Nazionale di calcio della Colombia

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Colombia Colombia
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione Federación Colombiana de Fútbol
Codice FIFA COL
Soprannome Los Cafeteros
Selezionatore Argentina José Pekerman
Record presenze Carlos Valderrama (111)
Capocannoniere Arnoldo Iguarán (25)
Esordio internazionale
Messico Messico 3 - 1 Colombia Colombia
Panamá, Panamá; 10 febbraio 1938
Migliore vittoria
Argentina Argentina 0 - 5 Colombia Colombia
Buenos Aires, Argentina; 5 settembre 1993
Colombia Colombia 5 - 0 Perù Perù
Barranquilla, Colombia; 4 giugno 2005
Colombia Colombia 5 - 0 Uruguay Uruguay
Barranquilla, Colombia; 6 giugno 2004
Colombia Colombia 5 - 0 El Salvador El Salvador
Miami, Stati Uniti d'America; 5 maggio 1994
Peggiore sconfitta
Brasile Brasile 9 - 0 Colombia Colombia
Lima, Perú; 24 marzo 1957
Campionato del mondo
Partecipazioni 5 (esordio: 1962)
Miglior risultato Quarti di finale nel 2014
Copa América
Partecipazioni 19 (esordio: 1945)
Miglior risultato Campione nel 2001
Confederations Cup
Partecipazioni 1 (esordio: 2003)
Miglior risultato Quarta nel 2003

La Nazionale colombiana di calcio (Selección de fútbol de Colombia) è la rappresentativa calcistica della Colombia.

Ha vinto la Coppa America nel 2001 disputata in casa; conta cinque presenze alla fase finale del Campionato del mondo, fra le quali quella del 2014 quando è riuscita a raggiungere i quarti di finale per la prima volta nella sua storia; è una delle squadre di calcio più grandi del continente americano. A maggio 2014 occupa la 5ª posizione nella classifica mondiale FIFA. Attualmente le divise sono fornite dall'Adidas.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

La Nazionale colombiana nacque verso la fine degli anni trenta: in seguito alla fondazione di una federazione calcistica unica (che aveva posto fine alle divisioni degli anni Dieci e Venti), avvenuta nel 1924, i dirigenti si concentrarono in primo luogo su una competizione che riunisse le varie selezioni locali colombiane, ciascuna rappresentante un dipartimento.[1] Anni dopo, nel luglio 1937, per partecipare a un torneo calcistico internazionale organizzato in occasione del 400º anniversario della fondazione della città di Cali, la Federazione formò una selezione che riuniva in sé i giocatori della varie rappresentative locali.[1] Benché la stampa definisse questa squadra Selección (cioè Nazionale),[2] il torneo di Cali non è considerato una competizione ufficiale tra Nazionali maggiori, poiché a rappresentare Cuba vi era la squadra di club del Centro Gallego[1] e in generale non parteciparono le Nazionali "A" dei vari paesi.

Il debutto ufficiale della Colombia avvenne quindi il 10 febbraio 1938, durante la quarta edizione dei Giochi centramericani e caraibici tenutasi a Panamá.[3] Guidata dal tenente Alfonso Novoa,[4] la Colombia scese in campo alle 9:45 di mattina a Città del Panamá contro la Nazionale messicana, in una partita arbitrata dall'uruguaiano José Mirabal, che diresse tutte le gare di quel torneo; la prima formazione della Colombia fu: Escorcia; Lugo, Lara; Joliani, Herrera, Yepes; Marcos Mejía, Torres, Pastor, Meléndez, Rafael Mejía.[5] A realizzare il primo gol della storia della Nazionale fu Rafael Mejía, che andò a segno al terzo minuto; la prima divisa era blu con una striscia centrale bianca, pantaloni e calzettoni bianchi.[5] La prima vittoria assoluta giunse il 14 febbraio 1938 contro la Nazionale di casa.[3]

Fernando Paternoster è stato il primo allenatore straniero nella storia della "selezione colombiana" e anche il secondo assoluto; inoltre è stato il primo a condurre un incontro internazionale

Al termine del torneo la Colombia chiuse al terzo posto, dietro a Messico e Costa Rica;[6] proprio contro la Costa Rica si verificò un avvenimento insolito: dopo l'assegnazione di un calcio di rigore in favore della Costa Rica, il secondo della gara, i colombiani protestarono vivacemente, tanto che la polizia dovette intervenire, portando via due calciatori colombiani. I compagni proseguirono nelle rimostranze, e dovettero tutti lasciare il campo; con la Colombia fuori dal terreno di gioco, i costaricani tirarono il rigore, segnando: la partita poi terminò, venti minuti prima del tempo regolamentare. In seguito a questi fatti venne avanzata una protesta ufficiale al Comitato organizzatore dei Giochi da parte della delegazione colombiana, cui però non venne dato séguito.[7]

La Nazionale colombiana tornò poi in campo nell'agosto del 1938, in occasione della prima edizione dei Giochi bolivariani, in programma a Bogotá: esordì con una sconfitta per 4-2 con il Perù, cui ne seguì un'altra contro l'Ecuador, Nazionale debuttante in una competizione ufficiale. La vittoria contro il Venezuela fu l'unica del torneo, che per la Colombia si concluse con un 4º posto su 5 squadre, in virtù dei due punti conquistati.[8] All'ultima gara, tenutasi il 16 agosto 1938 con la Bolivia e finita 2-1 per i boliviani, seguì una pausa di circa 6 anni e mezzo in cui la Nazionale colombiana non giocò alcun incontro internazionale.[3]

Le prime partecipazioni al Campionato Sudamericano (1945-1949)[modifica | modifica sorgente]

Benché avesse aderito alla CSF, la confederazione sudamericana, già nel 1936,[9] la Colombia non debuttò in una competizione organizzata dalla CSF fino al 1945,[10] anno della sua prima partecipazione al Campeonato Sudamericano de Football.[3] In occasione del Campeonato Sudamericano 1945 la Colombia decise di rispondere all'invito della CSF, inviando una propria rappresentativa nazionale: l'esordio avvenne il 21 gennaio 1945, con la sconfitta per 3-0 contro il Brasile, campione in carica.[11] Seguirono poi altre sconfitte, tra cui quella con l'Argentina per 9-1, una delle più pesanti della storia della Nazionale colombiana e della storia della Coppa America.[12] La selezione colombiana, totalmente composta da giocatori dilettanti (il professionismo fu introdotto nel 1948), registrò 4 sconfitte, un pareggio (con la Bolivia, 3-3) e una vittoria, sull'Ecuador per 3-1.[11] Nel 1946 la Colombia decise di non partecipare al Sudamericano, concentrandosi sui Giochi centramericani e caraibici che si tenevano in quell'anno a Barranquilla.[13]

La Nazionale vinse la medaglia d'oro in tale competizione, vincendo tutte le 6 gare in programma.[13] Nel 1947 tornò, dopo 12 mesi d'inattività, a disputare un torneo, accettando questa volta di prendere parte al Sudamericano organizzato dall'Ecuador.[3] In uno dei tornei più lunghi di quegli anni (per la prima volta partecipavano 8 squadre), la Colombia giunse all'ultimo posto, registrando due pareggi (contro Ecuador e Bolivia) e perdendo le restanti 5 sfide.[14] Nell'aprile del 1949 la Colombia prese parte al Sudamericano in Brasile: anziché inviare una rappresentativa composta da giocatori di vari club, per il torneo la Federazione decise d'inviare una sola squadra di club, l'Atlético Junior, che gareggiò come "Nazionale colombiana".[15] La squadra giunse nuovamente all'ultimo posto, con gli stessi risultati dell'edizione precedente: 0 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte.[15]

L'El Dorado e l'esclusione dalla FIFA (1949-1954)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1949 si verificò uno scisma interno al calcio colombiano che vide la DIMAYOR separarsi dalla Federazione vera e propria: pertanto, la FIFA decise di sospendere la Colombia dall'attività internazionale.[9] Questo portò al periodo dell'El Dorado, ovvero un'epoca di particolare ricchezza del calcio colombiano che, non dovendo più sottostare alle norme FIFA, poté alzare considerevolmente gli stipendi, attirando numerosi giocatori di rilievo.[9] Tale situazione di libertà interna perdurò fino al 1954, anno entro il quale il "Patto di Lima" tra FIFA e DIMAYOR stipulato nel 1951 prevedeva il rientro dei giocatori stranieri ai rispettivi paesi di appartenenza.[16] La Nazionale colombiana visse un periodo di circa 8 anni d'inattività, che iniziò il 7 maggio 1949 e si concluse il 13 marzo 1957 con il ritorno in campo della selezione in occasione del Campeonato Sudamericano 1957.[3]

Il ritorno all'attività (1957)[modifica | modifica sorgente]

Dopo la lunga parentesi d'assenza dai campi da gioco, la Nazionale colombiana guidata dal nuovo CT Pedro Ricardo López riprese la sua partecipazione al Sudamericano, e viaggiò verso Lima per disputare il torneo del 1957.[17] L'esordio vide una sconfitta per 8-2 contro l'Argentina; il 17 marzo la Colombia riuscì però, per la prima volta, a battere l'Uruguay, grazie al gol di Carlos Arango che fissò il risultato sull'1-0.[17] Il 24 marzo la Colombia venne battuta dal Brasile per 9-0, subendo la più pesante sconfitta della sua storia.[3] A concludere la competizione fu la vittoria per 4-1 sull'Ecuador, grazie alla quale la Colombia evitò gli ultimi due posti della classifica, terminando 5ª su 7 Nazionali.[17] Nel giugno 1957 la Colombia affrontò il suo primo torneo di qualificazione ai Mondiali, le eliminatorie per Svezia 1958: debuttò con un pareggio per 1-1 con l'Uruguay a Bogotá.[3] Quel pareggio si rivelò essere l'unica gara in cui la Colombia ottenne dei punti: seguirono infatti tre sconfitte[3] che classificarono la Nazionale andina all'ultimo posto, dietro a Paraguay e Uruguay. Il 23 giugno 1957 la Colombia disputò la prima amichevole della sua storia, contro il Paraguay, perdendo per 2-1: prima d'allora, la Nazionale aveva giocato solo all'interno di competizioni ufficiali.[3]

Il primo Mondiale (1961-1962)[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'ultima gara degli anni Cinquanta (7 luglio 1957 contro il Paraguay), la Nazionale colombiana tornò a giocare il 5 febbraio 1961, in un'amichevole contro gli Stati Uniti, vinta per 2-0.[3] Per il torneo di qualificazione al campionato del mondo 1962 era stato nominato CT Adolfo Pedernera,[4] argentino già calciatore di spicco del Millonarios durante l'El Dorado ed ex allenatore dell'América de Cali nel biennio 1960-1961. La formula delle qualificazioni viene cambiata e vengono formati tre gruppi, ciascuno comprendente due squadre: la vincente dei due confronti avrebbe guadagnato l'accesso al Mondiale cileno.[18] Con la vittoria per 1-0 sul Perù a Bogotá, la Colombia era riuscita a ottenere un vantaggio, che conservò nella gara di ritorno: a Lima, il gol del Perù segnato su rigore al 3º minuto fu pareggiato al 67º.[18]

La Colombia si qualificò per la prima volta al Mondiale: fu un esito inatteso, vista la lunga inattività degli anni Cinquanta e i non eccelsi risultati raggiunti fino a quel momento.[9] La Nazionale si presentò al Mondiale con una squadra che univa giocatori d'esperienza come il portiere Efraín Sánchez e il difensore Francisco Zuluaga, che avevano superato i trent'anni, con giovani già entrati in pianta stabile nella rosa della Nazionale come Héctor Echeverri, Carlos Aponte e Rolando Serrano.[19] Il 30 maggio Uruguay-Colombia aprì la manifestazione: andò in vantaggio la Colombia con un rigore del capitano Zuluaga, il più vecchio marcatore di quel Mondiale; l'Uruguay vinse poi per 2-1 con gol di Luis Cubilla e José Sacía.[20] Il pareggio per 4-4 con l'URSS fu la gara con il maggior numero di reti segnate nel corso del Mondiale; la sconfitta per 5-0 con la Jugoslavia fece sì che la Colombia finisse all'ultimo posto nel proprio girone, con 1 punto in 3 partite, 5 reti segnate e 11 subìte.[20]

Dopo il Mondiale: gli anni Sessanta[modifica | modifica sorgente]

Delio Gamboa, uno dei principali giocatori della Colombia degli anni '50 e '60

Dopo'ultima gara al Mondiale l'attività della Nazionale venne nuovamente sospesa per circa nove mesi. La Colombia tornò a partecipare a un Sudamericano nel 1963: l'ultima edizione cui aveva preso parte era stata quella del 1957.[3] Presentando una formazione rimaneggiata solo in parte rispetto al Mondiale (la linea d'attacco era sostanzialmente la stessa), la Colombia perse la prima gara con l'Argentina per 4-2.[21] La competizione si concluse con 5 sconfitte e un pareggio (ottenuto con il Perù il 24 marzo, 1-1), e l'ultimo posto in classifica.[21] Nel settembre 1963 la Nazionale disputò due amichevoli contro la Costa Rica, perdendo la prima e vincendo la seconda: questi due incontri chiusero il 1963 della Colombia, che ancora una volta rimase lontana dai campi per diverso tempo, fino al luglio 1965.[3]

Tornò a giocare per le qualificazioni al campionato del mondo 1966. Inclusa nel girone con Cile ed Ecuador, la Nazionale colombiana debuttò con una sconfitta per 1-0 in casa contro l'Ecuador: le successive gare videro una vittoria (contro il Cile a Barranquilla) e altre due sconfitte. Avendo totalizzato due punti, i colombiani chiusero all'ultimo posto nel girone, dovendo rinunciare al campionato mondiale.[22] Il 1965 si era concluso con la vittoria per 2-0 sul Cile: il 1966 fu aperto da un'altra partita con il Cile, valida per le qualificazioni al Campeonato Sudamericano de Football 1967 (che fu l'unica edizione della Coppa America a prevedere un turno eliminatorio preliminare).[3] I cileni superarono la Colombia per 5-2 all'andata a Santiago, qualificandosi alla fase finale del Sudamericano in virtù dello 0-0 ottenuto a Bogotá.[23]

Nel biennio 1968-1969 la Federazione decise di aumentare sensibilmente il numero di partite della Nazionale: dopo l'amichevole con il Messico del 16 ottobre 1968, nel 1969 la Colombia iniziò una lunga serie di amichevoli che la portarono in campo 7 volte prima dell'inizio delle qualificazioni a Messico 1970: scopo di questa serie di amichevoli era appunto preparare la squadra, migliorarne le condizioni e selezionare i giocatori da utilizzare durante le qualificazioni mondiali.[24] Il 20 febbraio 1969, per la prima volta, la Nazionale andina affrontò in amichevole una selezione europea: si trattava dell'URSS, che a Bogotá vinse per 3-1.[3] Il bilancio delle gare di preparazione fu di 2 pareggi e 6 sconfitte su 8 gare totali.[3] Le eliminatorie mondiali si aprirono il 27 luglio con la vittoria per 3-0 sul Venezuela: dopo il pareggio per 1-1 con lo stesso Venezuela, il 2 agosto, arrivarono 4 sconfitte su 4 partite contro Brasile e Paraguay, che estromisero la Colombia dal Mondiale 1970.[25]

Gli anni Settanta: il secondo posto in Coppa America[modifica | modifica sorgente]

Il 20 maggio 1970 la Colombia affrontò la Nazionale inglese, inaugurando così il nuovo decennio: all'Estadio Nemesio Camacho di Bogotá la Nazionale di casa fu sconfitta per 4-0.[3] Nel 1972 la selezione colombiana giocò cinque gare: due di esse furono valide per la Coppa d'Indipendenza Brasiliana, mentre le rimanenti furono amichevoli con Perù e Venezuela.[3] Il 27 maggio 1973, con il successo su Haiti per 2-1, ottenuto grazie ai gol di Jaime Morón ed José Ernesto Díaz,[26] la Colombia tornò a vincere una partita dopo quasi quattro anni (l'ultima era stata Colombia-Venezuela 3-0 del 27 luglio 1969).[3] Iniziarono poi le qualificazioni al campionato del mondo 1974: messa nel girone con Ecuador e Uruguay, la Nazionale colombiana pareggiò i primi tre incontri e vinse l'ultimo con l'Uruguay a Montevideo: arrivata a quota 5 punti, al pari degli uruguaiani, la Colombia fu eliminata per via della differenza reti sfavorevole (+1 contro il +4 dell'Uruguay).[27]

Lo stadio Olímpico di Caracas, teatro dello spareggio della Coppa America 1975

Il 1975 fu interamente dedicato alla Coppa America (che per la prima volta assumeva questo nome): l'esordio fu Colombia-Paraguay, gara vinta per 1-0 con rete di José Ernesto Díaz.[28] Seguirono altri tre successi che portarono la Colombia al primo posto del gruppo C, a punteggio pieno, con un solo gol subìto.[28] Con la vittoria per 3-0 sull'Uruguay in semifinale, a Bogotá, la Colombia riuscì a ottenere un vantaggio per la gara di ritorno: limitando gli uruguaiani alla vittoria per 1-0, la Colombia si qualificò, per la prima volta in assoluto, alla finale della Coppa America, grazie al complessivo 3-1 sull'Uruguay.[28] Giunta all'atto conclusivo della manifestazione, fu contrapposta al Perù: benché avesse vinto la prima gara per 1-0, perse la seconda a Lima per 2-0, e per definire il vincitore della Coppa si rese necessario lo spareggio, che premiò i peruviani (gol di Hugo Sotil che garantì la vittoria per 1-0).[28] Tuttavia, nonostante la sconfitta, la Nazionale fu poi ben accolta al ritorno in patria dal campo neutro di Caracas, dove si era disputata la finale: per la Colombia, il secondo posto fu un piazzamento di prestigio, visti i risultati delle edizioni precedenti.[29]

Nel 1976 la selezione giocò una sola partita, contro l'Uruguay a Bogotá, perdendo per 2-1.[3] Dopo una serie di gare di preparazione, affrontò il torneo di qualificazione per campionato del mondo 1978: al debutto pareggiò 0-0 in casa con il Brasile.[3] I risultati successivi, un pareggio e una sconfitta, impedirono l'avanzamento al turno finale delle eliminatorie (che si giocò a Cali tra il 10 e il 17 luglio).[30] Sospesa l'attività per tutto il 1978, la Colombia riprese a giocare a luglio 1979, dapprima con due gare contro una Nazionale spagnola sperimentale, e poi con altre due contro il Perù.[3] Esauriti gli incontri preparatorî per la Coppa America, la Nazionale colombiana affrontò la manifestazione vera e propria, esordendo con un pareggio a San Cristóbal con il Venezuela.[31] Le vittorie con Cile e Venezuela misero la Colombia in condizione di qualificarsi alle semifinali, ma la sconfitta all'ultima partita, quella di ritorno con i cileni, esclusero la Nazionale cafetera dalla Coppa.[31] Si chiusero così gli anni Settanta della Colombia, che non tornò più in campo fino al luglio 1980.[3]

Dagli anni Ottanta in poi[modifica | modifica sorgente]

La Colombia che a Italia '90 raggiunse gli ottavi di finale, miglior risultato fino al 2014.

Visse il suo miglior periodo negli anni novanta, nei quali fu la terza forza calcistica del Sudamerica dopo Brasile e Argentina. Una generazione di talenti, quella colombiana, impersonata da un giocatore di classe mondiale come Carlos Valderrama e da altri giocatori di prima qualità come René Higuita, Freddy Rincón e Faustino Asprilla.

La Colombia si qualificò per il campionato del mondo 1990 battendo l'Israele nello spareggio intercontinentale: per i Cafeteros fu la seconda partecipazione ai Mondiali. Nella fase finale vinse 2-0 contro gli Emirati Arabi Uniti, perse 1-0 contro la Jugoslavia ed infine pareggiò 1-1 contro la Germania Ovest, futura Campione del Mondo. L'avventura terminò agli ottavi di finale, per mano del Camerun che nei tempi supplementari batté per 2-1 i colombiani.

Si qualificò poi per il Mondiale del 1994, arrivando prima nel suo girone: decisiva fu la vittoria ottenuta contro l'Argentina (seconda e costretta allo spareggio) per 5-0, il 5 settembre 1993 a Buenos Aires nell'ultima giornata. La squadra allenata da Francisco Maturana fu però subito eliminata, a causa di due sconfitte nella fase a gironi contro Romania (3-1) e Stati Uniti (2-1): inutile la vittoria per 2-0 sulla Svizzera nell'ultimo incontro. Al ritorno in patria, la Nazionale fu funestata dalla morte di Andres Escobar: il giocatore, che nella partita contro gli Stati Uniti aveva realizzato un'autorete contribuendo alla sconfitta, fu ucciso a colpi di pistola fuori da un ristorante (2 luglio 1994). Escobar fu ucciso da un gruppo di narcotrafficanti: la causa del gesto fu l'ingente perdita di denaro provocata al Totonero dalla sua autorete.

La Colombia riuscì ad accedere al campionato del mondo 1998, non andando però oltre la fase a gironi in cui perse due partite. Nel 2001 arrivò l'unico successo nella storia dei Cafeteros: la Copa América, di cui la Colombia fu paese organizzatore. In finale contro il Messico, fu il capitano Iván Córdoba a realizzare il gol decisivo per la vittoria (1-0). Il trionfo segnò tuttavia, la chiusura di un'epoca: nel periodo successivo, la squadra non trovò ricambi all'altezza e mancò la qualificazione ai Mondiali nel 2002 e 2006.

Eliminata ai quarti di finale della Copa América 2011, si qualifica per il campionato del mondo 2014: complice una nuova generazione di talenti, nonostante la mancanza della principale stella Radamel Falcao per infortunio, la fase finale del mondiale vede brillare i colombiani, che ottengono tre vittorie su tre al girone eliminatorio, contro Grecia (3-0), Costa d'Avorio (2-1) e Giappone (4-1), confermando le aspettative della vigilia come possibile sorpresa del torneo. Eguaglia così il risultato del 1990, ma questa volta passando il girone a punteggio pieno; nel successivo ottavo di finale la nazionale colombiana si impone per 2-0 sull'Uruguay con una doppietta di James Rodríguez, divenuto inoltre il capocannoniere della manifestazione, giungendo per la prima volta della sua storia ai quarti di finale della Coppa del mondo, dove verrà eliminata dai padroni di casa del Brasile con il risultato di 2-1.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Colombia 2001

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione della maglia[modifica | modifica sorgente]

La divisa colombiana ha avuto continue modifiche nell'arco della storia della selezione ed è forse una di quelle più stravolte e travagliate in ambito internazionale.

La prima divisa di cui si hanno tracce è del 1937, indossata in occasione dell'inaugurazione dell'Estadio Olímpico Pascual Guerrero di Calì e del quarto centenario della fondazione di Cali, per il quale si tenne un torneo internazionale con Messico, Argentina, Cuba e la prima, ufficiosa, Colombia della storia.[32] In quella prima uscita, la Colombia vinse 3–1 contro il Messico.[33]. Non si hanno tuttavia informazioni sulle divise indossate, né sono rimaste fotografie a testimoniarne l'aspetto.

Successivamente nel 1938 la Colombia partecipò ufficialmente ai Giochi Centro Americani e Caraibici che si tenevano a Panama, nonché ai Giochi Boliviani dello stesso anno. La squadra per questi due tornei indossò una maglia color cielo con pantaloncini bianchi e calzettoni bianchi. L'ispirazione era fornita dalle squadre più forti del momento, l'Uruguay pluricampione olimpico e primo campione del mondo della storia, l'Italia pluricampione del mondo e l'Argentina[34].

Tuttavia nel 1945, a seguito dell'affiliazione della Adefútbol a FIFA e CONMEBOL e di conseguenza alla prima partecipazione alla Copa América (allora Campionato Sudamericano) che si tenne in Cile, la squadra indossò una tenuta marrone perché non si trattava di una vera e propria selezione colombiana quanto del club Junior Barranquilla. Anche nell'edizione successiva del 1949 in Brasile la Colombia venne rappreentata dal Junior Barranquilla.[32] (Without information from the uniform worn.)

All'edizione del 1957[35] e alla prima apparizione in Coppa del Mondo nel 1962 la Colombia passò ad un completo composta da maglia blu scuro, pantaloncini bianchi e calzettoni blu o bianchi a seconda dell'occasione.[34][36] This same kit was used in qualifying for the 1966 World.[37]

La Colombia del 1971 in tenuta arancione

Il 15 giugno 1971, dopo una lotta intestina tra le due federazioni calcistiche del Paese, sorse l'attuale Federazione calcistica della Colombia[32] che scelse, per testimoniare l'inizio di una nuova era calcistica, una divisa arancione che richiamava quella dell'Olanda che stava cambiando il gioco del calcio nel mondo:[34] maglia arancione con bandiera colombiana che attraversava il petto, pantaloncini bianchi e calzettoni arancioni; per le partite in trasferta il completo era invertito.[38]. La bandiera fu rimossa nella Copa América 75 mentre i pantaloncini divennero neri.[39] Nei primi anni 80 nonostante l'assetto cromatico rimase invariato, la produzione passò ai francesi della Le Coq Sportif.[40] Nell'amichevole del 24 agosto 1984 vinta per 1-0 contro l'Argentina, comparse di nuovo il tricolore sulle maglie.[41][42]

Nel 1985 iniziò l'era tricolore per le uniformi della Colombia: a partire dalle qualificazioni ai Mondiali di calcio 1986 la Colombia scese in campo con maglia rossa con dettagli richiamanti la bandiera nazionale, pantaloncini azzurri e calzettoni gialli. La divisa non aveva fornitore ed era stata disegnata da María Elvira Pardo. La tenuta da trasferta aveva maglia gialla e calzettoni rossi.[43][44] Dopo soli due anni la fornitura tecnica passò all'adidas che utilizzò i propri layout con il medesimo schema.[45]

Dopo una breve parentesi nella Copa América 1987 con Puma,[46], la fornitura tornò ad Adidas e la scelta cromatica rimase invariata[47][48][49][50] La scelta dei colori non cambiò nemmeno con Kelme ed inizialmente Comba[51][52]

Colombia tricolore nel 2011 allo stadio Stadio Vicente Calderón

Il cambio più significativo avvenne nel 1992, quando sotto la fornitura di Comba la Colombia cominciò a giocare in giallo anche in casa[53]. Il passaggio divenne ufficiale con la fornitura di Umbro dal 1993[54][55]. La tenuta tricolore richiamante la bandiera non cambiò più anche col cambio dei fornitori (prima Reebok poi Lotto ed infine adidas).[56][57][58].

Nel novembre 2013 adidas presenta le nuove divise per Brasile 2014, interrompendo la ventennale divisa tricolore: una maglia giallo brillante con un inserto blu notte è accompagnata da pantaloncini e calzettoni bianchi (i richiami alla bandiera rimangono ma molto sottili). La divisa non è stata apprezzata dai supporter colombiani se non per l'introduzione nella divisa di un motivo richiamante il Sombrero Vueltiao[59][60][61] Al contrario è stata molto apprezzata la divisa da trasferta, nuovamente rossa dopo molti anni e non più blu come le più recenti creazioni.[61][62]. È da notare tuttavia che la maglia gialla è perfettamente combinabile con i pantaloncini e i calzettoni della divisa da trasferta in modo da ottenere la tradizionale divisa tricolore.
Ha destato scandalo l'utilizzo della divisa della nazionale colombiana da parte del club iracheno del Duhok per alcune partite del campionato iracheno. L'Adidas ha smentito la partnership con il club gialloblu, e si è in seguito scoperto che i kit erano contraffatti e che il font della numerazione era il Puma Graffer, esclusività dell'omonima marca sportiva. [63]

Evoluzione della divisa[modifica | modifica sorgente]

[64]

(1938)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1947)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1957–1960)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1960–1961)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore


(1962–1965)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1971–1974)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1975–1979)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1980–1981)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Le Coq Sportif


(1982–1984)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Nessun fornitore
(1985)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Nessun fornitore
(1985–1986)
Casa Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Logo brand Adidas.png Adidas
(1987)
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(1988–1989)
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(1990)
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(1991)
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(1992)
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(1993–1997)
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(1998–2000)
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(2001–2002)
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(2003–2004)
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(2004–2007)
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(2007–2009)
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(2009–2010)
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(2011)
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(2011–2012)
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(2013)
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(2014)[65][66]
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Fornitori tecnici[modifica | modifica sorgente]

Fornitore Periodo
Francia Le Coq Sportif[67] 1980–1981
Germania Adidas[68] 1985–1986
Germania Puma[69] 1987
Germania Adidas[70][71][72][73] 1988–1990
Spagna Kelme[74][75] 1991
Colombia Comba[76] 1992
Inghilterra Umbro[77][78] 1993–1997
Inghilterra Reebok[79] 1998–2002
Italia Lotto[80] 2003–2010
Germania Adidas[81][82][83] 2011–present

Risultati in Coppa del Mondo[modifica | modifica sorgente]

  • 1930 - Non presente
  • 1934 - Non presente
  • 1938 - Ritirata
  • 1950 - Non presente
  • 1954 - Non presente
  • 1958 - Non qualificata
  • 1962 - Primo turno
  • 1966 - Non qualificata
  • 1970 - Non qualificata
  • 1974 - Non qualificata
  • 1978 - Non qualificata
  • 1982 - Non qualificata
  • 1986 - Non qualificata
  • 1990 - Ottavi di finale
  • 1994 - Primo turno
  • 1998 - Primo turno
  • 2002 - Non qualificata
  • 2006 - Non qualificata
  • 2010 - Non qualificata
  • 2014 - Quarti di finale

Risultati in Coppa America[modifica | modifica sorgente]

 
  • 1979 - Primo turno
  • 1983 - Primo turno
  • 1987 - Terzo posto
  • 1989 - Primo turno
  • 1991 - Quarto posto
  • 1993 - Terzo posto
  • 1995 - Terzo posto
  • 1997 - Quarti di finale
  • 1999 - Quarti di finale
  • 2001 - Vincitrice
  • 2004 - Quarto posto
  • 2007 - Primo turno
  • 2011 - Quarti di finale

Tutte le rose[modifica | modifica sorgente]

Mondiali[modifica | modifica sorgente]


Campeonato Sudamericano de Football/Copa América[modifica | modifica sorgente]


Gold Cup[modifica | modifica sorgente]


Confederations Cup[modifica | modifica sorgente]


Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]

NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Lista dei convocati per i mondiali FIFA 2014

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Gol Squadra
1 P David Ospina 31 agosto 1988 (25 anni) 48 -31 Inghilterra Arsenal Arsenal
2 D Cristián Zapata 30 settembre 1986 (27 anni) 26 0 Italia Milan Milan
3 D Mario Yepes Captain sports.svg 13 gennaio 1976 (38 anni) 102 6 Italia Atalanta Atalanta
4 D Santiago Arias 13 gennaio 1992 (22 anni) 9 0 Paesi Bassi PSV PSV
5 C Carlos Carbonero[84] 25 luglio 1990 (23 anni) 2 0 Argentina River Plate River Plate
6 C Carlos Sánchez 6 febbraio 1986 (28 anni) 48 0 Spagna Elche Elche
7 D Pablo Armero 2 novembre 1986 (27 anni) 57 2 Italia Udinese Udinese
8 C Abel Aguilar 6 gennaio 1985 (29 anni) 52 6 Francia Tolosa Tolosa
9 A Teófilo Gutiérrez 27 maggio 1985 (29 anni) 35 13 Argentina River Plate River Plate
10 C James Rodríguez 12 luglio 1991 (23 anni) 27 11 Spagna Real Madrid Real Madrid
11 C Juan Cuadrado 26 maggio 1988 (26 anni) 33 5 Italia Fiorentina Fiorentina
12 P Camilo Vargas 9 gennaio 1989 (25 anni) 0 -0 Colombia Santa Fe Santa Fe
13 C Fredy Guarín 30 giugno 1986 (27 anni) 52 4 Italia Inter Inter
14 A Víctor Ibarbo 19 maggio 1990 (24 anni) 12 1 Italia Cagliari Cagliari
15 C Alexander Mejía 11 luglio 1988 (25 anni) 13 0 Colombia Atletico Nacional Atlético Nacional
16 D Éder Álvarez Balanta 28 febbraio 1993 (21 anni) 4 0 Argentina River Plate River Plate
17 A Carlos Bacca 8 settembre 1986 (27 anni) 12 3 Spagna Siviglia Siviglia
18 D Juan Camilo Zúñiga 14 dicembre 1985 (28 anni) 57 1 Italia Napoli Napoli
19 A Adrián Ramos 22 gennaio 1986 (28 anni) 28 2 Germania Bor. Dortmund Bor. Dortmund
20 C Juan Fernando Quintero 18 gennaio 1993 (21 anni) 7 1 Portogallo Porto Porto
21 A Jackson Martínez 3 ottobre 1986 (27 anni) 30 10 Portogallo Porto Porto
22 P Faryd Mondragón 21 giugno 1971 (42 anni) 56 -? Colombia Deportivo Cali Deportivo Cali
23 D Carlos Valdés 22 maggio 1985 (29 anni) 15 2 Argentina San Lorenzo San Lorenzo

Record individuali[modifica | modifica sorgente]

Record di presenze[modifica | modifica sorgente]

Nome Periodo Presenze (Reti)
Carlos Valderrama 1985-1998 111 (11)
Mario Yepes 1999- 102 (6)
Leonel Álvarez 1985-1997 101 (1)
Freddy Rincón 1990-2001 84 (17)
Luis Carlos Perea 1987-1994 78 (2)
Luis Amaranto Perea 2002- 76 (0)
Iván Córdoba 1997-2009 73 (5)
Óscar Córdoba 1993-2006 73 (0)
Arnoldo Iguarán 1979-1993 68 (25)
René Higuita 1987-1999 68 (3)
Alexis Mendoza 1987-1997 67 (2)
Víctor Aristizábal 1993-2003 66 (15)

Record di reti[modifica | modifica sorgente]

Nome Periodo Reti (Presenze)
Arnoldo Iguarán 1979-1993 25 (68)
Faustino Asprilla 1993-2001 20 (57)
Radamel Falcao 2007- 20 (51)
Freddy Rincón 1990-2001 17 (84)
Víctor Aristizábal 1993-2003 15 (66)
Adolfo Valencia 1992-1998 14 (37)
Iván Valenciano 1991-2000 13 (29)
Antony de Ávila 1983-1998 13 (53)
Teófilo Gutiérrez 2009- 13 (35)
Willington Ortiz 1973-1985 12 (49)
James Rodríguez 2011- 11 (27)
Carlos Valderrama 1985-1998 11 (111)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (ES) Historia de la Federación Colombiana de Fútbol, colfutbol.org. URL consultato il 16 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2010).
  2. ^ (ES) La selección local hizo un brillante partido ante Cuba in El Tiempo, 2 agosto 1937, p. 1.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w (EN) Colombia - International Results, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  4. ^ a b (EN) Colombia National Team Coaches, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  5. ^ a b (ES) En los últimos quince minutos nuestro equipo perdió el partido contra Méjico in El Tiempo, 11 febbraio 1938, p. 15.
  6. ^ (EN) Central American and Caribbean Games Games 1938 (Panama), RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  7. ^ (ES) En un partido accidentado Costa Rica vence a Colombia in El Tiempo, 19 febbraio 1938, p. 15.
  8. ^ (EN) Bolivarian Games: Soccer Tournaments, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  9. ^ a b c d D'Orsi, op. cit., p. 353.
  10. ^ I Giochi bolivariani del 1938 erano stati organizzati dal Comitato Olimpico Colombiano.
  11. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1945, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  12. ^ (EN) The Copa América Archive - Trivia, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  13. ^ a b (EN) Central American and Caribbean Games 1946 (Barranquilla, Colombia), RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  14. ^ (EN) Southamerican Championship 1947, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  15. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1949, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  16. ^ (ES) Tobías Carvajal Crespo, Así fue el famoso Pacto de Lima de 1951-1954, arcotriunfal.com, 20 aprile 2009. URL consultato il 13 aprile 2012.
  17. ^ a b c (EN) Southamerican Championship 1957, RSSSF. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  18. ^ a b (EN) World Cup 1962 qualifications, RSSSF. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  19. ^ (EN) Colombia, FIFA.com. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  20. ^ a b (EN) World Cup 1962 finals, RSSSF. URL consultato il 17 gennaio 2013.
  21. ^ a b (EN) Southamerican Championship 1963, RSSSF. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  22. ^ (EN) World Cup 1966 qualifications, RSSSF. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  23. ^ (EN) Southamerican Championship 1967, RSSSF. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  24. ^ (ES) Colombia, en Busca de la Revancha in El Tiempo, 4 febbraio 1969, p. 13.
  25. ^ (EN) World Cup 1970 qualifications, RSSSF. URL consultato il 23 gennaio 2013.
  26. ^ Colombia venció a Haiti por dos goles a uno in El Tiempo, 28 maggio 1973, p. 5C.
  27. ^ (EN) World Cup 1974 qualifications, RSSSF. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  28. ^ a b c d (EN) Copa America 1975, RSSSF. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  29. ^ (ES) A las 3 regresa Colombia in El Tiempo, 29 ottobre 1975, p. 3C.
  30. ^ (EN) World Cup 1978 qualifications, RSSSF. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  31. ^ a b (EN) Copa America 1979, RSSSF. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  32. ^ a b c Colfútbol, Historia Colfútbol.
  33. ^ www.cali.gov.co, Historia Pascual Guerrero.
  34. ^ a b c Futbolred/El Tiempo, Cuando la Selección se vistió de Colombia.
  35. ^ Colombia Sudamericano 1957.
  36. ^ Youtube, El Olímpico.
  37. ^ www.guayaquilcaliente.com, Eliminatorias 1965.
  38. ^ www.arcotriunfal.com, Colombia 1971.
  39. ^ www.elcolombiano.com, Colombia 1975.
  40. ^ bestiariodelbalon.com, Colombia Le Coq Sportif.
  41. ^ www.arcotriunfal.com, Colombia 1984.
  42. ^ tierranegra77.blogspot.com, Colombia 1984.
  43. ^ bestiariodelbalon.com, Colombia 1985.
  44. ^ bestiariodelbalon.com, Colombia 1985.
  45. ^ bestiariodelbalon.com, La selección más bestiarista de todos los tiempos.
  46. ^ bestiariodelbalon.com, Dos de nosotros no son como los otros.
  47. ^ bestiariodelbalon.com, Especiales del Bestiario: Copa Ciudad de Bogotá 1988.
  48. ^ www.gettyimages.com, Copa América 1989.
  49. ^ www.gettyimages.com, World Cup Qualifier 1989.
  50. ^ www.gettyimages.com, 1990 World Cup Finals.
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  53. ^ bestiariodelbalon.com, Colombia preolímpica 1992.
  54. ^ www.gettyimages.com, The Copa América 1993.
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  57. ^ www.elcolombiano.com, El Gobierno pone en jaque al fútbol.
  58. ^ www.eltiempo.com, Nuevo uniforme de Colombia será presentado en marzo del 2011.
  59. ^ Detalles que tendrá la nueva camiseta de Selección Colombia - Terra Colombia
  60. ^ Declaraciones de los jugadores sobre la nueva Camiseta de Colombia - ComuTricolor.com
  61. ^ a b http://www.bigsoccer.com/community/threads/uniforme-nuevo-de-la-seleccion-colombiana.520720/page-36#post-29019173
  62. ^ Fotos HD de la nueva camiseta roja de la Selección Colombia - ComuTricolor.com
  63. ^ La maglia del Duhok SC uguale a quella della Colombia 2014 spinge adidas nella bufera, passionemaglie.it. URL consultato il 16 luglio 2014.
  64. ^ Camisetas de la Selección Colombia en toda su historia - ComuTricolor.com
  65. ^ El Heraldo, Esta es la nueva camiseta de la Selección Colombia. URL consultato il 9 novembre 2013.
  66. ^ El Tiempo.com, Presentación oficial del uniforme de la Selección Colombia para el Mundial. URL consultato il 9 novembre 2013.
  67. ^ bestiariodelbalon.com, Colombia Le Coq Sportif.
  68. ^ bestiariodelbalon.com, La selección más bestiarista de todos los tiempos.
  69. ^ bestiariodelbalon.com, Dos de nosotros no son como los otros.
  70. ^ bestiariodelbalon.com, Especiales del Bestiario: Copa Ciudad de Bogotá 1988.
  71. ^ www.gettyimages.com, Copa América 1989.
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  74. ^ football-uniform.seesaa.net, Colombia 1991 Kelme.
  75. ^ www.gettyimages.com, Sport. Football. Copa America. 1991..
  76. ^ bestiariodelbalon.com, Colombia preolímpica 1992.
  77. ^ www.gettyimages.com, The Copa America 1993.
  78. ^ www.gettyimages.com, SWITZERLAND V COLOMBIA 1994.
  79. ^ www.gettyimages.com, 1998 World Cup Finals.
  80. ^ www.elcolombiano.com, El Gobierno pone en jaque al fútbol.
  81. ^ www.eltiempo.com, Nuevo uniforme de Colombia será presentado en marzo del 2011.
  82. ^ www.elcolombiano.com, Imagen uniforme adidas Colombia (preliminar).
  83. ^ Adidas patrocinará a la Selección Colombia hasta el 2022 - Archivo - Archivo Digital de Noticias de Colombia y el Mundo desde 1.990 - eltiempo.com
  84. ^ Convocato il 9 giugno al posto di Aldo Ramirez, infortunatosi al ginocchio http://www.fifa.com/worldcup/news/y=2014/m=6/news=pekerman-drafts-carbonero-into-squad-2359967.html

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enzo D'Orsi, Colombia, in AA.VV., Enciclopedia dello Sport - Calcio, Roma, Treccani, 2002.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]