Moe Greene

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Moe Greene
Moe Greene
Moe Greene
Universo Il padrino
Lingua orig. Inglese
Autore Mario Puzo
1ª app. in Il padrino
Ultima app. in Il padrino
Interpretato da Alex Rocco
Voci italiane
Sesso Maschio
Professione
Affiliazione Sindacato ebraico
Murder, Inc.

Moe Greene (1898-1955) è un personaggio di finzione del romanzo Il padrino di Mario Puzo. Il personaggio si ispira ai gangster Moe Dalitz e Bugsy Siegel, ambedue affiliati al cosiddetto "Sindacato ebraico".

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Moe Greene è un giovane di bell'aspetto che si fa strada come gangster nell'organizzazione criminale Murder, Inc. di Brooklyn, distinguendosi per le sue tendenze violente e il carattere feroce e iracondo. Successivamente entra nel gioco d'azzardo, ed emigra all' ovest in cerca di fortuna, sostenuto principalmente dal gangster ebreo Hyman Roth, suo vecchio amico.

Giunge casualmente in un piccolo e remoto villaggio attraversato dalle truppe dirette verso occidente, Las Vegas, e per primo pensa di trasformarlo in una grande città piena di casinò, hotel e piscine di alto lusso, facendone in tal modo una grande piazza d' affari per i principali signori del crimine e padrini della Mafia.

Il primo a credere in questo progetto è il mafioso Don Vito Corleone di New York, dal quale ottiene un grande finanziamento per costruire e arredare il primo di una vasta serie di hotel con casinò sullo Strip della nascente città. Nel 1945, con lo scoppio di una feroce lotta tra Famiglie mafiose per il controllo sul traffico di droga, Greene ospita presso di sé il figlio di Don Vito, Fredo, a cui conferisce la mansione di gestore dell' hotel, ricevendo in cambio la protezione dalla Famiglia Molinari, attiva nella vicina California e alleata dei Corleone.

Dopo poco tempo, i rapporti tra lui e il giovane Fredo si fanno sempre più difficili: da una parte, i Corleone perdono sempre di più il proprio potere tra i mafiosi benché si sia concluso un accordo di pace che ha interrotto la guerra, mentre Fredo si comporta sempre più come un damerino e un cicisbeo viziato dalla vita, dimostrando sempre meno serietà professionale. Dall'altra invece vi è Emilio Barzini, il principale rivale in affari di Don Vito, che avvicina Greene e gli offre una posizione di maggiore benessere se si allineerà con lui.

La lite tra i due albergatori raggiunge il culmine nel momento in cui Greene prende a schiaffi in pubblico il giovane rampollo dei Corleone, formalmente per un motivo disciplinare in fatto di ragazze: Fredo infatti è diventato un grande seduttore, molto apprezzato dalle dipendenti dell'albergo, che trascurano il lavoro per divertirsi con lui.

Questa zuffa è di fatto la goccia che fa traboccare il vaso. Inizialmente i Corleone, rappresentati da Michael, fratello minore di Fredo ed erede designato alla guida della Famiglia, gli propongono di vendere loro la sua quota, puntando l'accento sul fatto che l'attuale gestione dell'albergo sta dimostrandosi palesemente inefficiente e causa di enormi perdite, ma Greene reagisce con sprezzo confessando liberamente di avere legami con Barzini, e di essere sul punto di accettare la sua proposta.

Negli anni cinquanta, alla morte di Don Vito, la Famiglia risponde inviandogli contro un sicario agli ordini di Michael, dal quale viene ucciso a colpo di pistola.

Nel romanzo viene detto che viene assassinato a casa dell' amante, mentre nel film di Francis Ford Coppola la sua morte avviene in un centro estetico per un colpo di pistola in un occhio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]