Salvatore "Sally" Tessio

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« Di' a Mike che fu questione d'affari...l'ho sempre ammirato. »
(Tessio a Tom Hagen dopo esser stato scoperto complice di Don Barrese.)
Salvatore Tessio
Salvatore Tessio e Michael Corleone discutono sulla proposta di Emilio Barzini al funerale di Vito Corleone
Salvatore Tessio e Michael Corleone discutono sulla proposta di Emilio Barzini al funerale di Vito Corleone
Universo Il padrino
Soprannome

Sally o Sal

Autore Mario Puzo
1ª app. in Il padrino
Ultima app. in Il padrino - Parte II (da giovane; flashback)
Interpretato da
Voci italiane
Sesso Maschio
Professione caporegime della Famiglia Corleone
Affiliazione Famiglia Corleone

Salvatore Tessio è un personaggio di finzione del romanzo Il padrino di Mario Puzo e del film omonimo di Francis Ford Coppola, oltre che del suo seguito, Il padrino - Parte II.

Biografia del personaggio [modifica]

Salvatore Tessio è un siciliano emigrato a New York agli inizi del Novecento, periodo di forte esodo negli Stati Uniti dall'Europa. Diviene un piccolo ladro associato a Peter Clemenza, suo amico di sempre, e si costruisce la fama di uomo di rispetto, duro e implacabile, ma anche come un tipo intelligente, molto tranquillo, onesto e leale verso i compagni. Insieme a Clemenza diventa caporegime nella Famiglia Corleone, clan mafioso presieduto dal compagno di furti Vito Corleone, che lo nomina responsabile dell'amministrazione di molte delle attività illegali, gioco d'azzardo in prevalenza, a Brooklyn.

Nel corso degli anni il suo potere sulla malavita cresce con la sua esperienza tattica e viene separato dal resto della Famiglia su desiderio di Don Vito, il quale gli ammonisce di non frequentare più nemmeno socialmente Clemenza, Hagen e il figlio Santino: questa infatti vuole essere una misura di sicurezza nei riguardi della legge, ma anche una precauzione che il padrino intende adottare per impedire ai due maggiori luogotenenti di cospirare congiuntamente contro di lui.

Uomo i cui pareri sono sempre graditi al Don, Tessio partecipa regolarmente alle riunioni plenarie della Famiglia, svolgendo più volte missioni delicate al posto di Clemenza, di cui Don Vito teme le eccessive abilità, nutrendo nel contempo dubbi sulla sua lealtà. Durante la guerra tra clan mafiosi scoppiata nel 1945 e che vede contrapposti i Corleone ai Tattaglia, il caporegime diviene il braccio destro di Santino, che prende il posto del padre rimasto ferito durante un attentato.

La guerra finisce con una tregua poco dopo l'uccisione di Santino, fatto che spinge Don Vito a chiedere la pace senza condizioni nell'interesse stesso degli affari. La Famiglia è però condannata a perdere rispetto e influenza per la mancata vendetta del giovane erede dei Corleone, tanto che sempre più spesso Tessio si pone dei dubbi sulla sensatezza delle decisioni di Don Vito e sul figlio Michael, scelto quale nuovo successore.

Nei primi anni cinquanta, alla morte per infarto di Don Corleone, Tessio sostiene che il clan a cui appartiene sia spacciato e prende accordi segreti con il boss Emilio Barzini, grande rivale dei Corleone, per uccidere Michael e prenderne il posto. Ma a sorpresa viene scoperto dal giovane, che lo fa punire freddamente con la morte da un commando di Willy Cicci, soldato di Clemenza. Michael, infatti, era stato messo in guardia da un ormai anziano Don Vito: "Chiunque ti porterà la proposta di Barrese, quello è il traditore; non te lo dimenticare".