Carlos Bilardo
| Carlos Bilardo | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nome | Carlos Salvador Bilardo | |
| Paese | ||
| Altezza | 175 cm | |
| Peso | 67 kg | |
| Calcio |
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| Dati agonistici | ||
| Ruolo | Allenatore (ex centrocampista) | |
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1958-1961 | 3 (1) | |
| 1961-1965 | 111 (39) | |
| 1965-1970 | 175 (11) | |
| Nazionale | ||
| 1959 | ? (?) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 1971 | ||
| 1975-1976 | ||
| 1976-1978 | ||
| 1978-1979 | ||
| 1980-1981 | ||
| 1982-1983 | ||
| 1983-1990 | ||
| 1992-1993 | ||
| 1996 | ||
| 1999-2000 | ||
| 2003-2004 | ||
| 2008- | Ass. tecnico | |
| Palmarès | ||
| Oro | Messico 1986 | |
| Argento | Italia 1990 | |
| Oro | Chicago 1959 | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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| Statistiche aggiornate al 2 settembre 2008 | ||
Carlos Salvador Bilardo (La Paternal, 16 marzo 1939) è un allenatore di calcio, ex calciatore e medico argentino, noto soprattutto per essere stato il commissario tecnico della Nazionale argentina campione del mondo nel 1986 e vice-campione del mondo nel 1990. È stato collaboratore di Maradona sulla panchina dell'Argentina nella sfortunata avventura dei Mondiali Sud Africani del 2010.
Indice |
[modifica] Biografia
Nato da genitori di origine siciliana (di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta)[1] emigrati in Argentina, Bilardo trascorse l'infanzia tra il calcio, lo studio ed il lavoro (durante le vacanze scolastiche doveva svegliarsi prima dell'alba per trasportare i prodotti al mercato dell'Abasto a Buenos Aires). Sebbene militasse nelle giovanili del San Lorenzo de Almagro, non abbandonò l'ambizione di diventare dottore, precisamente ginecologo, professione che praticò per un periodo di tempo.[1]
[modifica] Carriera
[modifica] Club
Nel 1959 fu promosso nella Nazionale di calcio dell'Argentina, con cui vinse il torneo di calcio dei Giochi panamericani e partecipò al torneo olimpico di calcio del 1960 a Roma.
Nel 1961 fu trasferito al Deportivo Español, diventando il miglior marcatore della squadra, ma passando gradualmente alla posizione arretrata di centrocampista difensivo. Nel 1965 passo all'Estudiantes de La Plata, il cui allenatore (che all'epoca era Osvaldo Zubeldía) lo impiegò come uomo di riferimento del centrocampo.
Nelle successive quattro stagioni vinse, assieme al resto della squadra, il Campionato Metropolitano (1967), tre Coppe Libertadores (1968-1970) e la Coppa Intercontinentale (1968).
[modifica] Allenatore
Dopo essersi laureato in Medicina all'Università di Buenos Aires (insieme al compagno di squadra Raúl Madero), nel 1971 si ritirò dall'attività agonistica per intraprendere la carriera di allenatore, accettando l'incarico di guidare proprio l'Estudiantes. Negli anni successivi si divise tra il lavoro di allenatore, la famiglia (si era sposato nel 1968 ed aveva avuto una figlia) e l'aiuto nella gestione dell'azienda di suo padre; inoltre trovò tempo anche per compiere ricerche sul tumore del retto e lavorare come ginecologo. Abbandonò definitivamente la carriera di medico nel 1976, pensando che essere un dottore richiedesse un lavoro a tempo pieno che non si sentiva in grado di fornire.
Dopo aver allenato per due anni il Deportivo Cali e per un breve periodo il San Lorenzo, nel 1979 venne nominato commissario tecnico della Colombia. Avendo mancato la qualificazione al campionato del mondo 1982, venne licenziato, cosicché nel 1982 ritornò ad allenare nuovamente l'Estudiantes.
In quella stagione il club, essendo in ottime condizioni economiche in seguito alla cessione di Patricio Hernández, accolse le richieste di rinforzi da lui sollecitate. La squadra giunse fino alle semifinali del Campionato Nacional e vinse il Campionato Metropolitano.
I suoi schemi erano basati sulle tattiche di Zubeldía ed il suo potere d'attacco (alimentato da giocatori come Alejandro Sabella, Marcelo Trobbiani, Hugo Ernesto Gottardi e José Daniel Ponce) convinse tutti, in particolare i dirigenti della Federazione calcistica dell'Argentina, che gli offrirono il posto di commissario tecnico della Nazionale di calcio dell'Argentina.
L'incarico in Nazionale durò dal 1983 fino alla finale del campionato del mondo 1990 persa contro la Germania Ovest, con in mezzo il trionfo mondiale dell'Argentina nel campionato del mondo 1986 e la consacrazione di Diego Armando Maradona.
Dal 1990 in poi, ebbe momenti di alti e bassi: si riunì con Maradona prima al Siviglia nel 1992 e poi al Boca Juniors nel 1996; tre anni più tardi allenò, seppure per poco, la Nazionale di calcio della Libia; infine ritornò nuovamente sulla panchina dell'Estudiantes nella stagione 2003-2004. Durante la partita di campionato di quella stagione contro il River Plate, si rivelò protagonista di uno spiacevole episodio: egli bevve da una bottiglia di champagne rischiando di essere arrestato[2], ma sosteneva che all'interno contenesse in realtà Gatorade.
In occasione del campionato del mondo 2006, commentò le partite del Mondiale per il canale televisivo argentino Canal 13. Dopo l'eliminazione dell'Argentina ai quarti di finale contro la Germania e le dimissioni di José Pekerman, figurava tra i possibili successori in panchina, sebbene alla fine venne nominato Alfio Basile, che aveva già allenato in passato l'Argentina proprio come successore di Bilardo nel 1990.
Nel 2007 si oppose alla decisione della FIFA di proibire le gare internazionali al di sopra dei 2500 metri d'altitudine, congiuntamente al medico della Nazionale argentina Raúl Madero.
A seguito delle elezioni governatoriali del 2007, è stato nominato Segretario dello Sport della Provincia di Buenos Aires all'interno del governo di Daniel Scioli.
Il 28 ottobre 2008 Bilardo viene nominato assistente del nuovo C.T. dell'Argentina, ovvero Diego Armando Maradona. Nel luglio del 2010, dopo l'esonero di Maradona, non gli viene tolto l'incarico e così assiste anche il nuovo C.T. Sergio Batista. Bilardo è accusato da Maradona di essere un traditore, una statua e che nessuno lo conosce. Maradona a dicembre 2010 dice che Altafini gli avrebbe detto che durante un Estudiantes-Milan degli anni '60 Bilardo sarebbe stato "drogato fino agli occhi"[3].
È conosciuto dai fans e dai media con il soprannome di El Narigón (ossia "Il nasone").
Ha scritto un libro intitolato Así Ganamos ("Così abbiamo vinto", Editorial Sudamericana Planeta), in cui racconta come l'Argentina vinse il Mondiale messicano del 1986.
[modifica] Palmarès
[modifica] Allenatore[modifica] Club
[modifica] Nazionale
[modifica] Individuale
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[modifica] Note
- ^ a b Bilardo: "Pastore è l'ultimo regista, un vero "10"..." Reterete24.it
- ^ Champagne in campo, Bilardo rischia arresto - La Gazzetta dello Sport, 24 febbraio 2004
- ^ corrieredellosport.it. «Maradona: «Mie dipendenze? Stessi problemi di Batista»», 24-12-10.
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale di Carlos Bilardo
- Articolo di FIFA.com su Carlos Bilardo
- (EN, RU) Statistiche su once-onze
- Calciatori del C.A. San Lorenzo de Almagro
- Calciatori del Club Estudiantes de La Plata
- Allenatori del Club Estudiantes de La Plata
- Allenatori dell'Asociación Deportivo Cali
- Allenatori del C.A. San Lorenzo de Almagro
- Allenatori del Sevilla F.C.
- Allenatori del C.A. Boca Juniors
- Allenatori di calcio argentini
- Calciatori argentini
- Medici argentini
- Nati nel 1939
- Nati il 16 marzo
- Calciatori campioni del mondo di club
- Commissari tecnici campioni del mondo di calcio
