Club Atlético Boca Juniors

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Boca Juniors
Calcio Football pictogram.svg
Boca Juniors 2012.svg
Xeneizes (Genovesi),
La mitad más uno (la metà più uno)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Blu e Giallo (Bordato) con stelle Gialle.png Giallo-Blu
Inno La marcha de Boca Juniors
Victoriano "Toto" Caffarena
Dati societari
Città Buenos Aires
Paese Argentina Argentina
Confederazione CONMEBOL
Federazione Flag of Argentina.svg AFA
Campionato Primera División
Fondazione 1905
Presidente Argentina Daniel Angelici
Allenatore Argentina Rodolfo Arruabarrena
Stadio Estadio Alberto Jacinto Armando

(La Bombonera)
(49.000 posti)

Sito web www.bocajuniors.com.ar
Palmarès
Gold medal southamerica.svgGold medal southamerica.svgGold medal southamerica.svgGold medal southamerica.svgGold medal southamerica.svgGold medal southamerica.svg CONMEBOL - Copa Sudamericana.svgCONMEBOL - Copa Sudamericana.svg CONMEBOL recopa trophy.svgCONMEBOL recopa trophy.svgCONMEBOL recopa trophy.svgCONMEBOL recopa trophy.svg Copa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svg
Titoli nazionali 30 Campionati Argentini
2 Copa Argentina
Trofei internazionali 6 Coppe Libertadores
2 Coppe Sudamericane
4 Recope Sudamericane
3 Coppe Intercontinentali
1 Supercoppa sudamericana
1 Copa Master de Supercopa
1 Copa de Oro Nicolás Leoz
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Club Atlético Boca Juniors, noto come Boca Juniors, è una società polisportiva argentina con sede a Buenos Aires. Deve la sua fama soprattutto alla sezione calcistica, campione dell'Apertura 2011. Il Boca è l'unica squadra argentina a non essere mai retrocessa.

È la seconda squadra al mondo per numero di titoli internazionali conquistati, 18 a pari merito con il Milan e dietro all'Al-Ahly Cairo che ne vanta 20.

È tra le otto squadre al mondo che sono riuscite a centrare, in 2 occasioni (nel 2000 e nel 2003), il Treble composto dai 3 titoli di campione del proprio paese, del continente e del mondo. Ci sono riuscite anche Santos (1962 e 1963), Nacional Montevideo (1971 e 1980), Peñarol Montevideo (1961 e 1982), Ajax (1972 e 1995), Manchester United (1999 e 2008), Inter (1965 e 2010) e Barcelona (2009 e 2011).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Club Atlético Boca Juniors.

1905-1908: la fondazione e gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Una delle prime formazioni del Boca Juniors

Il Boca Juniors fu fondato lunedì 3 aprile 1905 dai giovani di origine italiana Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Pedro Sana e i fratelli Juan e Teodoro Farenga nel quartiere della Boca, abitato allora prevalentemente da emigranti genovesi (da cui deriva Xeneizes, il soprannome della squadra); la riunione si tenne nella Plaza Solis. Esteban Baglietto, primo presidente del Club, proveniva da una famiglia molto umile di origini genovesi; Juan e Teodoro Farenga avevano invece ascendenze lucane ed erano figli di Francesco Paolo, un immigrato di Muro Lucano che costruì le prime porte del campo in cui il club si sarebbe allenato.[1] Il nome della società fu tratto da quello del quartiere, cui si aggiunse "Juniors", al fine di dare un'impronta britannica alla squadra, secondo la moda vigente allora in Argentina. I colori assunti furono il giallo e il blu, decisi sulla base dei colori della bandiera della prima nave che i cinque giovani videro arrivando nel porto di Buenos Aires, che fu un'imbarcazione svedese.

La prima gara risale al 21 aprile 1905 contro il Mariano Moreno. Il primo incontro internazionale si tenne, invece, l'8 dicembre 1907 contro l'Universal Montevideo. La prima gara professionistica, infine, si disputò il 31 maggio 1931 contro il Chacarita Juniors.

1908-1930: epoca amatoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il Boca nel 1911

Nel 1908 il club è affiliato alla Seconda Divisione della Argentine Football Association, e il 3 maggio gioca la sua prima partita ufficiale contro il Belgrano Atlethic, vincendo per 3-1. È promosso in prima divisione nel 1913, quando il massimo campionato è allargato da 6 a 15 squadre, e nel 1916 inaugura il suo stadio.

Il Boca con i trofei conquistati nel 1919

Nel 1919 conquista il primo titolo della sua storia (senza perdere nessuna partita), e con la vittoria anche nel campionato del 1920 conquista il suo primo bicampeonato nazionale.

Dopo tre anni ottiene un nuovo bicampionato negli anni 1923 e 1924. Lo stesso anno inaugura un nuovo stadio, dove in futuro sorgerà quello attuale. Nel 1925 parte in tour per l'Europa, lasciando il torneo nazionale come primo in classifica. Gioca con Real Madrid, Atlético Madrid e Real Sociedad, e con altre squadre tedesche e francesi, con un impressionante bottino di 15 vittorie, un pareggio e sole tre sconfitte. In base a questi risultati, la federazione argentina gli assegna il titolo di Campeón de Honor (Campione onorario), dichiarato ufficiale dall'AFA e sommato tra le stelle dello stemma ufficiale del team. Tornato in patria, vince il campionato del 1926 e quello del 1930, diventando l'ultimo campione amatoriale dell'Argentina. Nell'epoca amatoriale, con 6 campionati, è il terzo club con più titoli nazionali dietro all'Alumni (10) e il Racing Club (9).

In ambito internazionale vince la Cup Tie Competition nel 1919 e la Copa de Honor Cousenier nel 1920, entrambe le competizioni organizzate congiuntamente dalle associazioni calcistiche dell'Argentina e dell'Uruguay. Questi tornei sono considerati tra i predecessori della Coppa Libertadores de América.

1931-1954: primo campione d'Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Una formazione degli Xeneizes risalente al 1943

Il Boca diventa il primo campione professionale del calcio argentino vincendo il Campeonato de Primera División del 1931. Con la conquista dei tornei del 1934 e 1935 si trasforma nel primo bicampione della storia dell'AFA, e nel torneo del '34 diventa anche il primo club che supera la barriera dei 100 gol realizzati. Nel 1940 è inaugurato il suo nuovo stadio, la Bombonera, e vince il campionato senza mai perdere una partita in casa. Torna alla vittoria vincendo ancora due campionati consecutivi, nel 1943 e 1944.

Tra il 1945 e il 1954 il club vive un periodo di crisi calcistica, nel quale vince un solo campionato (1954) e in quello del 1949 arriva 15º, peggior piazzamento di sempre (eguagliato nel 1984 e nel Clausura 2005).

1960-1970: prima finale di Coppa Libertadores e Coppa Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Il Boca campione argentino nel 1962

Nel 1960 Alberto J. Armando diventa presidente del club e due anni dopo il club vince nuovamente il titolo nazionale e ottiene l'accesso alla sua prima Coppa Libertadores. Nel suo debutto nella massima competizione continentale il club arriva direttamente in finale (prima squadra argentina ad arrivarci), dove deve arrendersi alla supremazia del Santos di Pelé, perdendo sia in casa che in Brasile. Ciononostante, il club si riprende e vince i campionati del 1964 e 1965. Dopo la riforma del campionato nazionale nel 1967, sdoppiato nei Tornei Metropolitano e Nacional, i Bosteros conquistano il Torneo Nacional nel 1969 e l'unica Coppa Argentina organizzata dall'AFA. Nel 1970 vince per seconda volta il Torneo Nacional.

1976-1979: Toto Lorenzo e la conquista del Sudamerica e del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 6 anni senza successi, arriva sulla panchina azul y oro Juan Carlos Toto Lorenzo, protagonista di un notevole ciclo di vittorie nazionali e internazionali nel club. La squadra, nel 1976, conquista Metropolitano e Nacional nello stesso anno. Il Torneo Nacional del 1976 è uno dei più ricordati e amati dai tifosi bosteros, perché è stata l'unica volta nella storia che si sono affrontati in finale Boca Juniors e River Plate. Il 22 dicembre, nello stadio del Racing Club de Avellaneda, con gol su calcio di punizione di Rubén José Suñé gli Xeneixes ottengono la vittoria sugli odiati cugini. Dopo 14 anni, Boca arriva alla sua seconda finale di Libertadores nel 1977. Ad aspettarlo, un'altra squadra brasiliana, il Cruzeiro campione in carica. Dopo tre estenuanti match, con l'ultima partita giocata in campo neutro risolta solo ai calci di rigore, il Boca Juniors diventa per la prima volta "Campione del Sudamerica". Nella Coppa Intercontinentale affronta i tedeschi del Borussia Mönchengladbach, l'altro finalista della Coppa dei Campioni, dopo la rinuncia del Liverpool Campione d'Europa. Dopo il pareggio per 2-2 a Buenos Aires, nella Bombonera, gli argentini viaggiano in Germania dove ottengono una schiacciante vittoria per 3-0 diventando per la prima volta "Campioni del Mondo per Club". Nel 1978, il Boca riesce a difendere il titolo continentale e sconfigge i colombiani del Deportivo Cali per 4-0 in Argentina, dopo lo 0-0 fuori casa. Così, Sudamerica ed Europa ripetono i loro campioni e nuovamente il Liverpool rinuncia a giocare e, questa volta, la Coppa Intercontinentale non si disputa (come accaduto nel 1975). Nello stesso anno los bosteros giocano la loro unica Coppa Interamericana, ma sono sconfitti nella terza partita spareggio dall'América di Città del Messico. Nel 1979 il club arriva per terza volta consecutiva a giocare la finale di Coppa Libertadores ma è sconfitto dall'Olimpia Asunción (Paraguay).

1980-1988: Maradona e gli anni bui[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980, dopo 20 anni ricchi di successi in patria e all'estero, Alberto J. Armando perde le elezioni per rinnovare un altro mandato nel club per mano di Martín Noel. Il nuovo presidente porta Diego Armando Maradona al Boca dall'Argentinos Juniors. Il fuoriclasse vince il Torneo Metropolitano del 1981 (unico titolo vinto dal giocatore con il club), per partire l'anno seguente in Spagna per giocare nel Barcellona. Inizia un periodo di crisi dove in 3 anni si succedono altrettanti presidenti, la Bombonera chiusa in due occasioni e l'istituzione è sull'orlo del fallimento. Arrivano al comando della società il presidente Antonio Alegre e il vice Carlos Heller che, anche se non ottengono trionfi nei primi 3 anni di gestioni, risollevano la squadra dal periodo nero che ha attraversato.

1989-1993: le altre coppe e l'Apertura 1992[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989 la squadra vince la seconda edizione della Supercoppa Sudamericana contro i compatrioti dell'Independiente. Questo trofeo gli dà il diritto di giocare la Recopa Sudamericana, dell'anno seguente, dove supera l'Atlètico Nacional (Colombia) Campione del Sudamerica. Dopo 11 anni d'attesa, riesce a vincere anche il titolo nazionale, con la conquista del Torneo Apertura del 1992. Lo stesso anno, grazie alla vittoria in Supercoppa, partecipa alla prima Coppa Master di Supercoppa dove batte in finale il Cruzeiro. Quest'ultima conquista gli consente, a sua volta, di disputare e vincere anche la prima Copa de Oro Nicolàs Léoz (1993) contro i brasiliani dell'Atlético Mineiro.

1994-1997: anni senza vittorie e il ritorno di Maradona[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 arriva per la seconda volta in finale di Supercoppa, dove incontra nuovamente l'Independiente, ma questa volta viene sconfitto dal Rojo. Nel 1995 Maradona torna al club e dopo aver mantenuto la vetta per quasi tutto il torneo, il titolo è vinto dal Vélez Sársfield di Carlos Bianchi. Nel Clausura '96, Maradona fallì, addirittura, cinque calci di rigore in un'altra disastrosa annata per la squadra gialloblù. Nel 1996 Mauricio Macri vince le elezioni presidenziali e inaugura lo stadio definitivo del Boca Juniors. Il nuovo presidente resterà in carica fino al 2008, diventando il più vincente della storia del club con 6 tornei nazionali, 2 Coppe Intercontinentali, 4 Libertadores, 2 Coppe Sudamericane e 2 Recopa. Quello stesso anno esordisce Juan Román Riquelme e nel 1997 arrivano un gruppo di giocatori che saranno l'ossatura del Super Boca di Bianchi: Martín Palermo, i gemelli Gustavo e Guillermo Barros Schelotto, i colombiani Jorge Bermúdez e Oscar Córdoba, Walter Samuel e il peruviano Nolberto Solano.

1998-2004: l'era Bianchi e il ciclo più vincente del Boca Juniors[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 Carlos Bianchi diventa allenatore del Boca Juniors e quello stesso anno vince il Torneo Apertura, senza subire sconfitte e Martín Palermo sigla il record argentino nei tornei corti di 20 gol in 19 partite. La nuova gestione si consolida con la vittoria anche nel seguente torneo, il Clausura '99. In questi due campionati la squadra registra anche il record argentino di 40 gare consecutive in Primera División senza sconfitte (dal 5 maggio 1998 al 2 giugno 1999, con 29 vittorie e 11 pareggi).

Nel 2000 gli Xeneixes ottengono la prima “Triple Corona” della loro storia, diventando Campione d'Argentina, del Sudamerica e del Mondo. Vince la sua terza Coppa Libertadores, contro il Palmeiras campione in carica, e nell'Intercontinentale stordisce il Real Madrid con una doppietta nei 5' iniziali del suo centravanti Martín Palermo. Dopo 23 anni il Boca torna sul tetto del calcio mondiale. Di ritorno dal Giappone vince anche il Torneo Apertura, chiudendo l'anno più glorioso della sua storia. Nel 2001 la squadra del Virrey ottiene anche il bicampeonato in Libertadores, contro i messicani del Cruz Azul, ma a fine anno perde l'Intercontinentale contro il Bayern Monaco tedesco ai tempi supplementari.

Considerato finito il suo ciclo, l'allenatore abbandona la panchina del club, per ritornarci nel 2003. Per seconda volta il Boca fa il Treble vincendo Coppa Libertadores, Coppa Intercontinentale e Torneo Apertura. In Libertadores affronta il Santos, e si prende la rivincita dopo 40 anni, sconfiggendo i brasiliani nelle due partite della finale e vince l'Intercontinentale ai calci di rigore contro il Milan, ottenendo il suo terzo titolo di "Campione del Mondo". Dopo la sconfitta nella finale di Coppa Libertadores '04 con l'Once Caldas, Bianchi dà il definitivo addio al Boca.

2004: tre finali continentali nello stesso anno[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sconfitta nella Libertadores e l'arrivo di Brindisi nella panchina, il Boca affronta nella Recopa i peruviani del Cienciano ma perde ancora ai calci di rigore. Allontanato anche Brindisi, gli succede Jorge “el Chino” Benitez come allenatore ad interim. Il Boca disputa la sua terza finale continentale dell'anno e conquista la sua prima Coppa Sudamericana contro i boliviani del Club Bolívar. Dopo l'eliminazione in Coppa Libertadores '05 anche Benitez è esonerato. Gli subentra per un breve periodo Abel Alves.

2005-2006: Alfio Basile e le 5 vittorie su 5 tornei[modifica | modifica wikitesto]

Sponsorizzato da Maradona, arriva sulla panchina xeneixe Alfio Coco Basile che vince i 5 tornei consecutivi ai quali partecipa. La Recopa contro l'Once Caldas, parallelamente l'Apertura 2005 e la Copa Sudamericana (contro i messicani del Pumas UNAM), il Clausura 2006 e, ancora, la Recopa (contro il San Paolo). Dopo quest'ultimo trionfo, l'allenatore lascia la panchina del club per tornare alla guida della nazionale argentina.

2007-2008: il ritorno di Riquelme e il record di trofei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Con il ritorno di Juan Román Riquelme, il Boca Juniors ottiene la sua sesta Coppa Libertadores contro i brasiliani del Gremio, sconfiggendo i rivali in entrambe le finali e siglando il record di differenza reti in finale con un 5-0 globale. Senza il suo fuoriclasse, tornato in Spagna, a dicembre partecipa al suo primo Mondiale per Club ma, dopo aver battuto i tunisini dell'Étoile Sportive du Sahel in semifinale, perde la finale con il Milan.

Nel 2008 arriva in panchina Carlos Ischia, ex secondo di Bianchi, e il Boca Juniors ottiene la sua quarta Recopa Sudamericana, che si trasforma nel 18º titolo internazionale del club, raggiungendo in vetta a questa particolare classifica proprio il Milan.

2008-2010: un biennio difficile[modifica | modifica wikitesto]

Il club vince anche l'Apertura 2008, il suo 23º campionato nazionale. Nel Clausura 2009 arriva 14º e Ischia viene rimpiazzato da Alfio Basile, di ritorno dalla brutta esperienza in nazionale.

Nell'Apertura 2009 si piazza 11º e Basile si dimette il 22 gennaio 2010. Al posto di Alfio Basile subentra Abel Alves, che si dimette il 9 aprile 2010 in seguito alla sconfitta per 3-0 contro il Colon. Gli subentra provvisoriamente il vice Roberto Pompei che riesce a portare la squadra dal 19º posto al 16º.

Il 20 maggio 2010 viene ingaggiato Claudio Borghi. Le dimissioni di Borghi arrivano dopo River Plate-Boca Juniors del 16 novembre 2010 persa per 1-0 dal Boca. Il presidente affida la squadra nuovamente Roberto Pompei per le ultime sei partite di campionato.

2011: Falcioni e il ritorno alla vittoria del campionato[modifica | modifica wikitesto]

Al posto di Roberto Pompei il 22 dicembre 2010 viene ingaggiato Julio César Falcioni, ex Banfield, che ottiene un discreto 7º posto nel Clausura Néstor Kirchner. La sua seconda stagione è roboante con la vittoria finale dell'Apertura con due partite d'anticipo, il 4 dicembre grazie alla vittoria per 3-0 contro il Banfield. Il Boca ha chiuso il campionato con 43 punti suddivisi in 12 vittorie, 7 pareggi e nessuna sconfitta; chiudendo il torneo imbattuta la squadra di Falcioni ha eguagliato il primato stabilito dal River Plate di Gallego nell'Apertura 1994 e dallo stesso Boca di Bianchi nell'Apertura 1998.[2]

2012: finale di Coppa Libertadores e seconda Coppa Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 approda alla sua decima finale di Coppa Libertadores, dove viene sconfitto dai brasiliani del Corinthians che vincono 2-0 la partita di ritorno in Brasile, giocata il 4 luglio 2012, dopo aver pareggiato 1-1 la partita d'andata disputata in Argentina il 27 giugno 2012. Ad agosto il club vince la sua seconda Coppa Argentina, diventando l'unica squadra argentina a vincere il trofeo su due tornei disputati (la prima nel '69 e quest'ultima dopo che il trofeo è stato ripristinato con una nuova formula).

Il 7 novembre il Boca gioca la prima edizione della Supercoppa Argentina, ma è sconfitto per 4-3 ai calci di rigore dall'Arsenal Fútbol Club di Sarandí.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori sociali del Boca sono il giallo e il blu. Essi derivano da quelli della bandiera svedese. Secondo la tradizione, infatti, i soci del club, non riuscendo a mettersi d'accordo per scegliere il colore delle maglie, si affidarono alla sorte: avrebbero preso quelli della prima nave che sarebbe passata quel giorno per il porto di Buenos Aires. E questa fu appunto una nave battente bandiera svedese.

Nel 2013 la società sceglie il rosa come colore della maglia ma la federazione si è opposta a questa decisione minacciando di multare la squadra nel caso in cui davvero gli Xeneizes scendessero in campo con quel colore.[3][4]

Nei primi anni furono adottate diverse casacche tra cui le primissime (1905), una azzurra e una rosa. Entrambe vennero sostituite nello stesso anno da una divisa bianca con strisce nere verticali. Nel 1907 i colori della tenuta divennero il blu con una banda gialla, trasversale fino al 1913, poi orizzontale (l'attuale divisa).

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Quanto allo scudetto societario, il Boca ne ha avuti cinque nella sua storia. Il primo fu introdotto nel 1922 ed è stato utilizzato per oltre trent'anni, fino al 1955. Aveva il fondo bianco, con le iniziali CABJ (Club Atlético Boca Juniors) in giallo e blu ed una banda orizzontale ugualmente gialla. Per celebrare il 50º anniversario della fondazione del club, il logo fu modificato cambiando lo sfondo in blu, sempre con la striscia gialla e le iniziali però in nero. Furono aggiunti anche due ramoscelli d'alloro sui lati dello stemma. L'alloro sparì negli anni sessanta. Fu aggiunto anche un bordo nero e al posto delle iniziali la dicitura "Boca Juniors" fu scritta per esteso.

Un nuovo cambiamento avvenne negli anni settanta. Tornarono le iniziali CABJ e furono aggiunte trenta stelle, una per ogni titolo conquistato all'epoca dai calciatori Xeneizes. L'ultimo cambiamento risale alla fine del 1996 ed ha portato alla versione attuale dello scudetto, con l'eliminazione della banda gialla e le iniziali CABJ scritte con un carattere che richiama i college, e un numero di stelle aumentato a quarantasei. Il font è stato adottato ufficialmente dal club.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La Bombonera.
Lo stadio del Boca Juniors

Dopo travagliate vicissitudini, durante le quali il Boca cambiò più volte l'ubicazione del terreno di gioco perdendo ingenti somme e rischiando di sciogliere il sodalizio, la società ha trovato la sua definitiva collocazione a partire dal 18 febbraio 1938, quando venne posta dal presidente Camillo Cichero la prima pietra dei lavori, terminati due anni più tardi per la costruzione dello stadio Bombonera, inizialmente denominato "obra perfecta". Fu inaugurato il 25 maggio 1940, durante la presidenza di Edoardo Sanchez Terrero. domenica 2 giugno 1940 si disputò il primo incontro ufficiale nel nuovo stadio. Il Boca Juniors affrontò il Newell's Old Boys di Rosario e ne uscì vittorioso per 2 a 0 con gol di Alarcón e Gandulla.

Nel 1953 fu completata l'opera con un terzo anello al quale venne aggiunto l'impianto di illuminazione artificiale. Non subì altre modifiche fino al 1996, quando sotto la presidenza di Mauricio Macri furono demoliti i vecchi palchi della Calle Del Valle, rimpiazzandoli con una tribunetta e nuove gradinate abbellite dai murales dell'artista Pérez Celis che si aggiungono a quelli di Romolo Maccio'.

Lo stadio dal 2002 è intitolata ad Alberto Jacinto Armando, storico presidente del Boca. Il suo nome ha sostituito quello di un altro presidente, Camilo Cichero (secondo alcuni translitterazione in lingua argentina dell'oriundo italiano Camillo Cicero; in realtà Cichero è un tipico cognome genovese), che dava il nome allo stadio dal 1986. La capienza della struttura è di 57.395 spettatori.

Il clima che si respira alla Bombonera è tra i più caldi del Sudamerica, e i cori dei tifosi sono tra i più celebri. La Bombonera è nota anche per le vibrazioni che si avvertono quando i tifosi cominciano a saltare in maniera ritmata. Da ciò deriva l'espressione "La Bombonera no tiembla. Late" (La Bombonera non trema. Batte).

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi del Boca nel superclasico

Attualmente il Boca conta 61.000 soci abbonati. Si dice che il Boca sia la squadra preferita dalla "metà più uno del paese" (la mitad más uno del país). Il sondaggio fa riferimento agli anni cinquanta in occasione di un censimento nazionale. Attualmente è stato rivelato che questa percentuale si ferma al 40% della popolazione, mostrando che comunque il Boca è di gran lunga la squadra più tifata.[5]

Ci sono Peñas (fan club) in molte città dell'Argentina, e anche all'estero, specialmente in Spagna, in Israele ed in Giappone.

Il Boca ha fan in tutta l'America Latina, soprattutto in Colombia e in Perù, da cui provengono o sono provenuti molti giocatori. Negli Stati Uniti, a causa dell'immigrazione di latinoamericani, ci sono molti tifosi degli Xeneizes; anche in Giappone, grazie alle vittorie in Coppa Intercontinentale, manifestazione che ivi si svolgeva, i fan sono molti.

Nella penisola italiana i simpatizzanti boquensi sono molti, soprattutto a Genova e Napoli: i genovesi sentono il Boca Juniors un po' loro, in considerazione del soprannome "Xeneizes", mentre i napoletani riconducono la loro preferenza alla militanza di Diego Armando Maradona in entrambi club.

Negli anni si sono susseguiti attestati di vicinanza tra le tifoserie genovesi e la squadra "Xeneize". I tifosi della Sampdoria nel 1969 dedicarono a Tito Cucchiaroni, idolo della Bombonera che lo definì "el Loco" e successivamente goleador della compagine blucerchiata, il club degli "Ultras Tito Cucchiaroni". Negli anni '90, con l'arrivo ai vertici mondiali della Sampdoria del presidente Paolo Mantovani, la popolarità dei blucerchiati crebbe e nel 1996 la Convención Nacional de Peñas, ente che riunisce tutti i club del Boca Juniors scrisse una missiva allora presidente Enrico Mantovani per invitarlo alla Bombonera e per entrare in contatto, tramite la società blucerchiata, con gli Ultras Tito Cucchiaroni. Successivamente venne aperto un club nella capitale argentina, il "Sampdoria Club Buenos Aires" per raccogliere tutti i genovesi, di nascita o di origine, tifosi della Sampdoria.

I supporters rossoblù invece, con l'arrivo sotto la Lanterna di Rodrigo Palacio ed altri giocatori argentini, aumentarono la loro popolarità in terra argentina, arrivando ad aprire un club alla Boca per riunire i supporters del Genoa del barrio e della capitale. La Fondazione Genoa, tramite i rapporti di mercato che il presidente Enrico Preziosi instaurò con le società argentine, in particolar modo proprio con il Boca, entrò così in contatto con la realtà locale e decise di organizzare una mostra dedicata ai legami tra la terra ligure ed il Sud America, in particolare con il barrio xeneize. L'idea venne ben presto appoggiata anche dall'ente che cura la storia dell'altra squadra cittadina, il Museo Samp Doria, e si diede così vita a questa esposizione dedicata a questo legame mai dimenticato tra genovesi e xeneizes.

Uniformi[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione[6]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1905 7
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1905
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1906–07
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
1907–13
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1913–oggi
Edizione speciale
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
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1925 Europa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1963 away 1
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1996–97 home 2
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1998–99 home
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1998 home 3
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2000–01 home 4
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2010 6
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2013 8
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2013-14 away
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Centenario
Note:

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

1919, 1920, 1923, 1924, 1926, 1930, 1931, 1934, 1935, 1940, 1943, 1944, 1954, 1962, 1964, 1965, Nacional 1969, Nacional 1970, Metropolitano 1976, Nacional 1976, 1981, Apertura 1992, Apertura 1998, Clausura 1999, Apertura 2000, Apertura 2003, Apertura 2005, Clausura 2006, Apertura 2008, Apertura 2011
1969, 2012
  • Copa Reformista de la Liga Central : 1
1906
  • Copa Barone de la Liga Albión : 1
1908
  • Coppa de Honor: 1
1925
1919, 1925
1919, 1923, 1924, 1940, 1944
1926
1946
1964, 1969, 1974, 1976, 1991

Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

18 Trofei

1977, 2000, 2003
1977, 1978, 2000, 2001, 2003, 2007
2004, 2005
1990, 2005, 2006, 2008
1989
  • Copa Master: 1 (record a pari merito con il Cruzeiro)
1992
  • Copa de Oro: 1 (record a pari merito con Cruzeiro e Flamengo)
1993
1919
1920
1945 (condiviso con Nacional), 1946

Soprannomi[modifica | modifica wikitesto]

I calciatori e i sostenitori della squadra sono conosciuti con il nome di xeneizes (da una translitterazione castellano-argentina del termine genovese "zeneize", che significa genovese, dovuto alla colonia genovese presente nel quartiere La Boca), nome che appare sulle maglie e sullo stemma sociale ("La gloriosa squadra Xeneize"). Altri soprannomi sono Boquenses (quelli della Boca), Boquita (piccola Boca), la Mitad Más Uno (riferito alla grande diffusione del tifo boquense nel paese) e la azul y oro (riferito alla maglietta).

Rosa 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 1º settembre 2014.

N. Ruolo Giocatore
1 Argentina P Agustín Orión
2 Argentina D Daniel Díaz
3 Argentina D Emanuel Insúa
4 Argentina D Hernán Grana
5 Argentina C Fernando Gago
6 Argentina D Juan Forlín
7 Argentina C Juan Manuel Martínez
8 Argentina C Pablo Ledesma
9 Argentina A Emanuel Gigliotti
10 Argentina C Luciano Acosta
11 Argentina C Federico Carrizo
12 Argentina P Emanuel Trípodi
13 Argentina D Nahuel Zárate
14 Argentina D Claudio Pérez
15 Argentina D Leandro Marín
N. Ruolo Giocatore 600px Blu e Giallo (Bordato) con stelle Gialle.png
16 Argentina C Gonzalo Castellani
17 Argentina C César Meli
18 Argentina C Nicolás Colazo
19 Argentina C Federico Bravo
20 Argentina C Adrián Cubas
21 Argentina C Cristian Erbes
22 Argentina D Lisandro Magallán
23 Argentina P Sebastián D'Angelo
24 Argentina D Guillermo Burdisso
25 Argentina A Andrés Chávez
26 Cile C José Fuenzalida
27 Argentina A Jonathan Calleri
28 Argentina D Mariano Echeverría
31 Argentina P Manuel Vicentini
32 Argentina C Joel Acosta

Stagioni passate[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di amministrazione

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del C.A. Boca Juniors.

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del C.A. Boca Juniors.

Record[modifica | modifica wikitesto]

Migliori realizzatori di sempre[modifica | modifica wikitesto]

  1. Argentina Martín Palermo (1997-2001; 2004-2011) - 236 gol[11]
  2. Argentina Roberto Cherro (1926-1938) - 221 gol[12]
  3. Argentina Francisco Varallo (1931-1939) - 194 gol[13]
  4. Argentina Domingo Tarasconi (1922-1932) - 193 gol[14]
  5. Argentina Jaime Sarlanga (1940-1948) - 127 gol[15]
  6. Argentina Mario Boyé (1941-1949; 1955) - 124 gol[16]
  7. Paraguay Delfín Benítez Cáceres (1932-1938) - 115 gol[17]

Altri record[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Boca Juniors è secondo per numero di vittorie della Coppa Intercontinentale (sostituita nel 2005 dal Mondiale per club), 3, dietro al Milan, ex aequo con Inter, Nacional Montevideo, Peñarol, San Paolo e Real Madrid; inoltre è seconda nella classifica dei plurivincitori della Copa Libertadores, dietro all'Independiente.
  • Record di vittorie in Recopa Sudamericana con 4 titoli.
  • Record di vittorie in Coppa Sudamericana con 2 titoli (consecutivi).
  • Unica squadra sudamericana a vincere 7 diversi trofei (su un totale di 13) organizzati dalla CONMEBOL. Ha vinto la Coppa Intercontinentale, Coppa Libertadores, Coppa Sudamericana, Recopa Sudamericana, Supercoppa Sudamericana, Coppa Master di Supercoppa e Copa de Oro. Non ha vinto la Copa Interamericana e la Copa Mercosur. Non ha partecipato alle altre 4 competizioni.
  • Boca Juniors (Argentina), Internacional (Brasile) e LDU Quito (Ecuador) sono le uniche squadre sudamericane che possiedono i 3 tornei vigenti organizzati dalla CONMEBOL (Coppa Libertadores, Coppa Sudamericana e Recopa Sudamericana).
  • Unica squadra argentina a vincere la Copa Master di Supercoppa.
  • Unica squadra argentina a vincere la Copa de Oro Nicolàs Leòz.
  • Nel secondo semestre del 2005 è riuscito a vincere contemporaneamente il Torneo Apertura (Campione Argentino) e la Coppa Sudamericana.
  • Il Boca detiene il record di 40 gare consecutive in Primera División senza sconfitte - record argentino: dal 5 maggio 1998 al 2 giugno 1999, con 29 vittorie e 11 pareggi.[18]
  • Vincitore di entrambe le Coppe d'Argentina sinora disputate.
  • Al Boca venne assegnato il titolo di Campeón de Honor (Campione onorario) nel 1925, grazie ad un positivo tour in Europa, nel quale giocò con Real Madrid, Atlético Madrid e Real Sociedad, così come con altre squadre tedesche e francesi, con un impressionante bottino di 15 vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Questo titolo fu dichiarato ufficiale dall'AFA, il che fece aumentare il numero totale di titoli ufficiali a 49.
  • Unica squadra a non essere mai retrocessa in Primera B Nacional.

Aspetti societari[modifica | modifica wikitesto]

Il Boca è stato il primo club calcistico al mondo ad ottenere la certificazione di qualità ISO 9001, il 1º agosto 2001.

Curiosamente, esiste una linea di bare del Boca disponibile per i tifosi morti,[19] così come un cimitero ufficiale del Boca.[20]

Il Boca ha anche una propria flotta di taxi (una decina) operanti a Buenos Aires.[21]

Sezione pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di pallacanestro del Boca Juniors ha vinto la Liga Nacional de Básquetbol tre volte (1996/97, 2003/04, 2006/07), cinque volte la Copa Argentina (2002, 2003, 2004, 2005, 2006), una volta la Top 4 Argentina (2004), e tre volte il Coppa dei Campioni del Sudamerica (2004, 2005, 2006). Inoltre ha raggiunto la finale del campionato nel 2004/05 perdendo contro il Ben Hur). L'arena dove la squadra cestistica gioca le proprie partite casalinghe è la Luis Conde Arena, meglio conosciuta come La Bombonerita (piccola Bombonera).

Sezione pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Boca Juniors ha anche una squadra professionistica di pallavolo che ha vinto il campionato Metropolitano nel 1991, nel 1992 e nel 1996, e ha raggiunto il secondo posto nella stagione 1996/97 di A1. A causa della mancanza di sponsor, la squadra fu congedata, ma più tardi fu reincorporata grazie alla guida dell'ex giocatore del Boca Marcelo Gigante; dopo aver giocato in seconda divisione, il Boca è ritornato in A1 nel 2005.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 2005, il Turismo Carretera argentino, campionato di auto di serie, ha incluso la categoria Top Race V6, nella quale i team sono sponsorizzati da squadre di calcio. Piloti veterani come Ortelli e Bessone e l'ex giocatore del Boca Vicente Pernía corrono per la squadra del Boca; Ortelli alla fine ha vinto il primo campionato Top Race V6 per il Boca Juniors.

La sezione di calcio femminile ha vinto 8 campionati argentini: 1992, 1998, 1999, 2000, 2001 Apertura, 2002 Clausura, 2003 Apertura e 2004 Apertura. Nel 2000 la squadra è rimasta imbattuta.

Nel calcio a 5 (il futsal), il Boca ha vinto 4 campionati argentini: 1991, 1992, Clausura 1997 e Apertura 1998.

Rappresentative del Boca competono anche in altre discipline come il jūdō, il karate, il taekwondo e il sollevamento pesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianni Romano, Presentato a Roma libro sul lucano che fondò il Boca Juniors, consiglio.basilicata.it, 6 ottobre 2010. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  2. ^ Il Boca di Falcioni come quello di Bianchi?, Calciosudamericano.it. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  3. ^ Il Boca Juniors veste di rosa ma la Federazione argentina è contraria sportmediaset.mediaset.it
  4. ^ Boca Juniors rischia multa per la maglia stile Palermo Corrieredellosport.it
  5. ^ (ES) Se cae un mito: la hinchada de Boca no suma la mitad más uno del país, Infobae.com, 1º aprile 2006. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  6. ^ La camiseta at Boca Juniors official site, Bocajuniors.com.ar. URL consultato il 5 maggio 2013.
  7. ^ "Boca fue el Milan contra la U", Diario Perfil, 14 June 2012
  8. ^ "Boca presentará un particular diseño de verano", Clarín, 2012-01-13
  9. ^ "La nueva camiseta de Boca Juniors para el verano", Diario Hoy, 20 December 2012
  10. ^ "La nueva camiseta de Boca es violeta y ya genera polémica", Diario Jornada, 21 December 2012
  11. ^ (ES) Palermo, Martín, Historia de Boca Juniors.
  12. ^ (ES) Cherro, Roberto Eugenio, Historia de Boca Juniors.
  13. ^ (ES) Varallo, Francisco Antonio, Historia de Boca Juniors.
  14. ^ (ES) Tarasconi, Domingo Alberto, Historia de Boca Juniors.
  15. ^ (ES) Sarlanga, Jaime, Historia de Boca Juniors.
  16. ^ (ES) Boyé, Mario Emilio Heriberto, Historia de Boca Juniors.
  17. ^ (ES) Benítez Cáceres, Delfín, Historia de Boca Juniors.
  18. ^ (EN) Daniel Windler, Boca Juniors' series of 40 matches unbeaten in the Primera División, RSSSF, 17 gennaio 2008. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  19. ^ (EN) Daniel Schweimler, Boca soccer fans' grave devotion, BBC News, 6 maggio 2006. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  20. ^ [1] [collegamento interrotto]
  21. ^ (EN) Boca taxis sure to be shunned by River fans, Reuters, 17 febbraio 2006. URL consultato l'11 febbraio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Flag of Argentina.svg Campeonato de futsal AFA - Apertura 2009 Flag of Argentina.svg

17 de Agosto Futsal | Argentinos Juniors | Boca Juniors | Caballito Juniors | Ferro Carril Oeste | Social Parque
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