Colombo (famiglia)

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Famiglia Colombo
Famiglia Colombo
Il boss fondatore, Joe Profaci
Nomi alternativi Famiglia Profaci
Area di origine Brooklyn
Aree di influenza New York, Long Island
Periodo 1928 - in attività
Boss Carmine Persico
Alleati Cinque famiglie
Detroit Partnership
famiglia Trafficante
Rivali Cinque famiglie
Gang di New York
Attività Usura, estorsione, gioco d'azzardo, traffico di droga, corruzione, ricettazione, sindacati, prostituzione, racket, smaltimento dei rifiuti, omicidio, contraffazione, truffa, rapina, furto
Pentiti Gregory Scarpa
Kenny Gallo

La Famiglia Colombo, conosciuta anche con il nome di "Famiglia Profaci", è una delle potenti cinque famiglie mafiose di Cosa nostra che controlla le attività criminali e non a New York ed in altri stati d'America.

La Famiglia fu fondata all'inizio degli anni venti da Joe Profaci e nel corso degli anni ha mantenuto stretti legami con tutte le altre potenti famiglie mafiose d'America, soprattutto con la Famiglia Bonanno, con la Famiglia di Detroit, e la Famiglia Trafficante.

Negli anni si sono succeduti alla guida della cosca, potenti Boss del calibro di: Joe Profaci, Joseph Magliocco, Joseph Colombo, Thomas Di Bella e Carmine Persico. La Famiglia mantiene stretti legami di collaborazione e d'affari con Cosa nostra siciliana, soprattutto con le Famiglie di Villabate, Misilmeri e altre della provincia di Palermo. Nonostante alcune sanguinose faide interne scoppiate all'inizio degli anni novanta e i successivi numerosi arresti di importanti boss, la Famiglia rimane una delle più potenti di Cosa nostra americana.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi e la guerra castellammarese[modifica | modifica sorgente]

Le origini della cosca sono da individuarsi nella cittadina di Villabate e nei comuni vicini in provincia di Palermo, luogo da dove proviene la maggior parte dei suoi componenti tra gli anni dieci e gli anni 20. Proprio da Villabate proviene Joe Profaci, un giovane "uomo d'onore" della locale cosca emigrato a New York nel 1921. A metà degli anni venti, Profaci divenne il boss della Famiglia, diventando in breve tempo uno dei mafiosi più potenti, temuti e rispettati della città e dell'intera nazione. Con base a Brooklyn, la cosca si occupava principalmente di contrabbando di alcolici, estorsioni e gioco d'azzardo, contando su circa 100 "affiliati".

Nel 1928, con l'omicidio del Boss Salvatore D'Aquila, iniziò la famosa guerra castellammarese, che vedeva contrapposti da un lato la Famiglia Masseria e da un altro lato la Famiglia Castellammarese. La Famiglia Profaci fu l'unica cosca di New York a rimanere ufficialmente neutrale, anche se in segreto Profaci e gli altri leader della Famiglia supportavano i Castellammaresi.

Dopo circa tre anni e mezzo di omicidi per le strade e lupare bianche, i boss più giovani come lo stesso Profaci, Lucky Luciano esponente di spicco della Famiglia Masseria, Vincent Mangano, Frank Scalice, Tommaso Gagliano, Joe Bonanno, Gaetano Lucchese ed altri decisero di mettere fine alla guerra e nel 1931 organizzarono gli omicidi di Joe Masseria prima e Salvatore Maranzano poi. I nuovi boss formarono la commissione, una struttura di comando in cui tutti i boss delle Famiglie avrebbero preso accordi e decisioni in maniera pacifica e democratica.

Ristrutturazione della Famiglia ed espansione degli affari[modifica | modifica sorgente]

Appena finita la guerra castellammarese, Joe Profaci allarga il numero degli affiliati della sua Famiglia, accogliendo molti mafiosi della Famiglia Maranzano, adesso guidata dal suo grande amico ed alleato Joe Bonanno. La Famiglia passa da 100 a circa 200 affiliati, e con decine e decine di associati, mantenendo sempre la sua base principale a Brooklyn.

Gli affari della Famiglia comprendono: estorsioni, gioco d'azzardo, scommesse illegali, usura, traffico di droga, edilizia, appalti truccati, sindacati, riciclaggio di denaro sporco, prostituzione, contraffazione e numerosi altri racket, non solo nei territori di New York e del New Jersey, ma anche in altri stati americani come California, Florida, Nevada, Maryland, Carolina del Nord, Carolina del Sud e l'isola di Cuba.

La Famiglia di Don Peppino Profaci era così composta: come vicecapo suo cognato Joseph Magliocco, consigliere suo fratello Salvatore Profaci e tra i capidecina più importanti figuravano: Salvatore Musacchio, Simone Andolino, Salvatore Badalamenti, Leonard Carlino, Sebastiano Aloi, Harry Fontana, Ambrose Magliocco, John Oddo, Nicholas Forlano, Thomas Di Bella.

Alla fine degli anni quaranta, con la nascita di Las Vegas, la Famiglia Profaci finanzia e controlla alcuni casinò. All'inizio degli anni cinquanta, i rapporti tra i Profaci e la Famiglia Bonanno, si consolidarono con il matrimonio tra Rosalia Profaci nipote del Boss e Salvatore Bonanno, figlio di Joe.

La rivolta dei fratelli Gallo[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni cinquanta, la stabilità all'interno della Famiglia cominciò ad incrinarsi. Infatti nel 1957, i nuovi boss delle rispettive famiglie Gaetano Lucchese, Carlo Gambino, e Vito Genovese, per rompere l'alleanza tra Profaci e Bonanno, fomentarono segretamente la rivolta dei fratelli Gallo, giovani ed importanti membri della famiglia Profaci contro il loro anziano boss. I fratelli Gallo, guidati dal più grande dei fratelli Joe Gallo, gestivano le attività della Famiglia nel quartiere di South Brooklyn.

Profaci pretendeva sempre maggiori profitti dal loro gruppo. La situazione si deteriorò definitivamente nel novembre del 1959, quando Profaci ordinò l'eliminazione di Frank Abbatemarco, uno degli uomini di fiducia dello stesso Gallo. Profaci promise di ricompensarli con nuovi racket. Anche se a malincuore, Crazy Joey diede l'ordine ai suoi uomini di eliminare Abbatemarco. Il 4 novembre del 1959, ad uccidere il loro ex "compare", all'interno del ristorante "Cardello" di Brooklyn, furono i suoi fratelli Larry e Albert Gallo, assieme a Joe Gioeli, il loro migliore killer.

Settimana dopo settimana, la rabbia di Gallo e dei suoi uomini aumentava a dismisura. Profaci piazzò nel gruppo ribelle un suo soldato di fiducia, John Scimone, con lo scopo di spiarli e controllarli meglio. Nei primi mesi del 1960, Profaci per intimidire i Gallo ordinò l'omicidio di Joe Gioeli. Il corpo di Gioeli fatto a pezzi venne ritrovato a Shepshead Bay, una località di Brooklyn, all'interno di un'automobile parcheggiata di fronte ad una concessionaria di auto, di proprietà di un affiliato dei Gallo, ritrovo della banda. Joe Gallo, sentendosi forte di un buon numero di affiliati e del sostegno di una parte della commissione, decise di rompere gli indugi e attaccare frontalmente il suo vecchio padrino, con lo scopo di prendere il potere all'interno della Famiglia.

Furono presi in ostaggio alcuni dei pezzi grossi della Famiglia, come il vicecapo Joseph Magliocco e il capodecina Joseph Colombo. Profaci diede la delega a trattare il rilascio degli ostaggi al suo nuovo consigliere Charles Lo Cicero. Pagato il riscatto, gli ostaggi furono liberati con la falsa promessa del ritiro dagli affari di Don Peppino Profaci. Una volta rilasciati gli ostaggi invece si scatenò il bagno di sangue tra i due schieramenti. Anche se nettamente inferiore come numero e come potere, il gruppo di Gallo diede del filo da torcere ai Profaci.

La faida durò per tutto il 1960 e il 1961. Il 20 agosto 1961, Larry Gallo venne invitato al Sahara Lounge, un locale di Brooklyn di proprietà di un affiliato di Profaci, per discutere con una delegazione rivale di una eventuale tregua. In realtà la tregua era una scusa: Larry Gallo, appena entrato nel locale con il suo guardaspalle, fu aggredito da alcuni uomini, tra cui Carmine Persico, ex soldato proprio della "decina" di Gallo, che cercarono di strangolarli. Larry ed il suo guardaspalle si salvarono per puro caso, grazie all'entrata nel locale di alcuni poliziotti ignari di tutto, e gli attentatori riuscirono a scappare. L'episodio verrà ricordato nel film Il padrino.

I Gallo dopo qualche settimana risposero con il tentato omicidio di Persico, che riuscì a salvarsi. Alla fine del 1961 Joe Gallo, capo della fazione ribelle, venne arrestato e condannato dalla procura distrettuale di Brooklyn a 10 anni per estorsione. Il posto di Crazy Joey, come capo della fazione ribelle, venne preso da suo fratello Albert, che continuò la faida.

La morte di Profaci e il breve regno di Magliocco[modifica | modifica sorgente]

Il 7 giugno del 1962, Joe Profaci, morì di cause naturali, dopo una lunga malattia. Alla guida della Famiglia gli successe, il suo vicecapo e cognato Joseph Magliocco. Nello stesso periodo il gruppo ribelle, guidato da Albert Gallo, ormai decimato dagli omicidi, e con il loro leader Joe Gallo in carcere, venne ad un accordo con Magliocco. Tornata la tregua all'interno della Famiglia, Magliocco consolidò la sua posizione, e iniziò a cospirare con Joe Bonanno, l'eliminazione di Magaddino, Lucchese, e Gambino, con lo scopo di prendere il totale controllo all'interno della commissione. Magliocco delegò l'organizzazione degli omicidi, ad un suo capodecina di fiducia, Joseph Colombo, ma Colombo per ingraziarsi il resto della commissione, andò a riferire tutto alle vittime designate.

Lucchese, Gambino e Magaddino, convocarono ad una riunione Bonanno e Magliocco, per avere delle spiegazioni. Magliocco si presentò, e ammise i suoi errori, e visto che era gravemente malato, gli fu imposto soltanto di ritirarsi dalla guida della "Famiglia". Bonanno invece non si presentò, dando inizio alla famosa "banana war", ovvero la famosa faida interna della Famiglia Bonanno, da un lato i fedelissimi del vecchio Boss, e dall'altro lato la fazione guidata da Gaspar DiGregorio, appoggiato da una parte della commissione. Magliocco morì di cause naturali, alcuni mesi dopo il 28 dicembre del 1963.

L'era Colombo[modifica | modifica sorgente]

Subito dopo la morte di Magliocco, con il sostegno della commissione, venne posto a capo della "Famiglia Profaci", Joseph Colombo. Da quel momento le autorità, chiameranno la cosca, "Famiglia Colombo" dal nome del suo Boss. Joe era il figlio di un "uomo d'onore", Antonio Colombo fedelissimo di Profaci, assassinato nel 1935. Il giovane Colombo entrò a far parte della "Famiglia", all'inizio degli anni quaranta, occupandosi di gioco d'azzardo e usura, e all'inizio degli anni cinquanta venne promosso da Profaci, capodecina, diventando uno dei membri più importanti della cosca.

Alla metà degli anni sessanta, creò "la lega dei diritti civili degli italoamericani". Questa associazione si occupava di contrastare il razzismo e i pregiudizi diffamatori, nei confronti degli italoamericani. Tutto questo non piacquè molto ad alcuni Boss della commissione, perché secondo loro la lega ed i comportamenti di Colombo, portavano alla mafia pubblicità indesiderata, infatti sin dalla fine degli anni sessanta, l'FBI aveva iniziato ad indagare sulle attività di Colombo e degli altri pezzi grossi della Famiglia. Agli inizi del 1971, Joe Gallo venne rilasciato dalla prigione, e non avendo mai abbandonato i suoi propositi di diventare il boss della Famiglia, riorganizzò e ricompattò i suoi fedelissimi, con lo scopo di prendere il potere.

Il 28 giugno del 1971, durante il "columbus circle" a Manhattan, alla presenza di decine di migliaia di persone, un giovane killer di nome Jerome Jonhson, spacciatosi per fotografo si avvicinò a Colombo e gli sparò con una pistola. Il killer fu subito crivellato dalle pallottole dei figli e degli uomini di Colombo. Joseph Colombo restò in coma fino alla sua morte, avvenuta nel 1978. Anche se il mandante dell'omicidio fu Gallo, la morte di Colombo non dispiacquè ad alcuni Boss come Carlo Gambino. Infatti le autorità sospettarono che dietro Gallo, ci fosse la mano di Don Carlo, ma tuttavia questa ipotesi non fu mai accertata. Subito dopo l'attentato al posto di Colombo, venne messo come Boss reggente Vincenzo Aloi, figlio di Sebastiano Aloi.

La vecchia faida con i Gallo riscoppiò più sanguinosa che mai. Joe Gallo, verrà assassinato alcuni mesi dopo, il 7 aprile del 1972, mentre stava festeggiando il suo 43º compleanno con parenti e amici, al ristorante "Umberto Clam House" di Little Italy. Nelle settimane seguenti furono assassinate da entrambe le parti circa 30 persone, e la guerra durò fino a quando non fu trovato un definitivo accordo. A sostituire Aloi come Boss dal 1973 in poi, ci fu Thomas Di Bella, un anziano capodecina ed ex fedelissimo di Don Peppino Profaci. Infatti il Boss designato era Carmine Persico, ma quest'ultimo stava scontando una condanna in carcere, e quindi a capo della famiglia venne messo Di Bella. Di Bella era un uomo molto scaltro nell'eludere le autorità, sulle sue reali attività malavitose, infatti il suo unico arresto risaliva al 1932, all'epoca del proibizionismo per contrabbando di alcolici. Thomas Di Bella, fu il Boss della Famiglia, fino al 1977, anno in cui si ritirò dalle attività mafiose per problemi di salute.

L'era Persico[modifica | modifica sorgente]

Nel 1977, dopo il ritiro di Di Bella il posto di Boss ufficiale della Famiglia fu preso da Carmine Persico, uscito di prigione nello stesso anno. Persico era diventato un "uomo d'onore" della Famiglia Profaci, alla metà degli anni cinquanta, ed era stato aggregato come soldato nel gruppo guidato da Joe Gallo. Inizialmente era stato uno dei ribelli al fianco dei fratelli Gallo, ma poi aveva cambiato schieramento ed era tornato con i lealisti di Profaci, dopo aver capito che i Gallo non avrebbero potuto vincere. Alla metà degli anni sessanta, fu promosso capodecina dal nuovo Boss Joseph Colombo.

Nel 1985, fu arrestato assieme agli altri Boss delle cinque famiglie di New York, nel famoso processo della commissione, e nel 1987, venne condannato con la legge RICO all'ergastolo, e spedito nella prigione federale di Lompoc, in California. Nonostante la condanna all'ergastolo, Persico ha continuato a comandare dal carcere, nominando come Boss reggente Vic Orena, suo braccio destro. Tuttavia all'inizio degli anni novanta, scoppiò una faida interna tra la fazione di Orena, che aspirava a prendere il controllo della Famiglia, e i lealisti di Persico guidati dal figlio di Carmine, Alphonse Persico.

Persico dal carcere ordinò l'omicidio di Orena, e diede l'ordine di organizzarlo al suo fedele consigliere Carmine Sessa. Nel giugno del 1991, mentre Vic Orena stava rientrando nella sua casa a Long Island, cinque killer mandati da Sessa, aprirono il fuoco ma Orena riuscì a salvarsi. Carmine Sessa, si rivolse alla commissione, dicendo che Persico era l'unico capo riconosciuto della Famiglia, e che la commissione avrebbe dovuto "posare" dall'organizzazione Vic Orena, ma la commissione e soprattutto John Gotti, amico di Orena, si rifiutarono affermando che la faida, doveva finire co un accordo di entrambe le parti. Ma la guerra continuò dal 1991 al 1993, causando 12 morti e 15 feriti, fino a quando nel 1993 l'FBI arresto Vic Orena e gran parte della sua fazione di Brooklyn, ed alcuni giorni dopo furono arrestati altri 40 affiliati della Famiglia, questa volta della fazione di Persico. Durante il processo, Orena, il suo più importante capodecina Pasquale "Patsy" Amato, e numerosi esponenti della cosca furono condannati all'ergastolo.

Attuale leadership[modifica | modifica sorgente]

Carmine Persico all'età di 76 anni, continua ad essere il Boss ufficiale, nonostante la condanna all'ergastolo. Attualmente sta scontando la condanna in un carcere federale della Carolina del Nord. Suo figlio Alphonse Persico, era l'erede designato alla guida della famiglia, ma dopo aver scontato varie condanne durante gli anni novanta, nel 2007 assieme al vicecapo John De Ross, e ad altri importanti membri, è stato arrestato con l'accusa di aver ordinato l'omicidio di un rivale. Se Persico e De Ross, verranno condannati rischierebbero l'ergastolo. John Franzese, all'età di 91 anni sarebbe il presunto vicecapo, Franzese è stato arrestato nel maggio 2007, e attualmente sarebbe il mafioso in attività più anziano. Thomas Gioeli, sarebbe uno dei Boss reggenti, mentre Vincent Aloi sarebbe l'attuale consigliere.

Ancora dopo 16 anni la faida interna che insanguinò la Famiglia Colombo, ha continuato a fare danni con le condanne di 80 tra "uomini d'onore", ed associati, tra cui lo stesso Orena ed i suoi figli Victor e John. Nel giugno 2008, Thomas Gioeli, l'ex consigliere Joel Cacace, il capodecina Dino Calabro', il soldato Dino Saracino, e diversi tra affiliati ed associati sono stati condannati per vari racket tra cui traffico di droga, usura, estorsioni e tre omicidi, risalenti all'inizio degli anni '90 durante la faida Persico - Orena. Con l'arresto del presunto boss reggente Thomas Gioeli, le autorità ipotizzano che a prenderne il posto alla guida della famiglia, sia stato il capodecina Andrew Russo. Attualmente la Famiglia sarebbe composta da circa 100 - 110 "uomini d'onore", e numerosi tra associati e fiancheggiatori. Nonostante i numerosi arresti da parte della polizia e dell'FBI, che hanno falcidiato la cosca negli ultimi anni, la Famiglia Colombo, continua a essere una delle più potenti e temute famiglie di Cosa nostra americana, con importanti collegamenti con le cosche Siciliane.

Leadership storica[modifica | modifica sorgente]

Boss (ufficiale e reggente)[modifica | modifica sorgente]

Viceboss[modifica | modifica sorgente]

Consigliere[modifica | modifica sorgente]

Attuali capidecina della Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Fazione Brooklyn[modifica | modifica sorgente]

Fazione Long Island[modifica | modifica sorgente]

Esponenti di spicco identificati nelle indagini del 1962[modifica | modifica sorgente]

Boss della Famiglia Colombo[modifica | modifica sorgente]



Joseph Profaci
1928 - 1962

Joseph Magliocco
1962 - 1963

Joseph Colombo
1963 - 1971

Vincenzo Aloi
1972 - 1973

Carmine Persico
1973 - Attualmente