Carlos Bilardo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carlos Bilardo
Carlos Bilardo.jpg
Bilardo in Nazionale nel 1959
Dati biografici
Nome Carlos Salvador Bilardo
Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 175 cm
Peso 67 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Carriera
Giovanili
San Lorenzo San Lorenzo
Squadre di club1
1958-1961 San Lorenzo San Lorenzo 3 (1)
1961-1965 Deportivo Espanol Deportivo Español 111 (39)
1965-1970 Estudiantes Estudiantes 175 (11)
Nazionale
1959 Argentina Argentina U-20  ? (?)
Carriera da allenatore
1971 Estudiantes Estudiantes
1973-1976 Estudiantes Estudiantes
1976-1978 Deportivo Cali Deportivo Cali
1978-1979 San Lorenzo San Lorenzo
1980-1981 Colombia Colombia
1982-1983 Estudiantes Estudiantes
1983-1990 Argentina Argentina
1992-1993 Siviglia Siviglia
1996 Boca Juniors Boca Juniors
1999-2000 Libia Libia
2003-2004 Estudiantes Estudiantes
2008- Argentina Argentina Ass. tecnico
Palmarès
Coppa mondiale.svg  Mondiali di calcio
Oro Messico 1986
Argento Italia 1990
Flag of PASO.svg  Giochi Panamericani
Oro Chicago 1959
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 2 settembre 2008

Carlos Salvador Bilardo (La Paternal, 16 marzo 1938) è un allenatore di calcio, ex calciatore e medico argentino, noto soprattutto per essere stato il commissario tecnico della Nazionale argentina campione del mondo nel 1986 e vice-campione del mondo nel 1990. È stato collaboratore di Maradona sulla panchina dell'Argentina nella sfortunata avventura dei Mondiali Sud Africani del 2010.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da genitori di origine siciliana (di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta) emigrati in Argentina, Bilardo trascorse l'infanzia tra il calcio, lo studio ed il lavoro (durante le vacanze scolastiche doveva svegliarsi prima dell'alba per trasportare i prodotti al mercato dell'Abasto a Buenos Aires).[senza fonte] Sebbene militasse nelle giovanili del San Lorenzo de Almagro, non abbandonò l'ambizione di diventare ginecologo, professione che praticò per un periodo di tempo agli inizi della carriera di allenatore.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Primi anni da professionista[modifica | modifica sorgente]

Fece il suo esordio con il San Lorenzo nella Primera División del 1958 nella partita persa contro l'Estudiantes per 2-1, realizzando la rete della propria squadra. Agli inizi della carriera fu schierato come ala destra.[1] L'anno seguente collezionò alcune presenze nel campionato di Primera División vinto dal San Lorenzo.

Nel 1959 debuttò anche nelle giovanili della Nazionale di calcio dell'Argentina, vincendo quello stesso anno il torneo di calcio dei Giochi panamericani, e partecipò al torneo olimpico di calcio del 1960 a Roma.

Nel 1961 fu trasferito al Deportivo Español, altro club della capitale, diventando il miglior marcatore della squadra. In uno dei campionati con il Deportivo si piazzò terzo nella classifica marcatori con 23 reti,[2] ma passò gradualmente alla posizione arretrata di centrocampista.[1]

Estudiantes[modifica | modifica sorgente]

Bilardo con la maglia dell'Estudiantes

Grazie alle sue prestazioni, nel 1965 passò al quotato Estudiantes de La Plata, il cui allenatore Osvaldo Zubeldía lo impiegò come regista affidandogli la maglia numero 8.[3] Nelle successive quattro stagioni vinse con la squadra di La Plata il Campionato Metropolitano (1967), tre Coppe Libertadores (1968-1970) e la Coppa Intercontinentale 1968, battendo nella doppia finale il Manchester United di Bobby Charlton e George Best. La squadra avrebbe poi perso l'edizione successiva contro il Milan e quella del 1970 contro il Feyenoord.

Oltre ai sensibili progressi tecnici e comportamentali compiuti sotto la guida di Zubeldia, da lui definito maestro di calcio e di vita, verso fine carriera Bilardo divenne una sorta di allenatore in campo. Acquisì dal tecnico la capacità di creare un forte senso di amicizia e collaborazione tra i componenti della squadra, una qualità che lo avrebbe distinto nella carriera di allenatore.[3]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Primi incarichi[modifica | modifica sorgente]

Laureatosi in Medicina all'Università di Buenos Aires (insieme al compagno di squadra Raúl Madero), nel 1970 si ritirò dall'attività agonistica, accettando l'incarico di vice di Zubeldia all'Estudiantes. La stagione successiva, dopo il trasferimento di Zubeldia all'Huracán, assunse la guida della squadra nelle ultime giornate del Campeonato Metropolitano, ottenendo la salvezza. In quegli anni si divise tra il lavoro di allenatore, la famiglia (si era sposato nel 1968 ed aveva avuto una figlia) e l'aiuto nella gestione dell'azienda del padre; inoltre trovò tempo anche per compiere ricerche sul tumore del retto e lavorare come ginecologo. Tornò ad allenare l'Estudiantes nel 1973, rimanendo fino al 1976.

A causa degli impegni calcistici, abbandonò definitivamente la carriera di medico nel 1976, non potendo dedicarsi a tempo pieno alla professione. Dopo aver allenato per due anni il Deportivo Cali e per un breve periodo il San Lorenzo, nel 1979 venne nominato commissario tecnico della Colombia. Fu licenziato dopo aver mancato la qualificazione al campionato del mondo 1982, e quello stesso anno ritornò ad allenare l'Estudiantes.

In quella stagione, il club aveva incassato molti soldi per la cessione di Patricio Hernández e fu in grado di soddisfare le richieste di rinforzi da lui sollecitate. La squadra giunse alle semifinali del Campionato Nacional e vinse il Campionato Metropolitano. I suoi schemi erano basati sulle tattiche di Zubeldía ed ebbe grande successo il gioco d'attacco espresso dalla squadra, in cui militavano Alejandro Sabella, Marcelo Trobbiani, Hugo Ernesto Gottardi e José Daniel Ponce.

Nazionale argentina[modifica | modifica sorgente]

Si guadagnò così la fiducia dei dirigenti della Federazione calcistica dell'Argentina, che nel 1983 gli assegnarono l'incarico di commissario tecnico della Nazionale albi-celeste. Iniziò quindi a viaggiare in Europa per osservare i giocatori argentini candidati a giocare con Maradona, attorno al quale fu costruita la squadra. Malgrado le critiche ricevute e dopo vari esperimenti, adottò il modulo 3-5-2 da lui stesso ideato.[4]

Giunse così il trionfo dell'Argentina nel campionato del mondo 1986 e la definitiva consacrazione di Diego Armando Maradona, trascinatore della squadra e vincitore del Pallone d'oro, premio assegnato al miglior giocatore del torneo. Bilardo dedicò il titolo di campione del mondo all'amico e maestro Osvaldo Zubeldía.

L'incarico di CT dell'Argentina durò fino al campionato del mondo 1990, in cui si laureò vice-campione nella finale persa contro la Germania Ovest 1-0 in virtù del gol subito negli ultimi minuti su calcio di rigore. La squadra era arrivata alla manifestazione con diversi giocatori infortunati, compreso Maradona, e Bilardo considerò il secondo posto un insuccesso, malgrado la grande accoglienza ricevuta al ritorno in patria. Considerato chiuso il ciclo della Nazionale, subito dopo diede le dimissioni, chiudendo l'esperienza con una percentuale di vittorie del 61%, fino ad allora la più alta fra quelle conseguite dai precedenti allenatori della Nazionale.[4]

Ultima parte della carriera di allenatore[modifica | modifica sorgente]

Dal 1990 in poi, la carriera di Bilardo ebbe momenti di alti e bassi. Dopo due stagioni senza allenare, si riunì con Maradona prima nel 1992 al Siviglia, dove rimase una sola stagione, e poi al Boca Juniors nel 1996, dopo altri due anni lontano dalle panchine. Assunse la guida del club di Buenor Aires in un momento di transizione societaria, con la squadra composta principalmente da giovani, tra i quali contribuì a lanciare Juan Sebastián Verón, Kily González e Juan Román Riquelme.[5] Dopo altri due anni di pausa, riprese l'attività come CT della Nazionale di calcio della Libia nelle stagioni 1999 e 2000. Gli ultimi anni sulla panchina furono il 2003 e il 2004, nuovamente alla guida dell'Estudiantes.

Assistente del CT dell'Argentina e altre attività[modifica | modifica sorgente]

In occasione del campionato del mondo 2006, commentò le partite del torneo per la televisione argentina Canal 13. Dopo l'eliminazione dell'Argentina ai quarti di finale contro la Germania e le dimissioni di José Pekerman, figurava tra i possibili successori in panchina, ma venne invece nominato Alfio Basile, che aveva già allenato in passato l'Argentina proprio come successore di Bilardo nel 1990. Nel 2007 si oppose alla decisione della FIFA di proibire le gare internazionali al di sopra dei 2500 metri d'altitudine, congiuntamente al medico della Nazionale argentina Raúl Madero. Dopo le elezioni governative del 2007, fu nominato Segretario dello Sport della Provincia di Buenos Aires all'interno del governo di Daniel Scioli.

Il 28 ottobre 2008, Bilardo assunse l'incarico di assistente di Maradona, diventato C.T. dell'Argentina. Nel luglio del 2010, dopo che Maradona era stato costretto alle dimissioni in seguito al fallimento della Nazionale ai Mondiali sudafricani, a Bilardo fu confermato l'incarico e divenne assistente del nuovo C.T. Sergio Batista. Fu profondamente amareggiato per l'attacco nei suoi confronti di Maradona, che lo accusò di aver complottato contro di lui con il presidente della federazione Julio Grondona, il quale aveva inizialmente garantito la conferma dell'incarico a Maradona malgrado l'insuccesso.[6] L'incarico di assistente in Nazionale gli è stato confermato anche con la gestione del suo ex giocatore Alejandro Sabella, subentrato a Batista nel 2011 dopo le mediocri prestazioni della squadra alla Copa América 2011 disputata in casa.

In un'intervista del dicembre 2010, Maradona affermò che quando era in Italia, Altafini gli avrebbe confessato che, durante un Estudiantes-Milan degli anni sessanta, Bilardo sarebbe stato "drogato fino agli occhi".[7].

Bilardo ha scritto un libro intitolato Así Ganamos (Così abbiamo vinto, Editorial Sudamericana Planeta), in cui racconta come l'Argentina vinse il Mondiale messicano del 1986.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]
San Lorenzo de Almagro: Primera División 1959
Estudiantes: Metropolitano 1967
Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]
Estudiantes: 1968, 1969, 1970
Estudiantes: 1968
Estudiantes: 1968

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Chicago 1959

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (ES) Historia, San Lorenzo de Almagro, Jugador, carlosbilardo.com. URL consultato il 2 luglio 2014.
  2. ^ (ES) Historia, Deportivo, Jugador, carlosbilardo.com. URL consultato il 2 luglio 2014.
  3. ^ a b (ES) Historia, Estudiantes, Jugador, carlosbilardo.com. URL consultato il 2 luglio 2014.
  4. ^ a b (ES) Historia, Seleccion argentina, Director Tecnico, carlosbilardo.com. URL consultato il 2 luglio 2014.
  5. ^ (ES) Historia, Boca Juniors, Director Tecnico, carlosbilardo.com. URL consultato il 2 luglio 2014.
  6. ^ Argentina: la tristezza di Maradona davanti al tradimento di Bilardo, panorama.it, 30 luglio 2010. URL consultato il 2 luglio 2014.
  7. ^ corrieredellosport.it, Maradona: «Mie dipendenze? Stessi problemi di Batista», 24-12-10.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]