Jack Woltz

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Jack Woltz
Jack Woltz a cena con Tom Hagen, consigliere della Famiglia Corleone
Jack Woltz a cena con Tom Hagen, consigliere della Famiglia Corleone
Universo Il padrino
Lingua orig. Inglese
Autore Mario Puzo
1ª app. in Il padrino
Ultima app. in Il padrino
Interpretato da John Marley
Voci italiane
Sesso Maschio
Luogo di nascita New York
Professione produttore cinematografico
Affiliazione Famiglia Barzini
Famiglia Corleone

Jack Woltz è un personaggio di finzione del romanzo Il padrino di Mario Puzo. Compare anche nel film omonimo, Il padrino, di Francis Ford Coppola, in cui è interpretato da John Marley. Il personaggio s'ispira alla figura di Harry Cohn, presidente della Columbia Pictures.

La vita del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Jack Woltz nasce e vive a New York. A dieci anni lavora spingendo barilotti vuoti di birra e carretti a mano nell'East Side, mentre a venti aiuta il padre a sorvegliare un gruppo di sarti a cottimo assai sfruttati.

Lascia trentenne New York per il West, dove ha investito molti soldi nel mondo del cinema, divenendo un pioniere nel campo. A quarantotto diviene il più potente magnate di Hollywood, conservando però i propri modi rozzi e inadeguati all'alta società. Due anni dopo, a cinquanta, prende lezioni di dizione, e apprende da un cameriere inglese l'arte del vestirsi e da un maggioro, anch'egli inglese, il comportamento educato.

Woltz si sposa due volte, la seconda con un'attrice famosa che non ama recitare. L'unica figlia sposa un lord inglese, figlio di un'aristocratica italiana.

A sessant'anni, è membro della Advisor Council for War Information della Casa Bianca, divenendo di fatto il consulente presidenziale per la propaganda di guerra, e amico personale di J. Edgar Hoover.

Nel 1945, entra in contrasto con Johnny Fontane, a cui nega la parte principale in un film di guerra. Nelle trattative entra Don Vito Corleone, il più temuto e potente boss mafioso di New York, tramite Tom Hagen, il suo consigliere, ma Woltz rifiuta categoricamente.

Per convincerlo, il Don ordina di tagliare la testa del nuovo cavallo di Woltz (suo pupillo, nonché stallone purosangue da 600.000$ dell'epoca) e di farla trovare a Woltz sul letto il giorno dopo, al suo risveglio. Dopo l'orrendo risveglio, Woltz accetta di affidare a Johnny la parte nel film, e i servizi che Don Corleone gli offre in cambio nei sindacati e aiutando uno dei suoi migliori attori, un tossicomane, a disintossicarsi. Si scopre, grazie ad una scena tagliata, la sua pedofilia e la sua depravazione sessuale.

Riferimento storico[modifica | modifica sorgente]

Il contrasto fra Woltz e Fontane prende spunto da un "rumors" che coinvolse Frank Sinatra agli inizi degli anni '50. La carriera di Sinatra in quel periodo era in declino e dopo alcuni mediocri film ed un problema alla gola che aveva limitato la sua attività da cantante, cerco' di entrare nel cast del film Da qui all'eternità (nella parte di Angelo Maggio già promessa a Eli Wallach) prodotto dalla Columbia Pictures, il tutto per rilanciare la sua carriera. La stampa insinuò che dopo un primo rifiuto di Harry Cohn, presidente della Columbia Pictures, Sinatra tentò la mediazione di John Roselli famoso mafioso italo-americano riuscendo nel suo intento, in realtà Sinatra convinse Cohn grazie alla sua gentilezza, senza l'aiuto della mafia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]