Pablo Escobar

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Ritratto di Pablo Escobar

Pablo Emilio Escobar Gaviria (Rionegro, 1º dicembre 1949Medellín, 2 dicembre 1993) è stato un criminale colombiano, era il più noto e ricco trafficante di cocaina di sempre. Nel 1983 ha avuto una breve carriera politica [1]. Conosciuto come Il Re della Cocaina, è considerato come il criminale più ricco della storia, con un patrimonio stimato di 30 miliardi di dollari nei primi anni novanta[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Pablo Escobar nacque a Rionegro, Colombia, il terzo di nove figli dell'agricoltore Abel de Jesús Dari Escobar, e Hermilda Gaviria, un'insegnante di scuola elementare[3]. Da adolescente crebbe per le strade di Medellín iniziò la sua carriera criminale rubando e rivendendo ai contrabbandieri. Escobar studiò per un breve periodo presso l'Università di Antioquia.

Già da giovane era coinvolto in numerose attività criminali come la vendita di sigarette di contrabbando e biglietti della lotteria falsi, e il furto di automobili. Nei primi anni settanta era già un ladro e guardia del corpo, e ottenne di riscatto 100 mila dollari sul rapimento di un dirigente di Medellín. La sua ambizione d'infanzia era quella di diventare milionario prima di compiere 22 anni. Nel 1976, all'età di 26 anni, Escobar sposò Maria Victoria, di soli 15 anni. Insieme ebbero due figli: Juan Pablo e Manuela. Escobar viveva con la sua famiglia in una lussuosa tenuta chiamata Hacienda Nápoles.

Carriera criminale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975, Escobar iniziò a trafficare cocaina. La sua fama crebbe dopo che uno spacciatore di Medellín noto come Fabio Restrepo fu assassinato nel 1975, apparentemente proprio da Escobar dopo aver acquistato 14 chilogrammi di droga. In seguito gli uomini di Restrepo furono informati che da quel momento avrebbero lavorato per Escobar. Quando il suo business guadagnò notorietà, Escobar divenne noto a livello internazionale. Il suo Cartello di Medellín controllava gran parte della droga che entrava negli Stati Uniti, Messico, Portorico, Venezuela, Repubblica Dominicana e Spagna. La cocaina di Escobar raggiunse molte altre nazioni in America e in Europa attraverso la Spagna e in Asia. Escobar corruppe un numero incalcolabile di ufficiali governativi, giudici e altri politici, e spesso uccideva personalmente i gregari che si rifiutavano di collaborare.

Corruzione e intimidazione caratterizzarono il sistema colombiano durante l'apogeo di Escobar. Egli praticava un'efficace strategia nota come plata o plomo (in spagnolo letteralmente soldi o piombo) che consisteva nel proporre una alternativa a chi trovava sulla sua strada: lasciarsi corrompere o morire. Escobar fu responsabile della morte di tre candidati Colombiani alla presidenza (Luis Carlos Galán, Bernardo Jaramillo Ossa e Carlos Pizarro Leongómez), tutti concorrenti alle stesse elezioni, così come dell'esplosione sul volo Avianca 203 e di un edificio della sicurezza di Bogotà nel 1989.

Alcuni analisti ipotizzano che fosse coinvolto nell'attacco alla Corte Suprema Colombiana del 1985 da parte delle guerillas di sinistra, che portò all'uccisione di metà dei giudici della corte. Una commissione d'inchiesta stabilì che un sodale di Escobar, "Popeye", prese parte all'assalto di quella sezione giudiziaria che stava studiando la costituzionalità di trattato di estradizione dalla Colombia agli Stati Uniti. Il cartello di Medellín fu anche coinvolto in una sanguinosa guerra di droga col suo principale rivale, il Cartello di Cali, per tutta la sua esistenza.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Quando il suo impero raggiunse la massima espansione, la rivista Forbes stimava che egli fosse il settimo uomo più ricco del mondo, controllando l'80% della cocaina del mondo e il 30% delle armi illecitamente circolanti[4]. La sua organizzazione possedeva flotte di aerei, navi, veicoli costosi, così come ricche proprietà e vasti appezzamenti di terreno: le stime indicano che il cartello di Medellín incassasse 25 miliardi di dollari l'anno al suo momento più alto (circa 60 milioni di dollari al giorno). Ciononostante Escobar era considerato un eroe per molti abitanti di Medellín, si trovava a suo agio nelle relazioni con il pubblico e lavorava per creare benessere tra i poveri colombiani.

Fanatico degli sport, fece costruire stadi di calcio sponsorizzando squadre locali, ma anche scuole e ospedali, tutto per coltivare la sua immagine anche nella improbabile veste di "Robin Hood" distribuendo talvolta denaro ai poveri in cambio di fedeltà. La popolazione di Medellín infatti lo aiutava spesso fornendogli coperture, nascondendo informazioni alle autorità, o in ogni altro modo. Pablo Escobar, interessato ad essere amato quanto temuto, venne così mitizzato dalla buona parte povera della popolazione colombiana nonostante le stragi senza precedenti di civili e ufficiali colombiani di cui era responsabile.

Gli anni novanta e la caduta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991, Escobar si consegnò spontaneamente alle autorità colombiane per evitare l'estradizione negli Stati Uniti o l'assassinio da parte del cartello rivale. Escobar fu rinchiuso nella sua prigione privata di lusso, La Catedral, che gli fu permesso di costruire come ricompensa per il suo essersi costituito. Aveva infatti negoziato un accordo con il governo colombiano, che prevedeva 5 anni di confinamento obbligatorio nella sua prigione in cambio della non estradizione. In realtà, la sua "prigione" somigliava di più a una lussuosa fortezza, e lui inoltre mostrava ben poco rispetto per l'accordo, essendo stato visto più volte al di fuori per assistere a partite di calcio, fare shopping a Medellín, frequentare feste e in altri luoghi pubblici.

Lui stesso invitò la nazionale di calcio colombiana a giocare una partita nel campetto adiacente la sua "prigione". In seguito il portiere Higuita saltò il Campionati del mondo del 1994 perché riconosciuto colpevole di favoreggiamento della prostituzione e fu la persona che più di ogni altro pagò l'amicizia con Escobar.

Dopo che un articolo apparve sulla stampa locale, mostrando foto della sua "cella" piena di ogni comfort, e rivelando che Escobar aveva fatto uccidere molti suoi soci in affari che erano andati a trovarlo a La Catedral, l'opinione pubblica obbligò il governo ad agire. Quando si cercò di spostare Escobar in un'altra prigione il 22 luglio 1992, egli scappò temendo l'estradizione. Nello stesso anno il reparto speciale Delta Force (e poi anche quello dei Navy SEAL) furono dispiegati per la sua cattura. Essi addestrarono e guidarono una speciale task force di polizia colombiana, nota come il Bloque de Búsqueda, creata appositamente per stanare Escobar.

Con l'acuirsi del conflitto crebbe il numero dei suoi nemici e un gruppo conosciuto come Los Pepes, che riuniva i perseguitati da Pablo Escobar e dai suoi complici, iniziò una sanguinosa campagna nella quale più di trecento tra collaboratori e parenti di Escobar vennero uccisi e gran parte delle loro proprietà distrutte. Alcuni osservatori affermano che i membri del Bloque de Búsqueda e delle intelligence statunitensi/colombiane, nei loro sforzi per punire Escobar, fossero collusi con Los Pepes o comunque coordinassero le attività del Bloque de Búsqueda e dei Los Pepes. Questo coordinamento sarebbe stato raggiunto tramite la condivisione delle informazioni di intelligence, per permettere ai Los Pepes di smontare la montagna organizzativa che proteggeva Escobar ed i suoi pochi alleati rimasti. Tutto ciò porta a discutere circa il ruolo che gli Stati Uniti d'America hanno giocato nel raccogliere informazioni di intelligence, poiché parte di queste informazioni furono poi utilizzate dai Los Pepes nelle loro azioni di giustizia sommaria.

Ad ogni modo, la guerra contro Escobar terminò il 2 dicembre 1993, quando una squadra colombiana di sorveglianza elettronica, utilizzando la tecnologia della triangolazione radio fornita dagli Stati Uniti, lo localizzò in un quartiere borghese di Medellín[5]. Vi furono un inseguimento e una sparatoria in cui Escobar rimase ucciso. Anche se la dinamica esatta della morte è stata oggetto di dibattito, Escobar scappò sui tetti delle case, dove fu colpito alla gamba, alla schiena e fatalmente dietro l'orecchio[6].

Dopo la morte di Escobar, il cartello di Medellìn si frammentò e il mercato della cocaina presto venne dominato dal cartello di Cali fino alla metà degli anni novanta quando anche i suoi leader furono uccisi o catturati.

Dubbi sulla morte[modifica | modifica wikitesto]

Membri della Bloque de Búsqueda, unità operativa della polizia colombiana, che festeggiano davanti al cadavere di Escobar, 2 dicembre 1993

La morte di Escobar ha sollevato dubbi sul suo svolgimento:

  1. la famiglia sostiene che, rendendosi conto di non avere scampo, si sia sparato (non è stata effettuata nessuna perizia balistica, quindi questa voce non è stata mai smentita);
  2. alcuni sostengono che il colpo fatale non fu sparato da agenti del Bloque de Búsqueda, ma da un cecchino della Delta Force.[senza fonte]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La caccia a Escobar è stata documentata da Mark Bowden nel libro Killing Pablo (ed. inglese).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pablo Escobar Gaviria – English Biography – Articles and Notes, 24 settembre 2014. URL consultato il 24 settembre 2014.
  2. ^ Pablo Escobar, 24 settembre 2014. URL consultato il 24 settembre 2014.
  3. ^ Pablo Escobar, 24 settembre 2014. URL consultato il 24 settembre 2014.
  4. ^ A history of modern Latin America, 1800 – 2000, 24 settembre 2014. URL consultato il 24 settembre 2014.
  5. ^ Interview with Hugo Martinez – the man who 'got' Pablo Escobar, 24 settembre 2014. URL consultato il 24 settembre 2014.
  6. ^ Decline of the Medellín Cartel and the Rise of the Cali Mafia, 24 settembre 2014. URL consultato il 24 settembre 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 45106033

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