando (1924–2004)."

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John McCarty, Bullets Over Hollywood: The American gangster picture from the Silents to "The Sopranos"[1], 2004, ISBN 0-306-81301-7.
  • Giorgio Nisini, Robert De Niro: Rigore, talento e ricerca della perfezione nei film di un attore fuori dal comune, emblema cinematográfico dell'inquietudine moderna, Roma: Gremese, 2004, ISBN 88-8440-342-1.
  • Gene, Walter Murch Phillips, Godfather: The Intimate Francis Ford Coppola [2], Kentucky: University Press of Kentucky, 2004, ISBN 0-8131-2304-6.
  • Lee Bolman, The Wizard and the warrior: Leading with passion and power, San Francisco: Jossey-Bass Wiley, 2006, ISBN 0-7879-7413-7.
  • James Thomas Chiampi, Resurrecting The Godfather, The Society for the Study of the Multi-Ethnic Literature of the United States (MELUS), 1978.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]