Bugsy Siegel

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Bugsy Siegel nel 1928

Benjamin Siegel, nato Benjamin Siegelbaum e soprannominato Bugsy[1] (New York, 28 febbraio 1906Los Angeles, 20 giugno 1947), è stato un criminale statunitense, legato al cosiddetto "Sindacato ebraico", popolare per aver reso possibile lo sviluppo su larga scala della città di Las Vegas.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Benjamin Siegelbaum nacque nel distretto di Brooklyn da una povera famiglia di emigranti ebrei originari dell'Austria[1]. Da ragazzo, Siegel si unì ad una gang di strada nel Lower East Side, che imponeva il pagamento della "protezione" ai commercianti ebrei ed era dedita ai furti[1]. Nel 1918 Siegel incontrò il giovane Meyer Lansky, con cui passò al servizio del gangster ebreo Arnold Rothstein insieme a Lucky Luciano, Dutch Schultz e Jack "Legs" Diamond[2], con cui si occupò del contrabbando di alcolici e stupefacenti[3][4]. Nel 1926 Siegel venne arrestato per aver stuprato una donna ma Lansky la costrinse a non testimoniare, facendolo rilasciare[1]. Fu in questo periodo che Siegel venne coinvolto nel gioco d'azzardo e nei furti d'auto per conto della banda di Lucky Luciano e Meyer Lansky. Nel 1931, come killer, Siegel prese parte all'assassinio del boss Joe Masseria, organizzato da Luciano[5].

Nel 1937 la «Commissione», l'organismo che governava gli affari della «Cosa Nostra», inviò Siegel in California per cercare di sviluppare il racket del gioco d'azzardo insieme a Jack Dragna, capo della Famiglia di Los Angeles. Siegel scelse il gangster ebreo Mickey Cohen come suo luogotenente e, attraverso lui, iniziò a controllare il gioco d'azzardo, che avveniva su navi a largo di Los Angeles, e il traffico degli stupefacenti[4][6]. Siegel frequentò anche gli ambienti mondani di Hollywood, dove divenne amico dell'attore George Raft e si concesse numerose avventure extraconiugali, tra cui una ex prostituta di nome Virginia Hill[7]. Nel 1939 Siegel venne arrestato per l'omicidio del gangster ebreo Harry Greenberg, che era diventato un informatore della polizia, ma venne assolto l'anno successivo[8]. Nel 1945 Siegel ottenne finanziamenti dai boss delle Famiglie della East Coast per la costruzione di un hotel-casinò, il Flamingo, nel deserto del Nevada, nel sito che diverrà famoso in futuro come Las Vegas. Il progetto fu inizialmente preventivato a 1'500'000 di dollari ma alla fine arrivò a costarne 6'000'000. Virginia Hill, l'amante di Siegel, si appropriò di parte del denaro, depositandolo segretamente in una banca svizzera[4]; Siegel inaugurò il casinò il 26 dicembre 1946, mentre i lavori erano ancora in esecuzione, e non riuscì a dare garanzie economiche ai boss perché il Flamingo chiuse nuovamente per ultimare i lavori fino al marzo 1947. Virginia Hill fuggì a Parigi con la restante parte del denaro che Siegel avrebbe dovuto restituire ai boss[1]. Dopo la morte di Siegel, Virginia Hill restituì il denaro del Flamingo.

La «Commissione» decretò la morte di Siegel: il 20 giugno 1947, un killer sparò a Siegel con una carabina M1 attraverso una vetrata della sua sontuosa villa di Beverly Hills, colpendolo in testa; la pallottola gli trapassò il cranio fuoriuscendo da un occhio e lo uccise sul colpo[1].

Influenza sui media[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f lacndb.com::American Mafia
  2. ^ Arnold Rothstein
  3. ^ Arnold Rothstein Chronology
  4. ^ a b c Bugsy Siegel (American gangster) - Encyclopedia Britannica
  5. ^ Answer to a Question About a Mobster’s Death in Coney Island - NYTimes.com
  6. ^ http://www.lacndb.com/Info.php?name=Mickey%20Cohen
  7. ^ http://www.lacndb.com/Info.php?name=Virginia%20Hill
  8. ^ http://www.lacndb.com/Info.php?name=Harry%20Greenberg

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