Il padrino (romanzo)

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« "Ragionerò con lui." insistette Corleone.

Negli anni a venire, questa frase divenne celebre. Era destinata a divenire un campanello d'allarme prima di un colpo mortale. Infatti, quando era divenuto Don, e chiedeva agli avversari di sedersi attorno a un tavolo per ragionare con lui, essi capivano che era la loro ultima possibilità di risolvere un affare senza spargimenti di sangue e morti. »

(tratto da Il padrino)
Il padrino
Titolo originale The Godfather
Autore Mario Puzo
1ª ed. originale 1969
Genere Romanzo
Lingua originale inglese
Ambientazione Stati Uniti, Italia, anni 1930-1960
Protagonisti Don Vito Corleone

Il padrino (titolo originale The Godfather) è un romanzo scritto da Mario Puzo, uscito nel 1969, che narra le vicende di una famiglia di origini italiane appartenente alla Mafia. Il romanzo (con l'iconica copertina di S.Neil Fujita raffigurante una mano che manovra i fili di una marionetta) ebbe uno straordinario successo editoriale non solo negli Stati Uniti, ma anche in Inghilterra, Germania, Francia e Italia, introducendo terminologie tipiche di quel mondo al pubblico non di lingua italiana come consigliere,[1] caporegime e omertà (in italiano nel testo originale inglese); è stato adattato in tre film omonimi, diretti da Francis Ford Coppola; in particolare, i contenuti del romanzo formarono la base per i primi due film, integrati da nuovo materiale, sceneggiato dall'autore stesso, per parte del secondo e del terzo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Il Don era nato nel villaggio moresco di Corleone, in Sicilia, come Vito Andolini. Ragazzo di salute cagionevole sfuggí, grazie a persone di buon cuore, che lo imbarcarono per le Americhe, agli uomini di don Ciccio; era costui un mafioso del paese che, per questioni d'onore, aveva sterminato la famiglia del giovane. Questo tragico evento segnerà la vita dell'innocente Vito e probabilmente lo renderà l'uomo spietato ma allo stesso tempo guidato da un personale senso di giustizia, che poi fu. Nella nuova terra la sorte volle che prendesse come cognome, per la superficialità di un ufficiale addetto alla immigrazione, il nome del suo paese di origine, Corleone. »

Parte prima[modifica | modifica wikitesto]

New York, 1945.

Il boss mafioso italiano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati negli Stati Uniti che invocano il suo aiuto.[2] Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio una vendetta contro gli stupratori delle figlie (che la giustizia ordinaria ha lasciato sostanzialmente impuniti), di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d'oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.

Dopo il matrimonio, mentre il padrino si reca in ospedale ad assistere il morente di cancro Genco Abbandando (suo consigliere in seno alla cosca e vecchio amico d'infanzia), invia Tom Hagen, il figlio adottato di origini tedesco-irlandesi, ora avvocato e facente funzioni di consigliori (consigliere), a Los Angeles perché convinca un potente produttore cinematografico, Jack Woltz, ad affidare la parte principale di un film al giovane cantante Johnny Fontane, di cui il vecchio boss è padrino di battesimo. Don Corleone controlla molti uomini importanti del sindacato cinematografico, come per esempio il segretario Billy Goff. Come previsto, Woltz nega questo favore, avendo un personale odio per Fontaine, ma nella notte, Hagen, dopo essere stato ospitato nella fastosa villa del potente produttore, fa decapitare il suo cavallo preferito, Khartoum, come avvertimento di ciò che Don Corleone potrebbe ordinare in caso di un secondo e ultimo rifiuto. Infuriato e spaventato, Woltz accetta di affidare la parte al divo musicale. Johnny ha assoluto bisogno di questa parte nel film di Woltz, poiché la voce gli si sta abbassando (presumibilmente a causa del troppo alcool e di altri vizi eccessivi a cui si è abbandonato da dopo il divorzio),[3] causando il suo progressivo insuccesso come cantante.

Pochi giorni dopo, quando ha ormai ultimato di sistemare le promesse fatte ai propri debitori, Vito Corleone convoca un consiglio a cui partecipano il figlio Santino "Sonny" Corleone, il primogenito e possibile erede al titolo di Don, e il figliastro Tom, ora di fatto consigliere a seguito della morte di Genco Abbandando, per discutere la proposta di Virgil Sollozzo, uno spacciatore di narcotici spalleggiato dalla famiglia mafiosa di Philip Tattaglia. L'uomo, noto come potente uomo d'affari, richiede un finanziamento di due milioni di dollari in contanti, e alcuni magistrati che i Corleone hanno dalla propria parte in cambio di una percentuale pari al trenta percento sul traffico che ne seguirà. Sonny e Hagen sono convinti che il commercio di narcotici potrebbe rappresentare un passo in avanti per la famiglia Corleone, uno strumento per raddoppiare il già grande potere che il boss ha conquistato con il controllo sui sindacati, il gioco d'azzardo e il contrabbando di liquori e sigarette.

Al successivo incontro con Sollozzo (in presenza inoltre dei capiregime Peter Clemenza e Salvatore Tessio), Don Corleone rifiuta la richiesta, spiegando che se si immettesse nell'affare dei narcotici anche solo a livello di protezione e finanziamento, potrebbe perdere molti uomini politici e agenti di polizia che da tanti anni fanno da protezione alle sue attività illecite. Ma il figlio Sonny, si lascia scappare un avventato commento che rivela a Sollozzo la divergenza di opinioni all'interno della famiglia, fornendogli un pretesto per iniziare una guerra tra famiglie rivali.

Pochi giorni dopo, Vito Corleone invia il terribile Luca Brasi, il suo temuto ed animalesco esecutore, come spia nella famiglia Tattaglia, facendolo credere che sia scontento del trattamento subito negli ultimi giorni dai Corleone. Virgil Sollozzo intuisce che il reale proposito è scoprirne il punto debole, e fa uccidere Brasi prendendolo di sorpresa. Poco dopo, due sicari sorprendono Don Corleone all'uscita della Genco Puro Oil Company, e gli sparano cinque proiettili. Portato d'urgenza in ospedale, il boss è ridotto in fin di vita, e il figlio Sonny assume la guida della famiglia.

Noto come leader spietato e soggetto a frequenti scatti d'ira che ne minano la lucidità di giudizio, Sonny scopre un traditore nel regime di Peter Clemenza, il giovane Paulie Gatto, che ha ricevuto molte telefonate da Sollozzo per scoprire le abitudini di Don Corleone, al fine di poterlo sorprendere alla giusta occasione, e impartisce l'ordine di ucciderlo. Il giovane Michael Corleone, terzogenito di Don Vito, l'unico ad aver ripudiato un posto nell'organizzazione criminale paterna, si reca all'ospedale per trovare il padre morente, e scopre che gli uomini del luogotenente Tessio sono stati mandati via, e che Don Corleone è in pratica esposto a un nuovo attacco di Virgil Sollozzo. Sonny e Clemenza assumono dei detective privati, ma prima che arrivino, Michael è aggredito dal capitano di polizia Mark McCluskey, un uomo corrotto da Sollozzo, che con un pugno gli spacca la mascella.

Con don Vito al sicuro in ospedale, Tom Hagen e Sonny si rendono conto che Virgil Sollozzo è un nemico molto potente, e che non può essere toccato finché è protetto dal capitano McCluskey. Michael, offeso dall'aggressione subita, ma soprattutto preoccupato per l'incolumità del padre, convince tutti i familiari e gli agenti al loro servizio offrendosi di uccidere i due nemici. Egli è infatti sempre rimasto fuori dalla cosca, nessuno potrebbe mai sospettare di lui come assassino. Ma ciò lo costringerebbe a divenire membro permanente della Mafia newyorkese, e metterebbe i Corleone in pericolo poiché nessuno a New York ha mai attentato a un agente di polizia. Sotto la guida esperta di Peter Clemenza, Michael impara a sparare con una pistola speciale sulla quale non rimangono impresse le impronte digitali. Tramite un agente di polizia sul libro paga di Sonny, si scopre che l'incontro proposto da Sollozzo con Michael avrà luogo in un locale del Bronx, dove Tessio e Clemenza provvedono a nascondere la pistola prima del loro arrivo. Michael riesce nel suo intento di uccidere Sollozzo e McCluskey, e, come pianificato, fugge a bordo di una nave mercantile alla volta della Sicilia, dove si tratterrà per diversi anni e sarà protetto da don Tommasino, un temuto e rispettato capomafia amico di vecchia data dei Corleone.

Parte seconda[modifica | modifica wikitesto]

Johnny Fontane ha avuto uno strepitoso successo per via del film di Woltz, prossimo a uscire nelle sale cinematografiche. Il denaro che ha incassato gli permette di avere una villa con maggiordomi, e amanti occasionali a volontà. Tuttavia, seguendo il consiglio del suo padrino, si riconcilia con Virginia, la sua ex moglie, soprattutto per le due bambine di cui è padre. Il trentacinquenne divo viene visitato da Tom Hagen, il quale lo informa che Vito Corleone è in grado di fargli vincere l'Academy Award, garantendogli molte possibilità professionali future, e che si aspetta che diventi un grosso produttore cinematografico, più potente dell'ottuso Jack Woltz, che vanta la sua vicinanza con la Casa Bianca per via della sua propaganda in fatto di guerra. Fontaine si mette subito al lavoro, e ingaggia subito il vecchio amico cantante Nino Valenti, divenuto un forte bevitore.

Parte terza[modifica | modifica wikitesto]

Si narrano le origini di Vito Corleone, nato a Corleone, con il nome di Vito Andolini, alla fine dell'Ottocento. Suo padre viene coinvolto in un caso che viene portato di fronte al boss mafioso locale, che uccide in un assalto d'ira. Una settimana dopo viene trovato fatto a pezzi a colpi di lupara. Vito ha dodici anni, e viene ritenuto abbastanza grande da poter compiere una vendetta, e viene inseguito perché venga ucciso. La madre e i parenti lo mandano a New York, dalla famiglia Abbandando, presso la cui drogheria alimentare inizia a lavorare come garzone. All'arrivo ad Ellis Island, dove gli immigrati sostavano per la quarantena, cambia il cognome in Corleone, per conservare qualche legame con il villaggio natio. A diciotto anni si sposa con una giovane siciliana appena giunta a New York, e due anni dopo nasce il piccolo Santino. In occasione della nascita del secondogenito Fredo, Vito Corleone viene licenziato dal signor Abbandando a causa del boss Fanucci, esponente della Mano Nera, che impone il proprio nipote come garzone. Per pochi mesi lavora come operaio delle ferrovie, ma poi questo lavoro diventa sconveniente a causa della paga non sempre garantita. Un giorno viene avvicinato da Peter Clemenza, che gli chiede aiuto nascondendo una collezione di pistole. Pochi giorni dopo, per riconoscenza, Clemenza lo fa entrare nella propria banda, dedita a furti di tappeti e vestiti, di cui fa parte il giovane Salvatore Tessio, e riceve la mansione di guidatore degli autocarri. Quando la banda entra nelle mire di Fanucci, che impone il tributo, Vito Corleone trama la propria vendetta contro di lui. Convince i due soci a mandarlo di persona a pagare lo scarso tributo disponibile, insistendo sul fatto che intende farlo ragionare, ma invece trova il modo di ucciderlo a colpi di pistola. Nei giorni successivi, Vito Corleone viene visto come il salvatore del quartiere, e molti che prima pagavano il debito a Fanucci accettano la sua protezione. Sono soprattutto i conduttori del gioco d'azzardo. Corleone fonda la Genco Puro Oil Company, di cui entra a far parte il vecchio amico Genco, e i nuovi compagni Tessio e Clemenza, che reclutano nuovi uomini. All'inizio, Vito Corleone è uno spietato uomo d'affari che brucia senza complimenti i concorrenti nell'importazione dell'olio d'oliva italiano. Ma, durante il Proibizionismo e la Depressione, tramite le conoscenze di Clemenza, entrò nel campo del contrabbando di alcolici provenienti dal Canada. Grazie all'operato di Genco Abbandando, viene avviato un sistema di corruzione che comprende la polizia e alcuni grandi avvocati. Nel 1933, terminato il Proibizionismo, si butta nel campo del gioco d'azzardo, per rispondere agli sconquassi che la revoca di tale situazione comporta. Entra in contrasto con Salvatore Maranzano, il potente gangster amico di Philip Tattaglia, altro boss newyorkese a capo della rete di prostituzione della città, e di Al Capone, il boss di Chicago, a cui chiede aiuto immediatamente. Sembra una lotta impari, ma Corleone, che vanta molti rapidi informatori, batte i sicari provenienti da Chicago sul tempo, grazie all'intervento di Luca Brasi, che li cattura e uccide a colpi di ascia. Subito dopo, Maranzano viene ucciso dagli uomini di Tessio. I Corleone controllano il gioco d'azzardo, e avviano una rete di tributi e protezioni che contribuisce una rapida crescita all'impero criminale, che si estende al promettente controllo dei sindacati. Vito Corleone, il temuto padrino, tenta di pacificare la malavita di New York, per rafforzare la propria posizione al suo interno, e avvia un'intensa attività diplomatica. Ma all'inizio delle trattative viene colpito nel torace da un sicario irlandese, e Sonny prende il comando della cosca tra il 1935 e il 1937, dimostrandosi un capo crudele e sanguinario, avvalendosi della consueta ferocia di Luca Brasi. Don Corleone, guarito dalle ferite, porta avanti la sua missione di pace fino al 1939, quando firma la pace e l'unità con le principali famiglie degli Stati Uniti, e con i vari gruppi ancora in guerra, consolidando la posizione di boss mafioso italoamericano più potente e rispettato.

Parte quarta[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dell'uccisione di Mark McCluskey e Virgil Sollozzo, nel 1947, tra le cinque famiglie mafiose di New York scoppia una guerra feroce. Nessuna ha conservato le proprie protezioni legali e politiche, mentre i Corleone stanno guerreggiando per mantenere il controllo sul gioco d'azzardo, attaccato dai Tattaglia. Carlo Rizzi, il marito infedele di Connie Corleone, la picchia quando questa scopre il tradimento e viene a sua volta pestato a sangue dal cognato Sonny. Per vendicarsi, passa al nemico e inscena ad arte un secondo pestaggio della moglie per attirare l'irascibile Sonny in un'imboscata ove sarà ucciso a colpi di mitra.

Parte quinta[modifica | modifica wikitesto]

Vito Corleone, rimessosi dall'attentato e ripreso il comando degli affari, richiede una riunione con i boss mafiosi italiani di tutti gli Stati Uniti, deciso a trovare una soluzione diplomatica per scongiurare la guerra. Durante il convegno, astutamente, giura che non intende vendicare la fine di Santino, temendo per la vita di Michael, e scopre che Philip Tattaglia è spalleggiato dal boss Emilio Barzini di New York. La cupola approva il commercio di droghe, e Don Corleone accetta di fornire protezione legale e politica, secondo la vecchia richiesta di Virgil Sollozzo. In realtà, questa riunione è importante per i Corleone, poiché Don Vito intende tastare il terreno sotto i piedi, e assicurarsi che il figlio Michael ritorni in America in sicurezza, dopo aver scaricato su un altro la colpa dell'omicidio del poliziotto McCluskey.

Parte sesta[modifica | modifica wikitesto]

Michael, in Sicilia, in cui è protetto da Don Tommasino, esplora le campagne in lunghe passeggiate, nelle quali è assistito dai fidi guardaspalle Fabrizio e Calò. Soprattutto, apprende molte cose sulla Sicilia, e circa la storia e l'ordinamento di Cosa Nostra, arrivando a comprendere meglio gente come Peter Clemenza e Luca Brasi, uomini che incarnano la violenza così come se l'è sempre immaginata. Un giorno incontra la giovane Apollonia Vitelli, figlia di un locandiere rispettabile, e la sposa. Tuttavia, come Don Tommasino aveva presagito insieme a Vito Corleone in America, il matrimonio permette a troppa gente sospetta di conoscere l'identità del giovane rifugiato, e l'anziano boss palermitano ne ordina l'immediato trasferimento. Tuttavia, l'automobile di Michael viene sabotata, ed esplode appena l'innocente Apollonia, che proprio in questi giorni sta imparando a guidare, gira la chiave per metterla in moto. Creduto morto, Michael viene trasferito in una casa di montagna di Don Tommasino, il quale lo informa che il padre Vito è riuscito a produrre prove false con cui un condannato a morte, prossimo all'esecuzione, viene creduto responsabile dell'omicidio di Virgil Sollozzo e Mark McCluskey. Ora può partire per New York.

Parte settima[modifica | modifica wikitesto]

Sei mesi dopo essere tornato a New York, Michael assume la guida della famiglia Corleone, con la benedizione del padre, che si ritira ormai vecchio e stanco. Dopo un'incertezza iniziale, si ricongiunge con Kay Adams, la sua ex fidanzata, che sposa. Il novello padrino compie ripetuti viaggi a Las Vegas, dove il fratello Federico è stato mandato come gestore di un piccolo giro di hotel e casinò. Entra in conflitto con l'elegante gangster Moe Greene, che rifiuta di cedere la propria attività ai Corleone, precisando di avere l'appoggio di Don Emilio Barzini. In realtà, Michael ha in progetto l'eliminazione di Moe Greene, poiché ha mancato di rispetto alla famiglia Corleone prendendo a schiaffi Fredo in pubblico, formalmente per una questione di ordine del locale, ma in realtà per motivi di affari. Tornato a New York, Michael destituisce Tom Hagen dal titolo di consigliere, indirizzandolo alla mansione di avvocato legale a Las Vegas, dove la famiglia intende traslocare, e annuncia che entro sei mesi Peter Clemenza e Salvatore Tessio possono mettersi a capo di proprie famiglie. Il giovane boss cova il piano segreto di eliminare i boss delle cinque famiglie di New York, vendicando così la morte di Sonny e Apollonia, recuperando la posizione di rispetto e potere che la famiglia Corleone ha perduto ai tempi di Virgil Sollozzo. Soprattutto, Michael è al corrente che Barzini proporrà un incontro, con il proposito di assassinarlo, tramite un intermediario, un traditore in seno alla famiglia. Il piano dovrebbe scattare entro un anno, ma il vecchio Vito Corleone muore d'infarto una domenica mattina, nel proprio orto.

Parte ottava[modifica | modifica wikitesto]

Tramite Al Neri, Rocco Lampone, e gli agenti di Clemenza, Michael porta a termine l'eliminazione dei boss rivali in affari prima del meeting mortale con Emilio Barzini. In questa successione di brutali omicidi, viene eliminato pure il caporegime Tessio, il traditore alleato dei Barzini. L'ultimo a morire per ordine di Michael è Carlo Rizzi, marito di Connie, che viene strangolato da Clemenza. Dalle proprie indagini, infatti, Michael ha scoperto che Carlo è stato la guida dell'assassinio di Sonny.

Parte nona[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Corleone è divenuta la più potente della Mafia italoamericana. Viene ultimato il trasferimento della famiglia nel Nevada, dove Michael diventa proprietario di una ditta di costruzioni, e dimostra interesse per i comitati politici locali. Peter Clemenza diventa boss mafioso subentrato ai Corleone. Kay Adams Corleone aspetta un altro figlio di Michael, il terzo, e si infuria con Michael, di cui ha intuito la parte di mandatario nell'esecuzione del marito di Connie Corleone. Furiosa col marito, abbandona assieme ai figli la casa di Long Island, dove lei e Michael vivevano assieme a tutta la famiglia Corleone, e torna dai propri genitori nel New Hampshire. Verrà fatta tornare sui propri passi da Tom Hagen, che le spiegherà come Michael non avesse altra scelta se non agire come aveva fatto. Lasciare in vita Carlo e Tessio avrebbe significato lasciare potenziali traditori vivi, cosa che avrebbe potuto mettere in pericolo la stessa Kay ed i loro figli. Saputo ciò, la donna tornerà dal marito, riconciliandosi con lui.

I personaggi[modifica | modifica wikitesto]

La trilogia cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Dalle vicende descritte nel romanzo sono stati tratti tre film:

Era prevista la realizzazione del film Il padrino - Parte IV, ma Mario Puzo morì, bloccando il progetto.

Il cast comprende Marlon Brando e Robert De Niro per la parte di Don Corleone, il primo per la parte da vecchio, l'altro lo stesso da giovane, entrambi vincitori di un Oscar; un giovane e già conosciuto James Caan per la parte del primogenito Sonny, e Al Pacino, che fu scoperto dal pubblico proprio con questo film; infine, tra gli interpreti principali, Robert Duvall per la parte dell'avvocato Tom Hagen.

Ha preso parte alla trilogia, tra gli altri, l'attore italiano Gastone Moschin, che interpreta un capo della Mano Nera newyorkese (don Fanucci), durante la giovinezza di Vito Corleone.

Differenze tra il romanzo e i film[modifica | modifica wikitesto]

Da un confronto tra il romanzo e gli adattamenti cinematografici, comunque sceneggiati da Puzo, si riscontrano numerose differenze, tagli o riduzioni in alcune sottotrame, tra le quali:

  • Nel primo film non compare e non viene menzionato (se non per il nome dell'azienda di famiglia) il consigliere Genco Abbandando, malato terminale, che morirà il giorno dopo le nozze di Connie. Tuttavia, fu girata una scena, tagliata nel montaggio finale, in cui, come nel romanzo, Vito e suoi i figli si recano a trovarlo in ospedale;
  • nel romanzo Lucy Mancini, l'amante di Santino, non rimane incinta, e il personaggio di Vincent Mancini, presente nel terzo film, non può esistere; nel romanzo, inoltre, le viene dato molto più risalto che nei film, inclusa la descrizione di come, dopo la morte di Santino, Lucy si trasferì a Las Vegas a lavorare in un hotel sotto l'ala protettiva della famiglia Corleone, agendo inoltre come prestanome per loro conto. Si descrive inoltre di come Lucy fece conoscenza e iniziò una relazione con il chirurgo Jules Segal (personaggio non presente nei film);
  • nel romanzo vengono rese in maniera più drammatica le conseguenze del pugno di McCluskey su Michael (denti rotti, frattura della mascella che, non ben curata a causa della sua fuga gli provocheranno fistole, problemi respiratori e un'evidente deturpazione del viso); dopo diversi anni, Michael si sottoporrà, per amore del figlio nato da poco, a una chirurgia plastica risolutiva per mano del dottor Segal;
  • Nel film non si fa accenno alla pedofilia di Jack Woltz (sebbene sia stata girata una scena, tagliata dal primo film, che la lasciava intendere);
  • Nel romanzo, Apollonia Vitelli resta incinta, poco prima della sua morte nell'attentato destinato a Michael. Di questo non si fa menzione nel film;
  • sempre Michael, con la moglie Kay, ha due figli maschi, contrariamente ai film in cui vengono presentati Anthony e Mary;
  • nel romanzo Peter Clemenza, dopo la partenza dei Corleone da New York, diventa boss mafioso indipendente, ma nel film rimane caporegime, succeduto alla sua morte da Frankie Pentangeli (personaggio non presente nel libro);
  • la vita in casa di Kay Adams e la breve separazione da Michael non sono menzionate nel film;
  • il passato di Luca Brasi e il suo aspetto: nel libro è descritto come piccolo, tozzo e con la faccia estremamente brutale. Nel film il suo interprete Lenny Montana, è alto e largo, con la faccia da duro, ma senza i tratti brutali e inquietanti spesso sottolineati nel romanzo;
  • nel secondo film non è presente la scena dell'aggressione e del ferimento alla gola di Don Fanucci da parte di tre banditi, come rappresaglia per i suoi metodi oppressivi; nel romanzo riesce a ucciderne solo uno, e accetta un compenso dagli altri due per la loro incolumità. Agli occhi di Vito la mancata vendetta totale, unita al fatto che Fanucci è sempre senza guardie del corpo (al contrario dei boss siciliani conosciuti da Vito), dimostrano che non è un vero uomo d'onore, ma solo un piccolo delinquente isolato. Come in altre occasioni, questo episodio fu girato per il secondo film ma non inserito nel montaggio finale (nella scena, contrariamente al romanzo, Vito assiste all'aggressione senza intervenire); il taglio della scena è la ragione dell'altrimenti inspiegabile cicatrice alla gola che compare "improvvisamente" sulla gola di Don Fanucci nelle scene che lo vedono protagonista;
  • Nel film non viene menzionata l'ascesa al potere della famiglia Corleone, la guerra per il controllo di New York, l'invio da parte di Al Capone di sicari per uccidere Vito Corleone, che però non riescono nel loro intento e il primo attentato alla vita del Boss, andato a segno con un colpo di pistola al petto, da cui si salva;
  • Vito Corleone, nato figlio unico come Vito Andolini, nel libro sceglie volontariamente di cambiare il cognome in Corleone per mantenere un simbolico legame con la terra nativa, mentre nel film viene fatto fuggire dopo l'assassinio del fratello maggiore e della madre; il suo nome viene cambiato in Corleone per un errore all'Ufficio Americano per l'Immigrazione (dove viene confuso il suo cognome con la località di provenienza);
  • nella parte finale del primo film, Tessio parla a Michael dell'incontro con Don Barrese di persona, appena terminato il funerale di don Vito, mentre nel libro ciò avviene il giorno successivo e al telefono;
  • Nel primo film, Carmine Cuneo viene ucciso durante la scena dell'eliminazione dei capi delle Famiglie rivali, mentre nel romanzo viene risparmiato. Infatti ne "Il ritorno del padrino" sarà tra coloro che tenterà di mantenere la pace fra i Corleone e i loro nemici;
  • Nel film vengono omesse tutte le parti del romanzo relative alla famiglia Bocchicchio, personaggi di contorno solitamente assoldati come garanti per la sicurezza in occasione di incontri tra le famiglie rivali; viene omessa in particolare la messinscena con cui un certo Felix Bocchicchio, già condannato a morte per un altro reato, si attribuisce la responsabilità degli omicidi di Virgil Sollozzo e Mark McCluskey (in cambio di un vitalizio alla famiglia), scagionando Michael e permettendogli di rientrare negli Stati Uniti; tale misura viene presa per evitare a Michael un processo in cui vi sarebbe stata incertezza sulle deposizioni dei testimoni (mentre nel film, l'unico timore manifestato dai Corleone circa il rientro di Michael riguardava un'eventuale vendetta da parte delle famiglie rivali);
  • Mentre il film relega il personaggio di Johnny Fontaine a un ruolo marginale, il romanzo lo approfondisce in molti più dettagli; Puzo pone molto risalto alla carriera, alla crescita professionale, alla vita sentimentale e all'ingresso nel mondo dell'industria cinematografica prima come attore, poi come produttore (appoggiato e finanziato dalla famiglia Corleone), abbandonando la carriera di cantante (persuaso che la sua voce sia definitivamente compromessa). Jules Segal avrà un ruolo chiave, convincendo Fontaine a sottoporsi a degli esami che riveleranno la giusta diagnosi dei suoi problemi di voce;
  • Il film non fa menzione dell'ingresso nella Mafia newyorkese del poliziotto Al Neri;
  • Nel film non compare il personaggio di Nino Valenti;
  • Nel libro il picciotto Fabrizio, esecutore materiale dell'attentato che porterà alla morte Apollonia Vitelli Corleone, scappa e ripara a Buffalo dove, in incognito, aprirà una pizzeria. Qui verrà individuato e assassinato con alcuni colpi di pistola da un emissario di Michael Corleone. In una scena (tagliata dal montaggio finale) del secondo film, troverà invece la morte a New York, con una bomba messa nella sua auto; secondo il romanzo, nello stesso attentato muore anche il picciotto Calò, mentre nel film questo non avviene, anzi, il personaggio viene riproposto nel terzo film come braccio destro di Don Tommasino, e protagonista dell'esecuzione di Licio Lucchesi, su ordine di Vincent Corleone;
  • Nel romanzo sono presenti ampie digressioni sul carattere collerico di Santino Corleone, e le riflessioni di Don Vito nel ritenerlo non adeguato a succedergli come padrino proprio in virtù della sua indole. Nel film, l'irascibilità di Santino viene resa attraverso scene non presenti nel romanzo, come ad esempio quando, in occasione del matrimonio della sorella, sequestra e fracassa la macchina fotografica di un reporter, salvo poi risarcirlo con denaro gettato sprezzantemente ai suoi piedi;
  • Nel film non si fa menzione dell'adolescenza di Sonny Corleone;

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spesso riportato come consigliori nel testo originale
  2. ^ In virtù dell'usanza siciliana in cui un boss non può negare favori in occasione del matrimonio della figlia.
  3. ^ In seguito si scoprirà che i problemi di voce sono dovuti a polipi delle corde vocali, non diagnosticati.

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